Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    11 Jan 2004
    Località
    Los Angeles, CA
    Messaggi
    11,430
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Ricapitoliamo (non mio)

    IL PUNTO DOPO LA PENULTIMA DI CAMPIONATO (PARTE PRIMA)
    di Antonio La Rosa
    E’ estremamente difficile riuscire a parlare di calcio giocato in questo
    clima di guerra civile calcistica che si è venuto a creare dopo la
    propalazione delle famigerate intercettazioni telefoniche contenute
    nell’indagine archiviata (ripeto ARCHIVIATA) della Procura della Repubblica
    di Torino su Moggi e altri.
    Anche perchè è già difficile parlarne in condizioni normali, con un ambiente
    che preferisce più l’insinuazione e le discussioni "dietrologiche", che il
    commento tecnico a quanto accade in campo: se già in tempi normali
    l’argomento quasi esclusivo di discussioni calcistiche è la ricerca
    dell’errore arbitrale inteso come prova di trame, complotti, intrallazzi e
    quant’altro, figuriamoci adesso, essendo venute fuori queste
    intercettazioni, che i media peraltro riescono a presentare con la dovuta
    malizia e la abile miscela di disinformazione, e su ciò ci tornerò oltre.
    La cosa strana è che, ad esempio, quelli che hanno gridato allo scandalo per
    le discussioni tra Moggi e Pairetto relative agli arbitri della Juventus in
    campo internazionale, sono gli stessi che, a suo tempo, attaccarono Carraro,
    presidente FIGC, per l’eliminazione dell’Italia dal mondiale nippo-coreano,
    rimproverandogli lo scarso peso politico in campo internazionale e
    soprattutto (udite, udite) di non aver fatto nulla per ottenere arbitri che
    tutelassero l’Italia, anzichè il tanto vituperato Moreno, divenuto il
    parafulmine per una eliminazione più che meritata, a ricordarsi di come gli
    azzurri giocarono contro Croazia e Messico, e come gettarono alle ortiche la
    gara contro i coreani.
    Quindi la nostra stampa pretende che un presidente federale si batta per
    ottenere arbitri diciamo "non ostili" per la Nazionale, però grida allo
    scandalo se la stessa cosa fa un dirigente di una squadra, la Juventus in
    particolare, quando gioca in Europa.
    Singolare questo modo di ragionare, vero?
    Peraltro, leggendo in giro, c’è chi ha notato che quella famosa designazione
    annunciata da Pairetto a Moggi, con riferimento ad Ajax - Juventus, non è
    che fosse di quelle, per così dire, incoraggianti, tali da far pensare ad
    una direzione "addomesticata": Meyer infatti è stato l’arbitro di Juventus -
    Real Madrid, semifinale di CL 2003, gara nella quale, per coloro che si
    fossero "smagnetizzati" la memoria, ai madrileni venne concesso un rigore
    direi alquanto dubbio, e nel finale comminò la famosa ammonizione a Nedved,
    che impedì al ceco di giocare la finale.
    E se la memoria non mi inganna, non fu decisamente, quello di Meyer, un
    arbitraggio per così dire favorevole.
    Io di norma non commento mai gli arbitraggi nelle partite della Juve, tranne
    in due casi, quando l’arbitro è stato davvero impeccabile, o quando a mio
    giudizio ha arbitrato male in generale: bene, ricercando il commento per
    quella gara, ho ritrovato questa frase "due parole infine sull’arbitraggio:
    capisco che va di moda dirigere all’inglese, ma lui lo è stato fin troppo in
    qualche frangente", e mi riferivo a parecchie entratacce dei giocatori
    olandesi.
    Insomma sono questi gli arbitraggi che "agevolano" la Juventus.
    Ma non è solo questo il discorso.
    Inizialmente le intercettazioni sono state dipinte come una forte
    interferenza di Moggi sulle designazioni arbitrali, si è data delle
    intercettazioni tra Pairetto e Dondarini una interpretazione distorta, quasi
    a far capire che il designatore volesse condizionare l’arbitro in senso
    favorevole ai bianconeri, salvo poi scoprirsi, ad una lettura attenta, che
    il significato era esattamente opposto; si è detto che i dirigenti juventini
    volevano che Dattilo dimezzasse l’Udinese, per poterla incontrare la
    domenica successiva rimaneggiata, salvo poi scoprirsi che la telefonata in
    questione era delle ore 16,58, a gara tra friulani e Brescia già conclusa,
    quando peraltro venivano mandate in onda le immagini dei tafferugli
    scoppiati in campo, e dunque quella frase "se è sveglio gli dimezza la
    squadra" non era altro che un commento a quanto successo in campo, non un
    "invito" ad arbitrare in un certo modo.
    Quindi l’unica conversazione emersa, dal chiaro significato inopportuno, è
    quella relativa alla richiesta di certi arbitri per certe gare amichevoli,
    come pure può ritenersi dal contenuto inopportuno quella tra Moggi e Baldas,
    a proposito dei giudizi sulle direzioni arbitrali e sulla richiesta di
    "trattare bene" alcuni arbitri.
    Ma questo tutto sommato è cosa che accade anche pubblicamente: quante volte
    abbiamo sentito Sensi, Moratti e altri galantuomini del nostro calcio,
    lamentarsi degli arbitri pubblicamente ed invitare i designatori ad inviare
    loro arbitri più "graditi"?
    Nessuno si è indignato, almeno mi pare.
    Io tuttavia ritengo molto più grave il tentativo di "deviare" l’oggetto
    della discussione, coprendo ad arte alcune intercettazioni, il contenuto
    sarebbe invece da meglio attenzionare.
    Come quella, ad esempio, nella quale risulta che per la stagione 2004 - 05,
    si puntava decisamente ad uno scontro al vertice tra Inter e Milan, ed in
    particolare sulla vittoria dei nerazzurri.
    Come mai?
    Ma soprattutto, come mai nessuno ha voluto commentare questa interessante
    intercettazione tra Moggi e Giraudo, che vi trascrivo interamente e
    fedelmente:

    MOGGI; «Sì sì ma qui però devono scendere».
    GIRAUDO; «Io so che poi alla fin fine ... adesso dobbiamo martellare fare
    disfare, però sappiamo che sarà così tutto l’anno. Vedrai, ci romperemo i
    co... tutto l’anno».
    M; «Sì non ho dubbi, infatti è successo anche il casino per Gilardino».
    G; «Sì sì interpellato per la metà, ma quello sai da dove viene, dai
    romanisti contro Berlusconi eh. Ma certo eh son bestiali. Roma è una cosa
    bestiale».
    M; «Quindi poi dice ho letto dal titolo Galliani infuriato. C’è poco da
    infuriarsi lì, e quando ieri mi dissero di Capitalia comincia a crederci
    anche».
    G; «Sì sì fanno tutto una roba attorno che non c’entra niente con una cosa
    incredi*bile, una cosa incredibile».
    M; «Noi siamo impotenti di fronte a una cosa del genere dobbiamo far da
    spettato*ri e da spettatori non faremo mai fino all’ultimo, romperemo il
    gabinetto. Però voglio dire noi siamo i più deboli di tutti nell’anello».

    Soprattutto ponete attenzione a questa ultima frase, decisamente molto
    significativa.
    Si capisce bene che c’è un confronto tra poteri molto forti in campo
    calcistico, quello chiamiamolo "imprenditoriale - politico" e quello
    "finanziario - creditizio", tradotto, da un lato l’area che si richiama al
    Milan, a Fininvest, alla Lega professionisti guidata da Galliani, che è
    dipendente indiretto di Fininvest in quanto dipendente del proprietario sia
    di Fininvest che del Milan; dall’altro l’area che fa capo al gruppo
    Capitalia, principale creditore e dunque finanziatore indiretto delle
    società romane, del Parma, gruppo bancario da cui dipende Carraro,
    presidente di Mediocredito centrale, la banca finanziaria di Capitalia.
    E si capisce che la Juventus in questo "confronto - incontro - scontro" tra
    due colossi, è la parte meno forte, quella che rischia di essere
    schiacciata, e dunque il discorso che "dobbiamo fare da spettatori ma da
    spettatori non faremo mai fino all’ultimo, romperemo il gabinetto", assume
    un ben preciso significato, direi anche chiarificatore di quanto sta
    accadendo adesso.
    Ma naturalmente a nessuno interessa una analisi seria di questo aspetto, ciò
    che conta è il desiderio giacobino di teste tagliate, tutte bianconere, il
    poter gridare che la Juve ha rubato, e del resto chi ha dato in pasto alla
    furia popolana le intercettazioni, ben sapeva che avrebbe trovato terreno
    molto fertile, e dunque è chiaro che l’operazione "sputtanamento" di Moggi e
    Giraudo non è altro che una lezione impartita a questi due, per qualcosa che
    o hanno fatto e non dovevano fare, o non hanno fatto e dovevano fare.
    Come ha giustamente detto e scritto Giancarlo Padovan, solo chi era in
    possesso di questo materiale poteva consegnarlo alla stampa, e se questo
    materiale era presso la Federcalcio, rimasto fermo per circa 6 mesi, è
    chiaro che serviva usarlo solo adesso.
    Anche se ho la strana sensazione che stavolta la cosa possa rivelarsi un
    boomerang.
    Come ricorderete, venerdì scorso Carraro in una conferenza stampa annunciò
    una inchiesta rapida e punizioni esemplari per i responsabili, e parve
    sospetto questo proclama, ponendosi a mente che lui questo materiale lo
    conosceva già da mesi; quasi contemporaneamente, da Torino Giraudo
    indirettamente gli replicava che se c’erano punizioni esemplari da prendere,
    che fossero le benvenute, dato che la Juventus per conto suo aveva una
    archiviazione già pronunciata, ma se c’erano in corso altre indagini
    altrove, non poteva pronunciarsi oltre, per evetuali posizioni di altre
    società e dirigenti.
    La stessa sera è circolata con maggiore insistenza la notizia che a Napoli
    c’era un filone di indagine molto ma molto più scottante, e che a Roma stava
    andando a fondo l’indagine sulla vicenda GEA, società che molti danno per
    ignoranza o malizia come vicinissima alla Juventus, ma che in realtà è un
    preciso gruppo di affari prettamente romano, ben appoggiato in Federcalcio e
    coperto da Capitalia: fondatori furono i rampolli Tanzi e Cragnotti (toh! i
    figli dei noti emittenti dei bond truffa venduti da Capitalia ai poveri
    risparmiatori), ci sono nel mezzo Chiara Geronzi e Franco Zavaglia, ex
    procuratore di Totti, oltre naturalmente ad Alessandro Moggi, piazzato lì
    direi con molto fiuto dal padre, dato che il nostro Lucianone, non essendo
    stinco di santo, ma grande affarista, ha ben fiutato l’operazione
    economicamente vantaggiosa, cogliendo l’occasione per inserirvi il figlio.
    Operazione spregiudicata certo, ma non illecita, almeno fino a quando non
    sarà vietata dalle regole sportive.
    Tornando al discorso di prima, evidentemente la notizia di queste due altre
    indagini, che certamente si svolgono anche nei confronti di Moggi, ha tolto
    il sorriso e la parola a Carraro, a cui nel frattempo sono state rinfacciati
    certi ritardi e certi silenzi (insomma il canonico "non poteva non sapere")
    tenuto conto che chi volle Pairetto e Bergamo, nel 1999, fu proprio lui,
    allora presidente di Lega, su un accordo di compromesso tra le milanesi, le
    romane, la Juventus, la Fiorentina e il Parma: come dire TUTTI COSTORO
    PRETESERO LA DIARCHIA DEI DESIGNATORI ARBITRALI, ED EVIDENTEMENTE TUTTI
    COSTORO AVEVANO I LORO INTERESSI AD AVERE PAIRETTO E BERGAMO.
    Non è un caso che dopo i primi proclami di repulisti, Carraro si sia
    "improvvisamente" dimesso.
    E non neppure è un caso che sulla vicenda è piombato un assordante silenzio
    dei vari dirigenti di altre squadre che, loquacissimi in altri tempi a dir
    male degli arbitri (mi riferisco a Moratti, ma anche ad altri), stavolta che
    materiale teoricamente ne avrebbero, rimangono zitti ed immobili.
    Strano, vero?
    Certo, parlano gli altri, parla il violatore di regole per allenare,
    "bellicapelli" Mancini, raccomandato GEA per allenare senza titolo la
    Fiorentina nella stagione 2000 - 01; parla pure Ancelotti, che ha trovato
    l’occasione per farmi perdere la stima che avevo in lui.
    Vedete, Ancelotti è stato l’allenatore della Juventus nei due anni del
    lavacro, del gol annullato a Cannavaro descritto universalmente come prova
    di furti, dei giocatori con i passaporti falsi, dei regali agli arbitri da
    parte di Moratti e Sensi, della sentenza della Corte Federale che di fatto
    salvava gli scudetti di Lazio e Roma, e dunque avrebbe, proprio lui, molti
    argomenti per non dico "difendere" l’operato di due dirigenti che in fondo
    lo scaricarono in modo inelegante, ma almeno per difendere la regolarità dei
    risultati sul campo conseguiti da chi vince.
    A meno di doversi sostenere che, pur in presenza di manipolazioni
    orchestrate da Moggi, il nostro Ancelotti era così mediocre da non essere
    capace di vincere ...
    Ok, per ora mi fermo qui, avrei ancora molto da scrivere, intanto per quanto
    riguarda l’accusa che molti mi fanno di difendere Moggi (non è così, anzi è
    esattamente l’opposto e lo spiegherò separatamente), o di scendere dal carro
    vista l’aria infetta (neppure questo è vero, io sono juventino, non tifoso
    dei singoli, siano essi giocatori o dirigenti, che passano); poi per quanto
    riguarda l’evoluzione in casa Juve e le dichiarazioni di John Elkann; quindi
    per quanto riguarda l’aspetto prettamente agonistico, dato che a ben vedere
    dovremmo parlare di questo, non di altro, e dunque della conclusione del
    campionato in vista dei mondiali, insomma c’è molta carne al fuoco, e
    francamente più che un articolo occorrerebbe un libro.
    Chiudo questa prima parte con due piccole notazioni.
    La prima è che in questi giorni ho ricevuto un sacco di email, molte di
    juventini consenzienti a quanto da me esposto, poche di juventini in aperto
    dissenso sulle mie opinioni, molte di non juventini, tra cui mi piace citare
    quelle di quei tifosi certamente avvelenati contro i bianconeri, ma che
    hanno portato argomentazioni a sostegno delle loro opinioni, e con i quali
    ho avuto e sto avendo un carteggio schietto ma civile.
    In tutto questo contesto ho anche avuto l’angolo dell’umorismo, una email di
    un milanista che, dopo le solite trite amenità, si dichiarava contento del
    secondo posto del Milan, conquistato onestamente come le vittorie in passato
    ...
    Avevo bisogno di ritrovare il sorriso, e chi meglio di un milanista che mi
    associa due concetti opposti nella stessa frase (Milan e onestà), poteva
    riuscire in questo intento?
    Infine, ho deciso di cambiare gestore di telefonia cellulare, dopo anni di
    fedeltà assoluta alla Omnitel prima e alla subentrata Vodafone poi: non
    posso accettare che la mitica Megan Gale venga sostituita da ... Pupone
    Totti!
    Per oggi è tutto (forse anche troppo).
    Alla prossima

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    26,592
     Likes dati
    13
     Like avuti
    68
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Pairetto e De Santis indagati
    Per "associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva". Sotto inchiesta a Napoli anche Cellini (Gea). Sospetti su funzionari in contatto con la Juve

    ApROMA, 10 maggio 2006 - L'ex designatore Pierluigi Pairetto è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Napoli per "associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva". Non è che uno degli avvisi che sconvolgeranno ulteriormente il mondo del calcio. L'altra certezza che ieri è venuta da Napoli è che con lui risulta indagato - per lo stesso reato anche Massimo De Santis, uno dei due arbitri che dovrebbe (e ora il condizionale è d'obbligo) rappresentare l'Italia ai prossimi Mondiali. Indagato anche il socio Gea Tommaso Cellini.
    LE TALPE - Ieri a Roma i pm di Napoli (Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, accompagnati dal procuratore aggiunto Roberti responsabile della Direzione distrettuale antimafia) hanno consegnato al capo della Procura di Torino Maddalena (accompagnato dagli aggiunti Tinti e Guariniello) copia delle intercettazioni che riguardano gli uffici torinesi: in particolare si tratta di tre funzionari ai quali i dirigenti bianconeri hanno fatto diverse telefonate. Indubbiamente queste intercettazioni riguardano un periodo caldo della Procura torinese che in quella fase vedeva i dirigenti bianconeri impegnati nel processo per doping in cui l’accusa era sostenuta proprio da Guariniello e in cui risultavano imputati il medico sociale Riccardo Agricola e Antonio Giraudo.
    INTERCETTAZIONI - Manca ancora qualche giorno per la chiusura dell'inchiesta napoletana e già l'ottimo lavoro investigativo ha provocato, e continuerà a farlo, un vero e proprio terremoto. A questo punto sembra ormai certo che l'iceberg sta pian piano emergendo: le dimissioni di Carraro sono state solo il primo atto, molte altre probabilmente le seguiranno. Circa due anni di indagini riservatissime sul mondo del calcio, un'intera stagione di intercettazioni, hanno portato a far emergere — per i pm Beatrice e Narducci — una vera e propria associazione di persone operativa sul calcio mercato e sull'intero campionato 2004-2005.
    L'INCHIESTA ROMANA - Ieri i pm Palamara e Palaia hanno trascorso il tempo a mettere a posto gli appunti e a far notificare gli avvisi di garanzia a Chiara Geronzi e Franco Zavaglia, rispettivamente socia e amministratore delegato della Gea, per «illecita concorrenza con violenza e minacce». I due si aggiungono agli avvisi per Alessandro e Luciano Moggi, ma al momento non si escludono ulteriori passi avanti. I pm hanno intanto ribadito che non si occuperanno della vicenda arbitri per non «intralciare» il lavoro di Napoli, ma proprio per dare corpo alla parte relativa sia alle accuse sugli arbitri che al predominio Gea, oggi a Roma verrà sentito Ermanno Pieroni, ex presidente dell'Ancona e attuale d.s. dell'Arezzo. Alla Guardia di Finanza sono invece delegate le audizioni dei calciatori Baiocco, Blasi, Tedesco e Gatti, oltre al figlio e tre collaboratori di Franco Zavaglia e al procuratore Stefano Antonelli.
    I CALCIATORI - Davide Baiocco, il 31 gennaio del 2002, passò dal Perugia alla Juventus cambiando procuratore e affidandosi ad Alessandro Moggi. E fu il suo ex agente, Gianni Allegrini, a denunciare che il centrocampista sarebbe stato costretto a disdire il mandato durante la trattativa. Baiocco ha, tuttavia, precisato di non aver ricevuto pressioni da alcuno. Quanto a Manuele Blasi, fu Luciano Gaucci a raccontare che la Juve lo voleva assieme a Fabrizio Miccoli e così tra l'estate del 2002 e il gennaio 2004, a suo dire, venne ideato un movimento di calciatori tra Perugia e Torino. Nel mirino dei magistrati della capitale anche la cessione di Giovanni Tedesco dal Perugia al Genoa; i pm vogliono verificare, tra l'altro, il presunto avvicinamento del calciatore da parte di Alessandro Moggi nel periodo in cui era sotto contratto con altri procuratori. Gli inquirenti sono interessati, infine, alle dichiarazioni dell’ex centrocampista del Perugia Fabio Gatti. In particolare per quanto riguarda Gatti ci sarebbero anche aspetti che riguardano il suo trasferimento al Napoli in questa stagione.
    Maurizio Galdi

 

 

Discussioni Simili

  1. Ricapitoliamo...
    Di alexeievic nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 28-05-10, 21:59
  2. Ricapitoliamo
    Di sarrebal nel forum AC Milan
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 09-05-06, 19:04
  3. ricapitoliamo...
    Di Rodolfo (POL) nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 10-06-02, 03:56
  4. Ricapitoliamo
    Di Josto nel forum Lombardia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12-03-02, 01:03

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito