Secondo un recente rapporto di un organismo dell’Onu, l’Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA), nel periodo compreso tra il 29 marzo ed il 12 aprile Israele ha sparato verso la Striscia di Gaza ben 34 missili aria-terra e oltre 2.300 colpi di artiglieria pesante, pari a più di 150 al giorno (ma vi sono numerosi testimoni, tra cui Conal Urquhart del giornale inglese The Guardian, che parlano anche di trecento colpi di artiglieria al giorno).

Questo bombardamento indiscriminato – concentrato soprattutto intorno alle zone di Beit Lahia, Beit Hanoun e del campo profughi di Jabalia – ha provocato la morte di 17 Palestinesi, tra cui due bambini di 5 e 8 anni, ed il ferimento di altre 62 persone, tra cui una donna incinta e 11 bambini.

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Non per dare la colpa a qualcuno ma per dare un quadro meno "di parte". Un quadro che vede i morti palestinesi di ogni giorno in un trafiletto, e le vittime di attentati in prima pagina e apertura Tg.