La mia non era una domanda ironica genio.Originariamente Scritto da Fuori_schema
Ma se tu puoi aiutare voxina ed elencarci qualcosa di concreto, magari sei di aiuto.
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Si si, lo sappiamo, l'11 Settembre, il buco della sinistra, "non mi lasciano lavorare", i "poteri forti", la Confindustria, i sindacati, la magistratura, i komunisti, l'alta finanza internazionale contro di me, i no-global, i giornali monopolizzati dalla sinistra, "mi hanno frainteso", e blablablablablablabla.Originariamente Scritto da kingzorc
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Questo dimostra il "lavaggio del cervello" che il b. fa ai propri elettori. Io nell'università ci lavoro (e ci insegno) e SO (inzieme a tutti i docenti italiani) di cosa sto parlando. I programmi ministeriali puoi leggerli da solo ad esempio quelli per la scuola primaria da questo sito e riguardo la riforma per docenza universitaria forse questi sono PARERI DI POCO CONTO SECONDO TE:Originariamente Scritto da Ross88
Università: mobilitazione nazionale i rettori contro la riforma Moratti Università: mobilitazione nazionale dei rettori contro la riforma Moratti Da Milano a Palermo, passando per Torino, Firenze, Bologna, L’Aquila, Napoli, Cagliari, Lecce: i professori delle università italiane sono sul piede di guerra contro la riforma Moratti. Il disegno di legge sulla docenza universitaria passato il 15 giugno alla Camera e in attesa di avere il via libera al Senato non piace praticamente a nessuno. Parole di fuoco che hanno attraversato la penisola come un vento, perché oltre ai docenti sono scontenti gli studenti, i ricercatori, la stessa Confindustria è dubbiosa sull’efficacia dei provvedimenti. A coordinare la protesta è stata la Conferenza dei Rettori che in un’affollata Assemblea generale alcuni giorni fa aveva preannunciato per giovedì 30 giugno, in contemporanea negli atenei italiani, sedute straordinarie dei Senati accademici. L'organo di coordinamento dei rettori ha poi prodotto un duro comunicato stampa. L’adesione è stata quasi unanime, tranne per alcune università (come quella di Modena) dove gli organi collegiali sono impegnati nell’elezione del nuovo rettore.
Si è cominciato da Roma, dove ha sede l’ateneo più grande d’Europa, oltre a due università pubbliche in forte espansione. «Il dibattito è stato serrato» ha detto Marco Merafina, coordinatore nazionale dei ricercatori (oltre 21mila in tutta Italia), convocato in qualità di rappresentante della sua categoria al “tavolo tecnico” del Senato accademico che ha lavorato ad un proposta alternativa al ddl Moratti. Con una mozione finale scontata: «A larghissima maggioranza - riferisce Merafina – è stato votato un documento che richiede il ritiro del ddl e la sua sostituzione con un disegno di legge diverso che faciliti l'accesso dei giovani ai ruoli dell'università con regole più trasparenti e consistenti risorse economiche».
«Il disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti in discussione al Senato è un testo sconclusionato, che non offre risposte alle attese dei ricercatori, non risolve il problema del precariato e rischia di smantellare il sistema universitario, portandolo verso una deriva inarrestabile». Duro il giudizio espresso dal rettore dell'Università di Firenze, Augusto Marinelli, al termine della seduta straordinaria del Senato accademico. Quella andata in scena non è solo una protesta clamorosa o «un atto simbolico - ha aggiunto Marinelli - ma serve a far capire al Paese i rischi che corre il sistema universitario se il Senato dovesse approvare le norme di questo testo». Secondo il rettore dell’ateneo felsineo è a rischio anche l’inizio del prossimo anno accademico: «Se il disegno di legge dovesse passare, c'è il rischio che molti corsi non partano. I ricercatori, che sostengono circa il 40% dell'offerta didattica, potrebbero non accettare le nuove
norme». La facoltà di Scienze della Formazione potrebbe bloccare tutti i corsi. Nel documento approvato all'unanimità dal senato accademico si chiede la modifica delle procedure concorsuali, e l'introduzione di un sistema di valutazione dell'Università affidato ad un organo indipendente dal Ministero e dallo stesso mondo accademico.
I rettori dei tre atenei di Milano, Enrico Decleva della Statale, Giulio Ballio del Politecnico e Marcello Fontanesi della Bicocca, intervenuti congiuntamente nella sede della prima università della città non usano mezzi termini: «Questo disegno di legge sulla docenza universitaria è un gran pasticcio, penalizza le università pubbliche e la possibilità di formare i giovani». Decleva si è soffermato sulla scellerata decisione di voler abolire il ruolo di ricercatore, che diventerà una figura a tempo determinato (3 anni, rinnovabili una volta sola) eliminando una «preziosa tappa intermedia» tra i giovani dottori di ricerca e il ruolo di professore associato. «In questo modo i giovani si troveranno dopo sei anni con nulla in mano e sarà difficile che vincano il concorso di associato visti i circa 15 mila ricercatori ora in ruolo che certamente si candideranno». Un altro punto controverso riguarda l’introduzione del ruolo di professore aggregato: «La legge la apre, su domanda, anche al personale tecnico-amministrativo laureato – spiega Decleva con il rischio di trovarsi professori senza nessuna carriera di ricerca alle spalle». Un capitolo a parte il problema dei soldi: mancano «non solo quelli per i progetti di ricerca ma anche per pagare chi ci lavora - spiega Piero Macchi, ricercatore in Chimica alla Statale - Non è facile arrivare a 35 anni con 1000 euro al mese».
Anche il Senato accademico dell'università dell'Aquilaha approvato all’unanimità il documento predisposto dalla Crui esprimendo «con forza il più netto dissenso rispetto al proseguimento della discussione di tale testo e, considerando gli effetti devastanti sulla qualità del sistema universitario che ne deriverebbero, chiede il suo abbandono o una sua radicale revisione». «Per quasi un anno la Moratti ha rifiutato qualsiasi dialogo con il mondo dell'università – ha detto il rettore Ferdinando di Orio - oggi lo stesso mondo dell'università esprime in maniera clamorosa, mai verificatasi prima, la propria protesta. Il Ddl Moratti introduce infatti soluzioni normative che contrastano con i principi del riconoscimento del merito e della qualità e adottano logiche vistosamente clientelari».
A Napoli è stata l'università Federico II ad ospitare la riunione congiunta dei rettori di tutti gli atenei campani: Guido Trombetti ha fatto da padrone di casa ma erano presenti anche Pasquale Ciriello dell'Orientale, Gennaro Ferrara della Parthenope, Raimondo Pasquino dell'Università di Salerno, Aniello Cimitile dell'ateneo del Sannio, e Antonio Grella della Seconda Università di Napoli e Lucio D'Alessandro, preside della facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola Benincasa. Pasquino sottolinea lo squilibrio economico che si produrrebbe tra le strutture italiane: «Molte delle Università del Sud sono nate negli ultimi anni e questa riforma impedisce il riequilibrarsi del divario tra il Nord e il Sud» mentre il rettore Sorella è intervienuto sulla questione dei ricercatori: «In Italia abbiamo una percentuale del 2,8 % sulla popolazione contro il 5,4% dell'Ue, l'8.1 degli Usa e 9,3% del Giappone. Nel progetto di legge il capitale umano, viene ulteriormente bistrattato perché viene rinviata l'entrata di queste persone nel mercato del lavoro e permettiamo, con questo meccanismo, una fuga dei cervelli verso altri Paesi».
Il Coordinamento dei ricercatori dell’università di Cagliari ha definito un vero e proprio «Requiem per l'Università» la contestazione andata in scena nell’ateneo isolano. Il rettore Pasquale Mistretta ha convocato infatti in assemblea straordinaria il Senato accademico e il Consiglio di Amministrazione, oltre ai docenti, studenti, personale tecnico-amministrativo, dottorandi, borsisti e contrattisti, tutti uniti contro il progetto di riforma che mortifica l'università pubblica, rinnega l'autonomia universitaria, precarizza la docenza e disconosce il ruolo dei ricercatori.
Intanto mercoledì è andata in scena la protesta più colorata: sotto un sole che picchiava, nella centralissima piazza Sant'Oronzo, 600 studenti dell’università di Lecce hanno inscenato gli esami in piazza. Ad interrogarli docenti e assistenti del dipartimento di ingegneria dell'università salentina. Per organizzare la boutade gli studenti si sono autotassati versando 10 euro ciascuno per affittare banchi, gazebo, sedie e per allestire un punto di ristoro ma in questo modo hanno potuto evitare il blocco degli esami, uno degli effetti che questa riforma potrebbe produrre a breve.
«La legge Moratti è uscita da questa prima fase dell'iter parlamentare particolarmente lontana e distante dalle esigenze reali dell'università italiana»: questo i commento preoccupato del segretario dei Ds, Piero Fassino. «Questo ddl avrebbe dovuto rilanciare l'università - ha aggiunto il leader della Quercia – ma rischia invece di affossarla gravemente». Fassino propone quattro punti da cui ripartire: un sistema di valutazione della docenza, ingresso di giovani insegnanti e ricercatori, autonomia e risorse: «Su questi quattro temi chiediamo che si riapra il confronto».
Subissata dalle critiche il ministro Moratti non può fare altro che dichiarare la tregua, senza lasciare intendere se il percorso del Ddl continuerà in Senato: «Noi abbiamo dichiarato di essere, come sempre, disponibili al dialogo anche in questa fase, quindi abbiamo sempre detto che il testo può subire delle modifiche anche in funzione delle proposte che ci vengono fatte». La titolare del dicastero dell’Istruzione quindi per adesso si apre nei confronti della comunità accademica, disposta «a lavorare insieme per un testo che sia il più possibile condiviso». Ma ha anche bollato le proteste - che durano da due anni - come «mai costruttive».


parte del tuo elenco è reale, bravoOriginariamente Scritto da Fuori_schema


tu nn rammenti che ci siano anche docenti schierati?Originariamente Scritto da Scientist


La riforma Moratti è stata promossa dalle istituzioni europee.tanto bastaOriginariamente Scritto da Scientist


Se puoi linkarmi dove l'hai visto perchè non mi risulta. Per quanto riguarda il research day aggiungo:Originariamente Scritto da Ross88
Ricerca, retromarcia del governo
"Meno soldi per la scienza"
Cancellati gli investimenti previsti
tagli per 325 miliardi
di CLAUDIA DI GIORGIOROMA - I fondi stanziati dal governo per la ricerca scientifica sono pochi. Anzi, sono meno di prima, una vera doccia fredda sulle aspettative dei nostri scienziati, che in campagna elettorale si erano sentiti fare molte promesse da entrambi gli schieramenti politici, ma che alla prova dei fatti sembra dovranno farsi un altro buco alla cintura.
Il documento programmatico di Letizia Moratti dava molto spazio alla scuola e all'università, dedicando alla ricerca poche righe finali.
Un po' generiche, ma che contenevano l'inequivocabile impegno di portare gli investimenti nazionali per la scienza e la tecnologia al livello dell'Unione Europea, quel 2% di media tra spesa privata e spesa pubblica da cui l'Italia è lontana da sempre. E che, in termini pratici, richiede un aumento graduale del finanziamento pubblico, oggi attestato intorno allo 0,6%.
Ma di questo aumento non c'è traccia nel bilancio dello Stato all'esame delle commissioni del Senato. Ci sono invece tagli rispetto ai livelli stabiliti nella finanziaria dell'anno scorso. "140 miliardi di meno per la ricerca universitaria, 105 in meno nel fondo unico degli enti di ricerca (tra cui CNR, Agenzia Spaziale Italiana e gli Istituti nazionali di Fisica Nucleare e Fisica della Materia, n.d.r.), ed una diminuzione di 80 miliardi al FIRB, il fondo per progetti di ricerca strategici" dice Luigi Berlinguer, che assieme agli altri senatori dell'Ulivo ha convocato oggi un incontro per discutere la situazione.
A febbraio, incontrando la delegazione dei firmatari dell'appello per la libertà di ricerca, Berlusconi fece alcune promesse. Promise una maggiore attenzione per la ricerca scientifica, incarnata in una giornata evento, un "Research Day" annunciato per la fine di marzo e di cui si attende ancora la proclamazione. Promise un viceministro per la ricerca proveniente dall'ambiente scientifico, e ora a coadiuvare la Moratti c'è Guido Possa. Che è libero docente in controllo dei reattori nucleari al Politecnico di Milano, ma è noto soprattutto come ideatore della biografia di Berlusconi distribuita sotto elezioni. Il leader di Forza Italia promise infine anche nuovi fondi, e nuove e creative forme e fonti per reperirli: ma dal privato, e quindi dalle aziende, dalle fondazioni bancarie e dai singoli cittadini, sotto forma di donazioni defiscalizzate.
Le nuove forme creative sono, presumibilmente, ancora allo studio. In attesa che siano rese note, l'elenco di quel che ha fatto concretamente il governo fino ad ora per la ricerca è breve e indicativo. Sui vertici di due delle maggiori istituzioni scientifiche, il CNR e l'Istituto Superiore di Sanità, incombe la mannaia dello "spoils system", il "diritto a licenziare" gli alti dirigenti nominati negli ultimi sei mesi dal vecchio governo, che il Polo ha esteso a 450 posizioni chiave. L'ANPA, l'agenzia nazionale per la protezione dell'ambiente, è stata commissariata, e dal nuovo consiglio scientifico sono spariti gli ambientalisti storici. I brevetti sono stati totalmente liberalizzati, con un provvedimento, inserito nella legge per l'emersione del lavoro nero, la cui radicalità sta destando inquietudine. Anche all'estero: il prossimo numero della rivista inglese "Nature Biotechnology" dedicherà un'inchiesta all'argomento. E come non bastasse, due giorni fa Marcello Pacini, deputato di Forza Italia ed ex direttore della Fondazione Agnelli, ha scritto su La Stampa che il modo per risolvere sul serio il problema della ricerca scientifica in Italia è uno solo: abolire il CNR.
(23 ottobre 2001)
Ora è MOLTO PEGGIO...


In lire o in euro? O magari in sesterzi?Originariamente Scritto da Ross88
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Sentite due cifre, così di passaggio, e le sparate giù a cuor leggero, alla cazzo-di-cane. Servirebbe un po' più di precisione (un bel po' in più, anche se credo che alla fine sia congenito al vostro essere berlusconiani comportarsi così, come macchinette guaste). Poi qualcuno osa anche lamentarsi se si risponde solo con gli sfottò...![]()
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Ciao


Poveretto...Originariamente Scritto da alessandro74
...fa quasi pena vedere gente che dopo la sconfitta si attacca a questi discorsi...![]()


il buco è stao certificato qualche tempo fa dall'istat quindi se vuoi fare ironia fai pure pero quello che fa piu ridere sei tuOriginariamente Scritto da desmer