Risultati da 1 a 8 di 8

Discussione: Povero Silvio!

  1. #1
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    Predefinito Povero Silvio!

    Non senza qualche spunto interessante, il più gettonato thread del forum dei Cialtroni da liquidare, postato da nuvolarotta (il repubblichino più sfigato della storia) titola: "la satira li seppellirà". Giacché sappiamo tutti come sta andando (e cioè terribilmente in malora), propongo questo thread a eterno memento del povero Silvio.
    Ricordiamo qui le puttanate (specie quelle in tema economico), le figuracce, le promesse, le scenate le barzellette del povero Silvio: spero nel contriburo di nuvolarotta....
    Ovviamente sono ben accette poesie, canzoni ed epitaffi all'uopo.

    Incomincio con il ricordare che la storia dei brogli non è affatto recente: già nel 2000 il povero Silvio ebbe a dire
    "Non dimentichiamo che ci hanno dfraudato di 1.700.000 voti!"

    Der naechste, bitte!

  2. #2
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    Predefinito

    A Ballarò, immediatamente dopo la sublime trombatura di Storace, promise:
    "Debito/PIL al 3%; crescita oltre l'1,5%"

    Per forza: voleva fare lo sborooone....

  3. #3
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    Predefinito

    Proprio oggi:
    "Sarò rimpianto!"
    Non comprerò la Settimana Enigmistica....

  4. #4
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    Predefinito

    sostenitori di F.I. salutano le dimmissioni dell'ex premier - puffo



    Per informauro

  5. #5
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    Predefinito Successi E Insuccessi

    Mussolini marcio’ su Roma con una truppa di camice nere.

    Molti decenni più tardi, Berlusca marcio’ su palazzo Chigi, complice una troupe di TV Mediaset a colori PAL (1).

    Quando si accinse a marciare su Bruxelles, fu tradito da una troupe di TV europee, le quali misero alla berlina la sua smorfia da commedia dell’arte fatta ad un tedesco (il suo consigliere diplomatico non gli aveva detto che l’Europa é diversa dall’Italia).
    ---------
    (1) PAL = standard di trasmissione del colore in TV
    --------- Parigi, 6-7-03

    CULTURE UN PO DIVERSE
    L’ ICEBERG
    LE VALUTAZIONI

    Mi riferisco all’articolo “Basta Pregiudizi” (sul CdS del 1-7) di Heinz J. Fischer, il quale scrive fra l’altro: “Tuttavia la mentalità dei popoli rimane ostinatamente la stessa”. E continua dicendo: “In base alla mentalità tedesca, queste pesanti accuse rappresentano ostacoli insormontabili per un candidato…”, con riferimento al conflitto di interessi non risolto, ai processi in sospeso ed alla concentrazione dei media in mano a Berlusca.

    Successivamente c’é stato a Strasburgo un sorprendente battibecco tra il nuovo presidente del consiglio europeo e un deputato tedesco. Incidente che sorprende molti europei. Per i quali l’autorità e l’attendibilità di un presidente é anche legata alla sua capacità di servire il proprio Paese (e non ai suoi conflitti di interesse).

    L’incidente non sorprende troppo chi ha visto altre esternazioni e gaffes del presidente (ricordo, ad esempio, quella sulla cultura mussulmana, che fece scorrere i giorni seguenti fiumi d’inchiostro e determino’ la necessità di chiarimenti a livello ambasciatori). Soprattutto non sorprende chi, avendo viaggiato per lavoro in Europa per trenta anni, ha osservato differenze notevoli, nell’ambito della U.E., nei comportamenti come nelle culture e nelle sensibilità.

    Anni di paragoni ed esperienze in Europa mi spingono ad individuare le motivazioni culturali profonde di un incidente, cui potrebbero seguirne altri altrettanto spiacevoli (e negativi per l’immagine dell’Italia).

    L’ICEBERG

    Il comportamento (ma soprattutto il passato) di Berlusconi che non piace ad un Tedesco, a un Francese o ad un Britannico é solo la punta dello iceberg. La parte immersa dello iceberg riguarda i comportamenti sociali in Italia e nel resto della U.E. (1).

    Il quadro sociale relativo al resto della U.E (1) si puo’ sommariamente descrivere indicando quali sono i valori fondamentali in quelle società, le quali sono capaci di una vita sociale certamente più semplice di quella a cui noi siamo ormai abituati (essi sono listati nello Allegato 1). In tali società, nella vita sociale sono considerati degeneri (e credo siano l’eccezione), ad esempio, i seguenti fenomeni:

    - sbandierare demagogicamente un programma prima delle elezioni, attuarne uno differente dopo;
    - differenze sostanziali fra la formulazione dei diritti e leggi iscritte nella costituzione e nelle leggi e la relativa realizzazione pratica;
    - elevate differenze fra i programmi delle infrastutture o servizi sociali che sono alla base delle decisioni prese e i successivi consuntivi finali.

    In quelle società, che sono definite da Peyrefitte come “societés de confiance”, c’é in pratica davanti alle leggi e nella realizzazione dei diritti, una sola categoria di cittadini. Ed ognuno ottiene cio’ che gli spetta senza grandi sforzi (non serve il referente). Le capacità di condizionare il proprio futuro, per un popolo che ha adottato tali valori come patto sociale, sono elevate. Tali società arrivano a costruire una vita civile che non é impastata di emergenze, sorprese e insoddisfazioni. Potremmo accostare una società europea di tale tipo ad un grande fiume che scorre lento e calmo, senza grandi rischi di inondazioni.

    Un emigrato purtroppo tende invece ad assimilare la vita sociale in molte regioni italiane ad un torrente che scorre irregolare, con ingorghi improvvisi e rischi di inondazioni.

    LA DERIVA

    La parte immersa dello iceberg riguarda le notevoli distanze fra i comportamenti diffusi che caratterizzano la vita civile in altri Paesi della U.E. e quelli diffusisi in Italia negli ultimi venti anni circa.

    Non sembra necessario ricordare quali comportamenti si sono ormai diffusi in tante regioni d’Italia e in tanti settori. Posso pero’ dire che i comportamenti che erano diffusi in Italia trenta anni fa erano molto più vicini a quelli degli altri europei. A quell’epoca, nell’Italia sociale e politica, era ancora pretesa la serietà, la coerenza fra promesse ed azioni, fra doveri e comportamenti effettivi. Esisteva ancora una certa affidabilità di enti ed attori sociali, c’erano meno sorprese ed emergenze nella vita pubblica. A quell’epoca forse Berlusca non sarebbe stato accettato come premier.

    Successivamente, abbiamo lentamente ma con continuità abbassato notevolmente la soglia di guardia dei comportamenti accettabili. Una attenta riflessione potrebbe indicare perché cio’ é successo. Ora si accetta di tutto, in un periodo confuso in cui molti Italiani si limitano ad occuparsi del proprio giardinetto, quasi rassegnati alle sopraffazioni. Cio’ non é successo, almeno in tale misura, nel resto della U.E. Ecco quindi le cause sommerse della deriva dalla Europa, che costituisce la parte sommersa dello iceberg.

    Un emigrato in un Paese avanzato guarda i comportamenti prevalenti in Italia con occhiali europei, per cui arriva a valutazioni quali le seguenti (vedi anche gli Allegati):

    - esistono in Italia (ma non in U.E.) due categorie di cittadini, quelli che “fanno i mazzi” (i VIPs del potere civile e di quelli nascosti) e quelli che...............hanno bisogno di un referente per avere cio’ che gli spetterebbe, se la costituzione e le leggi fossero ben fatte e ben applicate;
    - la società sembra avviarsi verso uno scenario di delirio confusionale, ove tutto e il contrario di tutto puo’ succedere;
    - gli usi (e i mercanteggiamenti) da sook si diffondono ormai in molte città.

    Le disastrose conseguenze della mancanza di chiarezza, di riflessione e di organizzazione, che potremmo comprendere sotto il termine “confusionismo”, tipiche nell’Italia di oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Il confusionismo, l’improvvisazione, che sono italiane e non europee, sono la discriminante che distingue il sistema Italia dal resto della U.E..

    Putroppo col confusionismo si puo’ sopravvivere per poco. Si rischia il disastro. Cio’ nonostante, sembra che si sia perso di vista il quadro generale della società e ci si ingolfa spesso nelle fatiche di Sisifo per restare a galla in settori particolari, talvolta caratterizzati da acque non trasparenti. Quindi, si perde la vista d’insieme e non si fanno paragoni con altri tipi di società.

    A inizio secolo, nel mercato globale, é necessario adottare valori che sono comuni in altri Paesi e che permettono una vita civile meno confusa che in Italia. Anche per avere competitività. Tali valori, che esistevano in Italia, anche se non in misura sufficiente, si sono poi rarefatti, sembrano spariti dalla società di alcune regioni, a causa della nostra recente degradazione. Eccoli: l’organizzazione, la programmazione, la chiarezza della espressione orale e scritta (da preferire alle scelte intuitive), la logica, l’eguaglianza reale dei diritti dei cittadini, la selezione per merito, il realismo. E poi i valori primari che ne permettono la sopravvivenza: la serietà, la riflessione, la correttezza, la responsabilità, (vedi anche l’Allegato La Favola). Se avessimo diffusi tali valori in tutta la società, riusciremmo ad applicare completamente e pienamente la costituzione e le leggi. La società non avrebbe più strozzature (colli di bottiglia, dice Ciampi). E la competitività farebbe un balzo in avanti. Per ora non possiamo arrivare a tanto.



    IL FUTURO

    Il futuro dipende dalla nostra capacità di realismo e riflessione. I quali sono necessarii per poter ambire ad avere una vita civile a misura europea e pretendere di essere competitivi. Il secondo obiettivo, la competitività, é possibile in una società trasparente (di tipo anglosassone), non in una società di tipo sudamericano, come é quella italiana.

    I problemi della FIAT, la discesa del Paese nelle classifiche internazionali relative alla competitività, sono dei segnali. Visti i comportamenti diffusi, non son sicuro che ne terremo conto. Ma spero di sbagliarmi ad essere pessimista.


    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    P.S. In due righe: Berlusconi é un premier accettato dagli Italiani (ma essi sono di bocca buona). Non é un presidente del consiglio europeo visto con simpatia dagli altri europei (che io chiamerei più serii e meno confusi), neanche per un breve periodo.

    (1) Per U.E. intendo qui gli altri Paesi della U.E., eccetto la Spagna e la Grecia, che non conosco abbastanza.

    Allegati (chiedermeli):
    1. Comportamenti europei
    2. Mazzi e padrini
    3. Una favola

  6. #6
    Idealista DemoProletario :-)
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    Talking I bei tempi di quando c'era Lui ...

    Citazione Originariamente Scritto da informauro
    Proprio oggi:
    "Sarò rimpianto!"
    Non comprerò la Settimana Enigmistica....
    Ah su questo non ho alcun dubbio....tutti noi rimpiangeremo infatti i suoi gloriosi anni di conflitto d'interessi,leggi ad personam,crescita zero,debito pubblico al 106%,precarieta',attacchi delegittimanti alle Istituzioni,campagne elettorali in stile rissa da osteria,incidenti diplomatici,autoassoluzioni,guerre,epurazioni di giornalisti e comici,candidature di pregiudicati,bandane,sovratacchi,cerone,rimmel,mas cara,etc. etc.
    E' la fine di un'epoca che NON tornera' piu'....e un giorno potremo dire IO C'ERO!
    Hola!

    "HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!"

  7. #7
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    Predefinito

    Antonio, i tuoi (lunghissimi) messaggi sono molto interessanti. Su un punto mi permetto un distinguo: "i problemi della FIAT". Sono problemi che trovi ovunque, negli SU, dove GM e Ford se la passano maluccio, ed anche in Francia, dove la precoce mossa Renault+Nissan, sta mostrando la corda e la Citroen non mi pare un fior di primavera.
    FIAT sta uscendo dalla crisi. E questo nonostante la politicazero dell'ex governo. La questione FIAT mi da spunto per ricordare quanto disse il povero Silvio ai licenziati FIAT di Termini Imerese: "Cercatevi un lavoro, eventualmente anche irregolare per un po' ...."
    In Francia, ma anche a Roma, con queste queste parole si capisce "lavoro nero". In Sicilia si intende "mano nera"...
    Povero Silvio....

  8. #8
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    Predefinito Se La Fiat Esce Dalla Crisi

    Se la Fiat esce dalla crisi, sarà per un periodo lungo ?

    Se lo sarà, tanto di cappello...Ma io continuo a dire: poiché in Italia non abbiamo ancora scoperto l' organizzazione, la programmazione, la strategia, abbiamo un grosso handicap rispetto agli altri europei.. Abbiamo preferito, avendo scelto il lavoro approssimativo, per la sparizione del lavoro a regola d' arte, le EMERGENZE....

    Pertanto non sarà facile risolvere la crisi Alitalia, la crisi (spero finita, ma attenzione..) FIAT, la crisi del Paese (per tanti motivi, ma anche perché sono spârite le capacità di gestione..). GLi Italiani non sanno gestire i macrosistemi...

    Perché ? Leggetevi sul mio Blog il testo "Colli di Bottiglia"e "Pubbl. Distruzione", ma anche questo qui:

    Una favola ( verosimile )

    Successe in tempi molto lontani, nei Paesi della U.E. a Nord delle Alpi.
    In Europa alcuni uomini illuminati andarono a caccia di valori.
    Si dice che fossero di stirpe germanica (alemanni o franchi ).
    Qualcuno invece sostiene che fossero degli anglosassoni.
    Questi illuminati, dopo lungo cercare, catturarono il valore organizzazione.
    Incontrandola per la prima volta, le fecero dei tests
    (sui processi mentali e nella vita di tutti i giorni).
    Ne apprezzarono i risultati e pensarono di utilizzarla.
    La educarono, le misero allora addosso dei bei vestiti,
    poi un cappello a cilindro, con su la scritta : Valore Primario.
    Poi la mandarono in giro,
    con la raccomandazione di infilarsi e lasciar traccia in ogni angolo dei Paesi europei.
    Si tratta di un valore furbo ed inoltre capace di strategia.
    Nei suoi lunghi giri, si presentò dapprima ai capi e direttori, governanti e principi.
    Fece dei bei discorsi, fu eloquente.
    Spiegò come il suo uso poteva estendere benefici effetti
    non solo ad ogni attività ben condotta, ma anche ai processi mentali.
    Mostrò l’interesse e la convenienza di chiamarla in causa il più possibile.
    Predisse che, se un giorno fosse stato creato il villaggio globale,
    la vita sociale sarebbe divenuta notevolmente complicata,
    creando cosí la assoluta necessità di organizzarsi.
    Una caratteristica dell’organizzazione è il suo spettro molto ampio.
    Le sue grandi capacità strategiche le permisero di entrare in gioco
    prima in quei settori e livelli ove poteva avere più influenza.
    Poi, man mano, scese anche ai bassi livelli.
    Nei Paesi ove fu meglio accolta, l’organizzazione fece un buon lavoro :
    Aiutò le culture e i cittadini a lavorare, in modo tale che
    i risultati di un’attività fossero il più vicini possibile alle previsioni e agli obiettivi iniziali.
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Cosa successe in Italia ? Non so, ma ho cercato di informarmi.
    Qualcuno mi ha detto che, poiché la cultura italiana ha una larga base artistica,
    era impossibile rendere compatibili organizzazione e arte.
    Altri pensano che, vista la diffusione dei comportamenti istintivi in Italia,
    l’introduzione della organizzazione avrebbe messo a rischio tali modi di fare,
    cosi tradizionali. Forse, in questo caso, ci sono due verità.
    Un’altra versione è che l’organizzazione esiste in Italia.
    Si tratta di un valore furbo e, come tale,
    si nasconderebbe ogni volta che teme di soccombere.
    Si ritroverebbe quindi in anfratti, località segrete,
    punti ove non rischia di soccombere all’istinto o all’arte.
    Pare anche che abbia eliminato la scritta dal suo cappello, per non urtare i cittadini.
    Ho consultato un paio di professoroni, lunga barba ed esperienza, per sapere come funziona.
    Il primo mi dice che bisognerebbe applicare l’organizzazione ai processi mentali,
    agli sviluppi del cervello, per avere dei ritorni in efficienza.
    L’altro invece mi ha detto che ciò non è possibile, perché in caso
    di tipologia artistica o istintiva, il cervello andrebbe in corto circuito ( nevrosi sembra ).
    Allora egli consiglia di applicare l’organizzazione alle azioni della vita di tutti i giorni.
    Anche qui, due verità !
    Allora ho capito che dovrò, per concludere, fare uno studio approfondito,
    sto già cercando la bibliografia.
    Qualcuno mi aiuta ?
    Comunque sia, secondo uno studioso, questa situazione incerta
    determinerebbe nel nostro Paese grossi scostamenti
    tra gli obiettivi dichiarati all’inizio di alcune attività sociali e i risultati ottenuti alla fine.
    Non garantisco che sia vero, ma spero di saperlo presto.
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    Un Vecchio che aspetta

    Un vecchio dalla barba bianca si trova ai confini dello Stivale.
    Vestito di bianco trasparente,
    sul cappello in vista due grandi parole : Compatibilità, Sviluppo.
    Nella sua bisaccia sono accatastati tanti Valori, forse da vendere, forse da mostrare.
    Lancia il suo sguardo al di quà delle nostre finestre.
    Incuriosito, sembra in attesa.
    Ricerca segni e prove della presenza di Valori su un territorio che conosceva bene.
    Continua a guardare, con insistenza. Sembra insoddisfatto.
    Vede al di là del portale Italia tante facce grige, interdette, dubbiose.
    Alcune, instabili, cambiano spesso colore.
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
    Avrà pazienza di aspettare i segnali che cerca, per poi decidere se entrare ?
    Per quanto tempo aspetterà ancora ? Speriamo per molto.
    Antonio Greco
    ANGREMA@wanadoo.fr

    ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------

    P.S. Le persone interessate ad esempi classici, ufficiali, della organizzazione italiana,
    possono chiedermeli. Risponderò volentieri.

    Un esempio nella U.E. :
    I Francesi fanno colazione con pane, burro e organizzazione.
    Chi preferisce il croccante, si serve dei wafers alla vaniglia e logica.
    Il sistema sanitario francese è forse il migliore d’Europa.
    Rapido, razionale, affidabile, alla portata di tutti.
    Centinaia di Italiani (pellegrini sanitari) vengono a servirsene
    per avere cure di buona qualità.
    I malati italiani sono tanti che, in alcuni ospedali parigini,
    le infermiere capiscono la nostra lingua.
    ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------
    Il mio Blog é: http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/

 

 

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