



lo sono stato... e sono molto attento a ciò che avviene sotto i miei sensi..
... per dire che non ha eguali devi aver sperimentato e assaporato la "bellezza" delle altre religioni!... altrimenti la tua è un'affermazione che si fonda sul falso!
... non saprei, un paio di messe a San Pietro a Roma, una decina a Santa Lucia a circonvallazione clodia a Roma, e un paio a San Giuseppe al Trionfale sempre a Roma... non ricordo i nomi di chi celebrò quelle messe... tranne quelle di san pietro... papa Paolo VI e papa Giovanni Paolo II...
“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”


Ultima modifica di ConteMax; 15-01-10 alle 17:10


Già, quei Romani che pensavano che oltre Gibilterra ci fossero.. i leoni
Prima di conoscerla, una cosa, in effetti la fantasia può volare.
E' stato poi, quando sono davvero entrati in contatto con il Vangelo, che i romani si sono convertiti. In massa.
E non mi risulta che abbiano mai compiuto atti di cannibalismo, o abbiano mai, che so, bevuto il proprio stesso piscio come supremo atto liturgico.
Vedi sopra: tu credi alle favole del cannibalismo... magari credi pure alla favola del progresso scientifico, che se non ci fossero i cattivi preti avrebbe già risolto tutti i problemi dell'umanità...Io penso invece che i cristiani credano a troppe favole
Insomma, non credo che in merito a favole e favoleggiamenti ci sia qualcuno che possa fare la predica ai cristiani.
“Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”






Con la logica non si può dimostrare tutto e il suo contrario. Inferire l'esistenza di Dio non significa decretarne la finitezza. Che la ragione sia condizionata dal contesto storico, sociale, antropologico, psicologico, ideologico nel suo atto esplicativo della realtà, che dunque abbia un valore riduttivo e strumentale, è una tesi filosofica non più sostenibile dopo Kant.
Il pdnc non è solo principio formalistico del pensare bensì dell'essere, stante che l'alterità di essere e pensare non è sostenibile. La domanda attorno all'esistenza di Dio si può in fin dei conti risolvere in questi termini: l'orizzonte attuale e immediato dell'esperienza sta in pari con la totalità? Se la risposta è negativa, se l'unità dell'esperienza non sta in equazione con l'essere, allora il piano metafisico - come apertura ad una dimensione che trascende l'apparire attuale - è già avviato, è già una questione di necessità. Ossia diventa un'affermazione immediata, legata a una comprensione concreta dell'immediatezza, non derivante da un processo mediazionale.
Ultima modifica di Platone; 18-01-10 alle 14:05
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.