Cattolico
Con il Papa, con la Chiesa e contro il Mondo
Questa mattina mi sono visto con un mio caro amico, il mio vero amico, ed a un certo punto il discorso è scivolato sulle attuali polemiche che investono la Chiesa cattolica circa la pedofilia. Il mio amico è da anni fortemente anticattolico, io pur non praticando resto vicino non solo alla Parola di Cristo ma anche alla Chiesa come Istituzione. E più si critica la Chiesa più il mio impulso è quello di difenderla, come adesso che Papa Ratizinger è sotto il fuoco nemico: ha taciuto, ha coperto, ha difeso… ma state zitti, vil razza dannata! Voi che criticate la pedofilia nella Chiesa siete gli stessi che tendete a giustificare la pedofilia nella società. Ipocriti imbroglioni, il cui tentativo manifesto – non da oggi – è solo quello di spazzare via il cattolicesimo dalla faccia della terra e di rendere tutto il mondo simile ad una gigantesca quanto squallida Svezia.
Ad un certo punto il mio amico mi ha chiesto perché, a mio avviso, coloro che attaccano Ratzinger gli contrappongono la figura più benevola di Papa Wojtyla. Allorché gli ho risposto che è in atto la vecchia tattica comunista di contrastare il nemico di oggi col nemico di ieri, che essendo generalmente morto ormai non può più difendersi. E’ patetico il rincorrere da parte progressista la figura di Papa Giovanni Paolo II. Gli stessi che lo esaltano polemicamente contro Benedetto XVI, ignorando bellamente i profondi legami teologici e umani dei due, sono quelli che nei primi anni ottanta dipingevano il vecchio Papa come reazionario. Ricordo un libro “Papone Wojtyla” di tale Adamo Scarascia, ed edito dalla Gammalibri, uscito “per ridicolizzare il Papa più grossolano della storia di Santa Romana Chiesa: vignette satiriche sui suoi viaggi, le sue piscine, le sue madonne, la sua dozzinale teologia. Il ritratto arrabbiato di un pontefice falsamente “diverso”, in realtà pericolosamente oscurantista” (dalle note di copertina).
Mentre spiegavo al mio amico che Ratzinger è sotto assedio per interessi politici mi rendevo conto che nonostante la lontananza dalla Chiesa le mie uniche speranze per un futuro migliore (o per meglio dire “non peggiore”) sono comunque rivolte alla Chiesa. La Chiesa come Istituzione religiosa e politica, la Chiesa come baluardo di moralità, come freno alle tendenze distruttrici ed autodistruttrici dell’uomo. Tutti noi abbiamo bisogno della Chiesa, tutti noi abbiamo bisogno di un Catechismo, anche se ci tocca trasgredirlo perché la carne è debole. Ma sapere che non siamo noi a discernere ciò che è giusto e sbagliato, sapere che i diritti umani sono nulla al cospetto dei diritti di Dio, sapere che il Dio cristiano è un Dio amorevole e Provvidenziale, sapere che Maria è il nostro conforto e la nostra arma contro il maligno, sapere che tutto ha un senso, uno scopo, e non finirà… E’ DI IMMENSA SODDISFAZIONE. E’ ciò di cui tutti noi abbiamo bisogno per andare avanti, per vivere una vita che altrimenti sarebbe oltre che senza scopo (o con scopi piuttosto limitati) assolutamente senza sale, scipita come la prescrivono i buddisti che accettano tutto salvo la cosa più bella: il Paradiso, sostituito dal ben più misero Nirvana.
Capita sempre così nella mia vita. Ogni qual volta mi allontano un po’ dalla Chiesa sto male. Ripeto che il mio essere cattolico non concerne l’andare a messa, pregare, fare la carità, cosa di cui mi dolgo e fa di me un peccatore. No, il mio essere cattolico sta nel mio credere nella Chiesa, nell’avere Fede, oltre in Gesù Cristo, nella Madonna e nei Santi, nell’Istituzione Chiesa. E questa Fede nella Chiesa si manifesta e si rafforza ogni momento in cui vedo sul volto di chi mi sta accanto quell’espressione confusa e perplessa di chi ormai non ha più alcun santo a cui votarsi e che nell’incertezza giudica, accusa, infierisce, aizzata dai media internazionali che hanno già emesso il verdetto:
La Chiesa Cattolica deve cadere
perché è il maggior ostacolo
verso il diffuso e sempre più universale
individualismo.
Il Vaticano è intollerabile al Mondo, in quanto Istituzione vetusta e obsoleta, unica monarchia assoluta che si ostina a predicare un linguaggio incomprensibile fatto di rinunce e di divieti. Perché l’uomo non dovrebbe essere libero di arricchirsi? Perchè la donna non dovrebbe abortire quando le pare? Perché sposarsi e non convivere? Perché non far sesso da mattina a sera? Perché no? Perché no? Perché no? La domanda che fatalmente rimbomba e rimbalza dai quattro angoli del globo. E poi la Chiesa è autoritaria, l’autoritarismo produce intolleranza e repressione, la repressione significa guerra e chi vuole la pace deve essere tollerante, liberale, relativista. Tutti salvi oppure nessuno, l’importante è non discriminare. L’importante è godersi la vita che è l’unica! L’importante è volersi bene, perchè noi siamo tutto ciò che abbiamo, siamo artefici di ciò che siamo e comunque valiamo. E’ il messaggio della pubblicità contemporanea straordinariamente identico a quello della psicologia e del messaggio “positivo” di tutti i vari guru della religione dello “star bene”. Che poi a me fa star male, perché se mi togli di mezzo l’orizzonte ultimo, se mi neghi lo scopo finale allora mi neghi tutto, è inutile che mi dici che la vita è bellissima lo stesso anche senza il Paradiso, anche senza Dio. Perché io voglio Dio, l’Iddio Amorevole e Buono, e non la Consapevolezza. Voglio il volto splendido di Maria personificazione di ogni Bellezza. Non voglio reincarnarmi in una perenne ricapitolazione dei miei errori, voglio la Vita Eterna, voglio la Felicità, che non è assenza di dolore e di scopo, ma Gioia Infinita. Non il Vuoto, ma il Pieno.
Perché rinunciare, dicevo al mio amico, a tutto ciò? Forse mi sto illudendo, forse sono vittima dell’illusione e mi condanno ad un’esistenza reale grama rincorrendo qualcosa che non avrò mai. Come i terroristi che pensano di guadagnarsi l’immortalità immolandosi per Fede. Però una vita ancorata al presente non è più una vita, ma un vegetare. A tutti conviene difendere il cattolicesimo, difendere la Chiesa. Perché siamo occidentali, ma ancor più perché esseri umani fatti per interrogarci, ma anche per sognare, per amarci, per odiarci, per volere tutto. Questo dicevo al mio amico, convinto, se non di aver persuaso lui, di esserci riuscito almeno con me stesso.
Domani è Pasqua. Buona Pasqua a tutti. Con la Chiesa, con Benedetto XVI.
Florian




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