Salone del libro di Torino. Ah, l’orgia è compiuta! La bramosia soddisfatta! Così come il desiderio di possesso.
Rifugi di cellulosa per accogliere, materni, le mie stanche ossa.
Sconosciuti pannelli di pensiero solidificato per ridefinire le stanze della mia dimora interiore. Flebili sussurri o venti di tempesta per abbattere antichi castelli di carta ormai inutili e vetusti. Chissà cosa sarà di loro. Alcuni, magari, non li leggerò mai, oppure lo farò solo in parte. Poco importa in realtà, chè il loro possesso mi dona, in ogni caso, sicurezza e questo è un vantaggio da non sottovalutare. Essi sono lì, alla mia mercede…Oppure sono io alla loro? Mah! Fatto sta che l’avere, il rimirare e, nel contempo, sapere, o magari soltanto sperare, che un giorno, forse, leggendo pagine comprate chissà quando scoprirò, finalmente, cose da tempo inseguite, ma mai raggiunte, mi rassicura. Tanto basta.
La lista del bottino:
Alfred Baeumler, Nietzsche filosofo e politico, Edizioni di Ar, Padova, 2003.
Alfred Baeumler, L’innocenza del divenire. Scritti nietzscheani, Edizioni di Ar, Padova, 2003.
Giovanni Damiano, La filosofia della libertà in Julius Evola, Edizioni di Ar, Padova, 1998.
Giovanni Damiano, Elogio delle differenze, Edizioni di Ar, Padova, 1999.
Léon Degrelle, Militia, Edizioni di Ar, 2003.
Piero Di Vona, Giuliano Kremmerz, Edizioni di Ar, Padova, 2005.
Eckard Schlebergher, Le divinità indiane, manuale di iconografia induista, Mediterranee, Roma, 1999. (un corposo volumetto, ma neppure troppo: circa 300 paginette note comprese, al quale davo disperatamente la caccia da tempo e, a detta di tutti, introvabile. In realtà al salone ne erano disponibili diverse copie. Ergo, chi interessato si affretti…).
Julius Evola, L’operaio nel pensiero di Ernst Junger, Mediterranee, Roma, 1998.
Demetres Tryphonopoulos, Pound e l’occulto, Le radici esoteriche dei Cantos, Mediterranee, Roma, 1998.
Apro a caso e a pagina 193 leggo:
“Dal color la natura
& dalla natura il segno!”
“Spiriti beati e insieme fusi
come in un frassino, Yggdrasill.
Bauci e Filemone.
Castalda si chiama la fonte nel cavo del colle,
il mare di sotto,
poca spiaggia.
Templum aedificans, non di marmo ancora,
“Amplion!”
E dai San Ku
Alla sala di Poitiers dove chi sta eretto
Non getta ombra
Questo è Sagetrieb,
è tradizione.
I costruttori mantennero la proporzione,
e Jacques de Molay
le conosceva queste proporzioni ?
Ed Eriugena fu dei nostri?
(inizio Canto 90)
Se non è un segno del destino questo…
Giuseppe Tucci, Le religioni del Tibet, Edizioni Mediterranee, Roma, 1995.
Serge Hutin, Governi occulti e società segrete, dietro le quinte della storia, Edizioni Mediterranee, Roma.
Poi razzolando come un pollo felice tra le tenere erbette primaverili (), becchettando qua e là, raspando e scrutando, sfogliando e svolazzando, ho colto ancora:
Louis Ferdinand Céline, Scandalo negli abissi, Il Melangolo, Genova, 1992.
AAVV, Preghiere pagane, cinque millenni di spiritualità selvaggia che il cristianesimo non è riuscito a estinguere, Stampa Alternativa, Viterbo, 2003.(simpatico volumetto che risente un po’ troppo di certa fast culture paratradizionale in salsa new age. In ogni caso, all’interno ho trovato cose che non conoscevo, ma che ho molto apprezzato: tutto fa brodo, per quanto continui a preferire le sane verdure dell’orto sotto casa al dado del supermercato).
Terisa Green e Greg James, L’arte del tatuaggio, Gruppo Rditoriale Armenia, Milano, 2003. (un libro completamente inutile di cui non si sentiva la mancanza, anche se si presenta bene: un bel cartonato. Ma non ho potuto trattenermi ugualmente dall’acquistarlo, pardon, déformation professionelle).
E ancora, per restare in tema:
David le Breton, La pelle e la traccia, le ferite del sé, Meltemi Editore, Roma, 2003.
Riporto, per chi interessato, dal retro di copertina:
“Incisioni, scorticature, scarificazioni, bruciature, escoriazioni, lacerazioni: la trama di questo libro è costituita dalle lesioni corporali che gli individui si autoinfliggono deliberatamente, nel contesto delle nostre società contemporanee. Uomini o donne - ma soprattutto donne - perfettamente inseriti nella rete creata dal legame sociale vi fanno ricorso come a una forma di regolazione delle proprie tensioni. La pelle diventa la superficie d'iscrizione del loro malessere. Si cambia il proprio corpo perché non si può cambiare l'ambiente circostante. Le ferite corporali non sono un indice di follia - proprio come i tentativi di suicidio, le fughe, i disturbi dell'alimentazione o altri tipi di comportamento a rischio comuni fra le giovani generazioni - ma una particolare forma di lotta contro il male di vivere che segnala l'inadeguatezza della parola e del pensiero. L'alterazione del corpo è una ridefinizione di sé in una situazione dolorosa, un andare al di là del socialmente consentito per sentire qualcosa di forte - come se la vita normale non bastasse più.
All'analisi di questa auto-chirurgia particolarmente diffusa tra gli adolescenti, David Le Breton aggiunge una riflessione sulle ferite corporali intenzionali in situazione carceraria - marchi indelebili che esprimono la resistenza all'umiliazione e alla reclusione - nonché sugli artisti di "body art" che, attraverso performances sanguinolente e dolorose, provano a scuotere lo specchio sociale”
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David Le Breton insegna Sociologia e Antropologia alla Facoltà di Scienze sociali dell'Università di Strasburgo ed è uno dei massimi esperti europei di antropologia del corpo. Dei suoi moltissimi libri sono stati tradotti in italiano: Passione del rischio (1995), 11 mondo a piedi (2001).
Edgar Morin, L’uomo e la morte, Meltemi Editore, Roma, 2002.
http://www.meltemieditore.it/nuovo/l...asp?codice=253
L.A. Silcan, E. Musciad, volume I, I fregi ornamentali dell'arte celtica. Gli intrecci, Keltia Editrice, Aosta, 1999.
L.A. Silcan, E. Musciad, volume II, I fregi ornamentali dell'arte celtica. Gli zoomorfi, Keltia Editrice, Aosta, 1999.
Antonin Artaud, poesia della crudeltà, Stampa Alternativa, Viterbo, 2002.
Infine, dulcis in fundo, una doverosa capatina presso la Shake, dove un pimpantissimo Raf Valvola un po' imbolsito dagli anni (eh, il tempo passa...), ma più fetente che mai, mi ha impudicamente rifilato due libri (uno suo, come ovvio) che credo non leggerò mai (due mattoni che ho sempre evitato come la peste, ma a caval...).
Raf Valvola Scelsi, No copyright, nuovi diritti nel 2000, Shake Edizioni Underground, Milano, 1994.
Steven Levy, Crypto, i ribelli del codice in difesa della privaci,Shake Edizioni Underground, Milano, 2002.
Piuttosto, per chi interessato, consiglio la sua, per me insuperata, opera prima, lettura ancora attualissima nonchè foriera d'interessanti riflessioni e della quale esiste riedizione recente. -->>http://www.shake.it/antocyb.html
Bon, e con questo è tutto. Passo quindi la palla...




), becchettando qua e là, raspando e scrutando, sfogliando e svolazzando, ho colto ancora:
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