da L'Opinione del
Edizione 98 del 08-05-2006
Quella Lega tutta d’un pezzo…..
di Draghetto
Una volta si chiamavano “voltagabbana”, “opportunisti”, “traditori” ecc. Adesso, basta la parola Lega e c’intendiamo subito. La Lega è, infatti, la moderna summa filosofica e politica di tutti i cambiamenti di fronte spacciati per un’altra cosa, anzi, per una cosa “alta”, nobile, fondamentale, il mitico Nord, la leggendaria Padania, la immortale “piccola patria” del buon leghista, sempre teso nel grido guerriero “Roma ladrona, la Lega non perdona”. Capirai, proprio loro, quelli della vergogna di Credieuronord (la Banca della Lega) o delle speculazioni catastrofiche in Croazia, o della occupazione di posti alla Rai dove in pochissimi anni pseudodirigenti e manager d’accatto “leghisti doc” sono riusciti a fare a pezzi un’intera rete come Rai 2 e il Centro di Produzione Milanese: Mediaset ringrazia! Ora, siccome hanno capito che il ciclo berlusconiano è finito e sta iniziando quello “de sinistra”, la Lega ritorna al vizietto di sempre: cambiare alleanze, voltare la gabbana. Perché sono quelli come loro, che si spacciano per puri e duri da bar sport della Valsabbia, imbevuti di grappa e di mistica antipartitocratica e di ribrezzo per gli usi della Prima Repubblica, sono proprio loro i primi a praticare il peggio della partitocrazia, a diventarne i prodotti di più bassa “lega”.
Per cinque anni, per ottenere posti, prebende, cariche, incarichi, aiutini da Fazio, poltrone di governo e sottogoverno e nei CdA “pesanti” ecc. facevano i watchdog dell’ortodossia del Cavaliere alienandogli non poche simpatie. Adesso, finita la parentesi, cominciano a guardarsi intorno perché le poltrone calano, le auto blu pure e il sottogoverno peggio ancora. Rieccoci allora con la leggenda del Nord come se dieci anni non fossero passati con una Lega sfacciatamente opportunista, un po’ di qua a destra e un po’ di là a sinistra per via della “costola” dalemiana, interessata, ma guarda un po’, ad un “eventuale ministero del Nord del governo Prodi” e, soprattutto, con occhi benevoli per un D’Alema in corsa per il Colle perché, come dice l’on. Speroni, uno statista che tutto il mondo ci invidia: “D’Alema non mi dispiacerebbe. Tra l’altro con Bossi ha sempre avuto un ottimo rapporto. E tra un ex dc e il vice di Craxi, è preferibile uno che con la Prima Repubblica non aveva nulla da spartire. È il male minore”. Avete capito bene: D’Alema sarebbe un male minore al Quirinale perché non c’entrava con la Prima Repubblica. Forse perché, secondo l’ultimo fascicolo in edicola de “La storia siamo noi di Cassano con Magnago” esisteva bensì un certo D’Alema Massimo, ma se ne stava esule in Urss, costretto a mangiare… (un opportuno sbianchettamento ha cancellato la parola “bambini”).
Beh forse l'articolista c'ha beccato....
a proposito di Cda pesanti, vorrei ricordare che l'Avv. Bonomi di Varese, dopo essere stato in Alitalia e Volare, grazie alla Lega, oggi siede nel Cda dell'Anas. Proprio ieri leggevo che l'Anas starducendo drasticamente le opere al Nord, soprattutto Lombardia....




Rispondi Citando
, oddio potrebbe venire anche da me in Valtrompia
) e non aver neppure il coraggio di firmarsi con nome e cognome...... cmq offese a parte, è giusto far notare come ormai la coerenza della Lega sia diventata sintomo di barzelletta! Naturalmente per questo sappiamo tutti chi ringraziare
