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Discussione: Bobo Craxi commenta.

  1. #1
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    Predefinito Bobo Craxi commenta.

    Antonio Di Pietro mette le mani avanti e denuncia a gran voce il «falso dossier», un «bidone» pieno di «veleni», che circolerebbe su di lui.
    La cosa singolare è che, se l’ex pm si aspettava che qualcuno nel centrosinistra (di cui fa parte) raccogliesse il suo grido d’allarme e difendesse il suo onore, si è sbagliato di grosso.
    Tutti zitti e muti come pesci nel Pd, mentre Di Pietro grida ai quattro venti del complotto ai suoi danni.
    Quasi come se, sotto sotto, un bel siluro contro il gran moralista, e scomodo alleato, non fosse poi così sgradito al partito di Bersani.
    Quindi neanche una parolina di solidarietà.
    Che, paradossalmente, gli arriva invece dal centrodestra.

    «Non conosco la vicenda, però io resto sempre un garantista e lo sono anche con Antonio Di Pietro», dice il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. Che aggiunge: «Vorrei lo stesso comportamento anche dall’altra parte, dopo che hanno passato nove mesi ad infangare Berlusconi».

    Lo stesso concetto («Siamo e restiamo garantisti», persino con Di Pietro) lo ripete anche il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone. Che però chiosa: «La vicenda che oggi lo stesso Di Pietro si affretta a rendere pubblica, nel tentativo di smorzarne l’eco, conferma un dubbio. Cosa sarebbe accaduto in passato, in occasione dei suoi precedenti “guai”, se a indagare su di lui fosse stato un pm alla Di Pietro? E cosa accadrebbe oggi se, su questa indiscrezione, gli avversari applicassero contro di lui il suo metodo del sospetto e dell’aggressione sistematica?».

    Nessuna risposta dall’Italia dei Valori. In compenso, a dare manforte a Tonino, spunta il suo antagonista interno, l’ex magistrato Luigi De Magistris, che annuncia tonante: «L’Idv non si farà intimidire dallo squadrismo di un regime corrotto ed intriso di mafiosità». E promette: «Faremo resistenza contro le violenze morali della propaganda di regime che si avvale anche di pezzi deviati delle istituzioni».

    Da Hammamet parla invece il figlio di una delle vittime più illustri dell’ex pm, Bobo Craxi:
    «Se quelle cose fossero vere, il complotto apparirebbe oggi una tesi meno fantasiosa e getterebbe una luce sinistra su Tangentopoli», dice l’ex sottosegretario del governo Prodi.
    «Senza nulla togliere alla leggerezza dei partiti della Prima Repubblica sul finanziamento illecito - aggiunge - diventerebbe credibile che, dopo la caduta del Muro di Berlino, ci fossero interessi stranieri e pezzi di apparato dello Stato interessati a destabilizzare la politica italiana e a cambiarne il quadro».

    la redazione del IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 16 01 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Bobo Craxi commenta.

    Caro bobo, io, vecchio socialista restai traumatizzato dalle monetine tirate dalla sinistra a suo padre.Ascoltai il suo ultimo discorso a montecitorio e provai un guazzabuglio di stomaco nel vedere tutti quei pavidi che non seppero rispondere a suo padre :" Io di tutto ciò sono profondamente innocente" Pavidi in aula e coraggiosi in strada a tirar monetine.
    Mi ricordo che lei, suyo figlio, entrò el PSI di boselli che si allearono col mortal nemico del suo genitore, e fu per me una ritornta gragnuola di monetine.
    Bettino craxi fu un grade, l'italia farebbe bene ad intitolargli l'aula di montecitorio ,non solo un paio di vie.
    Sono molto vicino a sua sorella che tra l'altro milita nel mio nuovo partito che il socialismo in italia morì col discorso di suo padre a montecitorio ed alla presa del potere da parte dei comunisti e della magistratura.

  3. #3
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    Predefinito anche questo fu Bettino Craxi

    Citazione Originariamente Scritto da yure22 Visualizza Messaggio
    Caro bobo, io, vecchio socialista restai traumatizzato dalle monetine tirate dalla sinistra a suo padre.Ascoltai il suo ultimo discorso a montecitorio e provai un guazzabuglio di stomaco nel vedere tutti quei pavidi che non seppero rispondere a suo padre :" Io di tutto ciò sono profondamente innocente" Pavidi in aula e coraggiosi in strada a tirar monetine.
    Mi ricordo che lei, suyo figlio, entrò el PSI di boselli che si allearono col mortal nemico del suo genitore, e fu per me una ritornta gragnuola di monetine.
    Bettino craxi fu un grade, l'italia farebbe bene ad intitolargli l'aula di montecitorio ,non solo un paio di vie.
    Sono molto vicino a sua sorella che tra l'altro milita nel mio nuovo partito che il socialismo in italia morì col discorso di suo padre a montecitorio ed alla presa del potere da parte dei comunisti e della magistratura.

    Spunta il Craxi anti-Pinochet

    «Diedi soldi ai militanti cileni». Le rivelazioni in un documento presentato ieri

    LaStampa FABIO MARTINI

    ROMA - Di quei soldi Bettino Craxi non parlò mai in pubblico, neppure una volta. Di quelle tangenti che lui aveva «girato» negli anni a una gran quantità di partiti e di movimenti di liberazione in giro per il mondo, l’ex leader socialista parlava soltanto con i figli, con i compagni di una vita.
    Fece un’eccezione nel dicembre del 1999. Craxi era reduce da una brutta operazione e durante quella dolorosa convalescenza ad Hammamet era andato a trovarlo Francesco Cossiga. E il contenuto di quel colloquio l’ex Capo dello Stato rivelò in una intervista semiclandestina a Raisat Extra: «A un certo punto gli dissi: caro Bettino, io so a chi è andata una fetta di denari prodotti dal finanziamento.... E lui, davanti al caminetto, me lo ricordo con la coperta, mi rispose: “Io non posso mischiare le mie vicende giudiziarie con grandi cause di libertà e di liberazione”». Ma ora, per la prima volta, di quel cospicuo flusso di denaro «sporco» a sostegno di cause di libertà, di partiti clandestini e di movimenti di liberazione, si sa qualcosa di più: nel corso di una lunga chiacchierata - ben 18 ore di girato, che Craxi fece nella casa di Hammamet con Luca Josi - l’ex presidente del Consiglio raccontò diversi dettagli di quel filone: «Per molto tempo aiutammo i socialisti spagnoli in clandestinità», «i portoghesi», «aiutai alcuni compagni cileni a salvarsi dalle grinfie della dittatura».
    E finanziamenti, racconta Bettino, andarono all’Olp, a movimenti dell’America Latina, persino ai somali contro gli eritrei. E con un filo di autoironia Craxi chiosa: «Beh, una parte del nostro finanziamento illegale andò a movimenti e a personalità che lottavano per la libertà, ma certo non utilizzavamo la Banca d’Italia per trasmettere loro del denaro, non veniva emessa regolare fattura...». Il racconto su questo tipo di finanziamenti fa parte della lunga intervista rilasciata nel 1997 da Craxi a Josi, che è entrata a far parte del documentario di 45 minuti che è stato proiettato ieri sera al Cinema Capranica di Roma alla presenza di amici e di politici, mentre un’altra parte del registrato farà parte del libro-dvd «Craxiana» che Josi pubblicherà in aprile. Ma oltre ai movimenti ricordati da Craxi nell’intervista, il Psi ne aiutò molti altri. E anche assai significativi, come racconta Cossiga nel suo libro «Italiani sono sempre gli altri» e come ricorda il figlio Bobo: ebbero aiuti Solidarnosc, il sindacato polacco cattolico e anticomunista, gli esuli cecoslovacchi, il radicale argentino Alfonsin, il brasiliano Lula, il peruviano Garcia, l’uruguagio Sanguinetti, Perez in Venezuela.
    Dunque aiuti a movimenti antifascisti e anticomunisti, ma - ecco la sorpresa del Craxi «garibaldino» - anche a movimenti guerriglieri di ispirazione comunista (ma anti-Usa) dell’America Latina, come i Sandinisti o il Farabundo Martí. Nel 1973, poco dopo il golpe di Pinochet, l’allora sconosciuto Craxi andò in Cile alla ricerca della tomba del socialista Salvador Allende, ma nel cimitero di Santiago fu fermato da un poliziotto, che gli intimò di andarsene con queste parole: «Un altro passo e sparo». Ha raccontato Antonio Ghirelli, portavoce del Craxi premier, nel film «La mia vita è stata una corsa»: «Appena divenne presidente del Consiglio, volle andare a Buenos Aires: ricordo un’immensa sala, dove c’erano sindacalisti di tutti i paesi del Sud America. Chiesi a un compagno argentino: “Come mai fate tanta festa a Craxi?”. E lui: “Come mai? Ma sono dieci anni che questo ci aiuta politicamente e finanziariamente”. Quando arrivò Bettino ci fu una standing ovation che durò tre minuti. Alla fine, per dire che tipo era Bettino, andai da lui e gli chiesi: “Posso parlarle?”. E lui: “Ma no, lascia perdere”». E negli ultimi tempi della sua vita, al figlio Bobo che gli chiedeva perché non parlarne pubblicamente, lui rispose: «Non ho detto nulla di quei soldi, quando li ho dati per cause di libertà: vorresti che lo rivelassi adesso, per farmi bello e difendermi?». E al suo avvocato Giannino Guiso vietò di parlarne, nonostante si fosse offerto di dare testimonianza di quegli aiuti sotto banco un personaggio conosciuto in tutto il mondo: Lech Walesa.



    Spunta il Craxi anti-Pinochet - LASTAMPA.it
    .
    « Prego bensì che l'una e l'altra cosa,
    la vittoria e il ritorno, tu conceda,
    ma se una sola cosa, o Dio, darai,
    la vittoria concedi sola! »

  4. #4
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    Predefinito Rif: Bobo Craxi commenta.

    Ho visto ieri sera una trasmissione sul I canale. Partigiana, con un sacconi vomitevole e un martelli ovvio difensore di craxi. Naturalmente, nessuno dell'opposizione e tanto meno la presenza di alcun magistrato. Così si incensano i latitanti pregiudicati, chiamati addirittura profughi politici (sic!). Una lezione di cui qualcun altro, più furbo, sa oggi approfittare. Con maggior determinazione e senza bisogno di scappare all'estero. hefico: :gluglu:

 

 

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