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Discussione: Il Sacro Cuore

  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Per una maggiore comprensione basterebbe rileggere il thred dal primo articolo postato da Xenia. Rileggendo il mio intervento mi sono, invece, reso conto che forse solo chi ha una preparazione teologica accademica può coglierne tutte le sfumature, comprese quelle storiche.

    Per farla breve, la teologia nestoriana fa da filo conduttore sia alla devozione del “sacro cuore”, che separa le due nature del Cristo nella adorazione a Lui dovuta, andando quindi contro il dogma Cristologico di Calcedonia; sia alla teologia Bultmanniana (e alle sue varie correnti anche cattoliche), che separa la figura del “Gesù storico” dal “Cristo glorioso”, separazione (teologicamente parlando) più marcatamente nestoriana.

    La devozione al “sacro cuore” vanta qualche secolo, ma non la si può per questo dire antica. Per di più questo devozionalismo subisce anche diverse variazioni nei contenuti, a seconda dei periodi storici. Certamente essa non è patristica e non rientra all’interno della Tradizione della Chiesa.

    Nell’Ortodossia non può esservi un magistero che prescinda dalla Tradizione, la Tradizione è il fulcro di ogni magistero perché essa è il magistero stesso. Non si può dare un magistero diverso dalla Tradizione. Anche nell’Ortodossia si sono avuti e vi sono tuttora teologi che giocano a inventare sistemi teologici paralleli alla Teologia della Chiesa, ma di fatto il loro pensiero non riesce a penetrare e sconvolgere il tessuto ecclesiale, non è riuscito ancora a rompere l’armonia che intercorre tra “lex orandi” e “lex credendi”.

    Mi spiace dirlo, ma purtroppo nel cattolicesimo-romano il cd “metodo storico critico” è di fatto penetrato nelle dinamiche di vita ecclesiale del popolo di Dio, sconvolgendone la vita liturgica e di preghiera. La Lectio divina del giovane cattolico di oggi non ha più il sapore patristico degli ambienti benedettini che l’hanno generata, ma è diventata momento di "masturbazione mentale" per esegeti e pseudo-esegeti… (oggi poi sembra che tutti siano diventati esegeti di colpo…). La vita liturgica è stata totalmente sconvolta. Si pensi che per la prima volta, a distanza di 20 secoli, la Chiesa Cattolica Romana ha tagliato il testo dei salmi nella Liturgia delle Ore, perché avendo abbandonato l’esegesi patristica e fornendo esclusivamente una esegesi “storico critica”, teme (giustamente?) che la lettura dei salmi nel loro testo integrale possa addirittura scandalizzare i fedeli.

    E’ vero, quindi, che i teologi possono pensarla come vogliono, in definitiva il Cattolicesimo Romano odierno si fonda sul magistero pontificio. Però vorrei chiedervi: ad una attenta analisi storica di questo magistero pontificio, non vi siete mai accorti che molto di quello che si predica oggi è "sostanzialmente" differente da quello che si predicava ieri e l’altro ieri, e tutto è e resta piuttosto distante dalla Sancta Traditio della Grande Chiesa e dai Concili ecumenici universalmente riconosciuti?

    Alla luce del brano di Pio XII citato da Xenia, ad es., emerge la rottura con la cristologia di Calcedonia:

    Ne consegue che i veri cattolici sono certamente quelli obbedienti al magistero, ma sono stati di volta in volta allontanati dalla vera fede dei sette (otto) concili ecumenici.

    Così pure la dichiarazione cristologica comune tra Chiesa Cattolica Romana e Chiesa Assira d’oriente (e la conseguente intercomunione sacramentale), di fatto ha portato i cattolici alla professione di fede nestoriana senza che nemmeno se ne accorgessero.

    A quanti gli scrivevano che: «In virtù dell'infallibilità di Sua Santità i cattolici-romani sono, oggi, i soli cristiani che possano essere sicuri di ciò che credono», dalle colonne della Rassegna portoghese «Critica dei Libri», il padre Convalier rispose loro: «Più obiettivo è, per virtù precisamente di tale infallibilità, il fatto che oggi siete in realtà i soli cristiani... i quali non possono essere sicuri... di ciò che Sua Santità li obbligherà a credere domani».
    Non è che, per caso, quello che tu e xenia volete vedere in realtà non esiste? Io onestamente non vedo la rottura con la cristologia di Calcedonia nè la fantomatica separazione. Questa la vedete voi, perchè forzate il senso delle parole, estraendole talora dal contesto, tanto da farne dire l'esatto contrario. Però vorrei sperare che siate in buona fede .... .
    E poi questo menar il can per l'aia con il riferimento a questo “metodo storico critico” che sarebbe di fatto penetrato nelle dinamiche di vita ecclesiale del popolo di Dio, non vedo cosa c'entri dal momento che il punto di riferimento non è quanto la pensa questo o quel teologo o questo o quel credente, ma quanto la pensa il Magistero.
    Per quanto riguarda poi quest'ultimo, è ovvio che non prescinde dalla Tradizione, anzi, la presuppone. Però è altrettanto evidente che la Tradizione non è un concetto statico, immobile, che non si arricchisce di significati. E' giusto il contrario, è qualcosa di vivo e vivificante, che non contrasta con quello passato, ma che dà a questo dei significati attuali, cioè attualizza quello che è stato sempre trasmesso e creduto. Ed in quest'opera è evidente e fondamentale l'opera del Magistero, che aiuta a comprendere cosa sia rivelato e cosa non lo è.
    E poi il tagliare dei testi dalla Liturgia delle Ore non è poi così scandaloso ......... Non esageriamo ...........

  2. #22
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    Non è che, per caso, quello che tu e xenia volete vedere in realtà non esiste? Io onestamente non vedo la rottura con la cristologia di Calcedonia nè la fantomatica separazione. Questa la vedete voi, perchè forzate il senso delle parole, estraendole talora dal contesto, tanto da farne dire l'esatto contrario. Però vorrei sperare che siate in buona fede ....
    Il testo stralciato dalla Haurietis aquas mi pare parli chiaro, nessuno vi legge nulla di più o nulla di meno di quanto effettivamente dica, evidentemente Pio XII in buona fede ignorava persino che un concilio fosse mai stato celebrato a Calcedonia...

    E poi questo menar il can per l'aia con il riferimento a questo “metodo storico critico” che sarebbe di fatto penetrato nelle dinamiche di vita ecclesiale del popolo di Dio, non vedo cosa c'entri dal momento che il punto di riferimento non è quanto la pensa questo o quel teologo o questo o quel credente, ma quanto la pensa il Magistero.
    Dunque il fatto che buona parte dei cattolici vivano e seguano, praticamente, tuttaltro sul piano dei contenuti di fede, rispetto allo stesso "magistero" pontificio per voi cattolici non è nemmeno un motivo di seria riflessione sullo stato di schizofrenia in cui versa la vostra Chiesa? a differenza dei Cattolici il popolo Ortodosso, che non ha un magistero accentrato, è lui custode della fede...

    Per quanto riguarda poi quest'ultimo, è ovvio che non prescinde dalla Tradizione, anzi, la presuppone. Però è altrettanto evidente che la Tradizione non è un concetto statico, immobile, che non si arricchisce di significati. E' giusto il contrario, è qualcosa di vivo e vivificante, che non contrasta con quello passato, ma che dà a questo dei significati attuali, cioè attualizza quello che è stato sempre trasmesso e creduto. Ed in quest'opera è evidente e fondamentale l'opera del Magistero, che aiuta a comprendere cosa sia rivelato e cosa non lo è.
    Peccato che il "magistero petrino" degli ultimi 10 secoli più che una attualizzazione della Tradizione abbia operato una risignificazione e talora una riformulazione dei dogmi...

    E poi il tagliare dei testi dalla Liturgia delle Ore non è poi così scandaloso ......... Non esageriamo ...........
    Nessuna esagerazione, è scandaloso. Non si tratta di litanie o coroncine, si tratta del Salterio, che, nella Liturgia delle Ore, scandisce la vita della Chiesa...

    Mi spiace dirlo, Augustine, ma non mi aspettavo una risposta così fumosa...

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Per una maggiore comprensione basterebbe rileggere il thred dal primo articolo postato da Xenia. Rileggendo il mio intervento mi sono, invece, reso conto che forse solo chi ha una preparazione teologica accademica può coglierne tutte le sfumature, comprese quelle storiche.

    Per farla breve, la teologia nestoriana fa da filo conduttore sia alla devozione del “sacro cuore”, che separa le due nature del Cristo nella adorazione a Lui dovuta, andando quindi contro il dogma Cristologico di Calcedonia; sia alla teologia Bultmanniana (e alle sue varie correnti anche cattoliche), che separa la figura del “Gesù storico” dal “Cristo glorioso”, separazione (teologicamente parlando) più marcatamente nestoriana.

    La devozione al “sacro cuore” vanta qualche secolo, ma non la si può per questo dire antica. Per di più questo devozionalismo subisce anche diverse variazioni nei contenuti, a seconda dei periodi storici. Certamente essa non è patristica e non rientra all’interno della Tradizione della Chiesa.





    Nell’Ortodossia non può esservi un magistero che prescinda dalla Tradizione, la Tradizione è il fulcro di ogni magistero perché essa è il magistero stesso. Non si può dare un magistero diverso dalla Tradizione. Anche nell’Ortodossia si sono avuti e vi sono tuttora teologi che giocano a inventare sistemi teologici paralleli alla Teologia della Chiesa, ma di fatto il loro pensiero non riesce a penetrare e sconvolgere il tessuto ecclesiale, non è riuscito ancora a rompere l’armonia che intercorre tra “lex orandi” e “lex credendi”.

    Mi spiace dirlo, ma purtroppo nel cattolicesimo-romano il cd “metodo storico critico” è di fatto penetrato nelle dinamiche di vita ecclesiale del popolo di Dio, sconvolgendone la vita liturgica e di preghiera. La Lectio divina del giovane cattolico di oggi non ha più il sapore patristico degli ambienti benedettini che l’hanno generata, ma è diventata momento di "masturbazione mentale" per esegeti e pseudo-esegeti… (oggi poi sembra che tutti siano diventati esegeti di colpo…). La vita liturgica è stata totalmente sconvolta. Si pensi che per la prima volta, a distanza di 20 secoli, la Chiesa Cattolica Romana ha tagliato il testo dei salmi nella Liturgia delle Ore, perché avendo abbandonato l’esegesi patristica e fornendo esclusivamente una esegesi “storico critica”, teme (giustamente?) che la lettura dei salmi nel loro testo integrale possa addirittura scandalizzare i fedeli.

    E’ vero, quindi, che i teologi possono pensarla come vogliono, in definitiva il Cattolicesimo Romano odierno si fonda sul magistero pontificio. Però vorrei chiedervi: ad una attenta analisi storica di questo magistero pontificio, non vi siete mai accorti che molto di quello che si predica oggi è "sostanzialmente" differente da quello che si predicava ieri e l’altro ieri, e tutto è e resta piuttosto distante dalla Sancta Traditio della Grande Chiesa e dai Concili ecumenici universalmente riconosciuti?

    Alla luce del brano di Pio XII citato da Xenia, ad es., emerge la rottura con la cristologia di Calcedonia:



    Ne consegue che i veri cattolici sono certamente quelli obbedienti al magistero, ma sono stati di volta in volta allontanati dalla vera fede dei sette (otto) concili ecumenici.

    Così pure la dichiarazione cristologica comune tra Chiesa Cattolica Romana e Chiesa Assira d’oriente (e la conseguente intercomunione sacramentale), di fatto ha portato i cattolici alla professione di fede nestoriana senza che nemmeno se ne accorgessero.

    A quanti gli scrivevano che: «In virtù dell'infallibilità di Sua Santità i cattolici-romani sono, oggi, i soli cristiani che possano essere sicuri di ciò che credono», dalle colonne della Rassegna portoghese «Critica dei Libri», il padre Convalier rispose loro: «Più obiettivo è, per virtù precisamente di tale infallibilità, il fatto che oggi siete in realtà i soli cristiani... i quali non possono essere sicuri... di ciò che Sua Santità li obbligherà a credere domani».
    Come da mia abitudine i 3d li leggo sempre dall'inizio e, anche quando sono noiosi come i tuoi, fino alla fine. E sebbene non sia digiuno di studi teologici accademici continuo a non vedere la probanza (e financo la pertinenza) di quello che hai scritto.
    Quello che vedo è che non c'è molta differenza fra certi sedicenti ortodossi ed un sedevacantista qualunque: si estrapola, si interpreta, si giudica... sempre con le fette di salame sugli occhi.
    Riguardo ai problemi dei cattolici senz'altro vi sono, ma credo che voi siate i meno indicati a dovervene occupare con tutto il marcio che avete in casa. Dopotutto si sa, la vostra boria è pari solo alla vostra ignoranza.
    Grazie a Dio il mondo Ortodosso, non è tutto fatto di gente come te; sull'Athos, ad esempio, non hanno queste tue superbe e ridicole posizioni. Se poi credi che neanche più loro custodiscano la Verità, allora sei proprio su una cattiva strada: fatti creare vescovo da qualcuno e fonda una tua chiesa. Tanto, voi ortodossi, siete abituati a queste prolificazioni.
    Buona continuazione...
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  4. #24
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    Come da mia abitudine i 3d li leggo sempre dall'inizio e, anche quando sono noiosi come i tuoi, fino alla fine. E sebbene non sia digiuno di studi teologici accademici continuo a non vedere la probanza (e financo la pertinenza) di quello che hai scritto.
    Evidentemente abbiamo studiato teologia in "accademie" diverse...

    Quello che vedo è che non c'è molta differenza fra certi sedicenti ortodossi ed un sedevacantista qualunque: si estrapola, si interpreta, si giudica... sempre con le fette di salame sugli occhi.
    A questo punto non so se sentirmi addirittura lusingato. E comunque le constatazioni fatte non mi causano nessuna gioia, non è cristiano gioire delle disgrazie altrui...

    Giusto oggi che è venerdì mi parli di salame...

    Riguardo ai problemi dei cattolici senz'altro vi sono, ma credo che voi siate i meno indicati a dovervene occupare con tutto il marcio che avete in casa. Dopotutto si sa, la vostra boria è pari solo alla vostra ignoranza.
    Grazie per la carità cristiana! Un certo cattolicesimo in fondo ci assomiglia e per boria e (soprattutto) per ignoranza..., anzi la boria e l'ignoranza sono il migliore terreno per un certo ecumenismo... riferirò il tuo pensiero al patriarca Bartolomeo la prossima volta che andrò a Costantinopoli, chissà che non si convinca finalmente di quanto sia deleterio intrattenere rapporti troppo stretti con gli eretici!

    Grazie a Dio il mondo Ortodosso, non è tutto fatto di gente come te; sull'Athos, ad esempio, non hanno queste tue superbe e ridicole posizioni. Se poi credi che neanche più loro custodiscano la Verità, allora sei proprio su una cattiva strada: fatti creare vescovo da qualcuno e fonda una tua chiesa. Tanto, voi ortodossi, siete abituati a queste prolificazioni.
    Buona continuazione...
    Mi chiedo se sull'Athos tu ci abbia mai messo piede... sai, conosco monaci e monasteri agioriti "superbi e ridicoli" tanto quanto o forse più di me, e l'Athos l'ho girato in lungo e in largo.

    Riguardo alle prolificazioni di vescovi e chiese, neanche voi cattolici scherzate... Comunque, si potrei propormi (da ex cattolico) come vescovo della Chiesa patriottica Cinese in Italia e aprire il mio orticello magari proprio tra i Cinesi di Roma, forse col tempo Pechino mi nominerebbe papa... chissà... dopotutto sono un comunista mangiabambini...

    Buona continuazione anche a te...

  5. #25
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    Le 12 Promesse di Gesù ai devoti del suo Sacro Cuore

    1) Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

    2) Metterò la pace nelle loro famiglie.

    3) Li consolerò in tutte le loro pene.

    4) Sarò loro rifugio sicuro durante la vita e soprattutto alla loro morte.

    5) Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese.

    6) I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia.

    7) Le anime tiepide diventeranno ferventi.

    8) Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione.

    9) Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata.

    10) Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti.

    11) Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato.

    12) Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

    Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque

  6. #26
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    12) Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

    Meno male! così anche i cattolici romani dovranno pensare che questo cattivo vescovo ortodosso andrà in paradiso visto che le pie suore della visitazione da bambino mi hanno fatto fare questa "pia pratica, almeno tre volte, con tanto di pagelline riempite e di ammende onorevoli!!!!!

  7. #27
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da silvano
    12) Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

    Meno male! così anche i cattolici romani dovranno pensare che questo cattivo vescovo ortodosso andrà in paradiso visto che le pie suore della visitazione da bambino mi hanno fatto fare questa "pia pratica, almeno tre volte, con tanto di pagelline riempite e di ammende onorevoli!!!!!
    beh lo spero...

    cmq e' l'apostasia succesiva il vero pericolo, non la pia pratica fanciullesca...
    UT UNUM SINT!

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Mariano 68
    Le 12 Promesse di Gesù ai devoti del suo Sacro Cuore

    1) Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

    2) Metterò la pace nelle loro famiglie.

    3) Li consolerò in tutte le loro pene.

    4) Sarò loro rifugio sicuro durante la vita e soprattutto alla loro morte.

    5) Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro imprese.

    6) I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l'oceano infinito della misericordia.

    7) Le anime tiepide diventeranno ferventi.

    8) Le anime ferventi si eleveranno a grande perfezione.

    9) Benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e onorata.

    10) Darò ai sacerdoti il dono di toccare i cuori più induriti.

    11) Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, dove non sarà mai cancellato.

    12) Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

    Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque
    Valgono di più queste promesse o l'Evangelo di Cristo?

    Chi crede nel Figlio ha la vita eterna (Gv 3: 36)

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da silvano
    12) Io prometto nell'eccesso della misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi la grazia della penitenza finale. Essi non moriranno in mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, e il mio Cuore sarà loro rifugio sicuro in quell'ora estrema.

    Meno male! così anche i cattolici romani dovranno pensare che questo cattivo vescovo ortodosso andrà in paradiso visto che le pie suore della visitazione da bambino mi hanno fatto fare questa "pia pratica, almeno tre volte, con tanto di pagelline riempite e di ammende onorevoli!!!!!
    Caro "monsignore" é nato cattolico ed ha apostatato la vera fede???
    La GRANDE PROMESSA VALE OVVIAMENTE ANCHE PER LEI: CERTO SARA' UN PO' LUNGHETTO IL PURGATORIO!!!!


    Un Caro saluto
    Mariano

  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Il testo stralciato dalla Haurietis aquas mi pare parli chiaro, nessuno vi legge nulla di più o nulla di meno di quanto effettivamente dica, evidentemente Pio XII in buona fede ignorava persino che un concilio fosse mai stato celebrato a Calcedonia...
    Pio XII era un grandissimo Papa e di vasta e solida dottrina.
    Detto questo, va segnalato che la Devozione al Sacro Cuore - devozione che non contrasta con la Scrittura - nasce nel particolare contesto di opposizione all'eresia giansenista, che portava ad un intiepidimento della fede, essendo fortemente avversa alla religiosità popolare fatta di pie devozioni, pellegrinaggi, processioni, venerazione di immagini, reliquie, ecc., in una parola alla “quotidianità” della fede delle persone semplici. I sostenitori di detta concezione, non del tutto sopita anche ai nostri giorni (ne è un esempio qui il ragazzo semplice .... ), conoscevano solo la giustizia di un Dio inaccessibile e reclamavano una fede pura e rigorosa, solo per un’élite di dotti, dalla coerenza adamantina e ferma tra dottrina e fede, che vivevano nel freddo timore della Divina Maestà.
    Questa gelida concezione portava, per conseguenza, ad un intiepidimento della fede sino ad un allontanamento da Dio ed all’accettazione di una fede deistica, come durante la Rivoluzione francese e la tormenta dell’Illuminismo, ed alla legittimazione dell’intervento di stampo giurisdizionalistico dei principi “illuminati” in materia ecclesiastica (in special modo con la soppressione d’autorità di alcune devozioni e di taluni ordini religiosi come quello dei Gesuiti).
    In questo contesto, dunque, si collocano le apparizioni di Gesù alla monaca visitandina S. Margherita Alacoque (v. QUI). Di qui la provvidenzialità di quel diretto intervento Divino.
    E veniamo alla questione del Concilio di Calcedonia.
    A me sembra che si voglia, ancora una volta, forzare le parole del Venerabile Papa. Non si separano l'aspetto umano e divino del Redentore. Ma se vuoi, la questione la spiega egregiamente dom Prosper Guéranger (v. QUI). Scrive ad esempio: "... In se stesso, questo Cuore di Gesù, per quanto sia solo un poco di carne, è già degno del nostro culto. Nella vita naturale del corpo umano, non è forse il cuore l'organo più nobile e più necessario, quello che distribuisce a tutte le membra il sangue che vivifica, che nutre, che rigenera e purifica? Adorare il Cuore di Gesù significa adorare per così dire, nel suo principio, nel suo fulcro, la vita di sacrificio e d'immolazione del nostro Salvatore. Significa adorare il prezioso recettacolo in cui le ultime gocce del sangue divino hanno atteso, per effondersi, che venisse a colpirlo la lancia di Longino. Quel cuore squarciato rimane per sempre come la testimonianza d'una vita che si è data interamente per la salvezza del mondo. Nell'ordine morale, il cuore di carne occupa un posto altrettanto importante. Da sempre esso è considerato come la sede della vita affettiva dell'uomo, perché è l'organo che ne risente nella maniera più sensibile tutte le fluttuazioni. Le sue pulsazioni battono al ritmo dei nostri sentimenti, delle nostre emozioni, delle nostre passioni. Il linguaggio ha consacrato questo modo di vedere: è il cuore che ama, che compatisce, che soffre, si sacrifica e si dona. E come la bassezza di cuore genera tutti i vizi, così pure il cuore nobile ed elevato è la sorgente da cui s'irradiano insieme con l'amore tutte le virtù. Gesù, vero uomo, ha parlato così di se stesso. Ha offerto il suo cuore umano alla nostra contemplazione, mostrandolo circondato di fiamme ardenti e dicendo: "Ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini", che lo ha portato verso tutte le sofferenze e le miserie dell'umanità, che ha avuto pietà dell'immensa moltitudine delle anime, e che Gli ha ispirato non solo di moltiplicare i miracoli, ma di istituire la Santissima Eucaristia, di fondare la Chiesa, di soffrire e di morire per riscattarci".
    Non mancavano Padri della Chiesa che più volte si sono riferiti al Cuore di Cristo. S. Cipriano scrisse: «Da questo cuore aperto dalla lancia discende la sorgente di acqua viva che zampilla fino all'eterna vita». S. Giovanni Crisostomo, cantando a quel Cuore, lo invocava come «immenso mare di inesauribile clemenza». S. Agostino lo paragonava all'Arca di Noè ed affermava: «Come per la finestra dell'Arca entrarono gli animali che non dovevano perire nel diluvio, così nella ferita del cuore di Gesù sono invitate ad entrare tutte le anime, affinché tutte si salvino».
    E nei secoli successivi più volte dotti e Santi cattolici si sono ad esso richiamati. S. Pier Damiani cantava: «Nell'adorabile Cuore di Gesù noi troviamo tutte le armi proprie per la nostra difesa, tutti i rimedi per la guarigione dei nostri mali».
    E così, attraverso i secoli, la voce dei Santi ci convincerà che la devozione era viva nella Chiesa, nascosta, in attesa di essere solennemente annunziata al mondo.
    Chi non ricorda la bella espressione di S. Bernardo: «O dolcissimo Gesù, quale tesoro di ricchezze voi adunate nel vostro Cuore; Oh! quanto è buono, e come è giocondo abitare in questo Cuore». «Oh amabile piaga - esclamava S. Bonaventura - per te mi si aperse la via per giungere fino all'intimità del Cuore del mio Gesù e per stabilirvi la mia dimora» (v. QUI e QUI).
    In Cristo vi è una persona, quella divina del Verbo, e due nature, la divina e l'umana; l'unica e medesima adorazione, dovuta alla Persona divina, è da attribuirsi a ciò che sussiste in essa e per essa.
    L'onore infatti si riferisce al tutto, cioè alla Persona, anche quando è attribuito ad una parte. Per questo motivo l'umanità di Cristo, non per se stessa, nè considerata separatamente, ma in quanto unita al Verbo divino, è degna di un vero culto di adorazione. Ciò vale per tutt'intero corpo di Gesù Cristo. Il suo Cuore, quindi, considerato unito alla Persona divina, è degno di adorazione.
    Il Cuore di carne è considerato come naturale simbolo ed espressa immagine dell'amore del Verbo Incarnato e Redentore; simbolo che non nega la realtà del Cuore di carne, ma si fonda in esso e simultaneamente con esso viene adorato l'Amore, divino e umano, spirituale e sensibile, di Gesù.
    Ogni culto ha per oggetto ultimo e completo Gesù, ma le diverse devozioni hanno un oggetto prossimo, proprio e specifico. Nel culto del Sacro Cuore, questo oggetto è il suo Cuore fisico in quanto è simbolo del suo Amore. Dunque, non il solo cuore, né il solo amore, ma il Cuore fisico quale simbolo dell'amore.
    I due aspetti sono sempre uniti: amore e cuore.
    L'oggetto di culto è il Cuore, figura concreta non solo dell'amore ma di tutta la vita di Gesù: dei suoi affetti e delle sue gioie, dei suoi dolori e dei suoi sacrifici, delle sue virtù e dei suoi meriti.
    Questa devozione è superiore a tutte le altre, perché sintetizza tutta la vita di Cristo nell'amore, il quale è la causa di tutta l'Incarnazione redentrice.
    Il Cuore di Gesù, espressione e simbolo dell'amore umano, spirituale e sensibile, e dell'amore divino di Gesù verso l'umanità, ci richiama pure l'amore infinito della SS.ma Trinità.
    Nell'oggetto del culto all'adorabile Cuore di Gesù entra anche l'amore delle Persone divine verso l'umanità.
    Pio XII ha voluto porre in evidenza «il nesso intimo» che intercorre tra la forma di devozione da tributarsi al Cuore del Redentore e il culto che gli uomini sono tenuti a rendere all'amore che Egli e le altre Persone della Trinità SS.ma nutrono all'intero genere umano.
    Il nesso consiste in questo che l'amore di Gesù è l'amore divino, comune nelle tre Persone divine. Si può affermare che l'amore del Padre e dello Spirito Santo verso il genere umano è almeno oggetto indiretto e implicito del culto al Sacro Cuore di Gesù, per la reale identità tra amore del Verbo per noi e l'amore del Padre e dello Spirito Santo verso di noi.
    S. Tommaso (S. Theol. III, q. 48, a 5) Osserva: «LA CARITÀ DELLE TRE PERSONE STA AL PRINCIPIO E ALLE ORIGINI DEL MISTERO DELL'UMANA REDENZIONE, IN QUANTO, INFLUENDO ESSA POTENTEMENTE SULLA VOLONTÀ DI CRISTO, E RIDONDANDO QUINDI NEL SUO CUORE, GLI ISPIRÒ UN IDENTICO AMORE, CHE LO INDUSSE A DARE GENEROSAMENTE IL SUO SANGUE, AFFINCHÈ CI RISCATTASSE DALLA SERVITÙ DEL PECCATO».
    Istruiti dai sacri testi e dai simboli della fede, noi possiamo col Pastore angelico, infallibile maestro, contemplare e venerare con ogni sicurezza nel Cuore del divin Saivatore: «L'immagine eloquente della sua Carità, Il documento dell'avvenuta nostra Redenzione, la mistica scala per salire all'amplesso di Dio Salvatore Nostro».
    «SI... NELLE PAROLE, NEGLI ATTI, NEGLI INSEGNAMENTI, NEI MIRACOLI E SPECIALMENTE NELLE OPERE CHE LUMINOSAMENTE TESTIMONIANO IL SUO AMORE PER NOI - COME LA ISTITUZIONE DELL'EUCARISTIA, LA SUA DOLOROSA PASSIONE E MORTE, LA DONAZIONE DELLA SUA SANTISSIMA MADRE, LA FONDAZIONE DELLA CHIESA E LA MISSIONE DELLO SPIRITO SANTO - Noì DOBBIAMO AMMIRARE ALTRETTANTE TESTIMONIANZE DEL SUO PERFETTISSIMO AMORE SENSIBILE E SPIRITUALE, UMANO E DIVINO, E MEDITARE I BATTITI DEL SUO CUORE, CON I QUALI EGLI SEMBRÒ CHE MISURASSE GLI ATTIMI DI TEMPO DEL SUO PELLEGRINAGGIO TERRENO, FINO AL SUPREMO ISTANTE IN CUI CHINÒ IL CAPO E RESE LO SPIRITO».
    Fu allora che il palpito del suo Cuore si arrestò, come sospeso fino all'istante della Resurrezione gloriosa. Unitasi nuovamente l'anima del Redentore al suo corpo glorificato, il Cuore riprese il suo battito regolare, e da quell'istante non ha cessato, nè cesserà di manifestare con ritmo calmo ed imperturbabile quell'amore che vincola il Figlio al Padre celeste e all'intera comunità ecclesiale, di cui è il mistico Capo.
    Altro che nestorianesimo, quindi!!!!
    Il problema è che si vogliono forzare i testi e vedere eresie laddove non vi sono.

    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Dunque il fatto che buona parte dei cattolici vivano e seguano, praticamente, tuttaltro sul piano dei contenuti di fede, rispetto allo stesso "magistero" pontificio per voi cattolici non è nemmeno un motivo di seria riflessione sullo stato di schizofrenia in cui versa la vostra Chiesa? a differenza dei Cattolici il popolo Ortodosso, che non ha un magistero accentrato, è lui custode della fede...
    Beh ... questo è dovuto alla corruzione dello spirito del mondo non al Magistero, che è illuminato dallo Spirito.
    Anche il popolo ebraico dell'Antico Testamento era infedele, eppure ..... era sempre il popolo di Dio.

    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Peccato che il "magistero petrino" degli ultimi 10 secoli più che una attualizzazione della Tradizione abbia operato una risignificazione e talora una riformulazione dei dogmi...
    Beh ... vabbé questi sono punti di vista, sulla base del vostro diverso modo di intendere l'ecclesiologia .... Ma comunque questo è un tema OT.

    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Nessuna esagerazione, è scandaloso. Non si tratta di litanie o coroncine, si tratta del Salterio, che, nella Liturgia delle Ore, scandisce la vita della Chiesa...
    Non è che per caso indulge troppo sulle forme a scapito della sostanza? Non è che per caso cade nell'errore dei farisei che allungavano le loro filatterie per mostrarsi pii dinanzi al mondo? Non è che, in fondo, strizza l'occhiolino anche un po' al giansenismo (ecco forse la ragione di ostilità alla devozione al Sacro Cuore)?
    Ciò che conta è la sostanza delle cose. E nella sostanza, nella Liturgia delle Ore, la Chiesa anche oggi continua ad orare.

 

 
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