Pagina 5 di 12 PrimaPrima ... 456 ... UltimaUltima
Risultati da 41 a 50 di 111

Discussione: Il Sacro Cuore

  1. #41
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
     Likes dati
    18
     Like avuti
    35
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da silvano
    La preghiera per i morti non è affatto la dimostrazione dell'esistenza del purgatorio. Noi preghiamo per i morti.
    Come voi, in un testo ora soppresso dalla Liturgia funebre: Libera me Domine de morte eterna in die illa tremenda..... Libera eas de ore leonis ut non absorbeat eas tartarus ne cadant in obscuro......

    Si prega piuttosto perchè sia loro risparmiato l'inferno, dalla misericordia di Dio. Lo stesso Gregorio Magno parla della liberazione dell'anima di Traiano dall'inferno.
    Sebbene sia OT, voglio precisare che l'Inferno non ha una pena temporanea, dalla quale un giorno si potrà uscire. L'inferno è fatto per i dannati, per il diavolo e per i suoi angeli. Se si pensasse che ci si possa liberare un giorno dalle pene dell'Inferno sarebbe un po' come cadere nell'origenismo e sperare in una catarsi finale. No. Questo è contrario alla fede.
    D'altro canto a rigore non ha senso pregare per i morti se non si crede al purgatorio. Infatti, le nostre preghiere (a favore) dei morti sono inutili per coloro che già sono in Paradiso (e dunque non hanno bisogno che si preghi in loro favore) e per coloro che sono all'Inferno (se sono già dannati, le preghiere non hanno alcun giovamento e la loro condizione è eterna nè sperano che essa possa mutare un dì). Sono invece utili per coloro che sono ancora bisognevoli di purificazione, dopo la morte. Diversamente non si capisce l'uso di pregare e suffragare i defunti. E questo stato o luogo di purificazione è appunto il Purgatorio.
    Dunque è la stessa logica che ci conduce ad affermare l'esistenza di un Purgatorio. Diversamente si dovrebbe credere nell'origenismo, che contraddice la stessa Scrittura che parla, invece, della dannazione come di "seconda morte", di fornace ardente, "dove il loro (cioè dei dannati) verme non muore" ed il fuoco è inestinguibile.
    Per incidens, per quanto riguarda Papa S. Gregorio Magno e l'anima di Traiano, a parte la circostanza che si tratta di una pia leggenda che voleva che quel santo Papa, colpito da una scena in cui si vedeva Traiano aiutare una donna il cui figlio era stato ucciso, pregò per la salvezza dell'anima dell'imperatore. Dio concesse allora la grazia al papa, ammonendolo, però, di non pregare più per i pagani. Secondo la leggenda, al momento dell'esumazione delle ceneri, la lingua di Traiano, ancora intatta (fu questa la prova che era stato un uomo giustissimo e che sempre giustamente aveva parlato), raccontò di come la sua anima fosse stata salvata dall'inferno e come, per miracolo, le preghiere del Papa fecero uscire l'anima dell'imperatore dall'inferno e la fecero volare in paradiso: l'anima di un uomo che non era nemmeno cristiano!
    Volendo attribuire alla leggende un significato, v'è il fatto che, comunque, ammesso e non concesso si trattò di un intervento straordinario ed eccezionale di Dio, per intercessione di un Santo, talmente eccezionale che la stessa leggenda rammenta che Dio stesso ammonisse il Papa a non pregare più per i pagani. Ed in effetti nella parabola di Lazzaro e del ricco epulone si dice espressamente che "tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi" (Lc 16, 26). Insomma, un'eccezione, talmente eccezionale, che conferma la regola dell'eternità dell'Inferno.
    Il senso delle preghiere citate sopra per i defunti, dunque, può essere duplice: un primo significato può essere che, quando si richiama all'Inferno, l'espressione vada intesa come "inferi". Anche per Gesù una versione antica del Credo diceva che era "disceso all'Inferno", ma si doveva intendere "Inferi", cioè mondo dell'oltretomba in generale. L'altra soluzione è che, quando si parla espressamente di "inferno" come morte eterna, di cui si chiede la liberazione, non può che essere una preghiera che esprime la speranza di scampare alla morte eterna, cioè, appunto alla dannazione, ed è una preghiera in cui si chiede, in fondo, la grazia della perseveranza finale.

  2. #42
    Registered User
    Data Registrazione
    27 May 2005
    Località
    Chi farà pazienza fino alla fine questi è salvo
    Messaggi
    156
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Concilio di Calcedonia 451, definizione: Seguendo, quindi, i santi Padri, all'unanimità noi insegniamo a confessare un solo e medesimo Figlio: il signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità, vero Dio e vero uomo, [composto] di anima razionale e del corpo, consostanziale al Padre per la divinità, e consostanziale a noi per l'umanità, simile in tutto a noi, fuorché nel peccato (Ebrei 4, 15), generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, e in questi ultimi tempi per noi e per la nostra salvezza da Maria vergine e madre di Dio, secondo l'umanità, uno e medesimo Cristo signore unigenito; da riconoscersi in due nature, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili, non essendo venuta meno la differenza delle nature a causa della loro unione, ma essendo stata, anzi, salvaguardata la proprietà di ciascuna natura, e concorrendo a formare una sola persona e ipostasi; Egli non è diviso o separato in due persone, ma è un unico e medesimo Figlio, unigenito, Dio, verbo e signore Gesù Cristo, come prima i profeti e poi lo stesso Gesù Cristo ci hanno insegnato di lui, e come ci ha trasmesso il simbolo dei padri.

    va segnalato che la Devozione al Sacro Cuore - devozione che non contrasta con la Scrittura –

    Non mancavano Padri della Chiesa che più volte si sono riferiti al Cuore di Cristo. S. Cipriano scrisse: «Da questo cuore aperto dalla lancia discende la sorgente di acqua viva che zampilla fino all'eterna vita». S. Giovanni Crisostomo, cantando a quel Cuore, lo invocava come «immenso mare di inesauribile clemenza». S. Agostino lo paragonava all'Arca di Noè ed affermava: «Come per la finestra dell'Arca entrarono gli animali che non dovevano perire nel diluvio, così nella ferita del cuore di Gesù sono invitate ad entrare tutte le anime, affinché tutte si salvino».
    Alla Scrittura si può far dire quel che si vuole, così come anche ai Santi Padri, le cui frasi citate non dimostrano affatto che in antico vi fosse la cd devozione al “sacro cuore” in embrione, sono solo forzature estreme per puntellare e dar forza alle proprie tesi.


    E veniamo alla questione del Concilio di Calcedonia.
    A me sembra che si voglia, ancora una volta, forzare le parole del Venerabile Papa. Non si separano l'aspetto umano e divino del Redentore.

    Quanto a Pio XII, nella Haurietis aquas, applica un culto di latria alle membra del corpo di Cristo, disgiungendolo da quello alla "divinità": "Si sa che la causa per cui la Chiesa ha attribuito un culto di latria al cuore del Divino Redentore è doppia: Altera nempe, quae ad cetera quoque pertinet sacrosanta Iesu Christi corporis membra, (l'una che si applica anche alle altre membra sacrosante del corpo di Gesù Cristo) eo principio innitur, quo novimus eius Cor, utpote nobilissimam humanae naturae partem, divini Verbi personae hypostatice coniungi; (si basa sul principio secondo il quale noi sappiamo che il suo cuore, come la parte più nobile della natura umana, è unito ipostaticamente alla persona del verbo divino;". Quindi afferma che “ideoque ei tribuendum esse eundem adorationis cultum, quo Ecclesia personam ispius Filii Dei incarnati honorat” (è perciò che occorre attribuirgli lo stesso culto di adorazione con cui la Chiesa onora la persona del Figlio di Dio lui stesso incarnato...". Il testo parla da solo, si afferma un culto per il cuore parimenti a quello dovuto alle altre membra, distinto dal culto di adorazione per la persona del Figlio di Dio… ovvero due tipi di adorazione del Cristo, al cuore quale parte più nobile della natura umana, e alla sua divinità a cui il cuore è unito ipostaticamente nella "persona del Verbo". divini Verbi personae hypostatice coniungi.

    Calcedonia invece dice che si deve confessare un solo e medesimo Figlio… in due nature, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili,… che concorrono a formare una sola persona e ipostasi. Pio XII va sin dal principio e chiaramente contro Calcedonia, inutile continuare a negarlo.

    Proseguendo nella lettura dell’enciclica il cuore viene esaltato nella sua realtà corporale e nel suo simbolismo (itaque a re corporali, quae est Cor Christi Iesu, eiusque naturali significatione) attraverso la cui contemplazione è possibile ascendere all’adorazione dell’amor divino del Verbo incarnato (nobis licet… ascendere non solum ad contemplandum eius amorem…; ac denique …ad meditandum et adorandum amorem divinum Verbi incarnati). Quindi l’elemento corporeo del cuore viene considerato separatamente come trampolino di lancio o di ascesa per l’adorazione del Verbo incarnato, ne è quindi misteriosamente separato? Sembra di sì. Lo dichiara esplicitamente in seguito affermando:

    Non autem contendimus Cor Iesu ita esse intellegendum, ut in eo habeatur et adoretur imago formalis quae dicitur, seu signum perfectum et absolutum eius amoris divini, cum intima huius essentia nullo modo adaequari possit quavis creata immagine; sed christifidelis, Cor Iesu excolens, una cum Ecclesia signum adorat et quasi vestigium caritas divinae. … (Non si pretende perciò di adorare nel cuore di Gesù l’immagine cosiddetta formale, cioè il segno proprio e perfetto del suo amore divino, non essendo possibile che l’intima essenza di questo sia adeguatamente rappresentata da qualsiasi immagine creata; ma il fedele, venerando il cuore di Gesù, adora insieme con la chiesa il simbolo e quasi il vestigio della carità divina…)

    Quindi secondo Pio XII il cuore di Cristo nella sua realtà creata rimanderebbe (per la sua funzionalità organo-biologica di amare) all’amore divino, in quanto il corpo-natura-umana sarebbe congiunto alla persona divina. Concezione un tantino adozionista mi sa, non certo Calcedonense. Questo pensiero viene trasposto sul piano cultuale della adorazione-venerazione, per cui il cuore di Cristo viene venerato in quanto umano, ma questa venerazione diventa "simbolicamente" adorazione della carità divina… Sono due culti teologicamente separati a cui si cerca di dare una parvenza di unità.

    E prosegue dicendo: Necesse est ergo, ut in hoc doctrinae capite tanti momenti tantaeque prudentiae unusquisque animo sempre teneat veritatem naturalis simboli, quo physicum Cor Iesu ad personam Verbi refertur, totam niti in veritate primaria hypostaticae unionis; (E’ necessario quindi tenere sempre presente, in questo così importante ma altrettanto delicato argomento, che la verità del simbolismo naturale, in virtù del quale il cuore fisico di Gesù entra in un nuovo rapporto con la persona del Verbo, riposa tutta sulla verità primaria dell’unione ipostatica).

    Che pensiero contorto…

    Infine il Pio XII cerca di richiamarsi, in calcio d’angolo, ad un concetto di persona in Cristo che dovrebbe essere (in teoria) quello Calcedonense: si quis autem verum esse hoc negaverit, falsas opiniones, ab Ecclesia non semel reiectas, restauret, utpote quae uni personae in Christo, utraque tamen natura distinta manente et integra, adversentur. (intorno alla cui (verità dell’unione ipostatica) non si può nutrire alcun dubbio, se non si vogliono rinnovare gli errori, più volte dalla chiesa condannati, perché contrari all’unità di persona in Cristo, nella distinzione e integrità delle due nature).

    In conclusione, dicevo bene che “in buona fede” il Pio XII ignorava Calcedonia, poiché attribuisce a Calcedonia una cristologia a mio avviso un tantino adozionista che con Calcedonia non ha nulla a che spartire… ed una latria al Cristo che nell'applicazione è di fatto nestoriana, poichè separa teologicamente l'adorazione in due culti, a differenza dell'unico che invece si deve al Figlio di Dio nella sua unicità di Logs Incarnato.


    Il problema è che si vogliono forzare i testi e vedere eresie laddove non vi sono.

    Il problema è semmai opposto, che si sono forzati i testi biblici e patristici per creare eresie e confusione.

  3. #43
    Registered User
    Data Registrazione
    01 Sep 2005
    Località
    Emilia Romagna
    Messaggi
    5,338
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Infatti, chi adora il Cuore di Cristo crede profondamente nel Figlio di Dio. Le due cose non si contraddicono.
    A me basta la parola di Gesù. Che bisogno c'è di avere queste devozioni? Se hai fede nella parola di Gesù che dice che chi crede in Lui ha la vita eterna hai bisogno di compilare la pagellina della devozione come diceva il vescovo Silvano?

  4. #44
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
     Likes dati
    18
     Like avuti
    35
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Luce da Luce
    Concilio di Calcedonia 451, definizione: Seguendo, quindi, i santi Padri, all'unanimità noi insegniamo a confessare un solo e medesimo Figlio: il signore nostro Gesù Cristo, perfetto nella sua divinità e perfetto nella sua umanità, vero Dio e vero uomo, [composto] di anima razionale e del corpo, consostanziale al Padre per la divinità, e consostanziale a noi per l'umanità, simile in tutto a noi, fuorché nel peccato (Ebrei 4, 15), generato dal Padre prima dei secoli secondo la divinità, e in questi ultimi tempi per noi e per la nostra salvezza da Maria vergine e madre di Dio, secondo l'umanità, uno e medesimo Cristo signore unigenito; da riconoscersi in due nature, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili, non essendo venuta meno la differenza delle nature a causa della loro unione, ma essendo stata, anzi, salvaguardata la proprietà di ciascuna natura, e concorrendo a formare una sola persona e ipostasi; Egli non è diviso o separato in due persone, ma è un unico e medesimo Figlio, unigenito, Dio, verbo e signore Gesù Cristo, come prima i profeti e poi lo stesso Gesù Cristo ci hanno insegnato di lui, e come ci ha trasmesso il simbolo dei padri.

    Alla Scrittura si può far dire quel che si vuole, così come anche ai Santi Padri, le cui frasi citate non dimostrano affatto che in antico vi fosse la cd devozione al “sacro cuore” in embrione, sono solo forzature estreme per puntellare e dar forza alle proprie tesi.

    Quanto a Pio XII, nella Haurietis aquas, applica un culto di latria alle membra del corpo di Cristo, disgiungendolo da quello alla "divinità": "Si sa che la causa per cui la Chiesa ha attribuito un culto di latria al cuore del Divino Redentore è doppia: Altera nempe, quae ad cetera quoque pertinet sacrosanta Iesu Christi corporis membra, (l'una che si applica anche alle altre membra sacrosante del corpo di Gesù Cristo) eo principio innitur, quo novimus eius Cor, utpote nobilissimam humanae naturae partem, divini Verbi personae hypostatice coniungi; (si basa sul principio secondo il quale noi sappiamo che il suo cuore, come la parte più nobile della natura umana, è unito ipostaticamente alla persona del verbo divino;". Quindi afferma che “ideoque ei tribuendum esse eundem adorationis cultum, quo Ecclesia personam ispius Filii Dei incarnati honorat” (è perciò che occorre attribuirgli lo stesso culto di adorazione con cui la Chiesa onora la persona del Figlio di Dio lui stesso incarnato...". Il testo parla da solo, si afferma un culto per il cuore parimenti a quello dovuto alle altre membra, distinto dal culto di adorazione per la persona del Figlio di Dio… ovvero due tipi di adorazione del Cristo, al cuore quale parte più nobile della natura umana, e alla sua divinità a cui il cuore è unito ipostaticamente nella "persona del Verbo". divini Verbi personae hypostatice coniungi.

    Calcedonia invece dice che si deve confessare un solo e medesimo Figlio… in due nature, senza confusione, immutabili, indivise, inseparabili,… che concorrono a formare una sola persona e ipostasi. Pio XII va sin dal principio e chiaramente contro Calcedonia, inutile continuare a negarlo.

    Proseguendo nella lettura dell’enciclica il cuore viene esaltato nella sua realtà corporale e nel suo simbolismo (itaque a re corporali, quae est Cor Christi Iesu, eiusque naturali significatione) attraverso la cui contemplazione è possibile ascendere all’adorazione dell’amor divino del Verbo incarnato (nobis licet… ascendere non solum ad contemplandum eius amorem…; ac denique …ad meditandum et adorandum amorem divinum Verbi incarnati). Quindi l’elemento corporeo del cuore viene considerato separatamente come trampolino di lancio o di ascesa per l’adorazione del Verbo incarnato, ne è quindi misteriosamente separato? Sembra di sì. Lo dichiara esplicitamente in seguito affermando:

    Non autem contendimus Cor Iesu ita esse intellegendum, ut in eo habeatur et adoretur imago formalis quae dicitur, seu signum perfectum et absolutum eius amoris divini, cum intima huius essentia nullo modo adaequari possit quavis creata immagine; sed christifidelis, Cor Iesu excolens, una cum Ecclesia signum adorat et quasi vestigium caritas divinae. … (Non si pretende perciò di adorare nel cuore di Gesù l’immagine cosiddetta formale, cioè il segno proprio e perfetto del suo amore divino, non essendo possibile che l’intima essenza di questo sia adeguatamente rappresentata da qualsiasi immagine creata; ma il fedele, venerando il cuore di Gesù, adora insieme con la chiesa il simbolo e quasi il vestigio della carità divina…)

    Quindi secondo Pio XII il cuore di Cristo nella sua realtà creata rimanderebbe (per la sua funzionalità organo-biologica di amare) all’amore divino, in quanto il corpo-natura-umana sarebbe congiunto alla persona divina. Concezione un tantino adozionista mi sa, non certo Calcedonense. Questo pensiero viene trasposto sul piano cultuale della adorazione-venerazione, per cui il cuore di Cristo viene venerato in quanto umano, ma questa venerazione diventa "simbolicamente" adorazione della carità divina… Sono due culti teologicamente separati a cui si cerca di dare una parvenza di unità.

    E prosegue dicendo: Necesse est ergo, ut in hoc doctrinae capite tanti momenti tantaeque prudentiae unusquisque animo sempre teneat veritatem naturalis simboli, quo physicum Cor Iesu ad personam Verbi refertur, totam niti in veritate primaria hypostaticae unionis; (E’ necessario quindi tenere sempre presente, in questo così importante ma altrettanto delicato argomento, che la verità del simbolismo naturale, in virtù del quale il cuore fisico di Gesù entra in un nuovo rapporto con la persona del Verbo, riposa tutta sulla verità primaria dell’unione ipostatica).

    Che pensiero contorto…

    Infine il Pio XII cerca di richiamarsi, in calcio d’angolo, ad un concetto di persona in Cristo che dovrebbe essere (in teoria) quello Calcedonense: si quis autem verum esse hoc negaverit, falsas opiniones, ab Ecclesia non semel reiectas, restauret, utpote quae uni personae in Christo, utraque tamen natura distinta manente et integra, adversentur. (intorno alla cui (verità dell’unione ipostatica) non si può nutrire alcun dubbio, se non si vogliono rinnovare gli errori, più volte dalla chiesa condannati, perché contrari all’unità di persona in Cristo, nella distinzione e integrità delle due nature).

    In conclusione, dicevo bene che “in buona fede” il Pio XII ignorava Calcedonia, poiché attribuisce a Calcedonia una cristologia a mio avviso un tantino adozionista che con Calcedonia non ha nulla a che spartire… ed una latria al Cristo che nell'applicazione è di fatto nestoriana, poichè separa teologicamente l'adorazione in due culti, a differenza dell'unico che invece si deve al Figlio di Dio nella sua unicità di Logs Incarnato.

    Il problema è semmai opposto, che si sono forzati i testi biblici e patristici per creare eresie e confusione.
    Caro Luce da Luce, a parte che la tua ermeneutica si basa sull'estrapolazione, da nessuna parte il Papa parla di due persone divise o due nature divise. Egli chiaramente parla di due nature ipostaticamente unite. O vuoi negare ciò? Dunque dove vi sarebbe la violazione delle determinazioni del Concilio di Calcedonia?
    E' solo una forzatura.
    Che sia una forzatura lo prova il fatto che scrivi: "si afferma un culto per il cuore parimenti a quello dovuto alle altre membra, distinto dal culto di adorazione per la persona del Figlio di Dio … ovvero due tipi di adorazione del Cristo". Ma scherzi?
    Il Papa parla di un medesimo "culto di adorazione con cui la Chiesa onora la persona del Figlio di Dio lui stesso incarnato". Non due culti diversi, ma stesso culto. Una parte sta per il tutto. Per questo dom Prosper Guéranger nel passo citato sopra scriveva: "... In se stesso, questo Cuore di Gesù, per quanto sia solo un poco di carne, è già degno del nostro culto. ... Adorare il Cuore di Gesù significa adorare per così dire, nel suo principio, nel suo fulcro, la vita di sacrificio e d'immolazione del nostro Salvatore".
    Non vi è separazione. La separazione è solo in chi la vuole .... vedere. Ma si tratta - è evidente - di forzature ..... Così altra forzatura è quando sostieni una sorta di separazione, poiché "il corpo-natura-umana sarebbe congiunto alla persona divina", nonostante il Papa parli più volte di unione ipostatica.
    Anzi, lo stesso Papa - in un passo dell'enciclica che ti guardi bene dal citare (è un atteggiamento onesto?????????????) - dice, rispondendo alle tue obiezioni: "... Non è pertanto giusto dire che la contemplazione del cuore fisico di Gesù impedisce il contatto più intimo con l’amore di Dio e che essa ritarda il progresso dell’anima sulla via che conduce al possesso delle più eccelse virtù. La chiesa respinge senz’altro questo falso misticismo, come per bocca del nostro predecessore Innocenzo XI, di f.m., ha condannato la dottrina di coloro che asserivano: "Non devono (le anime di questa via interiore) compiere atti di amore verso la beata Vergine, i santi o l’umanità di Cristo; poiché, essendo tali oggetti sensibili, anche l’amore che ad essi si porta è sensibile. Nessuna creatura e nemmeno la beata Vergine e i santi, devono albergare nel nostro cuore: poiché solo Dio lo vuole occupare e possedere" (INNOCENTIUS XI, Cost. apost. Coelestis Pastor (19.11.1687): Bullarium Romanum, Romae 1734, t. VIII, 443). Coloro che così pensano sono naturalmente del parere che il simbolismo del cuore di Cristo non si estenda oltre la significazione del suo amore sensibile e che quindi non possa costituire un nuovo fondamento del culto di latria, che è riservato soltanto a ciò che è essenzialmente divino. Ora una simile concezione del valore simbolico delle sacre immagini deve apparire ad ognuno del tutto falsa, perché essa ne coarta a torto il trascendente significato. Diversamente da costoro giudicano e insegnano i teologi cattolici, di cui esprime la comune sentenza s. Tommaso quando scrive: "Alle immagini viene tributato il culto religioso, non secondo la considerazione loro assoluta, in quanto cioè sono delle realtà a sé, ma in quanto sono immagini che ci conducono fino a Dio incarnato. Ora il movimento dell’animo che ha per oggetto l’immagine, in quanto è immagine, non si arresta ad essa, ma tende fino all’oggetto da essa rappresentato. Perciò, per il fatto che alle immagini di Cristo è tributato il culto religioso, non risulta un culto di latria essenzialmente diverso, né una distinta virtù di religione" (Summa theol., II-II, q. 81, a. 3 ad 3; ed. Leon., t. IX, 1897, p. 180). È dunque alla persona stessa del Verbo incarnato che termina il culto relativo tributato alle sue immagini, siano queste le reliquie della passione, o il simulacro che tutte le vince per valore espressivo, cioè il cuore trafitto di Cristo crocifisso".
    Il Papa, dunque, parla, riferendosi a persone simili a te, di un falso misticismo, poiché si "coarta a torto il trascendente significato" da attribuire alle immagini, alle reliquie, e dunque anche allo stesso Cuore.
    Pio XII precisa poi: "... il culto al cuore sacratissimo di Gesù non è in sostanza che il culto dell’amore che Dio ha per noi in Gesù, ed è insieme la pratica del nostro amore verso Dio e verso gli altri uomini. In altre parole, tale culto si propone l’amore di Dio come oggetto di adorazione, di azione di grazie e di imitazione".
    Dunque, il Papa è chiaro ciò che vuole intendere. Ovviamente, se si estrapolano frasi od espressioni dal contesto, è facile poter dire o fargli dire di tutto. Il pensiero del Santo Pontefice è unitario e va visto nell'unità e nel collegamento delle espressioni. Ed invece si forza e si estrapola. Un'ermeneutica di dubbia onestà (intellettuale), tanto più che si forzano gli stessi termini. Ad es., il Papa parla di "distinzione delle nature" ed invece tu, cambiando il significato, parli di "separazione delle nature" (distinguere non è separare!!!!). E certo poi che, mutando il significato dei termini, puoi ritenere che il Papa sia eretico ... .
    Dunque, dicevo, si tratta di un'ermeneutica che, laddove non onesta, è decisamente unilaterale e forzata rispetto al senso del pensiero del Pontefice, che, invece, appare chiaro.

  5. #45
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
     Likes dati
    18
     Like avuti
    35
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice
    A me basta la parola di Gesù. Che bisogno c'è di avere queste devozioni? Se hai fede nella parola di Gesù che dice che chi crede in Lui ha la vita eterna hai bisogno di compilare la pagellina della devozione come diceva il vescovo Silvano?
    Non è che sei un po' giansenista??????

  6. #46
    Registered User
    Data Registrazione
    01 Sep 2005
    Località
    Emilia Romagna
    Messaggi
    5,338
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Francamente fatico a vedere forti nessi tra le fede nella parola di Gesù e la necessità di queste devozioni compilative legate a giorni della settimane a numero di ripetizioni di formule ecc...

  7. #47
    Registered User
    Data Registrazione
    27 May 2005
    Località
    Chi farà pazienza fino alla fine questi è salvo
    Messaggi
    156
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Caro Luce da Luce, a parte che la tua ermeneutica si basa sull'estrapolazione, da nessuna parte il Papa parla di due persone divise o due nature divise. Egli chiaramente parla di due nature ipostaticamente unite. O vuoi negare ciò? Dunque dove vi sarebbe la violazione delle determinazioni del Concilio di Calcedonia?

    Nessuna estrapolazione… e nessuna disonestà. Ho ripreso i testi dall’Enchiridion Symbolorum del Denzinger, il quale ha sfoltito l’enciclica di tutte le stomachevoli sdolcinature di cui era carica e ne ha selezionato i brani con rilevanza dottrinale. A questi mi sono attenuto, anche per la possibilità di leggerli nel loro testo latino, proprio a scanso di equivoci. Se proprio vogliamo dirla tutta certe traduzioni italiane della Haurietis aquas sono ancora peggio della Haurietis aquas stessa, proprio perché equivocano terminologicamente, molto più di quanto già non equivochi il Pio XII.


    Non due culti diversi, ma stesso culto. Una parte sta per il tutto.

    La parte che sta per il tutto? Riquoto quanto già scritto:

    Il cuore viene esaltato nella sua realtà corporale e nel suo simbolismo (itaque a re corporali, quae est Cor Christi Iesu, eiusque naturali significatione) attraverso la cui contemplazione è possibile ascendere all’adorazione dell’amor divino del Verbo incarnato (nobis licet… ascendere non solum ad contemplandum eius amorem…; ac denique …ad meditandum et adorandum amorem divinum Verbi incarnati). Quindi l’elemento corporeo del cuore viene considerato separatamente come trampolino di lancio o di ascesa per l’adorazione del Verbo incarnato, ne è quindi misteriosamente separato? Sembra di sì. Lo dichiara esplicitamente in seguito affermando:

    Non autem contendimus Cor Iesu ita esse intellegendum, ut in eo habeatur et adoretur imago formalis quae dicitur, seu signum perfectum et absolutum eius amoris divini, cum intima huius essentia nullo modo adaequari possit quavis creata immagine; sed christifidelis, Cor Iesu excolens, una cum Ecclesia signum adorat et quasi vestigium caritas divinae. … (Non si pretende perciò di adorare nel cuore di Gesù l’immagine cosiddetta formale, cioè il segno proprio e perfetto del suo amore divino, non essendo possibile che l’intima essenza di questo sia adeguatamente rappresentata da qualsiasi immagine creata; ma il fedele, venerando il cuore di Gesù, adora insieme con la chiesa il simbolo e quasi il vestigio della carità divina…)
    Anche il tuo dom Prosper Guéranger afferma due principi della latria, quando dice che “questo Cuore di Gesù, per quanto sia solo un poco di carne, è già degno del nostro culto”, quindi lo separa dall’unità della Persona del Cristo, che in unità va considerato, contemplato e adorato.


    Per questo dom Prosper Guéranger nel passo citato sopra scriveva: "... In se stesso, questo Cuore di Gesù, per quanto sia solo un poco di carne, è già degno del nostro culto. ... Adorare il Cuore di Gesù significa adorare per così dire, nel suo principio, nel suo fulcro, la vita di sacrificio e d'immolazione del nostro Salvatore".
    Non vi è separazione. La separazione è solo in chi la vuole .... vedere. Ma si tratta - è evidente - di forzature ..... Così altra forzatura è quando sostieni una sorta di separazione, poiché "il corpo-natura-umana sarebbe congiunto alla persona divina", nonostante il Papa parli più volte di unione ipostatica.

    Il modo in cui il Pio XII parla di unione ipostatica è molto contorto. Riguardo poi all'oggetto "cuore" a tratti afferma un pensiero, poi si contraddice con un altro, condendo il tutto con le già dette sdolcinature.


    Anzi, lo stesso Papa - in un passo dell'enciclica che ti guardi bene dal citare (è un atteggiamento onesto?????????????) - dice, rispondendo alle tue obiezioni: "... Non è pertanto giusto dire che la contemplazione del cuore fisico di Gesù impedisce il contatto più intimo con l’amore di Dio e che essa ritarda il progresso dell’anima sulla via che conduce al possesso delle più eccelse virtù. La chiesa respinge senz’altro questo falso misticismo, come per bocca del nostro predecessore Innocenzo XI, di f.m., ha condannato la dottrina di coloro che asserivano: "Non devono (le anime di questa via interiore) compiere atti di amore verso la beata Vergine, i santi o l’umanità di Cristo; poiché, essendo tali oggetti sensibili, anche l’amore che ad essi si porta è sensibile. Nessuna creatura e nemmeno la beata Vergine e i santi, devono albergare nel nostro cuore: poiché solo Dio lo vuole occupare e possedere" (INNOCENTIUS XI, Cost. apost. Coelestis Pastor (19.11.1687): Bullarium Romanum, Romae 1734, t. VIII, 443). Coloro che così pensano sono naturalmente del parere che il simbolismo del cuore di Cristo non si estenda oltre la significazione del suo amore sensibile e che quindi non possa costituire un nuovo fondamento del culto di latria, che è riservato soltanto a ciò che è essenzialmente divino. Ora una simile concezione del valore simbolico delle sacre immagini deve apparire ad ognuno del tutto falsa, perché essa ne coarta a torto il trascendente significato. Diversamente da costoro giudicano e insegnano i teologi cattolici, di cui esprime la comune sentenza s. Tommaso quando scrive: "Alle immagini viene tributato il culto religioso, non secondo la considerazione loro assoluta, in quanto cioè sono delle realtà a sé, ma in quanto sono immagini che ci conducono fino a Dio incarnato. Ora il movimento dell’animo che ha per oggetto l’immagine, in quanto è immagine, non si arresta ad essa, ma tende fino all’oggetto da essa rappresentato. Perciò, per il fatto che alle immagini di Cristo è tributato il culto religioso, non risulta un culto di latria essenzialmente diverso, né una distinta virtù di religione" (Summa theol., II-II, q. 81, a. 3 ad 3; ed. Leon., t. IX, 1897, p. 180). È dunque alla persona stessa del Verbo incarnato che termina il culto relativo tributato alle sue immagini, siano queste le reliquie della passione, o il simulacro che tutte le vince per valore espressivo, cioè il cuore trafitto di Cristo crocifisso".

    Sono due culti teologicamente separati a cui si cerca di dare una parvenza di unità. Poiché il cuore viene considerato come realtà creata che rimanda alla realtà divina. Dice infatti l'enciclica: “Non si pretende perciò di adorare nel cuore di Gesù l’immagine cosiddetta formale, cioè il segno proprio e perfetto del suo amore divino, non essendo possibile che l’intima essenza di questo sia adeguatamente rappresentata da qualsiasi immagine creata; ma il fedele, venerando il cuore di Gesù, adora insieme con la chiesa il simbolo e quasi il vestigio della carità divina”.

    Inutile ogni commento, il testo è chiaro!!! (Ma forse pensava il Pio XII che in forza dell'infallibilità non si sarebbe tenuto conto delle contraddizioni del suo pensiero...?)


    Il Papa, dunque, parla, riferendosi a persone simili a te, di un falso misticismo, poiché si "coarta a torto il trascendente significato" da attribuire alle immagini, alle reliquie, e dunque anche allo stesso Cuore.

    Questo assurgerti a giudice del tuo prossimo dimostra di che pasta sei fatto, attribuendo etichette ai forumisti che non si allineano alle corbellerie con cui certi tuoi papi hanno inquinato la fede dei Padri.


    Pio XII precisa poi: "... il culto al cuore sacratissimo di Gesù non è in sostanza che il culto dell’amore che Dio ha per noi in Gesù, ed è insieme la pratica del nostro amore verso Dio e verso gli altri uomini. In altre parole, tale culto si propone l’amore di Dio come oggetto di adorazione, di azione di grazie e di imitazione".

    Dunque, il Papa è chiaro ciò che vuole intendere. Ovviamente, se si estrapolano frasi od espressioni dal contesto, è facile poter dire o fargli dire di tutto. Il pensiero del Santo Pontefice è unitario e va visto nell'unità e nel collegamento delle espressioni. Ed invece si forza e si estrapola. Un'ermeneutica di dubbia onestà (intellettuale), tanto più che si forzano gli stessi termini. Ad es., il Papa parla di "distinzione delle nature" ed invece tu, cambiando il significato, parli di "separazione delle nature" (distinguere non è separare!!!!). E certo poi che, mutando il significato dei termini, puoi ritenere che il Papa sia eretico ... .

    Dunque, dicevo, si tratta di un'ermeneutica che, laddove non onesta, è decisamente unilaterale e forzata rispetto al senso del pensiero del Pontefice, che, invece, appare chiaro.

    Il Pio XII gioca sul significato dei termini: natura, persona ed unione ipostatica, sfumando nelle interpretazioni. Riguardo al termine “Persona” lo adopera per indicare il “Verbo”, a cui ipostaticamente si unirebbe la natura umana…, mentre secondo Calcedonia la Persona (Ipostasi) di Cristo è solo nella sua unità e quindi nelle due nature divina ed umana in unico soggetto: Cristo Gesù. Nella cristologia della Haurietis aquas non mi torna qualche cosa, non a caso dicevo che a tratti quella del Pio XII mi dava l’impressione di essere una teologia adozionista. Chissà, magari approfondendo la ricerca salterà fuori qualche altra eresia!

    Riguardo all’onestà intellettuale non prendo lezioni da chi apertamente si pone tra gli estimatori e promulgatori del pensiero di “negazionisti” o “revisionisti” dell’olocausto… o di luridi assassini come lo Stepinac... (ma ovviamente il mio è solo un appunto personale, tanto quanto quello del “tuo” Giansenista nei miei riguardi o nei riguardi di Xenia e di ragazzosemplice, nulla a che spartire con la quaestio "sacro cuore", tanto quanto le tue etichettature).

  8. #48
    VINCIT OMNIA VERITAS!
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Località
    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
    Messaggi
    2,120
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Niente da fare... pare che qui ci sia chi non vuole capire. E sto facendo un complimento perchè altrimenti bisognerebbe presupporre la malafede....

    Le osservazioni di Augustinus sono state, di fatto, ignorate: non si è fatto altro che ripetere le tiritere pseudo-ortodosse interpretando a proprio uso e consumo testi di per sè inequivocabili e non contraddicenti affatto i concili dei primi secoli.

    (Un appunto: la terminologia trinitaria e cristologica è complessa e variabile: avolte in passato si intendeva con "Natura" ciò che oggi si rende con "Persona", tanto per fare un esempio.... Nella tua "accademia" non te l'hanno insegnate queste cose?)

    Riguardo al discorso "negazionismo" - Stepinac.... ecco, ci mancava solo quello: quando non si riesce a difendere la propria posizione si passa all'insulto dell'avversario, e quale al giorno d'oggi è più infamante di "antisemita"? Non l'hai detto chiaramente, ma l'hai lasciato intendere...

    Comunque, visto che l'Athos lo giri in lungo e in largo la prossima volta fai un salto dall'egoumeno di Agiou Pavlou (il nome dovresti saperlo, è abbastanza conosciuto sul Sacro Monte) e fai due chiacchiere con lui: apprenderai cose interessanti sul Sacro Cuore (chissà perchè i riferimenti al Sacro Cuore di Nostro Signore si trovano anche nell'esicasmo.... mai letto la Filocalia?), sulla Verità, sulla Misericordia e sui nostri "fratelli mggiori"... forse scoprirai cose che non ti aspetti e dovrai riconoscere che o ti sbagli tu, o si sbaglia l'egoumeno di Agiou Pavlou: un Sant'uomo, del quale io non sono degno neanche di pulire la cella.

    Ah, dimenticavo.... se incontri un tizio un po' strano (era lì fino a poche settimane fa), con una stella a cinque punte tatuata sulla mano, stagli alla larga: sempre che tu non ne abbia già familiarità sotto altra veste.....

    E non escludere che possiamo incontrarci lì, e, beneficati dalla Santità del luogo, continuare di persona questa chiacchierata, in maniera serena e senza preconcetti.

    Scopriremo, forse, che aldilà delle differenze espressive, non crediamo in cose differenti.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  9. #49
    Moderatore
    Data Registrazione
    18 Apr 2010
    Località
    Pistoia fraz.San Felice
    Messaggi
    2,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    """""""Comunque, visto che l'Athos lo giri in lungo e in largo la prossima volta fai un salto dall'egoumeno di Agiou Pavlou (il nome dovresti saperlo, è abbastanza conosciuto sul Sacro Monte) e fai due chiacchiere con lui: apprenderai cose interessanti sul Sacro Cuore (chissà perchè i riferimenti al Sacro Cuore di Nostro Signore si trovano anche nell'esicasmo.... mai letto la Filocalia?), sulla Verità, sulla Misericordia e sui nostri "fratelli mggiori"... forse scoprirai cose che non ti aspetti e dovrai riconoscere che o ti sbagli tu, o si sbaglia l'egoumeno di Agiou Pavlou: un Sant'uomo, del quale io non sono degno neanche di pulire la cella."""""""

    L'uso che la Filocalia fa della nozione di "cuore" non ha proprio niente a che vedere con la devozione cattolica del Sacro Cuore.

  10. #50
    Registered User
    Data Registrazione
    27 May 2005
    Località
    Chi farà pazienza fino alla fine questi è salvo
    Messaggi
    156
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich
    Niente da fare... pare che qui ci sia chi non vuole capire. E sto facendo un complimento perchè altrimenti bisognerebbe presupporre la malafede....

    Le osservazioni di Augustinus sono state, di fatto, ignorate: non si è fatto altro che ripetere le tiritere pseudo-ortodosse interpretando a proprio uso e consumo testi di per sè inequivocabili e non contraddicenti affatto i concili dei primi secoli.

    (Un appunto: la terminologia trinitaria e cristologica è complessa e variabile: avolte in passato si intendeva con "Natura" ciò che oggi si rende con "Persona", tanto per fare un esempio.... Nella tua "accademia" non te l'hanno insegnate queste cose?)

    Riguardo al discorso "negazionismo" - Stepinac.... ecco, ci mancava solo quello: quando non si riesce a difendere la propria posizione si passa all'insulto dell'avversario, e quale al giorno d'oggi è più infamante di "antisemita"? Non l'hai detto chiaramente, ma l'hai lasciato intendere...

    Comunque, visto che l'Athos lo giri in lungo e in largo la prossima volta fai un salto dall'egoumeno di Agiou Pavlou (il nome dovresti saperlo, è abbastanza conosciuto sul Sacro Monte) e fai due chiacchiere con lui: apprenderai cose interessanti sul Sacro Cuore (chissà perchè i riferimenti al Sacro Cuore di Nostro Signore si trovano anche nell'esicasmo.... mai letto la Filocalia?), sulla Verità, sulla Misericordia e sui nostri "fratelli mggiori"... forse scoprirai cose che non ti aspetti e dovrai riconoscere che o ti sbagli tu, o si sbaglia l'egoumeno di Agiou Pavlou: un Sant'uomo, del quale io non sono degno neanche di pulire la cella.

    Ah, dimenticavo.... se incontri un tizio un po' strano (era lì fino a poche settimane fa), con una stella a cinque punte tatuata sulla mano, stagli alla larga: sempre che tu non ne abbia già familiarità sotto altra veste.....

    E non escludere che possiamo incontrarci lì, e, beneficati dalla Santità del luogo, continuare di persona questa chiacchierata, in maniera serena e senza preconcetti.

    Scopriremo, forse, che aldilà delle differenze espressive, non crediamo in cose differenti.
    Delirio... ignoranza... arroganza... non meriti nemmeno che ti si risponda. Solo un piccolo appunto:l'equivoco terminologico su "natura" e "persona" era giustificabile nei primi secoli non nel 1956...

 

 
Pagina 5 di 12 PrimaPrima ... 456 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 22-08-20, 22:49
  2. Il sacro Cuore di Gesù
    Di Colombo da Priverno nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 76
    Ultimo Messaggio: 22-06-20, 02:29
  3. Sacro Cuore di Gesù
    Di Augustinus nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 110
    Ultimo Messaggio: 22-06-20, 02:24
  4. Il cuore, ed il suo sacro simbolismo.
    Di nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 27-02-05, 12:10
  5. Bandiera del Sacro Cuore
    Di Lupus nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-10-04, 08:09

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito