
Originariamente Scritto da
impavidus79
Signori, degli incompetenti hanno fatto entrare la Cina nel mercato mondiale senza fare le più ovvie e semplici considerazioni: il mercato mondiale si basa sul libero mercato, cioè, regole precise e semplici per far si che si operi in condizioni di concorrenza leale; la Cina ( ma il problema non è solo la Cina) opera in modo sleale o, comunque, le imprese, anche internazionali, che producono in Cina, lavorono in condizioni di concorrenza sleale. Questo lo capite bene, basti pensare che i lavoratori non hanno diritti, lavorono 18 ore al giorno, etc., inoltre, ci sono dei cosiddetti porti franchi ( cioè,non si paga una lira di tassa) che invogliono le imprese ad andare a produrre in Cina o in Paesi come la Cina, dunque, in Paesi dove le imprese sono libere di barare.
Ora, visto che tutti ( i politici, gli economisti, etc.) si dichiarano favorevoli al libero mercato, allora, dovrebberò, semplicemente, realizzare un libero mercato mondiale dove è possibile entrare solo se si rispettatno le regole, in sostanza, solo se si "gioca" ad armi pari. Badate bene, questo non vuol dire, ad esempio, che i lavoratori debbano essere pagati allo stesso modo ( a parità di mansioni ) in tutti i Paesi del WTO, ma , semplicemente, che i diritti e le libertà vengano garantiti e che sia il semplice meccanismo della domanda e dell'offerta a determinare i prezzi dei prodotti, dei salari, etc. .
Date queste condizioni, l' Europa deve dotarsi di meccanismi di protezione nei confronti di chi produce in Cina o in Paesi come quest'ultima, in modo tale da incoraggiare gli imprenditori ad investire in Europa e in modo tale da far si che, i prodotti Cinesi ( o comunque i beni prodotti senza il rispetto delle regole ) siano soggetti a forte tasse doganali.