Ottimo post, tra l'altro descrive un meccanismo molto comune, al di là del caso Sardegna, che riguarda in generale la confusione che si fa tra sviluppo e interventi turistici (e in generela investimenti dall'esterno). In pratica il valore aggiunto prodotto in loco va quasi tutto nelle tasche degli investitori e non viene redistribuito se non in minima parte nell'area in cui viene prodotto. E' un meccanismo, che in condizioni molto più drammatiche della Sardegna conoscono tutti i paesi in via di sviluppo (un caso particolarmente odioso che ho osservato di persona sono le maquillas in America Centrale).Originariamente Scritto da Winston Smith
L'unico modo per garantire che valore prodotto localmente contribuisca allo sviluppo locale è l'imposizione di vincoli sulle assunzioni e gli stipendi al personale locale, oltre all'obbligo di costruzione di infrastrutture non direttamente legate all'attività per cui l'investitore ha chiesto i permessi. Un altro sistema, spesso non alla portata di un paese in via di sviluppo, ma perfettamente adeguato al caso sardo, è proprio quello individuato da Soru, un amministratore tanto competente come politico quanto si è dimostrato da imprenditore, cioè una tassazione adeguata che, assicura la permanenza in loco dei capitali necessari allo sviluppo.




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