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pensiero
Giovedì 18-05-2006 22:18 Data articolo: 18-05-2006
Cronaca
«Porteremo la vignetta in Tribunale»
Islamici decisi, ma i giovani padani: «Pubblicheremo presto sul sito altre immagini shock»
La comunità islamica di Como minaccia di trascinare in Tribunale i Giovani Padani per la vignetta blasfema pubblicata sulla rivista ufficiale di questi ultimi. Ma il movimento giovanile della Lega Nord rilancia, annunciando la distribuzione di oltre 3mila copie di Braveheart davanti a tutte le principali scuole di Como e provincia e la prossima pubblicazione di altre vignette satiriche sull'Islam, questa volta sul sito Internet (
www.cumasch.org), dove è tuttora visibile quella su Maometto oggetto della contestazione della comunità musulmana.
Una decisione, quella dei giovani leghisti, che rischia di rinfocolare le già roventi polemiche sui disegni incriminati e che peraltro, a livello ufficiale, ha già trovato una prima clamorosa dissociazione. Il capogruppo del Carroccio a Palazzo Cernezzi, Maurizio Faverio, è infatti seriamente intenzionato a non destinare più i fondi consiliari del gruppo alla rivista. Ma andiamo con ordine.
Il primo passo, non appena presa visione della vignetta che raffigura il profeta Maometto intento a rivolgere pesanti attenzioni a una bambina con una bambola in mano, è stato compiuto dal portavoce della comunità islamica lariana, Safwat El Sisi. Il quale si è dapprima recato in Questura per esprimere la protesta della comunità, poi ha annunciato l'intenzione di sporgere nelle prossime ore una denuncia in Procura per le offese subite dalla religione musulmana.
«Non possiamo tollerare la vergognosa offesa che ci è stata fatta - ha detto El Sisi - Non ci abbasseremo al livello di chi semina odio tra i popoli, ma ci affidiamo alla legge italiana e alla magistratura per ottenere la condanna di chi abusa della libertà».
A questa linea legalitaria, però, il portavoce islamico ha affiancato un'altra considerazione. «Quella vignetta ha seminato di mine pronte a esplodere il percorso della pace - ha aggiunto El Sisi - Forse alla Lega non è bastato veder bruciare due ambasciate italiane, vedere un prete e centinaia di musulmani uccisi per capire quali danni provochino certe cose. Forse sperano in nuovi disordini».
Parole molto forti, quindi, che danno l'idea dell'accoglienza trovata dalla vignetta in questione tra gli islamici di Como.
Nonostante questo clima, ieri i vertici dei Giovani Padani di Como hanno difeso a spada tratta la vignetta e il suo significato. «La distribuzione nelle più grandi scuole di Como e provincia di 3mila copie del giornale non si ferma - ha dichiarato il coordinatore, Flavio Olivari - Non troviamo nulla di scandaloso nella vignetta pubblicata, che ha semplicemente una veste accattivante per lanciare un messaggio sulla condizione della donna nell'Islam. A breve, inoltre, sul nostro sito, pubblicheremo altre vignette sullo stesso tema».
«Perché si può calunniare Cristo ma non si deve raccontare la verità su Maometto' - gli ha fatto eco il vicecoordinatore, Alessio Colzani - Se qualcuno pensa che non sia giusto, gli ricordiamo che noi, la libertà, ce l'abbiamo nel Dna, e non ci facciamo mettere il bavaglio da nessuno».
La pensa diversamente, però, il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Cernezzi, Maurizio Faverio, citato dal giornale dei giovani leghisti, insieme con gli altri consiglieri comunali del capoluogo, quale contribuente alla realizzazione di Braveheart. «Una situazione - ha detto Faverio - che ora potremmo anche rivedere».
Emanuele Caso
