si
no






il bamboccione per definizione dovrebbe avere sui 25/30 anni o di più. ne ho 23 ma conto di andarmene per quest'anno o al massimo all'inizio dell'anno prossimo. :giagia:
"extraterrestre.. portami via.. voglio una stella che sia tutta mia.. extraterrestre.. vienimi a cercare.. voglio un pianeta su cui ricominciare"
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grazie a tutti..


comunque:
tasse universitarie elevatissime
senza titolo di studio non fai nemmeno lo scarparo
affitti improponibili
si fa fatica a mangiare in due figurati da soli
forse ci sono anche altre cose da prendere in considerazione.




Secondo me non esiste alcun discrimine o naturalità. Si tratta di fare un discorso di convenienza che tiene in considerazioni tanti fattori, da quello economico al tipo di convivenza che si ha con i genitori. Se con i genitori bene o male ci si sta bene, solitamente non ha senso andare a vivere da soli, a meno che uno non voglia mettere su famiglia o trovi una sistemazione interessante (lo 0,000001% delle situazioni)
Viceversa, se uno vuole vivere da solo per il solo gusto di farlo, beh, scelta legittima, ma si va solitamente a peggiorare in un modo o nell'altro, o perchè si vive in una casa più piccola in posizione più decentrata oppure perchè si consegna mezzo stipendio al proprietario di casa e un altro terzo ai fornitori di servizi...con il risultato che magari poi si arriva a 30 anni senza un euro da parte con cui affrontare le spese in caso di problemi e poi voglio vedere a cosa è servita l'indipendenza.
Relativamente all'essere indipendenti, ad un certo punto i genitori entrano in quell'età in cui si può dire sono più loro a vivere a casa tua , anzichè tu a casa loro.
Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?


Fù
per me un ragazzo, fino a quando studia, non è un bamboccione (sempre che studi seriamente e sia in regola con gli esami...se sei al terzo fuoricorso e cazzeggi in casa, sei un bamboccione DOC), in quanto sta facendo quello che è a tutti gli effetti il suo lavoro.
diverso è il caso di chi lavora, e decide di rimanere in casa perchè c'è mammina che lava, stira e cucina, e non ha un affitto da pagare.
scelta legittima, lo ribadisco: ma che, semplicemente, non è stata la mia.


la prima parte te la quoto: come dicevo anche io, è questione di carattere, e di cosa preferisci fare: ogni scelta è legittima.
per la parte grassettata, non concordo. io non permetterei a mia figlia di fare gli stracazzi SUOI a casa MIA. se se li vuole fare, si affitta una casa, si mantiene, ed è liberissima...
io quando tornavo a casa dai miei, durante l'università, mi guardavo bene dal portarmi donne a letto, ad esempio: perchè sapevo che avrei messo in imbarazzo mia madre, e cazzo non era giusto per lei subire IN CASA SUA una cosa che, per la sua educazione ed il suo modo di pensare, era inaccettabile...


anche questo è vero, anzi forse in termini di impiego lavori prima che come impiegato. ma intanto la scuola dell'obbligo devi completarla (giustamente) e spessissimo trovi un sacco di gente a spasso che il pesce lo sa già pulire che è una favola dove un ragazzo deve imparare....


io penso che se si sta bene a casa propria ci si debba rimanere il più possibile. quando però casa propria diventa non solo un NON-albergo ma bensì una prigione la voglia di evadere è tanta. anzi. troppa. anche solo poter pranzare alle due o cenare alle dieci di sera in tutta tranquillità davanti alla tv in mutande sembra un paradiso terrestre. senza contare che ci puoi portare i tuoi amori (problema che non ho) o invitare amici quando vuoi. uscire quando vuoi. non rendere conto a nessuno di dove vai e cose del genere. voi direte "cavolo hai oltre vent'anni!" eh. ma finchè si è sotto lo stesso tetto di qualcun altro le regole mica le fai tu. perlomeno a casa mia eh.
"extraterrestre.. portami via.. voglio una stella che sia tutta mia.. extraterrestre.. vienimi a cercare.. voglio un pianeta su cui ricominciare"
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grazie a tutti..