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Risultati da 81 a 90 di 475

Discussione: Mi presento

  1. #81
    Saloth Sâr
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    Israel Day

    Nell’indifferenza della cittadinanza, si è svolta a Roma la giornata di Israele, proclamata dal consigliere politico di Silvio Berlusconi, l’ex comunista Giuliano Ferrara. Non c’era l’Italia, il 15 aprile, a sfilare dal Campidoglio alla Sinagoga di Roma. C’era solo una rappresentanza di quella classe politica di centrodestra che dall’aperto sostegno al governo di Ariel Sharon si ripromette di guadagnare l’appoggio politico della potentissima lobby ebraica italiana ed internazionale.
    Non scomodiamo la Shoah, l’antisemitismo, il nazionalsocialismo per negare l’esistenza in Italia di una lobby ebraica che, negli Stati uniti è da sempre riconosciuta come operante e influente ai più alti livelli della politica e dello Stato americano e qui, in Italia, si dovrebbe viceversa dichiarare inesistente.
    No, non è così. Se tutti i componenti della rappresentanza di Israele in terra italiana si fossero presentati alla manifestazione indetta da Giuliano Ferrara, Gad Lerner, Massimo Teodori, Furio Colombo ecc., avremmo visto sfilare un lungo periodo della nostra storia, il più oscuro.
    Mancava difatti il generale dei carabinieri Arnaldo Ferrara, nominato capo di Stato maggiore dell’Arma con il grado di colonnello, a fine luglio del 1967, che sovvertendo prassi, norme e regolamenti resterà a quel posto fino all’agosto del 1977, quando sarà obbligato a lasciarlo avendo però conseguito il grado di generale di corpo d’armata. Senza far altro che restare seduto alla sua scrivania negli anni del ‘terrorismo’ e, soprattutto, dello stragismo di Stato. Non è stata una coincidenza. Il 10 giugno 1967, dopo la conclusione della guerra condotta da Israele contro i paesi arabi, l’Unione sovietica rompe i rapporti diplomatici con lo Stato ebraico. Il 31 luglio 1967, il colonnello dei carabinieri Arnaldo Ferrara, israelita di razza e religione, con un fratello parlamentare nel partito repubblicano, viene insediato nella carica di capo di Sm dell’Arma dei carabinieri. Sotto la sua gestione, si verificheranno in Italia le stragi di piazza Fontana (12 dicembre 1969), di via Fatebenefratelli a Milano (17 maggio 1973), di Brescia (28 maggio 1974), dell’Italicus (4 agosto 1974), per citare solo quelle riuscite, senza che i carabinieri da lui diretti siano mai riusciti ad individuare un solo colpevole.
    Assente alla manifestazione organizzata dal consigliere politico di Silvio Berlusconi era anche Carlo Maria Maggi, coniugato con la figlia di uno dei maggiori esponenti della comunità ebraica di Venezia, in rapporti, accertati sul piano giudiziario in anni recenti, con agenti dei servizi segreti israeliani. Per fatale coincidenza, Carlo Maria Maggi è attualmente condannato all’ergastolo, in primo grado, per la strage di piazza Fontana e per quella di via Fatebenefratelli di Milano, e indiziato per quella di Brescia. Non sono apparsi, in rappresentanza di Giancarlo Fini, i militanti del Msi, Ordine nuovo, Avanguardia nazionale che hanno partecipato ai campi di addestramento organizzati dalla falange cristiano- maronita sotto il patrocinio di Israele.
    Non si è presentato Giano Accame, che solo da poco ha ricordato che i suoi contatti con l’estrema destra israeliana risalgono agli anni Cinquanta. Mancavano Pino Rauti e Stefano Delle Chiaie, il primo capo di Carlo Maria Maggi ed ex segretario del Msi, il secondo in ottimi rapporti con i falangisti cristiani libanesi.
    Mancavano, insomma, accanto agli ebrei italiani Furio Colombo e Gad Lerner, per citarne solo due, i ‘nazifascisti’ italiani come Maggi e Delle Chiaie, rappresentanti scomodi, impresentabili di quelle forze che in Italia, con il pretesto dell’anticomunismo, hanno servito gli interessi degli Stati uniti e di Israele, come ha fatto la classe politica e militare italiana.
    Noi ricordiamo la politica di sterminio, pulizia etnica, tortura seguita da Israele, con l’avallo degli Stati uniti e dell’Unione europea, in Palestina oggi. Rammentiamo che questa politica è stata sempre attuata contro gli arabi di Palestina, da eliminare per fare posto alla ‘Grande Israele’ che è il sogno dei tanti Ariel Sharon che, con nomi diversi, l’hanno perseguita fin dal 1897.
    Ma, per restare in Italia, abbiamo una ragione in più per solidarizzare con i palestinesi e con gli arabi. Una ragione che risiede nel prezzo che questo nostro Paese ha dovuto pagare per garantire la sicurezza degli Usa e dello stato di Israele, a partire dagli anni Sessanta, e che è inutile ripercorrere in questa sede, tappa per tappa, strage per strage, morto per morto. Ecco, nel giorno in cui l’Italia ufficiale si schiera a fianco dei massacratori israeliani, dei torturatori, dei responsabili di ‘crimini contro l’umanità’, è giusto ricordare all’altra Italia, quella vera non ancora del tutto contaminata, che la conquista della Palestina per fare posto allo stato di Israele, ha coinvolto tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, prima l’Italia. E che la guerra contro i palestinesi è stata condotta anche contro questo Paese, fino al momento in cui la sua subordinazione agli interessi israeliani non è stata completa. Così che insieme ai morti di Deir Yassin, di Sabra e Shatilla, di Ramallah e di Jenin, possiamo e dobbiamo ricordare anche i nostri di piazza Fontana, di Milano, di Brescia, dell’Italicus e tanti altri ancora, provocati da quelle ‘cellule dormienti’ che sono state attivate per proteggere la sicurezza dello stato ebraico minacciata dall’intervento del ‘comunismo internazionale’ che, in Italia, poteva contare sul più forte partito comunista occidentale.
    Mendace, il 12 dicembre 2001, è risuonato lo slogan fatto lanciare ad alcune migliaia di giovani nelle strade di Milano, nel giorno della commemorazione della strage di piazza Fontana: "La verità c’è!". No, la verità deve ancora giungere e non arriverà per le aule dei tribunali italiani, per quelle parlamentari e, tantomeno, per gli uffici delle forze di sicurezza.
    Potrà arrivare percorrendo a ritroso le strade insanguinate che segnano le terre d’Italia e di Palestina, fino al crocevia fatale, al punto in cui le esigenze strategiche di Stati uniti ed Israele le hanno fatte incontrare per poi lastricarle insieme di sangue e di morti. E quello sarà il nostro giorno, di verità e libertà per noi, per la Palestina, per i popoli oppressi dai sogni nati nei forzieri delle banche internazionali ed imposti dai bombardieri americani.
    Opera, 16 aprile 2002
    Vincenzo Vinciguerra

  2. #82
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    Potete mettere tutti i documenti che volete ma i fatti sono oggettivi e sono questi:

    Vinciguerra è accusato di aver ucciso tre carabinieri con una BOMBA (cosa che sostiene egli stesso di aver compiuto)

    Vinciguerra apparteneva ad una formazione che perseguiva un disegno golpista

    Vinciguerra ha infamato Cicuttini che è stato condannato per via dei verbali di Vinciguerra

    Vinciguerra ha inizato a "ricostruire" i legami tra ambiente e poteri forti con chiara mitomania (ad esempio la Trilateral per portare l'opinione pubblica occidentale a collaborare con il Giappone avrebbe avuto bisogno del Bushido di Freda...)

    INSOMMA I FATTI SONO:

    Vinciguerra é stato
    Bombarolo
    Golpista
    Vinciguerra è
    Infame
    Mitomane

    Se lo volete prendere ad esempio fate pure. Liberissimi. Ci sono in giro anche altri personaggi così, come Bencivenga per la prima parte del Vinciguerra, Walter Sordi o i fratelli Fioravanti per la seconda. Possiamo inaugurare una collezione figurine panini e la chiamiamo "duri e puri". Va bene?

  3. #83
    Saloth Sâr
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    Sceneggiate

    A vedere lo spettacolo andato in onda per alcuni giorni in televisione e sui giornali, è sembrato vero. E’ sembrato reale cioè che, venendo meno alla sua tradizione, la magistratura italiana avesse assunto provvedimenti giudiziari severi a carico di funzionari ed agenti di polizia per reati da costoro compiuti ai danni di cittadini dissenzienti dalla politica del regime. Un timidissimo e tardivo provvedimento giudiziario che ha relegato per qualche giorno due funzionari di polizia e sei agenti a casa loro, consolati dalle mamme, dalle mogli e dai figli ha fornito il pretesto per una bagarre che ha coinvolto tutti, politici, magistrati, poliziotti, giornalisti eccetera in aspre discussioni sulla liceità degli arresti domiciliari, anzi dell’indagine sul conto degli intemerati rappresentanti delle ‘forze dell’ordine’, come sogliono chiamarle ancora. Tutti, sia i favorevoli all’operato dei magistrati napoletani che quanti lo hanno osteggiato, hanno finto di dimenticare che si trattava di una breve parentesi destinata a chiudersi in tempi rapidissimi, come è stato, senza lasciare alcuna traccia. I tarallucci erano già sul tavolo, ora è arrivato anche il vino e si è potuto festeggiare. Come sempre. Dopo i provvedimenti- che sarebbe grottesco definire "restrittivi"- assunti dal giudice istruttore di Napoli, è arrivato il giudizio del Riesame, se non sarebbe arrivato il Tribunale della libertà, la Corte d’appello, e se non fosse bastato la Corte di Cassazione. Per fare giustizia? No, per dire che tutti hanno fatto il loro dovere, e se va bene che c’è stato qualche eccesso, qualche piccola intemperanza, dovuta allo stress e all’affaticamento, meritevole peraltro di tutte le attenuanti; così che, ammesso si arrivi fra una o qualche decina di anni ad una condanna, questa non supererà i 6 mesi di reclusione con la condizionale e la non menzione. Intanto, i commissari saranno divenuti questori e gli agenti marescialli. I cittadini illegalmente arrestati, pestati a dovere, sputacchiati, spogliati, oltraggiati saranno stati dimenticati e tutto sarà come prima e come sempre.
    Un pessimismo eccessivo, il nostro? No, l’elenco che pubblichiamo (Sevizie di Stato- torna a homepage) pur nella sua brevità offre uno squarcio significativo di cosa sia la ‘giustizia’ in Italia nei confronti dei rappresentanti delle ‘forze dell’ordine’, per i quali l’impunità è la regola, qualsiasi cosa facciano e contro chiunque la facciano. E la violenza da parte delle forze di polizia, senza distinzione di corpi e di uniformi, è una regola che mai nessuno ha inteso modificare; tantomeno la magistratura il cui compito è sempre stato quello di assolvere o, comunque, di banalizzare qualsiasi comportamento violento mantenuto dagli appartenenti alle forze di sicurezza.
    Il nostro elenco parte dal 1946, quando il leader del separatismo siciliano Andrea Finocchiaro Aprile denunciò all’Assemblea costituente le "sevizie e le torture" inflitte ai giovani del movimento indipendentista da parte delle polizie operanti in Sicilia. Non lo presero neanche in considerazione. Poi toccò ai comunisti assaggiare i democratici metodi di repressione delle italiche polizie del ‘beato’ Alcide De Gasperi e dei chierichetti del papa di turno per quasi un quarantennio. Hanno strillato i comunisti, insieme ai socialisti, e pure forte: in piazza, in Parlamento, sui giornali hanno denunciato con nomi, cognomi, cifre la durezza del trattamento riservato nelle caserme e nei commissariati ai loro militanti. Ci sono stati morti per tortura, lesionati a vita, ma cos’è accaduto. Nulla. Tutto è rimasto come sempre. Poi socialisti e comunisti si sono fatti regime, hanno gettato alle ortiche la falce e il martello, hanno indossato la tonaca e si sono genuflessi con tanta umiltà dinanzi al papa da far schiattare di invidia missini e democristiani, e la violenza delle polizie si è rivolta contro gli altri, contro gli oppositori rimasti, autonomi, ‘terroristi’ delle Br e varie bande più o meno armate. Questi ultimi infine, nel solco dell’italica tradizione del voltagabbana si sono ‘dissociati’, ravveduti, pentiti di aver lottato contro il regime, e si sono posti al riparo dalla violenza della polizia lasciandoci gli altri, quelli che fortunatamente ancora rimangono all’opposizione.
    E’ un ciclo che si rinnova. Non c’erano i comunisti al governo quando, il 17 marzo 2001, a Napoli, la polizia dava ancora una volta prova della sua forza contro gli inermi? In questo alternarsi di governi e di governanti di multiplo colore e di rinnegate ideologie, fedeli ai loro sistemi si sono sempre mantenute la magistratura e la polizia.
    Il 17 novembre 1951, il Tribunale di Perugia condannò a 6 mesi di reclusione i carabinieri che avevano torturato cinque cittadini per farli confessare reati mai commessi.
    Gli agenti dei Nocs, ritenuti colpevoli di torture ai danni di Cesare Di Lenardo e di altri brigatisti rossi coinvolti nel sequestro Dozier hanno avuto pene ancora inferiori alla conclusione dell’iter giudiziario. E siamo negli anni Ottanta.
    Due dei dirigenti di polizia accusati di aver diretto l’irruzione nella scuola Diaz di Genova, con il susseguirsi di violenze sugli arrestati, ancorché indiziati di reato sono stati, con un abile gioco delle tre carte, prima rimossi e poi promossi a compiti superiori. E siamo negli anni Duemila.
    La magistratura? Il secondino Mario Velluto aveva ucciso, sparandogli un colpo di pistola alla nuca, il 21enne Mario Salvi, il 7 aprile 1976 nel corso di una manifestazione dinanzi al ministero di Grazia e Giustizia. Il 7 luglio 1977, il Tribunale di Roma lo assolve per aver egli fatto "uso legittimo delle armi".
    Sempre a Roma, un agente di Ps uccide, con il classico colpo alla nuca, il 17enne missino Alberto Giaquinto il 10 gennaio 1979. Il 3 dicembre 1981, il giudice istruttore lo rinvia a giudizio per "eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi". E’ vero, Giaquinto per ‘camerati’ aveva Gianfranco Fini e Maurizio Gasparri, Francesco Storace ed Er Pecora, ma il ragazzo non lo meritava l’estremo oltraggio di una incriminazione del suo assassino per "eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi". Morto con un colpo alla nuca, come Mario Salvi, autonomo.
    E i cittadini al di fuori delle contese politiche come se la cavano con le forze di polizia? E’ sufficiente ricordare qui che fine ha fatto Salvatore Marino, a Palermo, presentatosi spontaneamente in Questura per farsi interrogare ed uscitone clandestinamente morto sotto tortura. Come è finito, se mai è finito, il processo ai suoi uccisori? Non si sa, sebbene siano trascorsi più di 16 anni dall’ottobre 1985.
    E non parliamo di quanto accade negli istituti di pena di cui per anni è stato vice direttore quel Paolo Mancuso che oggi la destra cerca di presentare come un persecutore delle forze di polizia. Si può, eventualmente, affermare il contrario, che ne sia sempre stato un convinto protettore vista la lunghissima lista di violenze perpetrate dai secondini in carcere mentre lui era al vertice della direzione generale preposta alla custodia dei detenuti, condannati definitivi o in carcerazione preventiva. Dov’era il dottor Paolo Mancuso in questi anni? Non era un ‘repressore’ di rappresentanti delle forze di polizia? Non lo era Giancarlo Caselli e nemmeno tutti gli altri che si sono avvicendati nel tempo al vertice degli istituti di pena, ognuno dei quali può vantare un numero elevatissimo di violenze di ogni genere perpetrato dai secondini di tutta Italia sui cittadini detenuti, colpevoli o innocenti che fossero.
    Nella suddivisione dei compiti, vediamo come sempre le forze di polizia hanno usato la "mano pesante", fino ad arrivare all’omicidio, mentre la magistratura si è assunta un compito di tutela ad oltranza che quando, rarissime volte, ha presentato qualche smagliatura per iniziative individuali, questa è stata subito ricucita e ricomposta senza che danno alcuno derivasse ai singoli appartenenti alle forze di polizia e all’immagine, quanto mai fasulla, di uno Stato rispettoso dei diritti e della vita dei cittadini.
    Nulla faceva pensare che quanto accaduto a Napoli potesse rappresentare l’eccezione alla regola. Se a Genova i magistrati sono riusciti ad arrestare solo manifestanti e neanche hanno finto di mandare agli arresti domiciliari un carabiniere accusato di omicidio volontario, reato per il quale il mandato di cattura è obbligatorio, a Napoli hanno tenuto a riposo, a casa loro, otto poliziotti per qualche giorno. Poi tutto è finito a tarallucci e vino, come sempre.
    In un Paese in cui sparare alla nuca di un manifestante che scappa è considerato uso legittimo delle armi; in cui ai poliziotti torturatori vengono riconosciute le attenuanti dell’aver agito per particolari valori morali e sociali e il loro capo viene conteso fra democristiani, missini e socialdemocratici per portarlo in Parlamento; in un paese in cui si arrestano 90 secondini per un pestaggio collettivo nel carcere di Sassari e, poi, si fa calare il silenzio sul processo in modo che l’opinione pubblica dimentichi, ed in fretta, cosa sia in Italia il rispetto per i ‘diritti umani’, farsi illusioni è sbagliato.
    Forse, se fosse rimasto uno spazio di libertà si poteva sperare che qualcosa si muovesse, ma non è così. Il regime occupa tutto e tutti sono al suo servizio in uno scambio continuo di casacche e di favori, ognuno preoccupato che nulla cambi per quando potrà alternarsi al governo del paese sotto il potere arrogantemente esibito ormai, senza più pudori, del Vaticano e degli Stati uniti.
    Il resto sono chiacchiere, sceneggiate impudenti, esibizioni di servi che fingono di contrapporsi, quando nella realtà sono uniti più che mai. Se i fatti di Genova hanno potuto verificarsi sotto un governo di centro- destra è perché quelli di Napoli c’erano già stati sotto un governo di centro- sinistra. E la polizia rimarrà impunita per Genova, come per Napoli, perché tutela un regime e ne viene ovviamente tutelata per mezzo di una magistratura che con il suo silenzio a Napoli, nel marzo del 2001, ha consentito i fatti di Genova del luglio successivo e l’assassinio di Carlo Giuliani.
    Ed è questa l’unica verità. Quella che nessuno osa proclamare ad alta voce. Quella che se ripetuta, amplificata, urlata potrebbe far scoprire a milioni di italiani il valore ed il significato della libertà perduta tanti anni fa e mai più riguadagnata.
    Opera, maggio 2002
    Vincenzo Vinciguerra

  4. #84
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis
    Potete mettere tutti i documenti che volete ma i fatti sono oggettivi e sono questi:

    Vinciguerra è accusato di aver ucciso tre carabinieri con una BOMBA (cosa che sostiene egli stesso di aver compiuto)

    Vinciguerra apparteneva ad una formazione che perseguiva un disegno golpista

    Vinciguerra ha infamato Cicuttini che è stato condannato per via dei verbali di Vinciguerra

    Vinciguerra ha inizato a "ricostruire" i legami tra ambiente e poteri forti con chiara mitomania (ad esempio la Trilateral per portare l'opinione pubblica occidentale a collaborare con il Giappone avrebbe avuto bisogno del Bushido di Freda...)

    INSOMMA I FATTI SONO:

    Vinciguerra é stato
    Bombarolo
    Golpista
    Vinciguerra è
    Infame
    Mitomane

    Se lo volete prendere ad esempio fate pure. Liberissimi. Ci sono in giro anche altri personaggi così, come Bencivenga per la prima parte del Vinciguerra, Walter Sordi o i fratelli Fioravanti per la seconda. Possiamo inaugurare una collezione figurine panini e la chiamiamo "duri e puri". Va bene?
    Tanto per ricordare

  5. #85
    Saloth Sâr
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis
    Potete mettere tutti i documenti che volete ma i fatti sono oggettivi e sono questi:

    Vinciguerra è accusato di aver ucciso tre carabinieri con una BOMBA (cosa che sostiene egli stesso di aver compiuto)

    Vinciguerra apparteneva ad una formazione che perseguiva un disegno golpista

    Vinciguerra ha infamato Cicuttini che è stato condannato per via dei verbali di Vinciguerra

    Vinciguerra ha inizato a "ricostruire" i legami tra ambiente e poteri forti con chiara mitomania (ad esempio la Trilateral per portare l'opinione pubblica occidentale a collaborare con il Giappone avrebbe avuto bisogno del Bushido di Freda...)

    INSOMMA I FATTI SONO:

    Vinciguerra é stato
    Bombarolo
    Golpista
    Vinciguerra è
    Infame
    Mitomane

    Se lo volete prendere ad esempio fate pure. Liberissimi. Ci sono in giro anche altri personaggi così, come Bencivenga per la prima parte del Vinciguerra, Walter Sordi o i fratelli Fioravanti per la seconda. Possiamo inaugurare una collezione figurine panini e la chiamiamo "duri e puri". Va bene?
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    Vinciguerra ha detto la verità sul neo-fascismo e i suoi legami con il potere atlantista

    Vinciguerra è un valoroso soldato politico

  6. #86
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    Citazione Originariamente Scritto da Saloth Sâr
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    Vinciguerra ha detto la verità sul neo-fascismo e i suoi legami con il potere atlantista

    Vinciguerra è un valoroso soldato politico
    Certo, come no. E anche:

    Moggi è innocente

    Prodi è bello

    Ettore Muti è infame

    Benito Mussolini tradì il 25 luglio

    Salottosara è intelligente e sa di che cosa parla.

  7. #87
    Saloth Sâr
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis
    Certo, come no. E anche:

    Moggi è innocente

    Prodi è bello

    Ettore Muti è infame

    Benito Mussolini tradì il 25 luglio

    Salottosara è intelligente e sa di che cosa parla.
    E non c'erano esponenti di TP in Libano a sostenere i falangisti cristiano-maroniti, Romagnoli non ha visitato la Knesset riconoscendo automaticamente l'autorità del sionismo in Palestina, la Mussolini non ha difeso le bandiere degli Stati Uniti e di Israele

  8. #88
    petronius
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    Citazione Originariamente Scritto da metapolis
    Stavolta quoto Bandiera Nera!

    E poi di che state mai parlando? Vinciguerra è uno che "scopre" in ritardo di essere un golpista? Ma fatemi il piacere! Da quali pulpiti arriva la “purezza”. Da uno che, inoltre, fa condannare il suo coimputato. Questo lo chiamate comportamento da "soldato politico"? Sono forse un po' vecchio ma mi avevano insegnato che il PRIMO comportamento del soldato politico si vede ai verbali...
    Ma forse “A mano armata” e certi personaggi ve lo hanno fatto dimenticare.
    Vinciguerra è proprio come dice Bandiera Nera, o forse è un poveraccio, mitomane e autolesionista da commiserare.
    Ma non confondete l’OGGETTIVA condanna dei suoi OGGETTIVI comportamento sudici con l'assoluzione di quello che certe destre facevano un tempo (ma anche certe sinistre).
    Qui siamo proprio giunti al grottesco. Qualche trentenne e quarantenne cerca di rileggere la storia del neofascismo secondo canoni falsati e di condannarlo in blocco. E chi li aiuta? Alcuni personaggi di allora che furono golpisti o bombaroli (ne annovero ben quattro coinvolti in questa “rilettura”) i quali furono allora isolati e tagliati fuori da tanti di noi. Ed ora per fare i conti con il loro passato, invece di sparire, come dovrebbero, si mettono a pontificare e a scaricare sulle spalle di tutti come fosse il frutto di colpe “collettive” il loro vecchio vizio di mestare e guaire. Ed eccoci allora giunti a questo punto: c'è qualche pugno di disorientati che, facendosi forte del sostegno insinuante e calunniatorio degli antichi golpisti e bombaroli, accusa di golpismo e bombarolismo proprio chi ha sconvolto tutto questo imponendo al mondo neofascista un taglio opposto, rivoluzionario.
    E allora sono proprio questi che, nelle riletture favorite da antichi colaboratori di apparati vari, diventano gli “atlantisti”…
    Suvvia, andatevene in palestra o in montagna a far pace con lo spirito prima di scrivere certe assurdità che non credono più nemmeno i DS.
    Ritengo che la tua esperienza diretta di quegli anni dovrebbe bastare a convincere un utile idiota di ciò che successe realmente. Purtroppo gli stupidi fanno sempre orecchie da mercante e tendono ad eliminare ciò che alla loro tesi è sconveniente. Forse perchè non hanno alcuna tesi, poichè se fosse tale avrebbe qualche giustificazione. Piuttosto vivono di slogan ritagliati da riviste e da cattivi pensatori. In questo senso, probabilmente dissentirai, io annovero Freda tra coloro che hanno contribuito maggiormente a diffondere confusione. Probabilmente senza volerlo e in buona fede. Tuttavia il risultato è proprio questo. Perciò dalle tue analisi, dal mio punto di vista criticabili (del resto ognuno alla fine ha le sue idee) ma sicuramente valide, genuine e dettate dal cuore espungerei il "fredianesimo".

  9. #89
    Saloth Sâr
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da petronius
    Ritengo che la tua esperienza diretta di quegli anni dovrebbe bastare a convincere un utile idiota di ciò che successe realmente. Purtroppo gli stupidi fanno sempre orecchie da mercante e tendono ad eliminare ciò che alla loro tesi è sconveniente. Forse perchè non hanno alcuna tesi, poichè se fosse tale avrebbe qualche giustificazione. Piuttosto vivono di slogan ritagliati da riviste e da cattivi pensatori. In questo senso, probabilmente dissentirai, io annovero Freda tra coloro che hanno contribuito maggiormente a diffondere confusione. Probabilmente senza volerlo e in buona fede. Tuttavia il risultato è proprio questo. Perciò dalle tue analisi, dal mio punto di vista criticabili (del resto ognuno alla fine ha le sue idee) ma sicuramente valide, genuine e dettate dal cuore espungerei il "fredianesimo".
    Perchè non concludi con un bel: "W i Servizi Segreti che ci hanno salvato dal bolscevismo" ?

  10. #90
    petronius
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Saloth Sâr
    Perchè non concludi con un bel: "W i Servizi Segreti che ci hanno salvato dal bolscevismo" ?
    Penso che metapolis non abbia nulla da dimostrare specie a gente come te. E' schifoso che tu ti permetta di sputare sulle ferite di persone che hanno combattuto e sofferto, pagando con la vita, per l'idea. Metapolis l'ho visto una volta sola dal vivo ad una conferenza, ma penso che non avresti il coraggio di dirgli in faccia che è un servo dei servizi segreti e dell'atlantismo...

 

 
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