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Discussione: Ucraina al voto

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    Predefinito Rif: Ucraina al voto



    L’ultima vergogna di Jushenko
    Mercoledì 27 Gennaio 2010 00:00

    di Carlo Benedetti


    Mosca. Il presidente dell’Ucraina, Jushenko, pluritrombato alle recenti elezioni, lancia - prima di abbandonare la poltrona - il suo guanto di sfida alla società, alla democrazia, alla storia del paese e a tutti quei soldati che combatterono eroicamente per respingere dai territori sovietici gli aggressori nazisti. Con uno dei suoi ultimi editti, questo personaggio al soldo degli americani, della Cia e del potente Soros, proclama “eroe nazionale” (in sfregio al giorno della Vittoria che sarà celebrato in tutta l’ex Unione Sovietica il 9 maggio) il criminale di guerra Stepan Bandera (1909-1959), a capo dell’Ounb, l’organizzazione nazionalista che durante la seconda Guerra mondiale collaborò in Ucraina con le SS hitleriane, rivelandosi come l’artefice delle pulizie etniche. E fu sempre lui a fondare, nel 1942, l’Upa, la Ukrainian Insurgent Army.

    Jushenko quindi, prima di andarsene, getta sul piatto della storia ucraina la riabilitazione di questo criminale di guerra. Si tratta di un passo che tende a riscrivere il passato e che provoca indignazione non solo in tutti i paesi dell’ex Unione Sovietica, ma anche in Polonia, dove operò l’Armata ucraina di ribelli Upa guidata da Bandera. Notevoli e significative anche le reazioni che si registrano a Mosca dove si ritiene che il Decreto del Presidente ucraino sia rivolto contro la Russia.

    La logica - si dice nella capitale russa - è semplice: il nemico del mio nemico è un mio amico. Tanto più che l’Ucraina stessa non può vantare una ricca storia indipendente senza lo spazio storico-culturale comune con la Russia. Certamente, per Viktor Jushenko è un fatto triste. Ma invece di costruire un’ideologia nazionale sulla base dell’idea della reciprocità e di una stretta connessione tra i popoli russo ed ucraino (nonché bielorusso e polacco), il presidente ha cominciato ad esaltare qualsiasi personaggio storico ucraino i cui comportamenti hanno assunto un carattere antirusso. In particolare gli ataman Vygovsky e Masepa, uno dei fondatori dell’UPA Roman Shukhevich ed infine Stepan Bandera.

    Ma questa volta Juscenko ha esagerato. Puntando sui russi ha colpito i suoi alleati polacchi, poiché proprio le pulizie etniche antipolacche costituivano l’essenza dell’attività di Bandera nell’Ucraina Occidentale nel 1943. Secondo varie stime, allora furono uccisi oltre 200mila polacchi ed ebrei. Quegli avvenimenti - che rappresentano una tragica catastrofe nazionale e mondiale - vengono oggi riportati alla luce e aggravano fortemente lo stato delle relazioni tra Varsavia e Kiev. E questo pur se la Polonia ufficiale considera Viktor Jushenko come un personaggio che vive gli ultimi giorni della sua vita pubblica come politico e come uomo di Stato. Ma i polacchi - come i sovietici - non possono dmenticare che Bandera, già in giovane età, entrò a far parte di organizzazioni nazionalistiche ucraine che si battevano contro lo Stato polacco che occupava parte dell’Ucraina dell’ovest, ma anche contro i rappresentanti del potere comunista.

    Nel 1932, Bandera riunì in Ucraina le varie anime nazionaliste presenti creando un soggetto unico e autonomo che combatteva per l’indipendenza dell’Ucraina. Venne poi arrestato e nel 1936 condannato all’ergastolo. Con l’inizio della seconda guerra mondiale, riuscì a fuggire dal carcere aiutato dai nazisti. E ci sono anche testimonianze che rivelano – sulla base di alcuni interrogatori di gerarchi nazisti al processo di Norimberga - un incontro fra Bandera e Von Ribentropp, il ministro degli Esteri di Hitler, durante il quale si raggiunsero accordi sulla posizione degli ucraini nella Polonia occupata; in questi accordi si prevedeva che gli ucraini avrebbero aiutato i tedeschi nell’individuazione di dissidenti e di ebrei.

    Nel 1941 sempre Bandera ebbe una serie di incontri con ufficiali tedeschi, al fine di creare una legione da lui comandata e finanziata dai nazisti, per contrastare dall’interno l’Armata Rossa favorendo così la vittoria tedesca; in cambio gli ucraini ricevettero assicurazioni sulle richieste nazionalistiche di Bandera, nel caso di sconfitta dell’Unione Sovietica. Quando la Germania avanzò verso est, quindi anche in Ucraina, inizialmente gli ucraini avviarono forme di governo basate sull’esperienza tedesca, pensando di poter dar vita ad una “dittatura mite”; ma i successi in terra russa della Wehrmacht convinsero Hitler che non c’era bisogno della creazione di uno Stato ucraino fra Unione Sovietica e Germania.

    Iniziarono quindi duri scontri e Bandera fu imprigionato in Germania sino al 1944, quando, scagionato, i nazisti gli proposero di formare un esercito per contrastare i comunisti che ormai avanzavano. Dal 1945, quando la Germania era già sconfitta, Bandera si occupò della riorganizzazione delle forze combattenti sia in Ucraina che all’estero, con l’obiettivo ultimo di un’Ucraina indipendente. Il 15 ottobre 1959, Stepan Bandera fu ucciso dall’agente del KGB Bogdan Stashinskyi, poi condannato a 8 anni di carcere duro. Le istituzioni russe solo nel 2005 ammisero di aver ordinato l’omicidio.

    Questa è, in sintesi, la storia di un criminale ucraino poco conosciuto e che Jushenko vuol riportare ora alla luce presentandolo come “eroe nazionale”. Ma proprio in seguito a questo tentativo di riabilitazione, gli ambienti della politologia ucraina tornano oggi a mettere l’accento su quei partiti che difendono con più orgoglio la “reputazione” del nazionalista ucraino. Si tratta di movimenti come “Svoboda” (Libertà), che ha ottenuto alcune vittorie elettorali importanti come quelle nelle regionali a Ternopil.

    Il partito “Svoboda” è gemellato con partiti europei come il Fronte Nazionale di Le Pen e la BZO del defunto Jorg Haider, quindi di ideologia di estrema destra. Ed ora il rischio politico è che di fronte al fallimento delle politiche dei partiti di sinistra e di destra moderati (come quello del presidente) si rafforzino, appunto, partiti come “Svoboda”. In pratica lo spettro di Bandera torna ad aggirarsi sulla realtà politica dell’Ucraina. Pur se la posta in gioco è oggi quella relativa ad una rinascita nazionale in senso democratico e non antirusso come invece vorrebbero i nazionalisti orfani di Bandera impegnati nella cancellazione della memoria storica

    L'ultima vergogna di Jushenko


    carlomartello

  2. #12
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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Però, quando fa comodo agli atlantisti, si riabilitano certe figure, sacrificando le varie memorie - già questo dovrebbe fare capire tante cose. Paradossalmente, si deve sostenere il nazionalismo russo. Stranezze della storia.

  3. #13
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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Beh, comunque oggettivamente è una mossa che porta acqua al nostro mulino...gli arancioni integerrimi sono riusciti ad inimicarsi perfino i polacchi, che grazie a Tusk si stanno riconciliando coi russi.


    Bandera eroe per l’Ucraina, la Polonia protesta

    Un eroe o un criminale. La controversa figura dell’ucraino Stepan Bandera sucita da decenni polemiche. Dure condanne al personaggio storico arrivano da Polonia, Russia e altri paesi dell’ex blocco sovietico dove si sono svolte manifestazioni contro la decisione del presidente ucraino uscente Viktor Iushenko di assegnargli il titolo di “Eroe dell’Ucraina”. Come spiega questo dimostrante polacco:

    “Secondo l’opinione della maggior parte dei polacchi Bandera è stato un assassino. È per questo che ho aderito alla protesta”.

    Gli onori riconosciuti a Bandera hanno suscitato il rammarico anche del presidente polacco, a suo avviso la decisione è stata dettata da interessi esclusivamente politici.
    Bandera fu un leader nazionalista molto discusso nel suo paese. Combattè per l’indipendenza dell’Ucraina contro lo stato polacco e il regime sovietico. Fu vicino alla Germania nazista, dopo la secoda guerra mondiale riorganizzó le forze indipendentiste, nel ’59 fu assassinato da un agente del KGB. Da molti ucraini è considerato un eroe, ma per un’altra parte del Paese, si tratta di un criminale, persecutore di ebrei, russi e polacchi.

    Bandera eroe per l’Ucraina, la Polonia protesta - Polemica : notizie, mondo | euronews


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  4. #14
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    Predefinito Rif: Ucraina al voto



    Ucraina, Yanukovich: «La vittoria è vicina»

    dal nostro inviato Antonella Scott


    La distanza tra un candidato che sente la vittoria in mano e la sua rivale sono 300 metri di marciapiede insidioso, ghiaccio vivo sotto la neve di Kiev, tra la piazza di Santa Sofia e quella del monastero di San Michele. Poche persone nella prima, forse un migliaio, cantano inni religiosi e ascoltano con un lumino in mano Yulia Tymoshenko. Vestita di bianco, la voce un po' stridula, lei intona quella che ha chiamato "preghiera per l'Ucraina": «Forse perché non le resta altro a cui appellarsi - commenta gelida una signora - finora il nostro premier non si era mai mostrata tanto religiosa».
    Ma proprio mentre Yulia ha iniziato a parlare, a chiedere la benedizione di Dio per l'unità dell'Ucraina, ecco che dalla piazza vicina la musica esplode e copre la sua voce, amplificatori al massimo volume per il concerto in onore di Viktor Yanukovich: «il vincitore delle elezioni», lo salutano sul palco.

    Qui hanno fatto le cose in grande: piano piano, dal primo pomeriggio, la piazza si è riempita di giovani vestiti di nero e blu, il colore del Partito delle Regioni, vincitore del primo turno con dieci punti percentuali di vantaggio. Si muovono in drappelli, si dispongono in cerchio come per proteggere il palco. Ad altri viene data istruzione di schierarsi nelle vie laterali. In mattinata il ministero degli Interni - controllato dalla Tymoshenko - aveva lanciato l'allarme: il partito di Yanukovich ha schierato in città 2mila agenti con il compito di preparare provocazioni. Poco lontano, nel quartier generale di Yanukovich, il portavoce Dmitro Ponamarchuk scoppia in una risata: «Lo champagne prepariamo, ecco cosa!». Ma poi ammette: «Quei ragazzi in piazza sono gente pagata per sostenerci, solo una piccola parte lo fa per gli ideali. Per il resto, è un mercato». Diecimila in tutta Kiev, forse di più. Vengono, tengono alte le bandiere blu, guadagnano 150 grivne al giorno, neanche 14 euro. Hanno l'aria poco rassicurante, ma stanno al gioco: «Siamo qui perché amiamo Yanukovich, lo adoriamo!», garantiscono.

    Ma la piazza ormai è piena, e la gente venuta per ascoltare Yanukovich non lo fa per scherzo: «Lo preferisco alla Tymoshenko - dice una donna che distribuisce bandierine - perché è un uomo del popolo e ha governato bene quando è stato primo ministro, mentre lei non mantiene le promesse». «Yanukovich è più onesto - aggiunge un altro - questa è la differenza principale».
    «In Ucraina - ricorda Ponamarchuk - non è stata versata una goccia di sangue alla caduta dell'Urss, qui nessuno farà scorrere sangue. Perché dovremmo?». Il Partito delle Regioni, rivela, ha un sondaggio interno che nel voto di domani dà a Yanukovich sei punti di vantaggio, 45% dei consensi contro i 39 della Tymoshenko. «La nostra vittoria si avvicina - dice Yanukovich dal palco - il 7 febbraio sarà l'ultimo giorno della Rivoluzione arancione».

    Ha aspettato questo momento da cinque anni, dal giorno in cui le accuse di brogli nelle presidenziali del 2004 lo costrinsero a farsi da parte di fronte a Viktor Yuschenko e alla Tymoshenko, allora alleata del presidente uscente: «Per tutto ciò che hanno fatto - grida Yanukovich alla piazza - ora il popolo ucraino gli mostrerà il cartellino rosso. Diventeranno pensionati della politica».
    «Sentiamo un obbligo morale a garantire una gestione corretta del voto, trasparente come al primo turno», spiega Mykola Azarov, ministro delle Finanze "ombra" di Yanukovich, agli osservatori internazionali. Gli preme spiegare il motivo per cui, a due giorni dalle elezioni, il suo partito ha fatto approvare in Parlamento una modifica della legge elettorale che non rende più necessario il quorum dei due terzi nelle varie commissioni elettorali, divise tra i rappresentanti dei due schieramenti: il campo rivale - spiega - avrebbe potuto cercare di volgere i risultati a proprio favore, non presentandosi nei distretti sud-orientali più vicini a Yanukovich.

    Ma ormai, la sensazione che sia questo il campo vincitore la dà anche il fatto che Azarov e Anna Gherman, braccio destro di Yanukovich, hanno convocato gli osservatori internazionali all'Hyatt, dove avrebbe dovuto essere allestito il quartier generale del Blocco Yulia Tymoshenko. Come se si fossero già impadroniti anche di questo territorio. Fuori, ancor prima che nell'altra piazza Yanukovich inizi a parlare, davanti alla chiesa di Santa Sofia si è ormai fatto silenzio, piano piano la gente se ne va. «Amen», aveva detto la Tymoshenko concludendo la sua preghiera.
    6 febbraio 2010

    Ucraina, Yanukovich: «La vittoria è vicina» - Il Sole 24 ORE


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  5. #15
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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Yanukovich-Tymoshenko al ballottaggio: l'Ucraina rischia il caos post-voto

    dal nostro inviato Antonella Scott


    KIEV-I due schieramenti si preparano a dare battaglia. «Falsificatori! - avverte uno striscione soffocato di neve - andate a studiarvi il codice penale!». Siamo tra le tende blu del campo di Yanukovich, e la tensione sta crescendo perché in mattinata anche Yulia Tymoshenko, pallida d'ira, aveva lanciato l'allarme brogli: «Non permettete a Yanukovich di violentare la nostra democrazia, le nostre elezioni, il nostro paese» ha detto il premier ucraino assicurando che se domenica prossima, al ballottaggio delle elezioni presidenziali, il suo rivale cercherà di imbrogliare, lei monterà una Rivoluzione arancione ancora più feroce della precedente: «Lo respingeremo come non è mai avvenuto, neppure nel 2004».

    Stanchi, delusi, preoccupati dall'inflazione e dal peso dei mutui, gli ucraini si chiedono chi mai vorrà tornare a riempire la piazza dell'Indipendenza di Kiev come sei anni fa. Allora, la ribellione di Viktor Yuschenko contro il sistema era sembrata aprire la strada a una nuova Ucraina, fiera, moderna, filo-occidentale. Oggi è rimasto un paese unito dall'insofferenza verso la corruzione e l'inefficienza. Molti non voteranno, domenica. Altri sceglieranno le due strade diverse, spinti da motivazioni simili a credere alle promesse dell'uno o dell'altra, a due programmi piuttosto simili. E il voto, come si dice in America, sarà too close to call, con differenze minime che già i due rivali si preparano a contestare, in tribunale e per le strade, prolungando la fase di ingovernabilità. Esattamente il contrario di ciò di cui ha bisogno un paese senza budget.

    Secondo diversi osservatori, qui a Kiev, tra il primo e il secondo turno Yulia Tymoshenko è riuscita a raccogliere parecchi voti negli schieramenti dei candidati sconfitti il 17 gennaio, ma non abbastanza da superare Yanukovich, che allora arrivò primo con il 35% dei voti, dieci punti davanti a lei. L'attuale premier non ha alcuna intenzione di uscire di scena in silenzio: «Si è resa conto che sta per perdere» ha commentato ieri Yanukovich definendo «isterismi» le dichiarazioni della Tymoshenko. Ma anche se vincesse lui, in modo netto, da presidente la ritroverebbe capo di un governo fuori dal suo controllo. Per poter realizzare un proprio programma, Yanukovich sarebbe costretto a scendere a patti con lei, o a sfiduciarla. E per costruirsi una maggioranza in Parlamento, dovrebbe ricorrere al voto anticipato.

    A scatenare la furia di "Yulka", ieri, è stata la firma che il presidente uscente Viktor Yuschenko ha posto a un emendamento alla legge elettorale votato dal Partito delle Regioni di Yanukovich. Non sarà più necessario un quorum tra i rappresentanti dei due schieramenti ai seggi perché il lavoro di una commissione elettorale sia valido. Questo pomeriggio Tymoshenko e Yanukovich avranno l'ultima occasione per farsi sentire dagli elettori, nei comizi in programma nel centro di Kiev, ed è la consolazione che resta: «Mancano poche ore al voto - osserva Vasil Gnatkiv, deputato del Blocco Tymoshenko nella regione della Transcarpazia - è ancora non sappiamo con certezza chi vincerà.

    Yanukovich-Tymoshenko al ballottaggio: l'Ucraina rischia il caos post-voto - Il Sole 24 ORE


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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Ucraina, vince il filorusso Yanukovich
    La Commissione elettorale: voto valido


    Osce: voto trasparente, transizione sia pacifica
    La Tymoshenko invece ha denunciato brogli


    KIEV (8 febbraio) - Il leader filorusso Viktor Yanukovich è il vincitore delle elezioni in Ucraina. Lo ha annunciato la commissione elettorale centrale che attribuisce a Yanukovich un vantaggio di oltre tre punti sulla rivale premier Iulia Timoshenko: 48,7% a 45,6% dopo lo scrutionio del 99,27% dei seggi.

    Elezioni valide. ll presidente della commissione elettorale centrale (Cec) Vladimir Shapoval ha annunciato anche che il ballottaggio delle elezioni presidenziali ucraine è valido. Shapoval ha anche detto di non aver «alcun dubbio che i risultati ufficiali del ballottaggio saranno resi pubblici entro il 17 febbraio», ossia entro i dieci giorni previsti dalla legge.

    E mentre alcune migliaia di militanti pro Yanukovich continuano a radunarsi davanti alla Cec, la premier ha annunciato una conferenza stampa nella sede del governo, dopo che ieri sera il suo rivale l'aveva invitata a dimettersi.

    Finora Yulia, l'ex eroina della rivoluzione arancione del 2004, non ha manifestato alcuna intenzione di riconoscere la sconfitta e sembra del tutto pronta a contestare i risultati sul piano giudiziario, anche se finora le schede non valide sono solo l'1,18%. Anche il suo avversario, tuttavia, potrebbe perseguire la stessa strada.

    Yanukovich agisce però già come presidente in pectore di tutta la nazione, pur continuando a parlare russo, e vuole avviare da domani le consultazioni per una nuova maggioranza parlamentare, dopo aver invitato a raggiungere la sua squadra l'oligarca Serghiei Tighipko e l'ex presidente del parlamento Arseni Iatseniuk, usciti al primo turno.

    Osce: voto trasparente. Le elezioni presidenziali svoltesi in Ucraina si sono svolte in modo «trasparente e onesto» aprendo la via ad una transizione «pacifica» del potere. È quanto ha dichiarato oggi la missione di osservatori internazionale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).

    Ucraina, vince il filorusso Yanukovich La Commissione elettorale: voto valido - Il Messaggero


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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Ucraina/ Leader Cremlino Medvedev si congratula con Yanukovich
    Vittoria candidato già riconosciuta da Mosca



    Mosca, 9 feb. (Apcom-Nuova Europa) - Nonostante Yulia Tymoshenko si rifiuti di riconoscere la vittoria del candidato filo-russo Viktor Yanukovich, dal Cremlimo è partita la telefonata di congratulazioni. Secondo l'amministrazione presidenziale russa, un conversazione telefonica si è tenuta nella mattinata tra il presidente della Russia Dmitri Medvedev con il leader del Partito delle Regioni, candidato presidenziale Viktor Yanukovich considerato più vicino a Mosca dell'avversaria.

    Medvedev si è congratulato con Yanukovich per l'esito della campagna elettorale, molto apprezzata dagli osservatori internazionali, e il successo ottenuto nelle elezioni presidenziali.

    Con lo spoglio del 99,97% dei voti, Victor Yanukovich nelle elezioni presidenziali del 7 febbraio ha raccolto il 48,95% (12 milioni 476 mila elettori), mentre Yulia Tymoshenko si è fermata al 45,47% (11 milioni 589 mila).

    Ucraina/ Leader Cremlino Medvedev si congratula con Yanukovich - Esteri - Virgilio Notizie


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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Ucraina/ Patriarca russo benedice la vittoria di Yanukovich
    "Un'enorme responsabilità davanti a Dio, la gente e la storia"


    1 giorno fa da APCOM

    Mosca, 9 feb. (Apcom-Nuova Europa) - Kirill, il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie si congratula con Viktor Yanukovich "per la sua vittoria nelle elezioni presidenziali" ucraine. Al candidato più vicino a Mosca, già il Cremlino ha presentato i complimenti per il risultato contro la rivale Yulia Tymoshenko. "Che il Signore vi rafforzi, e vi dia buon supporto; benedico voi, la salute, e la pace" dice il messaggio.

    Il patriarcato di Mosca si augura che la "fiducia della gente" incoraggi Yanukovich "a prendere un'enorme responsabilità davanti a Dio, la gente e la storia. Avete esperienza e il talento necessario per giustificare tale fiducia" - dice il messaggio del Patriarca, parlando della necessità di "forza enorme, al fine di risolvere le sfide che il popolo dei problemi dell'Ucraina e portarlo ad una vita dignitosa e prospera".

    Ucraina/ Patriarca russo benedice la vittoria di Yanukovich - Esteri - Virgilio Notizie


    carlomartello

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    Predefinito Rif: Ucraina al voto

    Citazione Originariamente Scritto da carlomartello Visualizza Messaggio
    Ucraina/ Patriarca russo benedice la vittoria di Yanukovich
    "Un'enorme responsabilità davanti a Dio, la gente e la storia"


    1 giorno fa da APCOM

    Mosca, 9 feb. (Apcom-Nuova Europa) - Kirill, il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie si congratula con Viktor Yanukovich "per la sua vittoria nelle elezioni presidenziali" ucraine. Al candidato più vicino a Mosca, già il Cremlino ha presentato i complimenti per il risultato contro la rivale Yulia Tymoshenko. "Che il Signore vi rafforzi, e vi dia buon supporto; benedico voi, la salute, e la pace" dice il messaggio.

    Il patriarcato di Mosca si augura che la "fiducia della gente" incoraggi Yanukovich "a prendere un'enorme responsabilità davanti a Dio, la gente e la storia. Avete esperienza e il talento necessario per giustificare tale fiducia" - dice il messaggio del Patriarca, parlando della necessità di "forza enorme, al fine di risolvere le sfide che il popolo dei problemi dell'Ucraina e portarlo ad una vita dignitosa e prospera".

    Ucraina/ Patriarca russo benedice la vittoria di Yanukovich - Esteri - Virgilio Notizie


    carlomartello
    (OT)
    Anche Michele Greco, ha augurato la pace all'Ucraina:


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