"Non sarebbe forse utile che il prete spiegasse a noi credenti come mai lui abbia autorizzato (a nostra insaputa), un "cristiano" a vendere se stesso per un lavoro che corrompe nel profondo lo spirito dell’uomo? Intendiamo il lavoro di secondino carcerario. Infatti, esso è uno di quei lavori che per come il potere esige che si faccia, è allo stesso tempo sia un crimine che un peccato, fatto in pubblico e stipendiato dallo Stato. Ben differente da quello che può commettere una debole donna che nel suo privato necessita di abortire".





