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Discussione: Professione? Madre!

  1. #31
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    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Per l'Italia credo che la CEI abbia messo il limite a 18 anni.... e comunque nel mio libro di diritto canonico era scritto che, anche se tecnicamente il minimo è 14 per le ragazze e 16 per i ragazzi, il parroco è meglio se cerca di farli riflettere.... e poi insomma: se due si amano veramente, possono aspettare ancora qualche anno..... A 14 anni si è ancora quasi bambini..... a 18-20 è tutta un'altra cosa.....(si spera)....
    Sono perfettamente daccordo con te Elettra, ma da qui a definire questa unione "pedofila" o "uno stupro" ce ne corre.

  2. #32
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    Già cogliona ed oggi anche "indegna di essere italiana"!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55
    Sono perfettamente daccordo con te Elettra, ma da qui a definire questa unione "pedofila" o "uno stupro" ce ne corre.

    Il codice penale e quello civile decidono.

    Certamente se due ragazzi si amano veramente aspettare di essere maturi e indipendenti - che cosa sono 4 o 5 anni se la vita media sfiora i 90???

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Elettra_R.
    Il codice penale e quello civile decidono.

    Certamente se due ragazzi si amano veramente aspettare di essere maturi e indipendenti - che cosa sono 4 o 5 anni se la vita media sfiora i 90???
    Va bene, mi sta bene, ma vedi non è che le storie debbano per forza andare secondo le regole, specialmente quelle sentimentali. Ci pensa la Chiesa a cui si sono affidati ad educarli, formarli ed informarli, per una paternità e maternità responsabile. Non giudichiamo sempre le cose a uso e consumo della nostra capoccia

    cmq il link completo della notizia è questo:

    http://www.canarias7.es/impresa/articulo.cfm?Id=1374052

    Dio fa la storia, noi seguiamo i passi che Egli ci indica.
    Se siamo in un forum cattolico, sennò possiamo anche andare dai laicisti che di leggi, regole, prassi ecc. ne sanno più di noi

    ....se la vita media sfiora i 90???
    E ti sei chiesta perchè? Meno matrimoni, meno figli, paura di farne, andando avanti cosi fra 10 anni la vita media sarà di 100 anni.

    Cmq sotto c'è un post "Associazione nazionale famiglie numerose" dagli un occhio

  4. #34
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    A ME NON SEMBRA UNA FAMIGLIA INFELICE O DISASTRATA

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55
    Professione? Madre!
    Una bella storia dalla Spagna.



    La Grancanaria Velva Déniz González, 40 anni, ha nove figli e tre nipoti.

    Di Blanca Esther Oliver
    Las Palmas de Gran Canaria.


    “Capisco coloro che mi domandano se sono pazza. Questa è gente che non comprende che il miglior regalo che ho avuto dalla vita sono i miei nove figli e i miei tre nipoti”.

    Lo confessa Velva Déniz González, una giovane madre grancanaria che oggi festeggia il giorno del suo compleanno con una torta e una festa, circondata da tutta la sua famiglia nella sua casa del quartiere di San José. Proprio lo scorso 21 marzo, Velva ha festeggiato quindici anni di matrimonio con Manuel Rodríguez Falcón, Lolo per gli amici. Quando si sposò Velva aveva solo quindici anni, però da allora ha sempre vissuto votata alla sua famiglia.
    “In sei anni ho avuto i miei primi cinque figli. Era una lotta continua la mia, tra pannolini e biberon, però con l’aiuto di Gesù Cristo andammo avanti”. Oggi, pur avendo solo 40 anni, Velva ha avuto dodici gravidanze e 9 parti e assicura che: “ Se Dio vorrà ne verranno altri anche se non mi vergogno di dire che a volte sono stanca”. Velva e Lolo sono i genitori di: Judit (23 anni), Sara (21), Miriam (19), Abraham (18), Chapu (16), Cintia (12), Velva (10), Manuel (6) e Belé(2). Inoltre le loro due figlie maggiori li hanno resi nonni di 3 nipoti: Nayade, di un anno, figlia di Judit e Ángel e Adán, di due e un anno, figli di Sara. Per finire anche Miriam li renderà nonni di Dario a fine giugno e il piccolo per il momento sarà l’ultimo della famiglia.

    COME UN GATTO A PANCIA ALL’ARIA.

    Velva riconosce che non è facile affrontare le giornate che si susseguono tra tanti bambini, la casa e il suo mestiere di donna delle pulizie. “ Mi difendo come un gatto a pancia all’aria, è una lotta costante la mia!”. La sua giornata inizia alle sei della mattina, quando scende dal letto e mette la caffettiera sul fuoco. Subito dopo comincia a fare i panini per l’intervallo scolastico dei suoi figli e le colazioni per i più grandi che escono di casa per primi per andare a scuola. Poco dopo, con l’aiuto di Velva, la figlia di dieci anni, sveglia i 2 più piccoli e li porta a scuola, che è molto vicina a casa.
    “ Esco la mattina per andare al lavoro e torno alle due e mezza del pomeriggio. Quando torno preparo il pranzo per tutti e dopo inizia il mio poco tempo di riposo”. Dopo questo piccolo tempo di tregua inizia un’altra volta la battaglia del mettere a posto la casa, fare la lavatrice (7 al giorno per la precisione), stirare, preparare merenda e cena, iniziare a preparare il pranzo per il giorno seguente. “ All’una o alle due di notte, alla fine di tutto, io e mio marito ci mettiamo a letto.” Pur essendo consapevole e convinta che i figli le hanno regalato allegria, racconta che l’uscita di casa delle figlie più grandi per sposarsi l’hanno segnata molto. Racconta infatti: “ Mi costò moltissimo accettare che le mie figlie fossero incinte, perché non erano sposate ed erano molto giovani. Avrei preferito che studiassero, però i figli fanno le cose perché noi genitori cresciamo e ci adattiamo e oggi non potrei fare a meno dei miei nipoti. I miei figli e i miei nipoti sono ciò che ho di più bello nella vita.”

    AIUTI.

    Nessuno ha nulla da dire sul fatto che mantenere nove figli non deve essere per niente facile. Manuel lavora in una farmacia del quartiere di Lomo Blanco e le sue entrate, insieme a quelle di Velva non sono sufficienti a rispondere a tutte le necessità della famiglia.
    Gli aiuti ufficiali che arrivano dallo Stato sono di 36 euro ogni sei mesi per ognuno dei quattro figli più piccoli, in più qualche sconto su viaggi o rette scolastiche che lo Stato spagnolo offre alle famiglie numerose: “ cosa che a noi risulta molto positiva!”.
    Comunque questa quantità di soldi non è sufficiente al mantenimento della famiglia e Velva e Lolo sono grati di ricevere gli aiuti disinteressati della Comunità del Cammino Neocatecumenale della Parrocchia Matriz de San Augustin ( Vegete), della quale fanno parte.
    </I>“ Sempre, quando abbiamo vissuto tribolazioni, abbiamo pregato Gesù Cristo e nella comunità abbiamo trovato aiuti, ad esempio un giorno siamo tornati a casa e abbiamo trovato una grossa spesa inviata in forma anonima da qualche fratello fuori dalla porta di casa”</I> racconta Lolo. Questo spirito di fede li portò a curare in casa loro un’anziana della comunità. La donna rimase in casa con loro per quindici anni e morì due anni fa.Il pomeriggio nel quale Amparito morì, io stavo partorendo mia figlia Belén, che nacque quella stessa notte. Fu un giorno molto strano, triste e allegro insieme”.sto episodio fu uno dei momenti più tristi vissuti da Velva, che si confessa una madre realizzata e felice.

    DA BAMBINA A MADRE SOLO PER AMORE.

    COUPON E FOTO.

    L’amore arrivò molto presto nel cuore di Lolo che a 18 anni s’innamorò di una giovane di 14 che vendeva coupon dell’ONCE con sua madre cieca al mercato di Palma. Le comprai un coupon e cominciai a parlarle. Dopo poco, mio padre, che faceva l’autotrasportatore e la conosceva, le diede una mia foto, per non farle dimenticare il mio viso. Così cominciammo a uscire insieme fino al momento in cui riuscii a convincerla di diventare mia moglie”ricorda Lolo.

    IMPEDIMENTI

    I due giovani grancanari avevano chiaro nella mente che il loro amore avrebbe superato gli impedimenti che la Chiesa aveva posto per poter contrarre un matrimonio ecclesiastico. Velva era minorenne, così il suo matrimonio dovette essere in un primo momento solo civile. Dopo, quando poterono, frequentarono il corso per fidanzati che gli impartì il vescovo stesso della loro diocesi e un anno dopo si sposarono in Chiesa. Lei aveva 15 anni, lui 19.

    FIGLI

    Da quando si sposarono, avevano chiaro il loro destino: avere molti figli, essere genitori di una famiglia numerosa, perché cominciarono subito ad avere figli. In questi 25 anni Velva è rimasta incinta 12 volte. Oggi sono felici, con i loro nove figli, i tre nipoti e il quarto che arriverà a giugno.
    "se non esistesse la inventeri!" è il giudizio unanime di tutti i figli, che rimproverano alla madre solo il fatto di essere molto dormigliona.
    Per tutto il resto dicono di avere una madre perfetta: “Se non ci fosse dovremmo inventarla!” ripetono all’unisono, mentre lei si nasconde in cucina commossa, non vuole farsi vedere.
    La elogiano i figli dicendo: "E’ intelligente, comprensiva, quando abbiamo bisogno lei c’è sempre. Se lei sta bene, tutti stiamo bene”.
    Nei suoi 25 anni di madre e moglie ha ricevuto qualsiasi tipo di regalo per il giorno del suo compleanno, da vestiti a oggetti fatti a mano a scuola dai più piccoli. Questo compleanno la sua futura nuora le ha regalato una seduta di talassoterapia in un hotel del sud che Velva aspetta molto felice. “Mi porterò un libro per rilassarmi, anche se mi mancherà moltissimo la mia famiglia”.
    Dopo la festa di oggi nel giro di pochi giorni la famiglia festeggerà le nozze d’argento di Velva e Lolo. La famiglia spera che Juan Luna Santos, il sacerdote che aveva celebrato le loro nozze possa raggiungerli, per celebrare la messa nella quale Lolo e Velva rinnoveranno i loro voti.


    “ Mai mi sono pentita della vita che ho vissuto, per questo non la cambierei con quella di nessun altro”.


    Nella foto: Velva nel pieno dello svolgimento della sua "professione"

    Fonte: Camineo.info
    Traduzione: Arianna Beltrami - catechumenium.it
    QUESTI SONO DEGLI INVASATI!

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da niocat55
    Ti prego di moderare le parole "senti bello" dillo a chi ti può conoscere per me sei un'estranea, quindi sta buonina. Prenditi na camomilla e sta calma

    **************************************************

    Il Cardinale Caffarra spiega il Magistero sulla famiglia di Giovanni Paolo II

    “La vocazione originaria della persona è l’amore”




    BOLOGNA, domenica, 2 aprile 2006 (ZENIT.org).- L’Arcivescovo di Bologna, il Cardinale Carlo Caffarra, ha spiegato che le direttive fondamentali del Magistero di Giovanni Paolo II collocano la “questione matrimonio-famiglia” nella “questione antropologica”, per cui “la vocazione originaria della persona è l’amore”.

    “La persona è nella misura in cui ama”, e “l’amore misura al contempo la consistenza della propria soggettività e dell’affermazione dell’altro”, ha precisato.

    Questo in sintesi il discorso pronunciato dal porporato nell’intervenire a Bologna il 31 marzo presso l’Istituto “Veritatis Splendor”, alla presentazione del secondo volume della Bibliotheca Ioannes Paulus PP. II di FMR-ART’E”: “Familia via Ecclesiae. Il magistero di Papa Wojtyla sul matrimonio e la famiglia”.

    L’incontro è stato voluto dalla Chiesa di Bologna per celebrare la venerata memoria di Giovanni Paolo II in occasione del primo anniversario della sua morte.

    Nel suo intervento, il Cardinale Caffarra ha illustrato come “l’essenza dell’amore è la vocazione originaria di ogni persona” e “l’amore sponsale è una realizzazione privilegiata di quell’essenza”

    “Chi vive l’esperienza dell’amore coniugale, vive in forma privilegiata l’esperienza dell’essenza dell’amore e quindi dell’essenza della persona”, ha sottolineato.

    “Da questo Magistero risulta che il matrimonio è radicato nella natura della persona umana: il matrimonio non è un fatto puramente culturale, senza alcun fondamento nella natura della persona umana – ha continuato –. E pertanto la sua definizione istituzionale non è una mera convenzione sociale”.

    Per Caffarra l’approccio antropologico porta Giovanni Paolo II a costruire una dottrina del matrimonio in chiave storico-salvifica, così che “la cristianizzazione del matrimonio non è qualcosa di estrinseco alla vita ed esperienza coniugale, ma ne è la piena realizzazione”

    “L’elevazione soprannaturale della naturale sacramentalità del matrimonio assume il carattere redentivo: è redenzione del matrimonio”, ha detto.

    In merito alla morale sessuale, Giovanni Paolo II sostiene che: "Gustare il piacere sessuale senza tuttavia trattare la persona come un oggetto di godimento” è “il nocciolo del problema morale sessuale”.

    A tale proposito l’Arcivescovo di Bologna ha precisato che “la caduta dell’uomo e della donna in quanto coniugati consiste nell’aver perso la superiorità della loro persona sulla loro sessualità.. Il proprio corpo non è più la trasparenza della persona, ed il corpo dell’altro non è più inteso come linguaggio della sua persona”.

    Si tratta di una “malattia spirituale o meglio di una condizione morbosa” ha sottolineato il porporato, in questo modo “la persona diventa incapace di fare dono di sé. E poiché essa si realizza solo nel dono di sé, diventa incapace di realizzarsi: è perduta!”.

    “Di conseguenza, il rapporto coniugale diventa un uso contrattato e consentito che gli sposi fanno del loro corpo”, ha aggiunto.

    Secondo il porporato, a questo punto Giovanni Paolo II arriva a spiegare che a guarire l’uomo e la donna è Cristo, il quale ridona loro “la capacità di amare”, cioè “di impiantare dentro al linguaggio della sessualità l’autodonazione della persona”.

    Il Cardinale Caffarra ha aggiunto che “la redenzione del corpo operata da Cristo apre però alla persona umana non solo la via dell’autorealizzazione secondo la forma coniugale, ma anche secondo la forma verginale, vera novità questa dell’economia salvifica cristiana”.

    Riferendosi alla situazione odierna, l’Arcivescovo di Bologna ha ricordato che “il malessere mortale di cui soffre il matrimonio e la famiglia” è “determinato dalla crisi del concetto di verità” cosicché i termini come “dono di sé”, “paternità-maternita”, “amore” sono diventati “equivoci”.

    Secondo Giovanni Paolo II la “crisi del concetto di verità”, così come “il segno del collasso della libertà” è “l’individualismo, la cui essenza consiste nella ricerca del proprio bene prescindendo dal bene dell’altro”, ha riferito il porporato.

    L’Arcivescovo di Bologna ha quindi sottolineato che per guarire matrimonio e famiglia Giovanni Paolo II non si è accontentato di “riproporre le norme morali”, ma ha indicato “la possibilità offerta dall’evangelizzazione per l’uomo e la donna di un incontro con Cristo vivente e presente”.

    Da questo punto di vista Papa Wojtyla ha richiamato continuamente la necessità di mostrare la “rilevanza antropologica” dell’annuncio cristiano attraverso “l’educazione intesa come introduzione dei giovani dentro alla verità ed alla bellezza di un incontro con Cristo che sveli loro tutta la ricchezza della loro umanità”.

    Il Cardinale Caffarra ha ricordato le tante occasioni in cui ha potuto discutere di questi temi con Giovanni Paolo II, soprattutto nei primi anni di fondazione del Pontificio Istituto di Studi su matrimonio e famiglia, ed ha confessato di essersi chiesto “varie volte che cosa ultimamente lo muoveva a porre al centro del suo ministero pastorale il matrimonio e la famiglia”.

    “Ho pensato che fosse uno sguardo posato sull’uomo come attraverso due finestre: la finestra della libertà dell’uomo nella quale egli decide di se stesso per sempre; la finestra dell’atto redentivo di Cristo nella quale Dio ha svelato quanta stima ha dell’uomo”, ha spiegato.

    “E l’uomo e la donna che si sposano sono manifestazione privilegiata di quel rischio che è insito nello stesso mestiere del vivere umano”, ha infine concluso l’Arcivescovo di Bologna
    AMEN!

  7. #37
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    Citazione Originariamente Scritto da Antagonista
    QUESTI SONO DEGLI INVASATI!
    AMEN!
    QUESTO LA DICE LUNGA SUI DANNI CHE IL LAICISMO RADICALE E FONDAMENTALISTA ORMAI DILAGANTE STA PROCURANDO NELLA NOSTRA CULTURA ETICO - MORALE

  8. #38
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    DICONO DI NOI<=== (CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU')

    LA NOSTRA STORIA


    Era un giorno come tanti altri… osservavo una triglia nel banco pesce del supermercato vicino casa. Sapevo che non sarebbe finita in una nostra padella, troppo caro il pesce fresco per una famiglia numerosa. Stavo lì, assorto nella compassione che provavo per quegli occhi spenti e lattescenti, che mi fissavano, immobili. Un colpo ben assestato al mio carrello mi riportò bruscamente alla realtà: mi girai e guardai in volto il mio investitore. Occhi vispi, di una luce intensa, che contrastavano in maniera lampante con quelli della triglia. Era Enrico. Mi disse, più o meno: "Non mi conosci ma so che anche tu hai cinque figli, come me. Perciò quel pesce non lo comprerai mai; insieme, invece, possiamo fare tante cose". Lì per lì, confesso, non diedi molto peso alle sue parole. Anzi, lo liquidai con un superficiale cenno di saluto e lo illusi, almeno così pensavo, con un "arrivederci ad altra occasione" per approfondire l'idea. Ma non avevo fatto i conti con la costanza, la pervicacia, la tenacia che contraddistingue un papà di famiglia numerosa: tre aggettivi rafforzativi dello stesso concetto. Perché, in una famiglia numerosa, c'è sempre da moltiplicare: pani o pesci, nomi o aggettivi. E sì che avrei dovuto saperlo, dato che anch'io sono papà di famiglia numerosa. E infatti, solo poche ore dopo, Enrico suonava già alla porta della nostra casa. Entrato, si siede e ribadisce il concetto: soli non contiamo nulla, insieme possiamo trovare accordi commerciali, fare convenzioni, pretendere e ottenere ascolto dalle Istituzioni, inviare segnali positivi alla società. E' un fiume in piena, Enrico, fin troppo normale quando alla fine del mese le bollette da pagare, gelide e sicure nella loro onnipotenza, ti guardano con aria arrogante sul grande tavolo di casa dove le hai posate. Austere aspettano in silenzio, compassate: sanno che presto riceveranno il tributo della quietanza e non importa nulla se, questo tributo, arriverà solo a costo di grandi sacrifici e rinunce. Perché se non le quietanzi, i tuoi bimbi resteranno al freddo e al buio dal giorno dopo. Loro, le bollette, impietose, questo lo sanno: parrebbero umili pezzi di carta e invece hanno potere di vita o di morte, di serenità o tristezza, di gioia o angoscia sui nostri immediati destini familiari. Come la spia della riserva nel serbatoio dell'auto, una grande auto, pagata con smisurate rate, perché le grandi auto non sono mai a prezzi di mercato o di offerta speciale. Anche quella spia, arrogante, ogni volta che si accende, sa che provocherà un sussulto al tuo cuore; sa che dirai: "Oh, no, di nuovo!". Gode, la spia della riserva, ogni volta che te lo sente dire: lei sa che non la potrai lasciare accesa ad occhieggiarti per molto tempo. E, quando davanti alla pompa del carburante, gorgogliando orgogliosamente, entreranno litri di liquido nauseabondo, un pezzo consistente del tuo sudato salario ingrasserà le accise superlative che gravano sul liquido stesso. Perché la guerra dell'Abissinia e il terremoto del Belice, presentano ancora il conto, dicono. E la spia, felice di averti umiliato ancora una volta, tornerà silente per aspettarti al prossimo varco: stolto, non puoi fare a meno di me, hai troppi figli da portare a scuola, all'oratorio, alle attività sportive… tornerò presto a trovarti e ti punirò per esserti aperto alla vita, oh, eccome se ti punirò! Tutte le idee che hanno enormi conseguenze sono sempre idee semplici, scrisse Tolstoi. L'Associazione ha idee e si pone domande semplici, tanto semplici che qualunque amministratore pubblico dovrebbe essersele poste prima di noi da molto, molto tempo: perché, per esempio, noi che siamo magari in sette con un solo contatore, dobbiamo pagare più di sette single o più di tre coppie e un single, che di contatori ne hanno rispettivamente sette e quattro? E i sette single lavorano tutti, mentre invece i nostri bambini sono piccoli, non lavorano e, perdiana!, non devono lavorare. E perché devo pagare l'ICI come se vivessi in una reggia quando basta una divisione, semplice operazione matematica che si impara sui banchi delle elementari, per comprendere che i metri quadri a disposizione di ogni singolo componente della mia famiglia sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli disponibili individualmente per le coppie di gay o dei single o dei pensionati? E perché le coppie di fatto in Italia hanno più diritti delle coppie di diritto? Nella mia famiglia infatti si fa il cumulo dei redditi solo perché ci siamo sposati, mentre due conviventi o finti separati il cumulo non lo fanno e quindi risultano magari incapienti. I diritti o sono di tutti o sono privilegi, giusto? E perché per iscrivere i figli a scuola, per comprare i libri, per mandarli alla mensa, perché per la tariffa sullo sporco o per il biglietto dell'autobus ogni singolo mio figlio vale "uno" mentre quando compilo l'ISEE per avere un aiuto dallo Stato vale solo 0,35? E perché l'acqua al metro cubo per uso abitazione ha una tariffa sociale più alta della tariffa zootecnica? E perché tale tariffa sociale cessa dopo i primi 108 metri cubi, uno sciacquone del water a testa per pochi giorni, mentre la tariffa agevolata zootecnica non cessa mai? Perché dunque le vacche possono bere a volontà e pure farsi la doccia, mentre ai miei bimbi nemmeno l'acqua per lavarsi i denti riceve venia? E' meglio allevare vacche che allevare figli: ma che razza di società è mai questa? E, soprattutto, perché quando diciamo queste cose a chi di dovere, costui non capisce che ne va del futuro del Paese? Perché gli occhi che ci guardano, annoiati, sono tanto simili a quelli della triglia nel banco pesce del supermercato vicino casa? Quando va bene. Perché quando va male, ci sentiamo dire che siamo degli incoscienti, che nessuno ci ha obbligato a fare tanti figli, che i nostri figli sono un peso per la società, che siamo già troppi in Italia. Fino alla volgarità: che le nostre mogli sono sempre in calore. La ritenete una frase troppo forte per stare in una relazione di fine mandato? Per chi legge e non ha famiglia numerosa forse sì, ma per noi papà e mamme - che la ascoltiamo umiliati e impotenti ogni giorno, che abbiamo imparato a trattenere le lacrime di fronte alle offese - spiacente, no: ha solo la crudezza del doverci fare i conti ogni giorno, con questa frase. Perché volgare, da vulgaris, significa semplicemente: diffuso. Di questo e altro parlammo quella sera. Poi Enrico tornò alla sua casa, anch'essa situata come la nostra nel Quartiere La Famiglia di Brescia. Un nome, un destino. Nessuno, né Egle e Mario né Angela e Enrico, sapeva che, quel giorno, avremmo iniziato una nuova, splendida avventura. Dolce e faticosa insieme, impegnativa e semplice insieme, come tutte le avventure. Fu facile per me, consigliere comunale, avere accesso ai dati delle famiglie numerose di Brescia: il mio Comune vanta uno dei più efficienti Uffici Statistica del Paese. Pochi minuti dopo la richiesta, sapevo già vita, morte e miracoli delle 468 famiglie numerose residenti in Comune. E, efficienza per efficienza, avevo i loro nomi e indirizzi su etichetta. Fu ancora più facile trovare il primo di quella serie notevole di uomini e donne che da allora ci seguono e incoraggiano con affetto. Era don Alfredo, il prete del nostro sposalizio. Don Alfredo ci offrì gratuitamente il teatro parrocchiale, la piccola Marialetizia a sette anni iniziò la sua opera, che continua ancora oggi, di provetta segretaria dell'Associazione, piegando, imbustando, etichettando e francobollando le lettere che partirono con dentro l'invito ufficiale al "Primo Forum delle famiglie numerose bresciane". Nome pomposo, prometteva bene. Infatti, quella sera, nella Parrocchia San Filippo Neri del Villaggio Sereno, c'erano un centinaio di famiglie pronte a raccogliere la sfida. Alcune tra esse vollero fare di più: trovarsi per sei mesi, ogni quindici giorni, a casa nostra per elaborare una Carta dei Valori e uno Statuto di quella che sarebbe stata la nostra Associazione. Erano Franco e Gabriella, Giorgio e Donatella, Stefano e Germana, Gianni e Cristina, Enrico e Angela, Mario e Egle. Dodici, come gli apostoli. E nessuno che ha tradito. Costanza, speranza, fede e carità: così è iniziata una bella storia. Il resto non lo racconto, lo sapete anche voi perché, questa storia, l'avete costruita. Dal giorno in cui andai all'Ufficio del Registro per la prima di un'infinita battaglia contro la burocrazia e l'indifferenza, l'Associazione ha iniziato ad esistere davvero solo grazie a voi. A voi, Alessandro e Mariuccia da Valdagno, primi tra i non bresciani ad iscriversi, a voi Pierluigi e Francesca, presenti al forum di Brescia e provenienti dall'allora lontana Modena, oggi così vicina rispetto ad Alghero, a Volla, a Catania, a Martina Franca. A te fratello e sorella, collega genitore, che hai creduto in noi senza nemmeno conoscerci ed hai accettato di associarti o diventare coordinatore nel tuo paese, nella tua città, nella tua provincia, nella tua regione di un'Associazione dal nome nuovo eppure a te così familiare e dolce: famiglie numerose. A te voglio dire il nostro grazie, per aver iniziato a riscrivere la storia della famiglia numerosa in questo Paese. E' proprio vero, coma canta il poeta: "la storia siamo noi, nessuno si senta escluso… siamo noi, bella ciao, che partiamo… siamo noi questo piatto di grano…". A te che oggi con noi sei in prima fila, a te che sai bene cosa significa: "non si può più indietreggiare, solo andare avanti", perché l'hai detto tante volte, guardando l'azzurro del test di gravidanza, e non hai mai pensato, nemmeno per un momento, che una nuova vita sarebbe stata un peso per la tua famiglia. A te dico un grazie, e una certezza: non metteremo in freezer i nostri sogni, perché sappiamo che, scongelandoli, li troveremmo tutti morti. A te voglio dire grazie anche a nome della Chiesa perché, anche se magari non credi, hai fatto tue "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono". Hai fatto tuo cioè l'invito che apre uno dei più splendidi documenti mai composti, la Gaudium et Spes, guida sicura per l'impegno dei laici d'oggi che ricercano solidarietà e convivenza, pace e amore, verità e giustizia, equità e condivisione. A te, che ricevi da sempre il sorriso misericordioso di Dio - come noto Padre di famiglia molto, molto numerosa - oggi vada anche il nostro sorriso di gratitudine per aver accettato di condividere questa nuova avventura. Siamo di religioni diverse? Tanto meglio, Dio è poliglotta e ci manda comunque buoni traduttori, gente docile e umile, ci capirà e ci capiremo di sicuro. Qualcuno si è chiesto come sia possibile che un'Associazione appena nata e scalcinata come questa, senza fondi, senza santi in paradiso (tutto minuscolo, perché Santi ne abbiamo, eccome, un'intera schiera in Paradiso), con "dirigenti" che ritagliano - volontariamente - il tempo a favore dell'Associazione dal poco che resta dopo il lavoro, la famiglia, le attività del quotidiano; che prendono giorni di ferie e permessi non retribuiti per scorazzare nei luoghi del potere politico ed economico, sociale ed ecclesiale a perorare una giusta causa; che viaggiano in seconda classe per raggiungere Roma, camminano molto a piedi e poco in taxi e mangiando solo panini, quando va bene, che pagano di tasca propria le chilometriche bollette telefoniche conseguenza di sollecitazioni che ricordano, nemmeno troppo vagamente, la parabola della vedova e del giudice iniquo; che scrivono e parlano magari in un italiano poco forbito, che sanno di tutto un po' e di specifico nulla, che proprio per questo si sono messi a studiare quanto e più dei loro figli per capire qualcosa del linguaggio arzigogolato degli azzeccagarbugli, qualcuno - dicevo - si è chiesto come un'armata Brancaleone come questa sia riuscita ad ottenere in poco tempo risultati così apprezzabili. A questi qualcuno non rispondiamo a parole. Li invitiamo ad uscire da questa stanza, oggi, e guardare fuori: lì c'è la risposta. Nel vociare gioioso dei nostri bambini, nelle loro grida, nei loro giochi, nei loro pasticci e nei loro capolavori, nei loro sogni, nei loro sguardi, nei loro pianti e nei loro sorrisi, nelle loro fatiche e nei loro traguardi raggiunti e superati, nei loro baci e abbracci a mamma e papà, nel loro imparare fin dalla culla a condividere e vivere la solidarietà e la gratuità coi fratelli e le sorelle, a stringersi, ad aggiungere un posto a tavola, a volersi bene: lì, tra loro e con loro, troverete la risposta alla vostra domanda. Guardateli, guardateli adesso: capirete. Un proverbio spagnolo dice: "Parlare di tori non è la stessa cosa che essere nell'arena". Preparatevi, italiani, brava gente: preparatevi perché non ci fermerete più. Non siamo gente che "dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio", come cantava il poeta genovese. Noi siamo nell'arena. Giochiamo a mani nude e a carte scoperte, nessuna loggia massonica o nuova setta esoterica; ve lo diciamo con chiarezza quel che siamo e desideriamo. Abbiamo solo una grande passione: cambiare, da subito, la cultura di morte e di fastidio nei confronti della famiglia che attanaglia questo Paese, per trasformarla in cultura di "sì alla vita, sì al futuro". E la cambieremo. Nel blog del sito Radicali.it si parla di noi, incoraggiando i lettori a serrare i ranghi: "ecco, abbiamo un nuovo nemico clericale da affrontare". Contateci. Signori dell'individualismo e dell'egoismo, Signori dell'edonismo e del liberismo, contateci. Lor Signori hanno già visto il nostro comunicato sociale? No? Lo guardino: in trenta secondi c'è tutto un programma. E' il nostro programma. Lor Signori si preparino, c'è da aggiungere posti a tavola: le famiglie numerose sono tornate. Per restare.
    Mario e Egle Sberna, presidente.

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    Legge numero 66 del 15 febbraio 1996

    Norme contro la violenza sessuale

    Art.1.
    1. Il capo I del Titolo IX del libro secondo e gli articoli 530,539, 541, 542 e 543 del codice penale sono abrogati.

    Art.2.
    1. Nella Sezione II del Capo III del Titolo XII del Libro secondo del codice penale, dopo l'articolo 609, sono inseriti gli articoli da 609-bis a 609-decies introdotti dagli articoli da 3 a 11 della presente legge

    Art.3.
    1. Dopo l'articolo 609 del codice penale é inserito il seguente:

    "art.609-bis (violenza sessuale). - chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali é punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
    Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:

    1) abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto;

    2) traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

    Nei casi di minore gravità la pena é diminuita in misura non eccedente i due terzi".

    Art.4.
    1. Dopo l'articolo 609-bis del codice penale, introdotto dall'articolo 3 della presente legge, é inserito il seguente:
    "art.609-ter (circostanze aggravanti). - la pena é della reclusione da sei a dodici anni se i fatti di cui all'articolo 609bis sono commessi:

    1) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
    2) con l'uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa;
    3) da persona travisata o che simuli la qualità di pubblicoufficiale o di incaricato di pubblico servizio;

    4) su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale;

    5) nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore.

    La pena é della reclusione da sette a quattordici anni se il fatto é commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci".

    Art.5.
    1. Dopo l'articolo 609-ter del codice penale, introdotto dall'articolo 4 della presente legge, é inserito il seguente:

    "art.609-quater (atti sessuali con minorenne). - soggiace alla pena stabilita dall'articolo 609-bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che, al momento del fatto:

    1) non ha compiuto gli anni quattordici;
    2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l'ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore é affidato o che abbia, con quest'ultimo, una relazione di convivenza.

    Non é punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell'articolo 609-bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non é superiore a tre anni.
    (ergo, se la differenza di età è superiore di tre anni a quella del minore di anni sedici, è stupro ed è punibile; inoltre, essendo stato abolito un comma precedente alla legge del 1996, il matrimonio NON ESTINGUE il reato di stupro ndr)


    Nei casi di minore gravità la pena é diminuita fino a due terzi.

    Si applica la pena di cui all'articolo 609-ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci".

    Art.6.
    1. Dopo l'articolo 609-quater del codice penale, introdotto dall'articolo 5 della presente legge, é inserito il seguente:

    "art.690-quinquies (corruzione di minorenne). - chiunque compie atti sessuali in presenza di persona minore di anni quattordici, al fine di farla assistere, é punito con la reclusione da sei mesi a tre anni".

    Art.7.
    1. Dopo l'articolo 609-quinquies del codice penale, introdotto dall'articolo 6 della presente legge, é inserito il seguente:

    "art.609-sexies (ignoranza dell'età della persona offesa). Quando i delitti previsti negli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies sono commessi in danno di persona minore di anni quattordici, nonché nel caso del delitto di cui all'articolo 609-quinquies, il colpevole non può invocare, a propria scusa, l'ignoranza dell'età della persona offesa".

    Art.8.
    1. Dopo l'articolo 609-sexies del codice penale, introdotto dall'articolo 7 della presente legge, é inserito il seguente:

    "art.609-septies (querela di parte). - i delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-quater sono punibili a querela della persona offesa.

    Salvo quanto previsto dall'articolo 597, terzo comma, il termine per la proposizione della querela é di sei mesi.
    La querela proposta é irrevocabile.

    Si procede tuttavia d'ufficio:

    1) se il fatto di cui all'articolo 609-bis é commesso nei confronti di persona che al momento del fatto non ha compiuto gli anni quattordici;

    2) se il fatto é commesso dal genitore, anche adottivo, o dal di lui convivente, dal tutore, ovvero da altra persona cui il minore é affidato per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia;

    3) se il fatto é commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio nell'esercizio delle proprie funzioni;

    4) se il fatto é connesso con un altro delitto per il quale si deve procedere d'ufficio;

    5) se il fatto é commesso nell'ipotesi di cui all'articolo 609-quater, ultimo comma".

    Art.9.
    1. Dopo l'articolo 609-septies del codice penale, introdotto dall'articolo 8, comma 1, della presente legge, é inserito il seguente:

    " art.609-octies (violenza sessuale di gruppo). - la violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all'articolo 609-bis.

    Chiunque commette atti di violenza sessuale di gruppo é punito con la reclusione da sei a dodici anni.
    La pena é aumentata se concorre taluna delle circostanze aggravanti previste dall'articolo 609-ter.

    La pena é diminuita per il partecipante la cui opera abbia avuto minima importanza nella preparazione o nella esecuzione del reato. La pena é altresì diminuita per chi sia stato determinato a commettere il reato quando concorrono le condizioni stabilite dai numeri 3) e 4) del primo comma e dal terzo comma dell'articolo 112".

    Art. 10.
    1. Dopo l'articolo 609-octies del codice penale, introdotto dall'articolo 9 della presente legge, é inserito il seguente:

    "art.609-nonies (pene accessorie ed altri effetti penali). - la condanna per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies comporta:

    1) la perdita della potestà del genitore, quando la qualità di genitore é elemento costitutivo del reato;

    2) l'interdizione perpetua da qualsiasi ufficio attinente alla tutela ed alla curatela;

    3) la perdita del diritto agli alimenti e l'esclusione dalla successione della persona offesa".

    Art.11
    1. Dopo l'articolo 609-nonies del codice penale, introdotto dall'articolo 10 della presente legge, é inserito il seguente:

    "art.609-decies (comunicazione al tribunale per i minorenni). Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quinquies e 609-octies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall'articolo 609-quater, il procuratore della repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.

    Nei casi previsti dal primo comma l'assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne é assicurata, in ogni stato e grado del procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne e ammesse dall'autorità giudiziaria che procede.

    In ogni caso al minorenne é assicurata l'assistenza dei servizi minorili dell'amministrazione della giustizia e dei servizi istituiti dagli enti locali.

    Dei servizi indicati nel terzo comma si avvale altresì l'autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento".

    Art.12.
    1. Dopo il Titolo II del libro terzo del codice penale é aggiunto il seguente:

    "Titolo II- bis - delle contravvenzioni concernenti la tutela della riservatezza - art.734-bis (divulgazione delle generalità o dell'immagine di persona offesa da atti di violenza sessuale). - chiunque, nei casi di delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies, divulghi, anche attraverso mezzi di comunicazione di massa, le generalità o l'immagine della persona offesa senza il suo consenso, é punito con l'arresto da tre a sei mesi".

    Art.13.
    1. All'articolo 392 del codice di procedura penale, dopo il comma 1 é inserito il seguente:

    "1-bis. Nei procedimenti per i delitti di cui agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies e 609-octies del codice penale il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini possono chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza di persona minore degli anni sedici, anche al di fuori delle ipotesi previste dal comma 1".

    2. All'articolo 393 del codice di procedura penale, dopo il comma 2 é inserito il seguente:

    "2-bis. Con la richiesta di incidente probatorio di cui all'articolo 392, comma 1-bis, il pubblico ministero deposita tutti gli atti di indagine compiuti".

    Art.14.
    1. All'articolo 398 del codice di procedura penale, dopo il comma 3 é inserito il seguente:

    "3-bis. La persona sottoposta alle indagini ed i difensori delle parti hanno diritto di ottenere copia degli atti depositati ai sensi dell'articolo 393, comma 2-bis".

    2. All'articolo 398 del codice di procedura penale, dopo il comma 5 é aggiunto il seguente:

    "5-bis. Nel caso di indagini che riguardano ipotesi di reato previste dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, il giudice, ove fra le persone interessate all'assunzione della prova vi siano minori di anni sedici, con l'ordinanza di cui al comma 2, stabilisce il luogo, il tempo e le modalità particolari attraverso cui procedere all'incidente probatorio, quando le esigenze del minore lo rendono necessario od opportuno.

    A tal fine l'udienza può svolgersi anche in luogo diverso dal tribunale, avvalendosi il giudice, ove esistano, di strutture specializzate di assistenza o, in mancanza, presso l'abitazione dello stesso minore.

    Le dichiarazioni testimoniali debbono essere documentate integralmente con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme della perizia ovvero della consulenza tecnica. Dell'interrogatorio é anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione é disposta solo se richiesta dalle parti".

    Art.15.
    1. All'articolo 472 del codice di procedura penale, dopo il comma 3 é inserito il seguente:

    "3-bis. Il dibattimento relativo ai delitti previsti dagli articoli 609-bis, 609-ter e 609-octies del codice penale si svolge a porte aperte; tuttavia, la persona offesa può chiedere che si proceda a porte chiuse anche solo per una parte di esso.

    Si procede sempre a porte chiuse quando la parte offesa éminorenne. In tali procedimenti non sono ammesse domande sulla vita privata o sulla sessualità della persona offesa se non sono necessarie alla ricostruzione del fatto".

    Art.16.
    1. L'imputato per i delitti di cui agli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale é sottoposto, con le forme della perizia, ad accertamenti per l'individuazione di patologie sessualmente trasmissibili, qualora le modalità del fatto possano prospettare un rischio di trasmissione delle patologie medesime.

    Art.17.
    1. Al comma 1 dell'articolo 36 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, le parole:

    "per i reati di cui agli articoli 519, 520, 521, 522, 523, 527 e 628 del codice penale, nonché per i delitti non colposi contro la persona, di cui al Titolo XII del libro II del codice
    penale" sono sostituite dalle seguenti: "per i reati di cui agli articoli 527 e 628 del codice penale, nonché per i delitti non colposi contro la persona, di cui al titolo XII del libro secondo del codice penale".

    La presente legge, munita del sigillo dello stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.


    Come vedi, se leggi quello che ho evidenziato in rosso, è roba da Codice penale. E comunque è da irresponsabili portare ad esempio una bambina di 15 anni che ha un figlio, perchè avere un bambino è un atto di grandissima responsabilità e un bambino è una persona, non un bambolotto da mettere in braccio ad un'altra bambina. Lo dico da madre che sa di cosa parla.

  10. #40
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    Come vedi, se leggi quello che ho evidenziato in rosso, è roba da Codice penale. E comunque è da irresponsabili portare ad esempio una bambina di 15 anni che ha un figlio, perchè avere un bambino è un atto di grandissima responsabilità e un bambino è una persona, non un bambolotto da mettere in braccio ad un'altra bambina. Lo dico da madre che sa di cosa parla.
    E' proprio questo che mi preoccupa, che una madre veda in questa specifica storia del torbito come se avessero compiuto un reato dopo che hanno avuto 9 figli, 3 nipoti, e dopo 15 anni di matrimonio. Ma pensi allora che le donne (anche spagnole) siano tutte sceme. Se la madre in questione avesse (o sentisse) nella mente di essere stata oggetto di una violenza, parlerebbe cosi. Quante quindicenni oggi sono talmente emancipate (grazie alle famiglie ormai in declino morale) da fare di peggio, vedi le cubiste in discoteca. Fatti un giro nei locali per i giovani poi me lo racconti il codice penale. Io ho una figlia di 20 anni e sai che mi dice da quando ha iniziato le superiori? che se una non lo fa, viene emarginata, diventa un'aliena e da madre non venirmi a dire che non è vero!

 

 
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