Intendo esprimere solidarietà a Luciano Moggi, che in questi giorni è messo sulla graticola da giustizialisti crudeli e volgari.
Il giustizialismo è sempre qualcosa di crudele e di insensato.
Si parla tanto di etica, di quanto sono immorali i dirigenti del calcio, ecc. ma questo è solo un moralismo ipocrita. Oggi tutti vogliono “moralizzare” il calcio, ma si dimentica che l’etica è qualcosa che non si può imporre a comando, o peggio con le leggi dello stato.
Il calcio non ha bisogno di nuove etiche, ha semmai bisogno di trasparenza.
Che nel calcio girino tanti soldi e interessi economici, questo è un aspetto che non va condannato sul piano morale, ma semmai va regolamentato e reso trasparente.
Il male del calcio non è la mancanza di etica, perché l’etica è qualcosa di trascendente che non si può giudicare, e che non spetta a noi umani valutare, perché nessuno di noi è perfetto. Il male del calcio è la mancanza di regole trasperenti, poco importa se queste leggi debbano essere morali o meno, perché la morale è una sfera separata dal diritto. L’importante è che le leggi assicurino meritocrazia, indipentemente dal giudizio morale che se ne può dare.
Affrontare gli scandali da un punto di vista morale non potrà che ottenere l’effetto contrario e peggiorare i problemi, rendendoli ipocritamente più nascosti e meno visibili.
I magistrati finora hanno saputo solo danneggiare l'Italia, prima spazzando via una classe dirigente che ci aveva portati ad essere la quinta potenza economica mondiale, oggi distruggendo l'immagine del calcio e della nazionale che dovrà disputare i mondiali, su cui si fondano tante nostre speranze e ottimismi.




Rispondi Citando
