i maggiori quotidiani su web hanno dedicato gallerie fotografiche alla partita di pallavolo disputata da una giovane carcerata, uscita temporaneamente di cella per l'occasione.
Mi riferisco alla Erika condannata per aver fatto fuori, in un bagno di sangue il fratellino e la madre. Non ricordo se fosse avvenuto sotto lo stimolo di stupefacenti.
Ricordo Don Mazzi in TV, da Vespa. Diceva, più o meno: "datela a noi che in carcere potrebbe rovinarsi". Fossi stato un carcerato cui è ancora cara la pelle, avrei sottoscritto con entusiasmo la proposta. Roba da non dormire la notte, se nel mio braccio ci fosse stata lei.
E ricordo il padre, che disse si sarebbe dedicato, cristianamente, all'unico pezzo di famiglia rimastogli: la figlia che gli aveva ucciso moglie e figlio, madre e fratello.
Nel segno di nessuno tocchi caino, mo' i media hanno finalmente fatto ammirare ai tranquilli e morbosi borghesi le fattezze della pulzella di Asti (era Asti o da quelle parti, se non ricordo male).
A quando la partecipazione a un bel reality show o un servizio "mi spoglio col permesso di papà?"




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