<< Ora la voce della libertà, in Europa, è una voce rauca, disperata, una voce d'odio... Una voce che fa ribrezzo. Certe volte è una voce che fa ridere, una voce ridicola. Com'è la voce dei poeti che cantano la libertà, oggi, in Europa. La voce di Aragon, di Eluard, di Fadeev. E' una voce ridicola: cantano la libertà in un mondo pieno di campi di concentramento, di Siberie livide, di folle impaurite e silenziose. Fa ridere, la voce che canta la libertà in Europa. >> Curzio Malaparte
scheda del libro: http://www.scriptamanent.biz/SchedaD...ro.asp?ID=1658
La Razza Marxista - Curzio Malaparte, ed. Effepi
dall' introduzione di Adriano Romualdi:
<< Di Malaparte si possono pensare molte cose spiacevoli: che non possedette vere convinzioni, che esaurì la sua personalità nel ruolo dello spettatore, che la sua serietà di scrittore trovò un limite in un certo compiacimento funambolesco. Pure, non cesserà mai di stupirci per quella sua meravigliosa capacità di descrivere una folla, un paesaggio, un'atmosfera in una lingua splendidamente limpida e precisa.
I suoi libri sono affreschi di un epoca, di una vastità e di una grandiosità come nessuno scrittore italiano contemporaneo avrebbe saputo concepire, e solo un pedante potrebbe cercare di svalutarli per il loro piglio giornalistico. L'ambizione d'essere giudice di un'epoca (abbiamo presente soprattutto Kaputt, La pelle, e su questa scia sono anche i frammenti di Mamma marcia) si infrage contro quell'assenza di vere convinzioni che il lettore accorto spia attraverso la pagina, ma non si può negargli il merito di una testimonianza poetica.>>





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