Nicola Cusano, neopitagorico rinascimentale, utilizza due paragoni per la divinità: quello della circonferenza così ampia da coincidere con una retta, la quale è infinita, e quello del cerchio il cui centro è ovunque (ciò può essere come limite matematico, e trascende il modo di essere e di percepire ordinari, legati al mondo materiale tridimensionale).
L'Opera Regale è di separare e poi riunire nuovamente questi Piani.
Se moltiplichiamo i numeri che compongono la figura, otteniamo:
uno x uno = uno;
due x uno= due;
tre x uno = tre
quattro x uno = quattro;
tre x due = sei;
tre x tre = nove;
quattro x due = otto;
quattro x tre = dodici;
Questa "tabellina pitagorica" è densa di significati occulti.
L'Uno, Principio formatore di tutte le cose, ente metafisico semplice, non le modifica nella moltiplicazione, perchè in quanto principio è già presente in ciascuna di esse; sono solo gli enti composti che possono alterarsi fra di loro.
"...Ascendit a terra in coelum, iterumque descendit in terram, et recipit vim superiorum et inferiorum. Sic habes gloriam totius mundi. Ideo fugiet a te omnis obscuritas. Hic est totius fortitudinis fortitudo fortis, quia vincet omnem rem subtilem; omnemque solidam penetrabit: SIC MUNDUS CREATUS EST!.."
Hermes Trismegistus