
Originariamente Scritto da
sosunturzos
Io ho volato molto, moltissimo anzi, e su di ogni tipo di aereo (perfino il dirigibile). Vera paura non ne ho mai provato, i voli di linea, una volta fatta l'abitudine, mi conciliavano il sonno. Qualche volta mi è venuta nausea ed è forse quella che più temevo quando facevo certi tipi di volo. La prima volta (della sensazione di nausea) è stato però su un volo di linea Alitalia, a causa della turbolenza durante un avvicinamento a Fiumicino. Un'altra volta su un piccolo aereo monomotore (dopo pranzo), in volo da Biella a Torino Aeritalia, sempre a causa di una turbolenza fastidiosa. Un'altra volta su un aliante mentre, dopo aver sfiorato tutte le creste delle prealpi bergamasche, tornavamo ad Alzate Brianza, a causa delle prestazioni eccezionalmente aerodinamiche del mezzo. Un'ultima volta a bordo di un aereo Piaggio (sempre dopo pranzo), il cui pilotaggio era stato ceduto dal collaudatore ad un nostro dirigente, il quale, tornando da Albenga verso Genova faceva impennate e discese poco gradite dallo stomaco. Quella volta (l'unica), all'arrivo ho vomitato. Invece in un'altra occasione, tornando a Genova con un amico con cui andavo spesso e che pure si divertiva a fare scalate ripide e passaggi brivido, prima di atterrare (eravamo su un piccolo Piper monomotore biposto, ma non il PA 18 chiaramente), questi è salito in quota e, praticamente senza avvertirmi, ha fatto un looping. A parte la sorpresa e l'impresssione causata dalla variazione dei g, non ho avuto paura e non sono stato male. Però sono stato contento che egli non abbia insistito. Già, perché (non l'avevo detto) c'era stata una volta forse prima di tutte le altre, in cui a bordo di un monomotore un po' "spiritoso" (il glorioso FL 3)
avevo provato due stalli ed il fatto che la differenza di g mi mandasse il sangue alla testa non mi era andato molto a genio.
A parte questi episodi ho vissuto altre situazioni in cui si poteva e altri hanno avuto paura (ricordo una volta, durante un'avvicinamento ad Alghero, di aver tenuto la mano di una ragazza terrorizzata che mi sedeva vicino; un'altra di un avvicinamento a Genova con riattaccata in extremis a causa del vento - wind shear; un'altra ancora mentre, venendo da Bresso (Milano) con un Partenavia strumentato IFR, ci siamo trovati a dover passare gli Appennini senza visibilità, monitorati solo dal radar di Genova), ma non ho mai avuto paura e son sempre rimasto calmo, cercando di seguire, quando mi era possibile, la sequenza delle manovre.