Casini ha scoperto l'acqua calda quando afferma che occorre una forza unitaria. Berlusconi c'era arrivato da un bel po' ma non aveva trovato l'appoggio degli alleati. L'unica mossa indovinata di Casini è stata quella di agganciarsi alla cavalcata del cavaliere che l'ha rimorchiato fino al traguardo della presidenza della camera. A quel punto Casini si è convinto di essere un grande statista. Come al solito, e come tanti bamba democristiani che si sono lasciati sorprendere dallo tzunami di mani pulite, non ha capito niente degli italiani che votano anticomunista e di quale doppiezza e trasformismo sia capace la sinistra italiana. Quando va in televisione e incontra qualche boss della sinistra, Casini ridacchia, fa le battute, scambia amichevoli dibattiti convinto di essere apprezzato per la sua moderazione. Non capisce invece che tutto dipende dal suo 6 virgola qualcosa per cento che non rappresenta certo un pericolo per la macchina da guerra di D'Alema e compagni, anzi una speranza per un possibile salto della quaglia con la modica spesa di qualche poltrona. Se avesse il 24 % e Berlusconi il 6 % la posizione sarebbe ribaltata e sarebbe lui ad essere aggredito, sbeffeggiato, demonizzato e oggetto delle amorevoli attenzioni dei magistrati cosiddetti democratici. Per capirlo basterebbe che ricordasse come venivano trattati i suoi padri della patria DC e di come sono stati spazzati via dopo aver abolito la legge sull'immunità parlamentare chiesta dalla sinistra. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere pensando ai danni che il governo Mortadella assieme alla variegata banda di radicali filoamericani e liberisti, ai rifondaroli anticapitalisti e antiamericani, ai no global contro tutto faranno in cinque anni. Forse è questa l'unica previsione indovinata da Casini: gli eredi di Stalin e Lenin assieme agli utili idioti affamati di poltrone hanno addentato il potere e non lo molleranno facilmente.




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