LA LUNGA SEGRETA ALLEANZA: LO ZIO SAM E POL POT
Gli USA non solo aiutarono a creare le condizioni che portarono i KR della Cambogia al potere, ma aiutarono attivamente le forze genocide, politicamente e finanziariamente. Dal gennaio 1980 gli USA avevano segretamente finanziato le forze di Pol Pot esiliate in Tailandia. L’estensione di questo supporto -85 milioni di dollari USA dal 1980 al 1986- fu rivelato sei anni più tardi in una corrispondenza tra l’avvocato del Congresso J.Winer, allora consulente del senatore J.Kerry (D-MA) della commissione del Senato per gli affari esteri e la fondazione dei veterani americani del Viet Nam. Winer disse che le informazioni giunsero dal Servizio Ricerche del Congresso. Quando copie di questa lettera circolarono, l’amministrazione Reagan s’infuriò. Allora, senza aver adeguatamente spiegato il perchè, Winer ripudiò le statistiche, mantre non disse come esse fossero giunte dal CRS. In una seconda lettera a N.Chomsky, tuttavia, Winer ripetè la versione originale, che come mi confermò, era assolutamente corretta. Washington, inoltre, sostenne i KR tramite l’ONU, che fornì ai KR imezzi per il ritorno. Benchè il governo cessasse di esistere nel gennio 1979, quando l’esercito vietnamita lo cacciò, i suoi rappresentanti continuarono a occupare i seggi della Cambogia all’ONU.
I loro diritti furono difesi e promossi da Washington come estensione della Guerra Fredda, come vendetta contro il Viet Nam,e come parte della nuova alleanza con la Cina (principale sostenitore di Pol Pot e nemico storico del Viet Nam). Nel 1981, il consigliere alla sicurezza del presidente Carter, Z.Brzezinsky disse: “Auspico un amggiore aiuto cinese a Pol Pot. Gli USA” aggiunse “incitano pubblicamente la Cina nell’inviare armi ai KR attraverso la Tailandia”. Per coprire questa segreta guerra contro la Cambogia, Washington istituì un Gruppo di Emergenza per la Kampuchea (KEG) nell’ambasciata USA a Bangkok e al confine Cambogiano-Tailandese. Il lavoro del KEG era la“monitorazizzazione”della distribuzionedegli aiuti umanitari occidentali spediti ai campi-profughi in Tailandia e assicurare che le basi KR fossero rifornite. Lavorando attraverso la ‘Task Force 80’ dell’esercito tailandese, che aveva degli ufficiali di collegamento con i KR, gli statunitensi assicurarono un costante afflusso di aiuti dell’ONU. Due volontari USA scrissero più tardi: “che il governo USA insisteva affinchè i KR fossero riforniti.
Gli USA preferivano che le operazioni dei KR fossero beneficiate dalla credibilità di una operazione umanitaria internazionale”. Nel 1980, sotto la pressione USA, il Programma Mondiale per il Cibo, inviò aiuti alimentari per 12 milioni di dollari USA all’esercito tailandese da passare ai KR. Secodno il primo assistente del segretario di stato R.Holbrooke: “Da 20mila a 40mila guerriglieri di Pol Pot na beneficiarono”. Questi aiuti riabilitarono la forza combattente dei KR basata in Tailandia, che é evidentemente una operazione del Dipartimento di Stato. I dipendenti del KEG erano ufficiali con una lunga esperienza in Indocina.
Nei primi anni ‘80 fu diretta da M.Eiland, che prima di continuare l’intervento USA in Indocina nel 1969-70, era un ufficiale operativo di un gruppo clandestino della Special Force denominato ‘Daniel Boone’, ed era responsabile della ricognizione dei bombardamenti USA in Cambogia. Dal 1980il Col.Eiland portò il KEG fuori dall’ambasciata USA di Bangkok, dov’era presentata come una organizzazione ‘umanitaria’. Responsabile per le interpretazioni delle foto dei satelliti-spia sulla Cambogia, Eiland divenne una valida fonte per qualche giornalista occidentale residente a Bangkok, che gli riferivano i loro servizi come analista occidentale. I compiti ‘umanitari’ di eilandlo portarono alla sua nomina alla DIA come capo in carica della regione del Sud-est asiatico, uno dei più importanti posti delo spionaggio USA.
Nel novembre 1980, proprio alle elezioni di Reagan, i KR si misero in contatto diretto con il Dr. R.Cline, precedente direttore della CIA, che visitò segretamente un comando operazioni dei KR situato in Cambogia. Cline era allora consigliere per la politica estera del gruppo si transizione del neoeletto presidente Reagan. Entro un anno, secondo le fonti di Washington, 50 agenti della CIA condussero dalla Tailandia operazioni di Washington in Cambogia. La linea di divisione tra le operazioni di aiuto internazionale e la guerra degli USA divenne sempre più confusa. Per esempio, un colonello della DIA era nominato ‘ufficiale di collegamento per la sicurezza’ tra UMBRO (ufficio operazioni aiuti ONU) e DPPU (unità dispiegata per la protezione del personale). A Washington, fonti rivelano egli come collegamento tra governo USA e i KR.
L’ONU come base
Dal 1981, numerosi governi , inclusi gli alleati degli USA, divennero decisamente indisposti sulla mascherata del continuo riconoscimento da parte dell’ONU di Pol Pot come legittimo capo del paese. Questa dissociazione divennedrammaticamente manifesta quando un npostro collega, N.Claxton, entrò in un bar dell’ONU a New York con Thaoun Prasith, rappresentante di Pol Pot; “In pochi minuti” disse Claxton, “il bar fu vuoto”. Chiaramente qualcosa era successo. Nel 1982, USA e Cina, appoggiati da Singapore, inentarono la ‘Coalizione del Governo democratico di Kampuchea’, che, come puntualizza B.Kiernan, non era né una coalizione, né democratico, nè un governo, e non era in Kampuchea. Piuttosto, era ciò che la CIA chiama ‘illusione maestra’. Il precednte dominatore della Cambogia, il principe Sihanouk , vi fu messo a capo; Sebbene con qualche piccolo cambiamento, i KR dominavano i due membri ‘non-comunisti’, Sihanouk e il ‘Fronte di Liberazione Nazionale Popolare Kmer’. Dal suo ufficio dell’ONU l’ambasciatore di Pol Pot, l’urbano Prasith continuava a parlare per la Cambogia. Uno stretto collaboratore di Pol Pot aveva dichiarato a 175 Kmer espatriati di ritornare in patria, dove parecchi dei quali ‘sparirono’. L’ONUera ora lo strumento di punizione della Cambogia. In tutta questa storia il mondo aveva negato gli aiuti per lo sviluppo a un solo paese del Terzo Mondo: la Cambogia. Non solo l’ONU negò-grazie alle insistenze di USA e Cina- un seggio al governo di Phnom Penh, ma le maggiori organizzazioni finanziarie internazionali cancellarono la Cambogia da ogni accordo internazionale sul commercio e le comunicazioni. Perfino l’Organizzazione Saniatria Mondiale rifiutò aiuti al paese. A casa, il governo USA negò a gruppi religiosi di inviare libri e giocattoli agli orfani.
Una legge che data dalla Prima Guerra Mondiale, ‘La legge sul commercio con il nemico’, fu applicata alla Cambogia e, prontamente al Viet Nam. Neanche Cuba e l’URSS affrontarono un così completo bando senza eccezioni umanitarie o culturali. Dal 1987 il KEG fu trasformato in Gruppo di Lavoro per la Kampuchea, diretto dal Col.Eiland della DIA. I documenti del grupo di lavoro erano i piani di battaglia, materiali di guerra, spinaggio via satellite forniti ai cosiddetti ‘elementi non-comunisti delle forze di resistenza’. La foglia di Fico non-comunista permise al Congresso, spinto anche da un zelante anticomunista, l’allora deputato repubblicano S.Solarz,(D-NY), ad approvare sia aiuti ‘coperti’ che aiuti ‘aperti’, stimati attorno ai 24 milioni di dollari, da dare alla ‘resistenza’. Fino al 1990, il Congresso accettò le speciose argomentazioni di Solarz: “che gli aiuti USA non erano destinati ad aiutare Pol Pot e i genocidi, e gli alleati degli USA non erano così strettamente vicini a loro (i KR)”.
I legami militari
Mentre Washington pagava i conti e l’esercito tailandese forniva il supporto logistico, Singapore come intermediario, era il canale principale delle armi occidentali. L’allora Primo Ministro Lee Kuan Yew era il maggior sostenitore della posizione degli USA e della Cina, cioè che i KR dovessero far parte della sistemazione della Cambogia. “Sono i giornalisti” disse “che li hanno demonizzati”. Le armi della Germania Occidentale, degli USA, e della Svezia passavano direttamente da Singapore o erano costruite sotto licenza dalle industrie Chartered, che erano di proprietà del governo di Singapore. Alcune di queste armi finirono catturate ai KR. La connessione di Singapore permise all’amministrazione Bush di continuare i suoi aiuti segreti alla ‘resistenza’, perfino attraverso questa asistenza si violò la legge votata dal Congresso nel 1989 sugli ‘aiuti letali’anche indiretti, a Pol Pot. Nell’agosto del 1990, un allora membro delle forze speciali USA, rivelò di aver ordinato di distruggere le prove che che dimostrassero che le munizioni USA in Tailandia venivano spedite ai KR. I registri, disse, coinvolgevano l’NSC e il corpo dei consiglieri per gli affari esteri del Presidente. Nel 1982, quando USA, Cina e i governi aderenti all’ASEAN escogitarono come la ‘coalizione’ permettesse a Pol Pot di mantenere il seggio all’ONU, gli USA addestrarono e finanziarono le fazioni ‘non-comuniste’ dell’esercito ‘resistente’.
Questi seguaci di Sihanouk e del suo Primo Ministro Son Sann, leder del KPNLF, erano per la maggior parte banditi e irregolari. Questa resistenza non valeva nulla senza le 25mila unità ben addestrate, ben armate e motivate alla guerriglia di Pol Pot. La cui leadership è stata riconosciuta dal comandante militare di Sihanouk, suo figlio Norodom Ranariddh: “I KR” disse “sono la maggiori forza d’attacco le cui vittorie sono celebrate come nostre”. La tattica guerrigliera come i Contras in Nicaragua, era di terrorizzare la nazione attraverso imboscate e stendendo campi minati. In questo modo il governo di Phnom Penh sarebbe stato destabilizzato e i vietnamiti intrappolati in una guerra tenace: il suo ‘Viet Nam’. Per gli statunitensi a Bangkok e a Washington, il destino della Cambogia era legato alla guerra che avevano perso tecnicamente sette anni prima.
“Colpendo i vietnamiti sui campi di battaglia della Cambogia” era una espressione popolare nell’establishment politico USA. Distruggendo la sinistrata economia vietnamita e, se necessario, rovesciare il governo di Hanoi, era llo scopo finale. Fuori da queste rovine, il governo USA avrebbe ancora affermato se stesso in Indocina. Gli inglesi-che avevano forze militari speciali nell’Asia del Sud-Est fino alla II° GM, giocarono, inoltre, un ruolo chiave nel supportare le forze armate di Pol Pot. Dopo ‘l’irangate’, lo scandalo armi-per-ostaggi che esplose a Washington nel 1986, l’addestramento cambogiano iniziò come un’esclusiva operazione inglese. “Se il Congresso ha scoperto che gli americani sono coinvolti in operazioni di addestramento clandestino in Indocina , lasciamo da soli con Pol Pot”, come una fonte del Ministero della Difesa disse a O’Dwyer-Russell del London Daily Telegraph, “Il pallone andrà nel posto giusto. Era una delle classiche cose dell’accordo Thatcher-Reagan. Era stabilito in esse che le SAS avrebbero preso parte allo spettacolo della Cambogia, e lei era d’accordo”.
L’impunità di Washington per Pol Pot
Poco dopo l’inizio della Guerra del Golfo nel gennaio 1991, il Presidente Bushdescrisse S.Hussein come un “Adolf Hitler rivisitato”, la richiesta di Bush per “un’altra Norimberga” per processare S.Husseingrazie alla convenzione sul genocidio, era riecheggiato nel Congresso e attraverso l’Atlantico a Londra. Era un’ironica distrazione. Fin da quando l’originale Fuhrer era spirato nel suo bunker, gli USA avevano mantenuto un sistema di dittatori con tendenze hitleriane -da Suharto in Indonesia a Mobutu in Zaire- e una varietà di mostri latinoamericani, molti dei quali laureati nella scuola delle Americhe dell’US Army.
Solo uno fu identificato dalla Comunità internazionale come un vero “Adolf Hitler rivisitato”, i cui crimini erano documentati in un rapporto del 1979 dalla Commissione ONU sui diritti umani, come “il peggiore che si sia mai avuto al mondo dopo il Nazismo”.
Pol Pot, di certo, si sarebbe meravigliato di questa fortuna. Non solo lui era coccolato, le sue truppe nutrite, rifornite e addestrate, i suoi inviati permettersi ogni privilegio diplomatico, ma diversamente da S.Hussein, era assicurato dai suoi padroni che mai sarebbe stato processato per i suoi crimini. queste assicurazioni erano fatte pubblicamente nel 1991 quando una sottocommissione ONU sui diritti umani tolse dalla sua agenda yn disegno di risoluzione sulla Cambogia che riferiva che “il livello delle atrocità raggiunge il livello del genocidiocommessi in particolare durante il periododel dominio KR”. Non più, decise l’ONU, i membri del governo sarebbero stati ricercati, incriminati, arrestati o processati , per essere stati responsabili di crimini contro l’umanità in Cambogia. Non più i governi avrebbero dichiarato che di prevenire il ritorno al governo di coloro che erano stati responsabili del genocidio durante il periodo 1975-78”. Questa garanzia di impunità per i genocidi era inoltre parte del ‘piano di pace’ tratteggiato dai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU: tra cui gli USA.
Per non offendere i principali sostenitori di Pol Pot, i cinesi, il piano cancellò ogni riferimento al genocidio, rimpiazzandolo con l’eufemismo: “politica e praticadel recente passato”. Su ciò H.Kissinger, che giocò una parte importante nei bombardamenti a tappeto della Cambogia nei primi anni ‘70, ebbe una parte rilevante. La propaganda occidentale precedente al ‘processo di pace’ dell’ONU in Cambogia, si concentrò sulla forza dei KR, per giustificare la loro inclusione. Ufficiali ONU e diplomatici USA e australiani parlavano di circa 35/40mila KR. “Comprenderai” dissero “che non possiamo lasciare una forza così importante fuori dalla tenda”.
Così, i KR furono ben lieti di ritornare a Phnom Penh e, in effetti, avendo da un quarto a un terzo del paese, si rifiutarono di prendere parte alle elezioni. Il tono allora cambiò. Loro ora erano “finiti”, esclamò un diplomatico occidentale. Sono “deboli ogni oltre speranza”. Nel frattempo i KR si erano dimostrati essere il più ricco gruppo terroristico della Storia con la vendita di tratti di foresta cambogiana, con annesse pietre preziose, fatta ai tailandesi, il cui governo era un firmatario del ‘piano di pace’. Nessuno li fermò. Stabilirono quattro grandi basi nel territorio tailandese, completi di ospedali da campo.
I soldati tailandesi controllano le strade che vi portano. Il “loro sono finiti” è una linea che rimane tuttora. Indubbiamente, sono numericamente diminuiti per via di defezioni e attriti, ma il loro numero era sempre una falsa misura della loro vera forza. Sembre che il Dipartimento di Stato creda che siano lontani dall’essere finiti. Il 10 luglio 1997, il portavoce N.Burnsche la forza KR ammonti a migliaia di unità. La reale minaccia proveniente dai KR sorge dalla loro grande capcità di infiltrazione e inganno. Prima della loro presa del potere nel 1975, avevano infiltrato Phnom Penh. Questo processo è certo che si ripeta ancora. Un residente di Phnom Penh ha detto recentemente: “Loro sono dappertutto”. Il ‘processo’ a Pol Pot di quest’anno era un fantastico pezzo di commedia teatrale dei KR, ma era, tuttavia, privo di alcun valore, come indicano la forza dell’organizzazione e gli scopi immediati. La verità eè che nessuno che ne sia fuori può dire cosa realmente succede, e che è solo una misura della forza dell’organizzazione e della sua elasticità. Il leader cambogiano Hun Sen, chiaramente mantiene un timore per la veracità e la minaccia delle loro ambizioni. I media presentano Pol Pot come un unico mostro. Ciò è assai facile e assai pericoloso. E’ un partner faustiano di Washington, Beijing, londra, Bangkok, Singapore e chiunque altroche aiuti il loro riconoscimento.
I KR sono stati utilizzati per tutte le loro mira nascoste nella regione. E.Falt, principale portavoce dell’ONU a Phnom Penh al tempo del ‘trionfo’ delle organizzazioni manipolate in Cambogia, mi disse con un sorriso immobile “il processo di pace era mirato a fare ottenere ai KR la rispettabilità”. Sfortunatamente, molti cittadini comuni cambogiani condividono il suo cinismo. Meriterebbero di meglio.