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Discussione: Politiche: candidature

  1. #1
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    Predefinito Politiche: candidature

    ELEZIONI: FVG; AN, DEFINITE LE CANDIDATURE - 14:00
    (ANSA) - TRIESTE, 15 FEB - Gianfranco Fini per la Camera e Giovanni Collino per il Senato: saranno questi i capilista di Alleanza Nazionale in Friuli Venezia Giulia alle prossime elezioni politiche del 9 aprile. (ANSA).

    ELEZIONI: FVG; DL-MARGHERITA, DEFINITE CANDIDATURE - 137
    (ANSA) - UDINE, 15 FEB - L' ex ministro Rosy Bindi per la Camera e il senatore uscente Willer Bordon per il Senato saranno alle prossime elezioni politiche di aprile i capilista nel Friuli Venezia Giulia dei Dl-Margherita, che nella serata di ieri hanno definito a Udine le liste dei candidati. (ANSA).

  2. #2
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    Ti ricordi (no, Cenerentola, come età non lo puoi ricordare) Pappagone?

    Ad un certo punto diceva "Boccaccia mia sta' zitta!"

    (mi associo, senza entrare in particolari. Però un po' me l' aspettavo...)

  3. #3
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    Trieste
    (Giu.be.) La Commissione elettorale regionale della Margherita ha deliberato all'unanimità le liste dei candidati espressi dal Friuli Venezia Giulia che ora la Direzione regionale del partito invierà a Roma dove, il 24 del mese, i vertici nazionali definiranno i candidati.

    Per la Lista unica dell'Ulivo alla Camera sono stati indicati l'assessore comunale di Monfalcone Silvia Altran, il segretario regionale Flavio Pertoldi, il docente universitario Francesco Russo, il consigliere regionale Paolo Santin e Ivano Strizzolo.

    Per il Senato, invece, correranno l'ex sindaco di Udine, Enzo Barazza, Flora Bomben, il consigliere regionale Franco Brussa, il capogruppo regionale Cristiano Degano, Annamaria Poggioli e Adriano Corsi, quest'ultimo come espressione dell'Unione slovena.

    La Commissione elettorale, presieduta da Gianfranco Moretton, passa ora la parola alla Direzione dei Dl che si riunirà lunedì 20 febbraio. I vertici regionali del partito potrebbero ora inviare la lista senza ulteriori indicazioni, ma anche aggiungendo un documento di accompagnamento per dare indicazioni su quali candidati dovranno avere una posizione più "alta" in lista.

    Intanto, è arrivata la notizia che sarà il capogruppo al Senato, Willer Bordon, a fare da capolista in regione. L'ex sindaco di Muggia anche nelle elezioni del 2001 era stato candidato in Friuli Venezia Giulia, nel Collegio di Trieste.

  4. #4
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    UNIONE:LISTE CIVICHE;ILLY, RUTELLI NON VUOLE,DS NON CONTRARI - 149
    (ANSA) - ROMA, 22 FEB - Non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche in Piemonte, Lazio e Puglia, dove il centrosinistra e' in bilico, servirebbero le liste civiche. Lo dice, intervenendo a 'Repubblica Radio', il presidente del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy, l'unico ad aver avuto dall'Unione il via libera per la sua lista alle prossime elezioni politiche. ''E perche' solo io - attacca Illy - chiedetelo a Rutelli e alla Margherita''. (ANSA).

  5. #5
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    Come "forse" intuite, a me i programmi e la perseveranza dei "Cittadini" piacciono. Ma come mai stentano tanto a far presa nel resto della Repubblica Italiana? Che sia un "effetto Illy", dovuto al capo carismatico forte, con un "back office" troppo debole e chiuso? Cioè, un po' - scusatemi il paragone abbietto - Partito-Azienda?
    Del resto, date un' occhiata al sito POL "Governo Civico" e vari siti internet collegati ad Illy, e ... non penso che se ne ricavi l' impressione di un movimento popolare, quello che dovrebbe essere una "Lista Civica". Io ho, almeno a livello personale, l' impressione che sia una scatola ermetica, con 4 gatti, magari bravissimi, che decidono e partecipano, ma con zero diffusione sul territorio.
    Penso che sia un peccato e mi meraviglio di colui che introdusse il marketing nell' azienda di famiglia con gli ottimi risultati a tutti noti. Perchè il marketing delle "Liste Civiche" fa schifo? Altri porgono la cacca (la distruzione di quello che restava del sistema Italia in 5 anni) su un piatto d' argento, i "Cittadini" mettono una buona amministrazione regionale nel "bucal".

  6. #6
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    Il fatto che sia Rutelli ad essere contrario è ovvio. Le liste civiche andrebbero a raccogliere, oltre ai voti degli altalenanti che non si considerano in modo pregiudiziale ne di destra ne di sinistra ma votano in base ai programmi, a chi è meno peggio e anche in base a chi fa meno paura, anche voti moderati altrimenti già indirizzati verso la Margherita.
    Rutelli sta pensando al suo orticello all'interno della coalizione, probabilmente è sicuro di vincere comunque, e minore è il numero gli amici con cui spartire la torta, più grosse sono le fette.

    Roma, 22 feb . - (Adnkronos) - Centro Destra
    Remare contro mai. Ma remare piu' lentamente si'. A promettere un ritmo piu' blando in campagna elettorale, se il sottosegretario agli Esteri Roberto Antonione sara' confermato capolista per il Senato, e' Piero Camber, consigliere regionale di Forza italia in Friuli Venezia Giulia e fratello di Giulio, senatore uscente degli azzurri. La casella numero due della lista che dovrebbe essere riservata a Giulio Camber, dicono i 'camberiani', potrebbe rivelarsi meno sicura di quanto si possa pensare. Solo in caso di vittoria, infatti, Antonione potrebbe scegliere di tornare al governo e consentire il ripescaggio del secondo della lista. Siamo fedeli al partito ed alla causa della Cdl, dice Piero, ma se la candidatura di Giulio non sara' blindata ''potremmo remare piu' lentamente''.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Cenerentola82
    La casella numero due della lista che dovrebbe essere riservata a Giulio Camber, dicono i 'camberiani', potrebbe rivelarsi meno sicura di quanto si possa pensare. Solo in caso di vittoria, infatti, Antonione potrebbe scegliere di tornare al governo e consentire il ripescaggio del secondo della lista. Siamo fedeli al partito ed alla causa della Cdl, dice Piero, ma se la candidatura di Giulio non sara' blindata ''potremmo remare piu' lentamente''.
    * Questo è il vero volto di chi governa Trieste: guai a chi tocca la "famigghia"!
    Se Giulietto viene trombato, dicono a Sluga di provvedere a mandare l' olio di ricino ad Antonione

    Altra ipotesi sarebbe fare in modo che vinca "comunque"

  8. #8
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    ilgazzettino.it 26/2/06:
    «Ha portato fino in fondo il suo impegno per dare caratura nazionale al modello sperimentato con successo in regione. Ma sono sicuro che quando evidenzia gli aspetti più controversi della questione lo fa per facilitare la comprensione di alcune criticità e non entra in contraddizione: Illy non ha dubbi nello schierarsi dalla parte di Prodi». Il presidente del Consiglio regionale Alessandro Tesini (Ds) commenta così le dichiarazioni del governatore che dopo lo stop nazionale alle Liste Civiche ha affermato di non avere più un interesse diretto per queste elezioni. La freddezza di Illy ha però gelato la sua maggioranza già agitata dalla sua recente visita a Roma. Tesini però getta acqua sul fuoco individuando nel vero problema la legge elettorale: «è una sciagura e non era nemmeno facile immaginare la quantità di ricadute negative che abbiamo trovato strada facendo. L'inversione voluta dalla Cdl è negativa perché dopo tanti anni in cui l'elettorato si riconosceva non solo con una parte ma anche con la rappresentatività territoriale dei candidati e la loro caratura, la nuova legge ha sconvolto questa situazione. Oggi - ha aggiunto - il centrosinistra si misura con queste difficoltà e ha dovuto attenuare l'impatto negativo attraverso un percorso non semplice».

    MALATTIA -Seppur irato con Ds e Margherita, il coordinatore per il Nord dei 'Cittadini', Bruno Malattia, su questo argomento sembra essere d'accordo anticipando che, le Liste Civiche lanceranno «la campagna referendaria contro la legge elettorale che consegna tutto il potere alle segreterie nazionali dei partiti». A suo parere, proprio le Liste erano «l'unica cosa nuova delle prossime elezioni».

    MARGHERITA -Per il capogruppo dei Dl, Cristiano Degano, le Liste avrebbero potuto presentarsi comunque solo in regione in quanto al Senato, il premio di maggioranza è articolato su base territoriale: «l'ho detto più volte che, contrariamente a qualche collega di partito, ero favorevole alla loro presentazione come lo sono stato nel 2003». Quanto alle dichiarazioni di Illy sono dettate da "un momento di amarezza, ma non deve dimenticarsi di essere il leader di Intesa Democratica. Dire che queste elezioni non lo coinvolgono non mi sembra opportuno. Come presidente in una coalizione di centrosinistra che per il 90\% si riconosce nell'Unione è meglio che non si chiami fuori e faccia di tutto perché questa vinca con o senza le civiche.

    RIFONDAZIONE -Le parole più critiche giungono, invece, dal Prc, dove il segretario regionale, Giulio Lauri, definisce le dichiarazioni del governatore «gravi e preoccupanti, per il fatto di aver detto che da questo momento in poi le elezioni gli sono indifferenti. Spero che questa dichiarazione venga smentita. Se ci si colloca in modo equidistante fra Prodi e Berlusconi questo significa non essere disponibili a fare una scelta di campo».UDC - In casa del centrodestra, invece, l'Udc ha reso noti i nomi dei candidati per le politiche che ora saranno vagliati dalla direzione nazionale. Per Udine sono emersi il segretario regionale Angelo Compagnon, quello provinciale Alessandro Tesolat, i consiglieri regionali Roberto Molinaro e Giorgio Venier Romano e Igino Piutti dalla Carnia. Per Pordenone si candideranno il senatore Luciano Callegaro, il segretario Mattia Callegaro, Gina Fasan, Maurizio Salvador, Andrea De Col e Paola Pasin. A Trieste invece sono tanti indicati il segretario Edoardo Sasco, Franco Ferrarese, Giacomo Ambrosi e Antonella Pulsator. A Gorizia, poi, i nomi sono quelli del segretario Leonardo Zappalà e di Dario Baresi. Per arrivare al numero complessivo di 19 candidati (il capolista alla Camera sarà, infatti, lo stesso Pierferdinando Casini), si attendono ancora due designazioni da parte del comitato provinciale di Udine. Nella Rosa nel Pugno, invece, il segretario regionale dei radicali Stefano Santarossa sarà il primo dei candidati locali per la Camera.

  9. #9
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    da larepubblica.it:

    Antonione, la parabola del segretario senza partito
    di ALBERTO STATERA

    «Sic transit gloria mundi» direbbe don Gianni Baget Bozzo, che maneggia il latino, se gli si chiedesse che fine ha fatto Roberto Antonione. Ex governatore del Friuli Venezia Giulia, eletto con qualche sussulto senatore nel 2001, nominato sottosegretario agli Esteri, il dentista triestino fu catapultato a Roma nel sommo ruolo di coordinatore nazionale di Forza Italia, come dire segretario del primo partito di governo, se il cortile di casa Berlusconi potesse essere considerato un partito. Insediato da poco al quinto piano di via dell'Umiltà, tra le scalmane di Claudio Scajola, detto Staraciotto (copyright Alfredo Biondi) o Sciaboletta per la non svettante statura, don Gianni, «puttana nata», come si autodefinì una volta, e suprema incarnazione del berlusconismo, dopo esserlo stato del cattofascismo e del craxismo, badò subito ad azzopparlo alla prima sconfitta elettorale. «Se vai a Forza Italia in via dell'Umiltà raccontò non trovi nessuno. Incontri solo le dattilografe e qualche volta il coordinatore nazionale in ascensore». Su e giù, su e giù, invano, come incrudelì Giuliano Ferrara.
    Approdati a via dell'Umiltà il cattoleninista Sandro Bondi e il trotzkista Fabrizio Cicchitto, dell'ex liberale Antonione si persero le tracce. Lui garantiva in epiche interviste di vivere al ministero degli Esteri una «esperienza incredibile»: contatti ad altissimo livello, confronti sui problemi della guerra e del terrorismo, colazione con Ciampi, pranzo con la regina d'Inghilterra, cena con Blair o Zapatero, ciò che gli ha fruttato «ben tredici onorificenze internazionali». Ma per la verità, risulta che il feeling con il suo ministro Gianfranco Fini non sia mai stato alle stelle. E' vero però che la signora Franca Ciampi lo considera un ottimo gentiluomo.
    A dispetto delle malignità di don Gianni, della freddezza di Fini e del «coordinamento nazionale» di Forza Italia perduto, nessuno si aspettava che persino il laticlavio di Antonione potesse essere messo in discussione. E invece è proprio ciò che sta accadendo. Nel collegio di Trieste Forza Italia porterà sicuramente un senatore. Uno solo, perché il secondo in lista è più che a rischio, è assai improbabile. E Giulio Camber, ex socialista, sottosegretario nel governo Craxi, attuale senatore e dominus di Forza Italia in Friuli Venezia Giulia non ama correre rischi. Perciò, se il candidato non sarà lui, minaccia di togliere l'appoggio di Forza Italia al sindaco forzista uscente Roberto Dipiazza che corre per essere riconfermato nelle elezioni che si terranno il 9 aprile, lo stesso giorno delle politiche.
    Così, paradossalmente, quasi sponsor di Antonione è diventato il governatore di centrosinistra Riccardo Illy, che con Camber ha un fatto diciamo «personale», da quando la sua compagna Marina Monassi è stata nominata presidente dell'Autorità portuale, contro il parere suo e della regione, cui spettava la designazione, con un blitz del ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi sul quale pende ancora un giudizio amministrativo.
    Il sottosegretario Antonione incassa così, tra la freddezza dei suoi, l'imprevista nonantipatia del centrosinistra, che colloca invece tra gli «impresentabili» il senatore Camber, condannato in appello nel processo per il crac della banca Kreditna.
    Singolare parabola quella di Antonione, dalle stelle alle stalle, che ha appiccicato all'ex coordinatore nazionale di Forza Italia l'immagine che una volta fu coniata per Mario Segni: l'uomo che ha vinto al totocalcio, ma ha perso la schedina.
    Come direbbe don Gianni, sic transit gloria mundi.

  10. #10
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    Fulgido esempio di come in un articolo sul giornale si possano infangare tutti, per la brama di non sembrare di parte. Si salvano solo quelli che Statera non nomina, ma bisogna essere troppo intelligenti per arrivarci.
    Letto così, l' articolo invita all' astensionismo.

    A parte il fatto che Forza Italia io non la voterò mai, se fossi costretto a scegliere tra Camber e Antonione, non avrei dubbi su scegliere "il dentista".
    Tra l' altro, non è roba di buon gusto usare per Antonione lo stesso soprannome che normalmente si usa per Calderoli. Anche come disinformazione è un pezzo da quattro soldi.

 

 
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