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Discussione: cosa ne pensate?

  1. #1
    MazingaZ
    Ospite

    Predefinito cosa ne pensate?

    Di recente durante una discussione con una persona mi è stato riportato l'esempio di un testo intitolato "Il Gallo cantò ancora", e che mi è stato proposto come "la prova tangibile delle bugie della Chiesa. Dove per esempio si scrive quello che riporto sotto. Non penso che esista un "anti-Il Gallo canta", ma che le teorie scritte su quel testo sono smontabili grazie a più altri testi. Vorrei sapere quindi cosa ne pensate di quanto scritto sotto e se avete per caso un indirizzo internet dove si contrasta questa tesi (a detta degli anti-eclesiastici documentatissima)....

    Grazie.


    Dopo la conversione, Paolo visse per un po'in Arabia "Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco." (Galati 1, 17) Solo dopo tre anni si recò a Gerusalemme per una breve presa di contatto con gli altri (con gli Apostoli). Ma probabilmente già da prima s'era formata una concezione del tutto personale della predicazione cristiana, della quale, in ogni caso, doveva pur possedere un'idea almeno approssimativa, perché altrimenti non avrebbe potuto perseguitare i seguaci di Gesù (Paolo, prima della conversione era infatti un persecutore dei seguaci di Gesù).
    Paolo, in verità, pretende d'essere stato personalmente chiamato dal Signore, perché ribadisce ripetutamente di non aver ascoltato il Vangelo da nessun uomo, nemmeno a Gerusalemme dagli Apostoli, che talvolta definisce con scherno "superapostoli" ("Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi o se si
    tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto o un altro vangelo che non avete ancora sentito, voi siete ben disposti ad accettarlo. Ora io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi superapostoli" - 2 Corinzi 11,5).

    Il contatto con gli Apostoli, d'altra parte, non può essere stato molto stretto. Fatta eccezione per i due personaggi più importanti (Pietro e Giovanni), Paolo non s'incontrò personalmente con nessuno. Il conflitto fra lui e la Comunità di Gerusalemme risale proprio a questo primo incontro, sulle cui esperienze - come si esprime il Teologo cattolico Ehrhard - Paolo sorvola con fine delicatezza.

    Da Antiochia prende le mosse l'evoluzione del cristianesimo paolino: la penetrazione nell'Impero Romano, il passaggio dall'ambito culturale palestinese a quello ellenistico, la liberazione dei pagano-cristiani dalla Legge Mosaica che Paolo ha sempre avversato (era un ebreo "aperto", ecclettico come il filosofo Filone).

    La confluenza ora incipiente delle correnti culturali dell'orientalismo ellenistico, della filosofia greca e delle religioni misteriche modificò notevolmente l'insegnamento di Gesù. Mentre a Gerusalemme i giudeo-cristiani ricadevano ampiamente nel Giudaismo, i pagano-cristiani soccombettero lentamente, ma inesorabilmente, all'influsso del paganesimo. Anche la notizia a tutti nota, secondo la quale furono proprio i discepoli d'Antiochia a essere chiamati per la prima volta «Cristianici» (Atti, 11, 26), indica chiaramente che la nuova religione aveva ormai assunto una caratteristica tutta propria.

    In un primo momento la Comunità originaria osservò in silenzio le tendenze dei cristiani antiocheni, ma il suo atteggiamento mutò allorché, verso la metà degli anni '40, Paolo iniziò a diffondere ben oltre Antiochia il suo Cristianesimo durante la cosiddetta "prima missione".
    La crescente pressione romana su Israele favorì il sentimento nazionale di molti cristiani di Gerusalemme e la consapevolezza della loro appartenenza al Giudaismo.
    Alcuni inviati della Comunità apostolica si recarono ad Antiochia, «falsi fratelli intromessisi», come Paolo li definisce, e ne scaturì, come ammettono anche gli Atti degli Apostoli, una «ribellione», una «violenta polemica» (basta leggere Galati 2, 4 e Atti 15, 2: "Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: «Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete esser salvi». Poiché Paolo e Barnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni altri di loro andassero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione"). Poiché non si pervenne a un accordo, in compagnia di Barnaba, Paolo si recò per la seconda volta a Gerusalemme, «non in seguito a un ordine di presentarmi e di fornire spiegazioni, e nemmeno per una naturale sottomissione ai miei superiori, quali io non ritengo ch'essi siano».

    L'esito dell'incontro fu decisamente poco conciliante: i seguaci di Giacomo dovevano predicare ai Giudei, Paolo e i suoi ai Pagani "Giacomo, Cefa (Pietro) e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione, perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi" (Galati 2, 9).

    Paolo era riuscito a strappare la dispensa dalla Legge Giudaica per i pagano-cristiani e a ottenere per sé mano libera nell'attività missionaria.

    emerge però al passo successivo il contrasto con Pietro, che negli Atti viene chiamato col suo nome ebraico "Cefa", ma si tratta del primo papa: "Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto."

    Paolo pretese il diritto di decidere autonomamente rispetto a Pietro; per questa ragione tale atteggiamento fu sempre particolarmente imbarazzante per i Cattolici, e a buon diritto venne utilizzato da Lutero come argomentazione contro la fede nell'infallibilità del Papa.

    Dopo questo conflitto non si pervenne mai più a un accordo; anzi, come anche il cattolico Ehrhard è costretto ad ammettere, il cambiamento di atteggiamento di Pietro equivale all'abbandono al proprio destino del Cristianesimo Pagano. Ma tutti i giudeo-cristiani furono ostili a Paolo, del quale contestarono l'apostolato fra i Pagani, e che considerarono persona ipocrita, pronto a compiacere superficialmente la gente, a falsare il messaggio di Gesù. Fu anche accusato di truffa finanziaria e di cupidigia, venne disprezzato come pessimo oratore, gli fu rinfacciata la sua viltà e venne definito strambo e pazzo.
    Alcuni decenni dopo, la Prima Epistola di Clemente definisce i Corinzi «militanti nei partiti degli Apostoli», e un esegeta moderno parla di una Chiesa lacerata, che minaccia di frantumarsi in piccoli gruppi forniti di parole d'ordine specifiche, di una crisi di fondo di prima grandezza (1 Clemente Alessandrino 47, 4). Tutto lascia intendere, inoltre, che in Efeso i cristiani antipaolini fossero molto più fanatici.

    Nelle Epistole paoline ritornano di continuo le lamentele sui giudeocristiani di Gerusalemme, tuonano le maledizioni, si moltiplicano la sua mordente polemica e il suo velenoso sarcasmo. Nella Lettera ai Galati, dal cui tenore fu tanto impressionato Lutero, sostiene ch'essi non si muovono nella verità del Vangelo, che lo stravolgono, che sobillano la Comunità, la stregano, la confondono, la deviano, e non si perita di maledire ripetutamente e con energia i suoi avversari. Eppure i suoi avversari eerano gli Apostoli, i seguaci diretti di Gesù e Paolo così li definisce: «Genti di tal conio sono falsi apostoli, operai imbroglioni, che di Apostoli del Cristo hanno soltanto la maschera. E non c'è da meravigliarsi: infatti, lo stesso Satana assume la maschera di Angelo della Luce» (2 Corinzi 11, 13).

    Su Paolo non ci sono testimonianze storiche autonome. Ciò che di lui si conosce deriva esclusivamente dalle sue Epistole e dagli Atti degli Apostoli, che non sono solo poco attendibili, ma spesso sono in aperta contraddizione con le lettere, delle quali parecchie furono falsificate, alcune completamente, altre soltanto in parte; certune poi non sono altro che centoni rappezzati coi brandelli di altri scritti.

    La frase: «Io sono figlio di Dio» non venne inserita da Gesù nel suo Vangelo, e chi ve la introduce come una frase accanto a tante altre, aggiunge al Vangelo qualcosa di estraneo.
    (Il teologo Harnack)

    Nel Nuovo Testamento Gesù rivolge le proprie preghiere non a se stesso ma a Dio, giungendo persino a un certo grado di tensione manifesta nei suoi riguardi, quando gli chiede di allontanare il calice amaro e prorompe nella celebre lamentazione: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? » (Marco 14,36 e 15,34), che ben presto divenne tanto imbarazzante, che il Vangelo Apocrifo di Pietro la modifica: «Mia forza, o mia forza, perché mi hai abbandonato?» (Ev. Petr. 19), e il Vangelo di Luca sostituisce quella dubbia espressione con la frase: «Padre, nelle tue mani raccomando lo spirito mio» (Luca 23,46).

  2. #2
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    Va detto che si tratta di vili eresie, tipicamente di stampo modernista. Adolf von Harnack, protestante, coevo di Loisy, è di questa "scuola" di pensiero. Per di più fu un grande estimatore dell'eretico Marcione, considerato una sorta di Lutero ante-litteram, che S. Giustino qualificava come "un tentatore aiutato dai demoni" e che S. Policarpo di Smirne - discepolo di S. Giovanni - raccontando di lui, diceva di aver incontrato il "primogenito di Satana".
    Il marcionismo, in fondo, è confluito nello gnosticismo ed è la radice ultima anche del recente romanzo di Dan Brown del Codice da Vinci

  3. #3
    Ashmael
    Ospite

    Predefinito

    Comunque gli Atti degli Apostoli testimoniano un evidente attrito fa Pietro e Paolo, e contrasti nella Chiesa già nei suoi primi anni. "Le dimore di Mio Padre sono infinite", disse Gesù, e così le forme di Cristianesimo che sarebbero nate.
    Ognuno è l'eretico di qualcun altro. Per gli Ortodossi gli scismatici sono i cattolici- andate a chiederlo a qualsiasi Ortodosso se pensa di essere eretico.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Comunque gli Atti degli Apostoli testimoniano un evidente attrito fa Pietro e Paolo, e contrasti nella Chiesa già nei suoi primi anni. "Le dimore di Mio Padre sono infinite", disse Gesù, e così le forme di Cristianesimo che sarebbero nate.
    Ognuno è l'eretico di qualcun altro. Per gli Ortodossi gli scismatici sono i cattolici- andate a chiederlo a qualsiasi Ortodosso se pensa di essere eretico.
    Bene .... tu sei la prova provata del relativismo nell'ambito della verità e religioso, che porta ad un male oscuro qual è l'indifferentismo religioso.

  5. #5
    Ut unum sint!
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Comunque gli Atti degli Apostoli testimoniano un evidente attrito fa Pietro e Paolo, e contrasti nella Chiesa già nei suoi primi anni. "Le dimore di Mio Padre sono infinite", disse Gesù, e così le forme di Cristianesimo che sarebbero nate.
    Ognuno è l'eretico di qualcun altro. Per gli Ortodossi gli scismatici sono i cattolici- andate a chiederlo a qualsiasi Ortodosso se pensa di essere eretico.
    Ma e' mai possibile che un eretico pensi di essere tale?
    Cmq i "dissidi" furono chiariti al Concilio Ecumenico di Gerusalemme che io sappia. Augustinus mi potra' dare conferma o smentita.
    Erano comunque dissidi non dottrinali ma di ecclesiologia...
    UT UNUM SINT!

  6. #6
    Ashmael
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus
    Bene .... tu sei la prova provata del relativismo nell'ambito della verità e religioso, che porta ad un male oscuro qual è l'indifferentismo religioso.
    Oh, no...ci sono religioni migliori di altre. Purtroppo il tradizionalismo cattolico non è una delle migliori. Comunque Gesù vuole da noi carità e amore, e gli importa poco dei patetici tentativi umani di afferrare la realòtà di Dio.

  7. #7
    Ashmael
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos
    Ma e' mai possibile che un eretico pensi di essere tale?
    Cmq i "dissidi" furono chiariti al Concilio Ecumenico di Gerusalemme che io sappia. Augustinus mi potra' dare conferma o smentita.
    Erano comunque dissidi non dottrinali ma di ecclesiologia...
    Un eretico non si sente mai tale, ovvio.Anche perchè è convinto di avere la Verità.Ma cos'è la Verità? E la Parola di Gesù. sono i suoi insegnamenti, Non sono gli orpelli posteriori, o le varianti che sono seguite. Mi dispiace pe Augustinus, ma è verissimo che ognuno è l'eretico di qualcun altrop. Dallo scisma di Fozio in poi, gli Ortodossi hanno smpre pensato che gli eretici fossero i cattolici. anche i le varie chiese protestanti sostengono ciascuna di essere la via migliore a Dio. Insomma, se si accettassero le diversità, e ci si riconoscesse tutti fratelli in Gesù, sarebbe molto meglio. Molte sono le dimore di Dio, e le vie che portano a Lui e chi pensa che la propria via sia l'unica possibile pecca di superbia.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos
    Ma e' mai possibile che un eretico pensi di essere tale?
    Cmq i "dissidi" furono chiariti al Concilio Ecumenico di Gerusalemme che io sappia. Augustinus mi potra' dare conferma o smentita.
    Erano comunque dissidi non dottrinali ma di ecclesiologia...
    Confermo.

  9. #9
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    le vie che portano a Lui
    Ma il Vangelo afferma che una sola è la via: Cristo. Ma "gli orpelli e le varianti" non possono essere messi sullo stesso piano ed affermare che sono veri contemporaneamente. Ad una determinata domanda un cristiano cattolico, risponde in un modo, un cristiano protestante in un'altra. Entrambe le risposte sono non complementari, ma sono mutuamente esclusive. A questo punto chi ha ragione e chi ha torto? Per il relativismo hanno ragione tutti e due, ma ciò è impossibile. Si viola il principio di non contraddizione. Sarebbe come dire che 2+2= 4 e nello stesso tempo 2+2=5.

    CIAO

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Ashmael
    Oh, no...ci sono religioni migliori di altre. Purtroppo il tradizionalismo cattolico non è una delle migliori. Comunque Gesù vuole da noi carità e amore, e gli importa poco dei patetici tentativi umani di afferrare la realòtà di Dio.
    Guarda che le religioni non si misurano "a chili" di preferenze umane, ma in base al parametro della Verità: essendo Cristo, quale Dio, Verità infallibile, non può nè ingannare nè ingannarsi. Di conseguenza, la vera religione è quella che non inganna, ma annuncia la dottrina senza compromessi mondani.
    Comunque, torno a dire: Gesù vuole da noi carità e amore, è vero, ma non certo come lo concepisci tu .... E noi sappiamo dove vuoi andare a parare ..... visto che ci sei caduto altre volte.

 

 
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