OMNIA SUNT COMMUNIA

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2 giugno 2006

Il secondo ciclo elettorale che ha riguardato metropoli importanti come
Roma, Milano, Napoli, Torino, la regione Sicilia e altre città, ha visto
prevalere l'opzione politica del centro-sinistra e crollare ogni anelito di
rivincita del Berlusconi già sconfitto di misura nelle elezioni politiche.
In realtà le cose sono rimaste come erano prima, con i sindaci dell'Ulivo
confermati di larga misura mentre la destra - seppure a fatica - ha
confermato il suo controllo su Milano e la Sicilia.
Il fatto che in nessun caso si sia andati al ballottaggio, conferma la netta
polarizzazione tra le due coalizioni - più o meno come una tempesta perfetta
- che non ha lasciato scampo né spazi per ipotesi politiche indipendenti dai
due poli ed ha visto crescere nuovamente un astensionismo uscito invece
assai ridimensionato nelle elezioni politiche.
A Roma l'esperienza della lista Arcobaleno è sembrata come il coraggioso
peschereccio dotato delle migliori ragioni, del migliore capitano e del più
intrepido equipaggio ma che pur avendo manovrato con capacità in condizioni
proibitive, nulla ha potuto contro l'onda gigantesca prodotta dalla
"tempesta perfetta".
Nel film peschereccio ed equipaggio finiscono male, nel conflitto sociale -
fortunatamente - la soggettività può invece giocare un ruolo decisivo.
Dopo anni di politicismo e subalternità ai poteri forti anche nella
sinistra, sembra essersi rotto un meccanismo di ineluttabilità della delega
dei movimenti sociali alla "politica". L'Arcobaleno ha rimesso in moto una
rete politica e sociale che si trova davanti ad una prateria in cui la
dimensione elettorale non può rappresentare l'unico orizzonte possibile. E'
un piccolo grande capitale politico e umano della sinistra che ha fatto
dell'indipendenza politica una scelta dirimente e di prospettiva. Quello che
oggi potrebbe apparire come un peschereccio nei marosi può invece rivelarsi
la bussola possibile per tenere aperta e rilanciare una prospettiva fondata
sul conflitto di classe e non sugli interstizi della governance
ultrariformista. E' solo questione di mesi, basta dare un'occhiata ai
giornali di oggi..



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