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  1. #11
    Figlio d'Europa
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Bene se ho sbagliato sono pronto a chiedere scusa. Che cosa intendevate?
    Il legame tra intellettuali di origine ebraica e marxismo é una cosa tipica di solo un'area geografica (Germania, Polonia e Russia) e di un ben preciso periodo storico diciamo 1890-1960 al massimo. Per il resto del mondo e del tempo non c'é alcun legame di qualche significatività.
    Postdati l'inizio del legame dimenticando l'apporto principale, ossia l'opera di Karl Marx. L'apporto ebraico al marxismo è determinante per la l'elaborazione dell'intero edificio teorico del comunismo marxista e per la creazione delle correnti teoriche marxiste dominanti in Europa. Non sto dicendo che il comunismo à un prodotto esclusivo del pensiero ebraico, ma che in esso l'influsso culturale ebraico è molto presente.

  2. #12
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    Personalmente non condivido i complottismi - nati del resto in un ambito culturale 'altro' rispetto al mio - comunque è UN FATTO che molti ( quasi tutti ) i componenti il cc del partito bolscevico, degli spartachisti tedeschi e dei comunisti ungheresi avessero in comune una determinata appartenenza...

  3. #13
    Juventudi Sarda
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    Marx era ateo, non ebreo. Il fatto che la famiglia fosse di religione ebraica non vuol dire niente. Voi fasci considerando gli ebrei una nazionalità o una "razza" fate solo il gioco dei sionisti. Bravi!

  4. #14
    Saloth Sâr
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    Citazione Originariamente Scritto da 28 de Abrili
    Marx era ateo, non ebreo. Il fatto che la famiglia fosse di religione ebraica non vuol dire niente. Voi fasci considerando gli ebrei una nazionalità o una "razza" fate solo il gioco dei sionisti. Bravi!
    Ti sbagli, io per esempio sostengo la politica degli ebrei ultraortodossi anti-sionisti di Neturei Karta

    www.nkusa.org

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandokan80
    Quali? L'argomento interessa parecchio anche a me. Io sapevo che Bela Kun era fuggito in esilio prima a Vienna e poi in URSS dove era diventato un importante dirigente dell'Internazionale Comunista. Infine era stato fucilato per ordine di Stalin verso la fine degli anni '30, ma non mi ricordo l'anno. Forse alludi al fatto che, come molti comunisti poi purgati, era stato un sostenitore sia della politica di bolscevizzazione dei partiti comunisti, che della teoria del socialfascismo, che della necessità delle purghe?

    Vuoi forse negare il clima di terrore che instaurò in Ungheria nel breve periodo del suo governo?
    O gli enormi errori politici come la proibizione delle piccole transazioni commerciali e la collettivizzazione forzata delle terre che gli causò il mancato appoggio dei contadini?
    Giampaolo Cufino

  6. #16
    Figlio d'Europa
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    Citazione Originariamente Scritto da 28 de Abrili
    Marx era ateo, non ebreo. Il fatto che la famiglia fosse di religione ebraica non vuol dire niente. Voi fasci considerando gli ebrei una nazionalità o una "razza" fate solo il gioco dei sionisti. Bravi!
    L'ateismo di Marx è stato più volte messo in discussione. E' inoltre innegabile l'apporto del pensiero giudaico al marxismo. Sì, per me gli ebrei sono una nazionalità, non i membri di una confessione religiosa, infatti si è ebrei per lignaggio materno.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Ultor753
    Postdati l'inizio del legame dimenticando l'apporto principale, ossia l'opera di Karl Marx. L'apporto ebraico al marxismo è determinante per la l'elaborazione dell'intero edificio teorico del comunismo marxista e per la creazione delle correnti teoriche marxiste dominanti in Europa. Non sto dicendo che il comunismo à un prodotto esclusivo del pensiero ebraico, ma che in esso l'influsso culturale ebraico è molto presente.
    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Ciao, ti consiglio di leggere "La questione ebraica" di K. Marx.
    Le influenze di tanti teorici e politici ebrei in europa, sopratutto orientale, è un fatto risaputo, persino il fascismo e il nazismo non sono stati immuni, ma io trovo tutto questo normale in europa nel periodo che va dal '600 al '900, la cultura era appannaggio degli aristocratici e della borghesia, quelli che potevano studiare.

    TUTTO E' DI TUTTI

  8. #18
    Figlio d'Europa
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    Citazione Originariamente Scritto da Muntzer
    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Ciao, ti consiglio di leggere "La questione ebraica" di K. Marx.
    Le influenze di tanti teorici e politici ebrei in europa, sopratutto orientale, è un fatto risaputo, persino il fascismo e il nazismo non sono stati immuni, ma io trovo tutto questo normale in europa nel periodo che va dal '600 al '900, la cultura era appannaggio degli aristocratici e della borghesia, quelli che potevano studiare.

    TUTTO E' DI TUTTI
    Provvederò a studiare quel testo. E' un dato di fatto che il pensiero moderno nasca come laicizzazione del pensiero giudaico-cristiano, specialmente in ambito protestante e giudeo, ed in ambito mercantile ben più che nobiliare. Al di là di constatazioni di tipo antropologico-culturale, l'impegno politico degli ebrei in campo rivoluzionario è comprensibile viste le discriminazioni cui erano soggetti.

  9. #19
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Saloth Sâr
    Ti sbagli, io per esempio sostengo la politica degli ebrei ultraortodossi anti-sionisti di Neturei Karta

    www.nkusa.org

    IO NO!
    IO SOSTENGO IL PRESIDENTE SADDAM HUSSEIN! SOLO SCOOT SU TEL AVIV!

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Ultor753
    L'ateismo di Marx è stato più volte messo in discussione. E' inoltre innegabile l'apporto del pensiero giudaico al marxismo. Sì, per me gli ebrei sono una nazionalità, non i membri di una confessione religiosa, infatti si è ebrei per lignaggio materno.
    dall'articolo Ebrei apparso nell'edizione del 1952 della Grande Enciclopedia Sovietica, vol. XV, pp. 357-378:
    "(...) Gli Ebrei non costituiscono una nazione a sé stante, poiché non rappresentano una comunità stabile di uomini storicamente nata e sviluppata sulla base di una lingua, un territorio, una vita economica e culturale comuni. (...) Nella sua opera Il Marxismo e il problema delle nazionalità (1913) I. V. Stalin, smentendo le asserzioni del socialdemocratico austriaco Bauer, dice: '... di quale comunanza di destino e di legami nazionali si può parlare per riguarda, ad esempio, gli ebrei georgiani, russi e americani, completamente isolati gli uni dagli altri, abitanti in luoghi diversi e parlanti lingue diverse? (...)' (...) Anche tra gli ebrei esistono degli sfruttatori che tentano di conservare e incrementare il particolarismo nazionale dei giudei e a questo fine si avvalgono dell'arma che hanno a disposizione: la religione. (...) Un ruolo decisamente nocivo è stato ed è ancora svolto dal sionismo - un movimento reazionario a base nazionalistico-borghese i cui fautori lottano per l'unificazione degli ebrei sul territorio di Palestina e negano la lotta di classe (...) Il 'Bund' era un'organizzazione nazionalista ebraica iorente tra gli ebrei russi, un partito opportunista di piccoli borghesi che voleva la differenziazione dei socialdemocratici ebrei dal generale movimento socialdemocratico russo. V. I. Lenin e I. V. Stalin combatterono i principi nazionalisti che ispiravano il Bund (...) 'La cultura nazionale ebraica è una parola d'ordine dei rabbini e dei borghesi - una parola d'ordine dei nostri nemici', scriveva V. I. Lenin nel 1913. (...) Il sionismo è usato dagli imperialisti americani ed europei come arma per sventare la lotta di classe dei lavoratori ebrei. Perfino in quelle comunità che meglio delle altre si sono assimilate alle popolazioni locali (nell'Africa del nord, ad esempio) il sionismo attizza il nazionalismo ebraico e, così facendo, si conferma come un agente degli imperialisti angloamericani e come il peggiore nemico del lavoratore. Il carattere menzognero della propaganda sionista (...) è evidente ove si consideri la politica reazionaria del governo sionista d'Israele, che contribuisce a trasformare il paese in una base dell'imperialismo americano (...)".
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

 

 
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