REFERENDUM: BOSSI, CON IL CENTROSINISTRA SI PUO' DIALOGARE
(AGI) - Roma, 5 giu. - "Il referendum non e' un voto politico.
E' un voto per l'organizzazione dello Stato. E' ben diverso.
Conviene anche a loro avere uno Stato non piu' centralizzato e che costa la meta'. E poi per il centrosinistra questo e' il momento buono per dimostrare alla Lega che sul federalismo non sono cosi' sordi come vogliono sembrare. Noi dialoghiamo con chi e' sensibile su questo tema". Cosi' il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, nel corso di una intervista a 'La Repubblica', spiega l'importanza del referendum sulla riforma della Costituzione e lancia un appello agli elettori del centrosinistra a votare si'.
Secondo Bossi il punto e' che "se passa il no si blocca tutto. Non si fanno piu' le riforme. Se invece vincera' il si' noi siamo pronti a metterci a un tavolo con chi governa per cambiare il Paese". Il voto del 25 e' "un'occasione storica che non bisogna lasciarsi scappare".
Quanto all'ipotesi di un super partito del Nord con Forza Italia e Lega insieme, il senatur avverte: "Io sono contrario.
Non sbriciolo la Lega per creare un partito nuovo. Con i partiti nuovi non si va da nessuna parte. I nostri elettori mi hanno perdonato e mi perdonerebbero ogni cosa. Hanno ingoiato dei rospi, sono stati responsabili perche' sapevano che dovevamo raggiungere la ragione stessa della nostra esistenza: il federalismo, la devoluzione. Ma questa del super partito, noi e Berlusconi, no. Sarebbe troppo'".
Bossi restera' a fare il segretario della Lega Nord: "La gente vuole che rimanga - spiega - Non ho delfini che possono prendere il mio posto. La Lega l'ho fondata io e io rimango al timone". Sull'amnistia di dice d'accordo con Mastella, mentre sul presidente Napolitano afferma: "Con Napolitano sul Colle non ho nessun motivo per cui essere preoccupato". (AGI) Alf 051034 GIU 06 .
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