interessante segnalare che molti integralisti del sud del Brasile erano italo-brasiliani.
Anche nelle remote terre del sud america il cuore degli italiani batteva per il fascismo...![]()


interessante segnalare che molti integralisti del sud del Brasile erano italo-brasiliani.
Anche nelle remote terre del sud america il cuore degli italiani batteva per il fascismo...![]()


Fonte: "Mussolini il Duce-Gli anni del consenso" di Renzo De Felice; Appendice: I movimenti fascisti del mondo (scritto nel 1934)Originariamente Scritto da Giò91
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Brasile
Anteriore agli attuali movimenti, fu il cosiddetto "tenentismo" di origine regionale che ha condiviso il potere dal 1930 in poi coi vecchi partiti. Si tratta di un movimento che s'ispirava a stati d'animo fascisti, ma che era ben lontano dall'essere un'imitazione del Fascismo.
Oggi i partiti fascisti del Brasile sono due: uno fa capo a Rio de Janeiro e chiamasi Partito Nazionale Fascista, sotto la guida del Sig. Fabrinho (Accao Social Brasileira); l'altro agisce particolarmente a San Paolo (Accao Integralista Brasileira).
A quest'ultimo appartiene anche il Prof. Gustavo Barroso che ne è l'esponente più colto ed apprezzato.
Fra i due movimenti si delinea e prende sviluppo un antagonismo: il movimento di Rio vorrebbe le masse, quello di San Paolo cerca di attirare gli intellettuali.
Il governo provvisorio è indeciso: Getulio Vargas e i conservatori al governo sono favorevoli agli intellettuali perchè gli ritengono innocui; Osvaldo Aranha e Joao Alberto favoriscono Salgado ritenendolo più capace ed energico: ambedue i movimenti si ispirano largamente al Fascismo.
La maggior parte degli aderenti ad ambedue i movimenti è reclutata tra i figli di Italiani, cosicchè i due Fascismi brasiliani sono impegnati di spirito, di nome e di sangue italiani. Centodieci giornalisti hanno firmato un manifesto agli intellettuali in nome dell'Azione Sociale Brasiliana preconizzando l'avvento di un Fascismo nella naione disciplinata, prospera e moralmente risanata.
L'azione integralista del Salgado invece rimprovera ai partiti anti-operai di camuffarsi da fascisti, si definisce "corrente rivoluzionaria", e dichiara di "avere molta affinità con la dottrina fascista", di "garantire le libertà umane cui non si potrebbe rinunciare per dignità dell'uomo", pronunciandosi "contraria alla trasformazione dell'Azione Sociale in una questione di polizia".
L'integralismo vuol essere "il regime degli operai e degli intellettuali uniti contro politicanti e politici".
Altro capo oltre il Salgado, è Madeira Freitas il quale ha detto che integralismo significa: "trasformazione totale della mentalità politica" dalla rivoluzione del 1930 oggi arrestata e che bisogna continuare.
I Fascisti integralisti usano la camicia verde oliva e la considerano istituzione "garibaldina". A questo partito che si può dire sia nato a Roma, sembra riservato il maggiore avvenire, ma il Capo non ha grandi qualità ed il programma è la cattiva copia del Fascismo italiano.
Il partito s'è astenuto dalle ultime elezioni. Combatte l'influenza del clero ma afferma i valori religiosi. Ha pochi tesserati, forse 2000, ma molti aderenti spirituali nella gioventù, che però è dispersa e di mediocre valore. L'integralismo non potrà trasformarsi in vero Fascismo se prima non riuscirà ad unificare lo spirito nazionale.
La tipica istituzione italiana della Milizia viene invocata da più parti del Brasile, ove si sostiene la necessità di creare, ad esempio, una "Milizia federale della strada".
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Mi scuso personalmente per eventuali errori di trascrizione, ma ho copiato dal libro il più velocemente possibile![]()
Bellissimo il thread.
Ps: quando ho letto "camicie verdi ho pensato ai volontari leghisti"![]()
Molto interessante Felix. Mi incuriosisce molto un aspetto di questo movimento; riprendo un tuo precedente intervento:
Per capire la loro concezione della "brasilianidade" bisogna calarsi nella realtà del continente, dove le nazioni prendono avvio dalle colonie europee con una conformazione etnico-razziale mista. La nazione brasiliana emerge nel XIX secolo come meticcia, pur aspirando a "sbiancarsi", ovvero a potenziare la componente europea.
L'ispirazione degli "integralisti" (il nome del movimento delle camicie verdi) era in questa particolare identità nazionale, con base meticcia ma aspirante a rafforzare l'elemento bianco.Quindi il movimento "integralista" riprendeva alcuni motivi tipici della cultura coloniale sudamericana, ovvero quello dello "sbiancarsi" come forma di avanzamento individuale, concretizzato nelle decine e decine di "categorie" in cui un individuo poteva venire classificato (mulatto, meticcio, cuarterón, etc. etc.).il movimento fascista delle "camicie verdi" di Plinio Salgado in Brasile aveva accettato come base la "brasilianità", ovvero un'identità nazionale meticcia, anche se essenzialmente bianca. Mi pare un concetto che meglio si adatta a nazioni che dalla loro fondazione e strutturalmente sono ibride.
I modelli meticci in America Latina per noi europei vanno benissimo, tanto mantengono l'europa e la razza bianca come punto di riferimento. Quello che non si può tollerare è un movimento che escluda esplicitamente i bianchi, con base negli indios (ande) o i negri (caraibi).
Però una domanda mi sorge spontanea: come si giudicavano tra loro compagni di partito più o meno europei? Un brasiliano di piena origine italiana o tedesca come valutava un camerata con sangue indio o africano? Lo giudicava uguale ma riteneva inappropriato che sua figlia sposasse suo figlio?
Poscritto: le domande potranno sembrare sciocche, ma siccome la mia conoscenza della società e della storia sudamericane è più nozionistica che sostanziale, mi sorgono molti dubbi e curiosità.


Bella la bandiera col sigma!
grazie Felix. questo è un argomento molto interessante.
sopratutto è interessante questa loro volontà di rafforzare l'elemento bianco pur partendo da una base meticcia.
interessanti anche i quesiti di Alvise sui rapporti tra i "bianchi" e i "meno bianchi" all'interno di questo movimento.
Ringrazio di cuore il camerata Felix. Neanche io li conoscevo.
Rendo onore al movimento integralista Brasiliano, per la sua natura rivoluzionaria e battagliera.
Essendo un fascismo sociale e rivoluzionario come tanti altri, merita un approfondimento.
Sapete, non vorrei dire una cretinata, ma tempo fa una mia vecchia fidanzata guardava una telenovela brasiliana ambientata negli anni '40 (ricordo infatti che mi chiese con chi si schierò il Brasile nella II GM), e se non erro uno dei personaggi era un "integralista"...
Originariamente Scritto da Felix
che mi risulti molti lo sono ancora o sono passati al nazional-socialismo
in chiave brasiliana, specie nel Rio Grande do Sul.
Bell'avatar...Originariamente Scritto da El Venexian
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