Il voto degli over 64
Uno degli elementi che ha caratterizzato le recenti elezioni politiche 2006 è stato il recupero di Forza Italia rispetto alle europee 2004 e alle regionali 2005: nei sondaggi pubblicati nei primi due mesi di quest’anno il partito di Berlusconi sembrava destinato ad andare sotto la quota anche psicologica del 20% confermando il trend negativo che lo aveva visto scendere due anni fa al 21% e poi l’anno scorso al 18,9% nelle 14 regioni andate al voto; questo dato pareva confermato anche da un’analisi dei flussi rispetto al votato 2001 che evidenziavano un forte passaggio di voti da FI ad AN e all’UDC. Un’incognita rimaneva il voto degli indecisi che avrebbe potuto essere determinante ma questi risultavano collocati all’incirca per metà al centrodestra e per metà al centrosinistra. Nelle prime 2 settimane di marzo di quest’anno era stata segnalata, sia da SWG che da altri istituti di sondaggio, una ripresa di FI ai danni degli altri partiti della coalizione di centrodestra ma molti esperti consideravano tale tendenza non tale da contribuire ad un recupero della Cdl; il distacco infatti tra i due schieramenti sembrava comunque ancora abbastanza netto ed ancorato attorno al 4-5%. A pochi giorni dal voto, i sondaggi che per legge non potevano essere più pubblicati, ma che erano conosciuti dagli addetti ai lavori, davano sostanzialmente invariato il distacco. Quali fattori hanno allora contribuito alla conferma di Forza Italia come primo partito e alla sostanziale parità tra i due schieramenti?
Il primo fattore è stato la larga partecipazione al voto; l’affluenza dell’83,6% a livello nazionale era difficilmente pronosticabile visto che si poteva presumere che una parte dei delusi del centrodestra non sarebbe andata a votare; come si è visto negli ultimi anni tale fattore sfavorisce il centrosinistra il cui elettorato ha una maggiore spinta partecipativa e dimostra la sua forza soprattutto nelle elezioni locali ed amministrative. Il secondo fattore è stato la mancanza di sfondamento del centrosinistra al nord; in particolare Lombardia e Veneto si sono confermate roccaforti della Casa delle Libertà con un distacco tra i due schieramenti che si è ampliato rispetto alle regionali dell’anno scorso. Il terzo fattore è stato il voto degli over 64: spostare il dibattito politico su temi come la tassa di successione, l’aumento delle pensioni o l’abolizione dell’ICI ha determinato un consolidamento del voto degli anziani che già avevano votato Berlusconi nel 2001.
Nella tabella abbiamo una stima del voto che è stato espresso dagli ultrasessantaquattrenni.
Elezioni Politiche 2006 -
Camera dei Deputati
Totale
Stima voto
over 64 anni
differenza col dato medio
Ulivo
31,3%
30,5%
-0,8%
La Rosa nel Pugno
2,6%
1,4%
1,2%
Rifondazione Comunista
5,8%
3,3%
-2,5%
Lista di Pietro
2,3%
2,8%
0,5%
Comunisti Italiani
2,3%
1,7%
-0,6%
Verdi
2,1%
0,5%
-1,5%
Popolari UDEUR
1,4%
0,8%
-0,6%
altre centrosinistra
2,0%
3,3%
1,3%
CENTROSINISTRA
49,8%
44,4%
-5,4%
Forza Italia
23,7%
31,9%
8,2%
UDC
6,8%
7,2%
0,4%
Alleanza nazionale
12,3%
10,2%
-2,2%
Lega Nord + Mpa
4,6%
3,9%
-0,7%
Fiamma Tricolore/Alt.Soc
1,3%
0,9%
-0,4%
Nuovo PSI + Dc0,7%
0,8%
0,0%
altri centrodestra
0,3%
0,5%
0,2%
CENTRODESTRA
49,7%
55,2%
5,5
altro
0,5%
0,4%
0,0%
non voto(%sul totale elettori)
19,1%
20,0%
0,9%
in verde i partiti votati in proporzione più dagli over 64 rispetto al dato medio (min 0,5)
Come è evidenziato dalla tabella, quasi un anziano su tre ha votato Forza Italia e la coalizione di centrodestra tra gli ultrasessantaquattrenni si è assestata attorno al 55%; rispetto al dato nazionale perdono soprattutto Rifondazione Comunista, Alleanza Nazionale, i Verdi e la Rosa nel Pugno; nel centrosinistra consegue un risultato migliore la Lista di Pietro e il Partito Pensionati che è compreso nella voce “altre centrosinistra”.
Quali sono i motivi del maggior consenso Da questo dato sul voto degli anziani, emerge l’incapacità dell’Unione di presentarsi come moderno partito laburista, difensore dei lavoratori e dei pensionati ed in generale delle fasce della popolazione più deboli, le quali, di sicuro, non avrebbero alcun interesse allo sviluppo di una politica liberista che punta allo sgretolamento del welfare.
Berlusconi al contrario, è riuscito nuovamente a convincere una certa parte degli italiani che il proprio governo ha aumentato le pensioni e ha saputo, nonostante un periodo di crisi a livello mondiale, far riprendere il motore dell’economia e lo sviluppo delle grandi opere.
Scritto da Massimo Orbach




Rispondi Citando
quando c'è emilio fede ........cosa pretendete ???
