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Discussione: Il governo...

  1. #51
    memoria storica di PoL
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    Cool ... a casa gli incapaci!...



    Ragazzi
    oggi ne salta fuori una che è a dir poco ‘megagalattica’. Il tipo che vedete qua sopra deve essere annoverato come il pericolo più grave per la sicurezza pubblica attualmente [speriamo ancora per poco… ] a piede libero. Anziché tagliare sulle spese della pubblica amministrazione mandando a lavorare nei campi [per esempio…] qualcuna delle 14-mila guardie forestali in esubero della Calabria, sapete dove invece a deciso di ‘tagliare’?… sugli stanziamenti per i vigili del fuoco… sì avete capito bene!…

    Da Il Giornale

    Anche la sinistra ora parla di ‘stangata’

    di Redazione


    Roma - Quaranta miliardi di euro sono una stangata pazzesca: dobbiamo discutere con la Ue sui tempi di rientro del deficit, che dovremmo spalmare su due Finanziarie, perché una sola porterebbe inevitabilmente al taglio della spesa sociale...'. Paolo Ferrero, il ministro della solidarietà sociale che per non votare il Dpef ha 'saltato' la riunione di governo a palazzo Chigi, continua a pungere sul fianco sinistro di Romano Prodi. 'Abbiamo un Dpef giudicato positivamente dalla Confindustria e negativamente dai sindacati. Ho fatto bene a esprimere un giudizio critico...', spiega. E dalle colonne di Liberazione Alfonso Gianni chiede di mantenere stabile il debito pubblico al 107,7%, anziché portarlo sotto il 100% nel 2011. Così si eviterebbero, spiega, 'lacrime e sangue'. Anche un ministro assai più moderato di Ferrero, il titolare del Viminale Giuliano Amato, ha qualcosa da dire sui tagli al comparto sicurezza previsti dalla manovra-bis: 'Non sarei io a dolermi di alcune correzioni - dice - non possiamo mettere, ad esempio, i vigili del fuoco nelle condizioni di non poter far funzionare il loro servizio...'. Il decreto Bersani taglia 5 milioni di euro quest'anno ai vigili del fuoco e 15 milioni per ciascuno dei tre anni 2007 2008 e 2009. Le critiche non riguardano solo il merito, ma anche il metodo. Nel corso di una riunione alla Camera, i capigruppo della maggioranza hanno chiesto al governo 'modalità diverse' nell'assunzione di decisioni importanti, come il decreto Bersani o il Dpef. Verdi, comunisti, rifondatori e rosapugnisti hanno fatto proprie le critiche espresse dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che aveva parlato di 'Dpef uscito da nottate in consiglio dei ministri', senza dibattito nella maggioranza. Oliviero Diliberto chiede esplicitamente a Prodi di discutere la Finanziaria prima che venga presentata in Parlamento, e suggerisce al premier di coinvolgere di più il suo partito nelle scelte di politica economica 'per evitare che il governo si logori'. Dpef e decreto Bersani approderanno nell'aula di palazzo Madama l'ultima settimana di luglio. Il presidente del Senato Franco Marini ha concesso 16 ore di discussione sul decreto Bersani [che contiene anche la manovrina-bis] e 12 ore per il documento di programmazione economica. Tempi troppo ristretti, lamenta il centrodestra...



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #52
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    Governo a rischio
    Se la maggioranza sbanda Prodi ne tragga le conseguenze

    Il primo passo politico che il Pri riconobbe valido per fare di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini degli interlocutori credibili ed autorevoli, fu il sostegno dato dai loro partiti, allora all'opposizione, alla scelta del governo D'Alema di sostenere la missione militare italiana in Kosovo. Quella italiana in Kosovo era un'azione di guerra utile a salvaguardare il diritto di un popolo minacciato di genocidio dalla follia di purificazione etnica della Serbia di Milosevich. Non c'era mandato Onu, ovviamente, e i jet italiani bombardarono Belgrado: sarebbe stato facile per l'opposizione mettersi a gridare in difesa della pace e quant'altro.

    Sommessamente e responsabilmente, Berlusconi e Fini compresero l'impegno atlantico del governo D'Alema e lo sostennero, proprio mentre una parte, seppur residua, della maggioranza di centrosinistra andava a stringere le mani al dittatore di Belgrado.

    Quella scelta di Forza Italia e di Alleanza nazionale, di non sfruttare le divisioni dell'avversario, ma di concorrere ad una scelta giusta compiuta dal nostro paese conformemente alle scelte dell'alleanza internazionale di cui fa parte, fu da noi profondamente apprezzata e contribuì in maniera dirimente ai rapporti che iniziarono fra quei partiti ed il nostro.

    In base a questo precedente, egualmente abbiamo incoraggiato Forza Italia ed Alleanza nazionale a prendere la stessa strada di allora nel caso della missione in Afghanistan. Perché, anche se il dissenso nell'attuale governo ci pare più vasto di quello del 1999 ed i numeri di cui dispone questa maggioranza sono molto più risicati rispetto a quella che vinse le elezioni nel ‘94, è anche vero che l'impegno italiano in Afghanistan è stato fissato dal governo Berlusconi e non può essere deluso dallo stesso Berlusconi capo dell'opposizione. E' importante che il governo Prodi, attraverso il suo ministro degli Esteri ed il suo ministro della Difesa, sia consapevole di dover rispettare in Afghanistan la politica del governo precedente: siano dunque altri, semmai, a sottrarsi a questa responsabilità. Non la CdL. Per questo ci hanno fatto piacere - e sono tali da rimanerne pienamente soddisfatti - le parole del presidente Berlusconi a riguardo, convinti come siamo che sia questa la strada giusta. Se poi la maggioranza mostrerà qualche sbandamento, ha fatto bene il ministro D'Alema ad avvisare che dovrà trarne tutte le conseguenze.

    Roma, 12 luglio 2006



    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


  3. #53
    Padania libera dai padioti
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    Citazione Originariamente Scritto da Fecia di Cossato


    Ragazzi
    oggi ne salta fuori una che è a dir poco ‘megagalattica’. Il tipo che vedete qua sopra deve essere annoverato come il pericolo più grave per la sicurezza pubblica attualmente [speriamo ancora per poco… ] a piede libero. Anziché tagliare sulle spese della pubblica amministrazione mandando a lavorare nei campi [per esempio…] qualcuna delle 14-mila guardie forestali in esubero della Calabria, sapete dove invece a deciso di ‘tagliare’?… sugli stanziamenti per i vigili del fuoco… sì avete capito bene!…

    Da Il Giornale

    Anche la sinistra ora parla di ‘stangata’

    di Redazione


    Roma - Quaranta miliardi di euro sono una stangata pazzesca: dobbiamo discutere con la Ue sui tempi di rientro del deficit, che dovremmo spalmare su due Finanziarie, perché una sola porterebbe inevitabilmente al taglio della spesa sociale...'. Paolo Ferrero, il ministro della solidarietà sociale che per non votare il Dpef ha 'saltato' la riunione di governo a palazzo Chigi, continua a pungere sul fianco sinistro di Romano Prodi. 'Abbiamo un Dpef giudicato positivamente dalla Confindustria e negativamente dai sindacati. Ho fatto bene a esprimere un giudizio critico...', spiega. E dalle colonne di Liberazione Alfonso Gianni chiede di mantenere stabile il debito pubblico al 107,7%, anziché portarlo sotto il 100% nel 2011. Così si eviterebbero, spiega, 'lacrime e sangue'. Anche un ministro assai più moderato di Ferrero, il titolare del Viminale Giuliano Amato, ha qualcosa da dire sui tagli al comparto sicurezza previsti dalla manovra-bis: 'Non sarei io a dolermi di alcune correzioni - dice - non possiamo mettere, ad esempio, i vigili del fuoco nelle condizioni di non poter far funzionare il loro servizio...'. Il decreto Bersani taglia 5 milioni di euro quest'anno ai vigili del fuoco e 15 milioni per ciascuno dei tre anni 2007 2008 e 2009. Le critiche non riguardano solo il merito, ma anche il metodo. Nel corso di una riunione alla Camera, i capigruppo della maggioranza hanno chiesto al governo 'modalità diverse' nell'assunzione di decisioni importanti, come il decreto Bersani o il Dpef. Verdi, comunisti, rifondatori e rosapugnisti hanno fatto proprie le critiche espresse dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che aveva parlato di 'Dpef uscito da nottate in consiglio dei ministri', senza dibattito nella maggioranza. Oliviero Diliberto chiede esplicitamente a Prodi di discutere la Finanziaria prima che venga presentata in Parlamento, e suggerisce al premier di coinvolgere di più il suo partito nelle scelte di politica economica 'per evitare che il governo si logori'. Dpef e decreto Bersani approderanno nell'aula di palazzo Madama l'ultima settimana di luglio. Il presidente del Senato Franco Marini ha concesso 16 ore di discussione sul decreto Bersani [che contiene anche la manovrina-bis] e 12 ore per il documento di programmazione economica. Tempi troppo ristretti, lamenta il centrodestra...



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    Quest' uomo ha davvero ben presenti le priorità

  4. #54
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    Cool ... violazione dei diritti garantiti ai cittadini dalla Costituzione...

    Tre comunicati emessi oggi da Ansa...

    Taxi, ancora proteste in tutta Italia

    14/07/2006 10:05 - ANSA

    Servizio fermo a Roma, Napoli e Genova dopo stop trattativa

    [ANSA] - Fiumicino [Roma], 14 lug - Taxi fermi nelle principali citta' dopo la rottura, la scorsa notte, della trattativa sul cumulo delle licenze. A Fiumicino, i passeggeri sono costretti a ripiegare sui treni. Intanto continua il presidio a piazza Venezia. Disagi anche a Genova, dove i tassisti hanno sospeso in modo spontaneo il servizio e si radunano all'aeroporto Colombo. A Napoli, presidio in piazza del Plebiscito, disagi all'aeroporto di Capodichino, fuori le stazioni ed al porto.


    Taxi: Bersani, categorie non sono padrone delle citta'

    14/07/2006 128 - ANSA

    Codacons, revocare licenze a chi interrompe servizio

    [ANSA]-Roma,14 lug.-Le categorie non sono le padrone delle citta'. Questa, si apprende da fonti del ministero, l'osservazione di Bersani sulla protesta dei tassisti. Sulle agitazioni odierne dei tassisti interviene anche il Codacons, che chiede 'alla polizia municipale delle citta' coinvolte di mobilitarsi per individuare i singoli taxi che hanno interrotto il servizio all'utenza, e fare rapporto al comune di riferimento, affinche' predisponga la revoca della licenza nei confronti dei tassisti responsabili'.


    Taxi, Letta: inaccettabile blocco del traffico

    14/07/2006 13:41 - ANSA

    'Il governo interverra' per garantire mobilita' e servizio'

    [ANSA] - Roma, 14 lug - Il governo giudica 'inaccettabile il blocco del traffico e di alcuni aeroporti' causato dalle proteste dei tassisti. Cosi' il sottosegretario alla presidenza del consiglio Letta. Il governo si riserva 'di assumere nelle prossime ore ogni decisione che possa essere utile a salvaguardare il diritto dei cittadini alla mobilita' ed al rispetto del servizio pubblico'. Per Alemanno, la rottura delle trattative e' dovuta 'all'atteggiamento ambiguo tenuto da parte del governo'.

    Non mi pare ci sia dubbio. Il governo sta negando ad una categoria di cittadini il diritto di sciopero quale unico strumento per la tutela del proprio lavoro, diritto sancito inequivocabilmente dalla Costituzione...



    ... avanti così ragazzi!!!... boia chi molla!!!...



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #55
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    GOVERNO/ LA MALFA: NO ALLARGAMENTI, PENSARE A SOLUZIONI LARGHE
    Pri si muoverà per cucire con forze dell'una e dell'altra parte

    Roma, 20 lug. (Apcom) - Non ci sono le condizioni per un allargamento della maggioranza, occorre invece pensare a soluzioni larghe. Lo dice a Radio Radicale Giorgio La Malfa.

    "Io ho indicato al Partito Repubblicano la necessità di muoversi, cioè di riprendere un collegamento - spiega La Malfa - come Partito Repubblicano dobbiamo cucire con le forze dell'una e dell'altra parte che hanno un sentire comune, siamo d'accordo con Capezzone per incontrarci nei prossimi giorni, mi fa piacere poter parlare con gli esponenti della maggioranza con cui possono esserci posizioni comuni".

    Ma perché? Per passare dall'altra parte? "Ovviamente no, i numeri di questa legislatura - aggiunge - sono tali che non esiste l'allargamento della maggioranza. Per compensare gli effetti che io considero negativi della presenza della sinistra radicale nella coalizione di maggioranza occorrono settanta o ottanta deputati, che non li ha né purtroppo il Partito Repubblicano, né l'Udc. Ce li ha Forza Italia, quindi bisogna pensare a soluzioni larghe, non si tratta di aggiungere un'altra voce a quella di Capezzone, ma si tratta invece di vedere se non si possa creare un ambiente più favorevole a Capezzone e a me e che si deve basare necessariamente su grandi forze politiche".

    tratto da
    http://notizie.alice.it/notizie/sear...788&mod=foglia

  6. #56
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    Luce rossa per Prodi
    Inadeguata la politica estera, arretrano le liberalizzazioni

    Abbiamo letto con l'attenzione che merita il resoconto del colloquio del presidente del Consiglio Romano Prodi al "Corriere della Sera". Il presidente Prodi è anche apprezzabile quando annuncia di volere tenere il punto sulle riforme, cominciando dalle liberalizzazioni.



    L'editoriale del professor Monti ha avuto il suo effetto e il presidente del Consiglio si dice pronto ad alzare la posta in gioco, non certo le mani. Ci dispiace che l'impressione avuta sulla vicenda dei tassisti, non solo da noi, ma anche da numerosi e importanti esponenti della maggioranza e del governo, sia stata l'esatto contrario. Il professor Prodi ci rimanda a leggere il testo del documento, noi stessi lo rinviamo all'attuazione del medesimo ed attendiamo di capire come si chiuderà ora la vicenda con avvocati e farmacisti.

    Ci è parso di capire, nel corso dell'intervista, che le questioni relative al decreto Bersani assumessero una rilevanza principale per il presidente del Consiglio, e quindi non dubitiamo che egli davvero voglia dare una scossa salutare al Paese attraverso strumenti adeguati. La realizzazione dei buoni propositi di Prodi è però complessa e controversa, e non ci pare muoversi nella direzione indicata dal presidente del Consiglio. Se prendiamo volentieri atto che il presidente del Consiglio sul caso Pollari non ha la visione distruttiva ed irresponsabile di parte cospicua della sua maggioranza, siamo sbalorditi - e non è una novità - per l'impostazione dei problemi internazionali, che oggi sono gravissimi e richiederebbero un'assunzione di responsabilità coraggiosa che non c'è. Tralasciamo la questione irachena che il professore ritiene alla base del suo successo elettorale * un successo le cui dimensioni sono davanti agli occhi di tutti e che non vale nemmeno più di stare a discutere. Vorremmo sperare che davvero gli Stati Uniti avessero preso atto della decisione italiana nella regione, così come Prodi riferisce: sinceramente abbiamo più di un dubbio a proposito. Ma il problema evidente è l'idea del presidente del Consiglio di un ruolo facilitatore dell'Italia in Medioriente. Dopo aver ascoltato la tesi del ministro degli Esteri sull'equivicinanza, abbiamo compreso che è dunque proprio il governo, nella sua struttura portante, inadeguato alla valutazione della situazione internazionale. Ma come può l'Italia pensare davvero di poter svolgere un ruolo di intermediazione tale da facilitare i rapporti fra Stati che ormai sono in guerra fra loro, e non certo perché sono soggetti incoscienti che abbiano bisogno di assistenza. Noi potremmo capire - al limite - un ruolo "facilitatore" dell'Italia nei confronti dell'Iran, volto a spiegare a quel regime che non vi è ragione di distruggere Israele, come non vi è ragione di provocare la reazione della comunità internazionale perseguendo la via nucleare. Ma se Prodi intende spiegare al governo israeliano che può convivere tranquillamente con chi lo minaccia e lo aggredisce, sbaglia profondamente.

    Convinca Hamas, convinca l'Iran, se può, a riconoscere e rispettare soprattutto il diritto di esistenza di Israele. Il presidente Prodi fa purtroppo il paio con D'Alema, incapace com'è di solidarizzare con lo State ebraico, preferendo collocare Israele sullo stesso piano di Iran, Hamas e perfino Hezbollah. Questo per noi è inaccettabile sotto ogni punto di vista.

    Concludiamo con la parte più strettamente politica che non poco deve preoccupare il presidente del Consiglio, visto che persino a Palazzo Chigi si parla della necessità di allargare la maggioranza. Su questo tasto ci pare di capire che il presidente Prodi non ci senta. Arriva persino a dire che "la maggioranza esigua è più sexy". Davvero abbiamo difficoltà a capire cosa voglia dire, o l'umorismo che sottende questa battuta. Si capisce invece che egli, piuttosto che modificare l'attuale coalizione, preferisca tornare al voto, con buona pace delle riforme che pure vorrebbe compiere e che forse soltanto uno spostamento politico rilevante della maggioranza potrebbe fare. Su questa base può essere che si voti presto o che, prima ancora, si cerchi, al di fuori di Prodi, una soluzione di quei problemi che egli affronta con battute di spirito.

    Roma, 21 luglio 2006

    tratto dal sito del Partito Repubblicano
    http://www.pri.it


 

 
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