Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: DS a Testaccio

  1. #1
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    Predefinito DS a Testaccio

    Ieri sera ho voluto dare una mano ai compagni di via Zabaglia. Impegnati nel referendum, evidentemente non sono particolarmente avvezzi alle motivazioni a mezzo messaggi pubblicitari. Dietro mio consiglio esporranno un cartellone un pochino lunghetto, con l'invito a votare NO, seguito giorno dopo giorno da messaggi più sintetici:
    1) (Immagine del nano) e la domanda: GLEILA DARESTI LA REPUBBLICA ITALIANA? NOI NO!
    2) (immagine di Calderoli) e la scritta: LUI SCRIVE "PORCATE": NOI NO!
    3) (poliziotti schierati) LE VUOI 20 POLIZIE? NOI NO!
    4) (letti d'ospedale) LE VUOI 20 SANITA' DIVERSE? NOI NO!

    E così via.

    Ovviamente hanno aderito, con l'entusiasmo di sempre. Volutamente ho evitato di suggerire la domanda principale, quella decisiva. E' un po' complessa, comprensibile solo per chi ha letto la legge e sa qualcosa di diritto costituzionale e comparato. Domanda che qui propongo:

    CI HAI CAPITO UN CACCHIO SULL'ASSETTO ISTITUZIONALE PROPOSTO DA QUESTA NUOVA COSTITUZIONE? NOI NO!

    Informauro

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da informauro
    Ieri sera ho voluto dare una mano ai compagni di via Zabaglia. Impegnati nel referendum, evidentemente non sono particolarmente avvezzi alle motivazioni a mezzo messaggi pubblicitari. Dietro mio consiglio esporranno un cartellone un pochino lunghetto, con l'invito a votare NO, seguito giorno dopo giorno da messaggi più sintetici:
    1) (Immagine del nano) e la domanda: GLEILA DARESTI LA REPUBBLICA ITALIANA? NOI NO!
    2) (immagine di Calderoli) e la scritta: LUI SCRIVE "PORCATE": NOI NO!
    3) (poliziotti schierati) LE VUOI 20 POLIZIE? NOI NO!
    4) (letti d'ospedale) LE VUOI 20 SANITA' DIVERSE? NOI NO!

    E così via.

    Ovviamente hanno aderito, con l'entusiasmo di sempre. Volutamente ho evitato di suggerire la domanda principale, quella decisiva. E' un po' complessa, comprensibile solo per chi ha letto la legge e sa qualcosa di diritto costituzionale e comparato. Domanda che qui propongo:

    CI HAI CAPITO UN CACCHIO SULL'ASSETTO ISTITUZIONALE PROPOSTO DA QUESTA NUOVA COSTITUZIONE? NOI NO!

    Informauro
    Però io credo che l'ultima domanda sia molto efficace. In effetti la nuova costituzione presenta aspetti che la rendono grottescamente unica nel panorama del costituzionalismo moderno. Una specie di ircocervo.
    Credo che sottolinearlo spingerebbe molti incerti a votare "no" e molti certi del "sì" ad astenersi.

  3. #3
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    Lo slogan vincente è uno e uno solo.

    "Cosa diciamo a chi vuol dividere l'Italia? NO".

    Perché non vedo ancora manifesti con questa semplice ed efficare domanda?

  4. #4
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da chessmate
    Lo slogan vincente è uno e uno solo.

    "Cosa diciamo a chi vuol dividere l'Italia? NO".

    Perché non vedo ancora manifesti con questa semplice ed efficare domanda?
    Perchè la "devolution" è sostanzialmente la riforma Bassanini...

  5. #5
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    Non è proprio così. E comunque come slogan va bene. Poi, sul discorso della coerenza politica e sulle riforme da fare, ne parliamo dopo il 26 giugno...

  6. #6
    schifato
    Ospite

    Predefinito Per Tutti I Male Informati:

    Ecco I Contenuti Della Riforma In Modo Schematico E Di Facile Comprensione.
    ECCO LA RIFORMA ED IL SUO CONTENUTO IN MODO MOLTO SCHEMATICO E COMPRENSIBILE.
    AL REFERENDUM DEL 25/26 GIUGNO VOTA SI !
    ECCO PERCHE' E' GIUSTO VOTARE E VOTARE SI:


    Meno deputati e Senato delle Regioni ( quindi meno spreco di denaro pubblico) ecco come sarà l’Italia federalista
    Lo Stato continuerà ad avere prerogative generali su sicurezza scuola e sanità


    Come cambiano la forma di Stato e la forma di governo?

    La riforma costituzionale inciderà profondamente sulla forma di Stato, con il passaggio allo Stato federale (devoluzione), e sulla forma di governo, con il rafforzamento dei poteri del governo e del premier (premierato). Si tratta di una riforma organica che corregge gli squilibri creati dalla parziale riforma del Titolo V della Costituzione approvata dal centrosinistra alla fine della scorsa legislatura e che ha moltiplicato I conflitti tra Stato e Regioni sui quali decide la Corte costituzionale.

    A quali esigenze storiche risponde la riforma?

    Il passaggio al federalismo è una necessità conseguente alla globalizzazione, alla fine della Guerra fredda, all’avanzamento del processo di integrazione europea che ha ridotto I poteri dello Stato centrale e ha valorizzato le strutture territoriali all’interno degli Stati. L’aumento dei poteri del governo era una esigenza già affrontata dai precedenti tentativi di riforma costituzionale con la Commissione Bozzi (1983), con la Commissione De Mita-Iotti (1993) e con la Commissione bicamerale presieduta da D’Alema (1997). Con questa riforma, le istituzioni italiane saranno ora più simili a quelle dei Paesi democratici più avanzati.

    Quali campi ha toccato la riforma?

    La riforma di 55 articoli della Costituzione riguardano principalmente la devoluzione, la fine del bicameralismo perfetto, il premierato, modifiche alle funzioni del capo dello Stato, il nuovo meccanismo di elezione della Corte costituzionale.

    Cos'è la devoluzione?

    «Devoluzione» significa che alle Regioni è attribuita una competenza legislativa esclusiva sulle materie che queste possono gestire meglio dal punto di vista organizzativo e finanziario. Le Regioni quindi emaneranno leggi relativamente a sanità, scuola e polizia amministrativa e locale, tenendo in considerazione le necessità della gente che riceve materialmente tali servizi.(SUL TIPO DI TRENTO)

    Come è stato il federalismo del centrosinistra?

    Il federalismo del centrosinistra, approvato pochi giorni prima della fine della scorsa legislatura, ha generato un sovraccarico di competenze agli enti locali, senza un’adeguata copertura finanziaria, e una accresciuta conflittualità tra Stato e Regioni. I dissesti causati da questa riforma zoppicante hanno fatto aumentare la spesa locale del 2-4% e quindi anche la pressione fiscale locale.

    Come è la devoluzione del centrodestra?

    La devoluzione approvata dalla Casa delle libertà, precisando il numero delle competenze delle Regioni, limita la duplicazione dei costi tra Stato ed enti locali, garantendo una maggiore trasparenza e una gestione più coerente del denaro pubblico. Il principio di sussidiarietà, inoltre, evita I contenziosi e quindi fa risparmiare tempo e denaro.

    Perché la devoluzione?

    Per riparare I guasti della precedente riforma, garantendo un assetto federale moderno e solidale. Moderno, perché il modello federale promuove una migliore gestione organizzativa e finanziaria, come dimostrano tutti I paesi a struttura federale, che vantano uno sviluppo e una crescita più solidi. Solidale, perché il trasferimento del potere decisionale ai livelli più bassi fa sì che nelle materie legate alle specificità territoriali siano a legiferare le istituzioni più vicine ai cittadini.

    La devoluzione mette in pericolo l’unità nazionale?

    La riforma tutela l’unità nazionale garantendo al governo il potere di bloccare le leggi regionali che ritiene vadano contro l’interesse nazionale. L’unità nazionale esce rafforzata dal riconoscimento delle identità regionali quali componenti complementari e fondanti dello Stato nazionale. Nella Costituzione attualmente in vigore non è presente il concetto di «interesse nazionale», che nella nuova formulazione appare per ben tre volte.

    La devoluzione può discriminare le prestazioni tra residenti di diverse Regioni fino a impedire che un cittadino non possa curarsi fuori dalla propria?

    No, perchè in questo caso entrerebbero in gioco I diritti fondamentali dei cittadini e la prerogativa dello Stato nell’assicurare la prevalenza dell’interesse nazionale. Lo Stato continuerà ad assicurare la salute per tutti, come dice la Costituzione. Le Regioni potranno legiferare in maniera esclusiva sull’organizzazione ospedaliera e sull’assistenza sanitaria. Autonomia non significa anarchia ma gestione più razionale del sistema sanitario locale. Secondo il Censis, il 56,3% degli italiani si dichiara a favore di una sanità regionalizzata che potrà essere più attenta ad esigenze locali.

    Ci saranno 20 programmi scolastici per 20 regioni?

    No. Lo Stato assicura l’omogeneità degli studi, mentre le Regioni avranno competenza legislativa sull'organizzazione degli istituti scolastici in base alle esigenze della popolazione del territorio. La scuola sarà più attenta alla cultura regionale che forma il patrimonio straordinario dell’Italia, integrando - e non sostituendo - i programmi nazionali con moduli di insegnamento specifici, preservando in questo modo la lingua e le tradizioni delle singole Regioni.

    Perché l’autonomia sulla polizia amministrativa?

    La riforma non mette in discussione la competenza statale sulla pubblica sicurezza, ma la integra introducendo il concetto di sicurezza urbana e di sicurezza del territorio. All’agente di polizia locale, al vigile urbano, non verrà assegnato solo il compito di elevare multe, ma potrà partecipare pienamente a garantire la sicurezza dei cittadini, dando risposte immediate soprattutto in Regioni con alto tasso di criminalità o di criminalità organizzata.

    L'Italia spaccata a metà?

    Secondo la sinistra, la devoluzione acuirà il divario economico e sociale tra Nord e Sud, lasciando a se stesse le regioni svantaggiate. Mentre fino ad oggi lo Stato centrale non è riuscito a colmare questo divario, la devoluzione sarà la risposta adeguata e innovativa. Essa infatti significa autogoverno, capacità di gestire autonomamente e con cognizione di causa il territorio, restituendo al Sud pari dignità e responsabilizzando direttamente i suoi dirigenti.

    Come viene modificato il processo legislativo?

    L’iter delle leggi sarà diverso a seconda delle materie trattate. Per la materie riservate alla competenza esclusiva dello Stato, la Camera discute e approva le leggi. Il Senato ha 30 giorni di tempo per proporre modifiche. Sarà comunque la Camera a decidere in via definitiva. Per le «materie concorrenti», di competenza sia dello Stato centrale sia delle Regioni, la competenza legislativa primaria spetta al Senato che discute e approva le leggi. Per le materie di competenza esclusiva delle Regioni, saranno queste a discutere e approvare le leggi. Se il governo ritiene che una legge pregiudichi l’interesse nazionale, può bloccarla. Deciderà poi il Parlamento in seduta comune.

    In che cosa consiste il premierato?

    Si rafforzano la legittimazione popolare e i poteri del primo ministro, nonché il bipolarismo perché il primo ministro sarà la persona indicata dal partito o dalla coalizione che ha vinto le elezioni. Di conseguenza, l’insediamento del primo ministro non richiederà più il voto di fiducia della Camera e rispetterà l’indicazione degli elettori, riducendo il ruolo dei partiti. Il premier potrà infine nominare e revocare i ministri.

    Come sarà la nuova Corte costituzionale?

    La Corte costituzionale sarà sempre composta da 15 giudici, ma saliranno da 5 a 7 quelli nominati dal Parlamento: 4 nominati dal Senato e 3 dalla Camera dei deputati: il capo dello Stato e le supreme magistrature ne indicheranno 4 ciascuno. Per i tre anni successivi alla scadenza dell’incarico, i giudici costituzionali non potranno far parte del governo o del Parlamento, né ricoprire incarichi di nomina governativa.

    Cosa significa «fine del bicameralismo perfetto»?

    Attualmente, Camera e Senato sono l’uno il doppione dell’altro, in quanto hanno gli stessi poteri e competenze. Nel momento in cui fu istituito, dopo il ventennio fascista, il bicameralismo perfetto costituiva una garanzia di «ripensamento». Oggi tale sistema risulta anacronistico e la diversificazione delle competenze risponde alle esigenze sia del federalismo sia di snellimento dell’iter legislativo.


    IN TUTTA ITALIA E IN TUTTE LE REGIONI SPECIALMENTE QUELLE DEL SUD E DEL CENTRO ITALIA E' IMPORTANTISSIMO NELL' INTERESSE DI CIASCUN SINGOLO CITTADINO VOTARE E VOTARE " SI " !!
    .................................................. ......................
    In REALTA' I MOTIVI DEL "NO" NON SONO VERI MOTIVI:
    DICONO CHE SI DIVIDE L'ITALIA MA IN REALTA' LA RIFORMA NON PARLA AFFATTO DI DIVISIONI DELL'ITALIA ANZI....PARLA DI "UNITA' NAZIONALE"!

    DICONO QUELLI DEL "NO" CHE SE UN MALATO DEL SUD VUOLE CURARSI AL NORD NON PUO FARLO: ANCHE QUESTO E' FALSO IN QUANTO LA RIFORMA ANZI LASCIA LIBERTA' AL CITTADINO ITALIANO( E NON) DI CURARSI SU TUTTO IL TERRITORIO ITALIANO DOVE GLI PARE MA LE REGIONI "INADEMPIENTI E CON UN SERVIZIO SANITARIO SCARSO..PAGHERANNO LA DEGENZA E LE CURE DEL LORO CORREGIONALE COSTRETTO A FARSI CURARE FUORI REGIONE
    A CAUSA DELLA INEFFICIENZA DELL' AMMINISTRAZIONE REGIONALE A CUI APPARTIENE!


    DICONO ANCORA QUELLI DEL "NO" CHE IN MERITO ALL' ISTRUZIONE ..
    OGNI REGIONE AVRA' UN CICLO DI STUDI E MATERIE DI STUDIO TOTALMENTE DIFFERENTI: E' FALSO ANCHE QUESTO!!
    LA RIFORMA NON ALTERA AFFATTO L'ISTRUZIONE CHE, COME LA SANITA', RESTA UGUALE IN TUTTA ITALIA E PER TUTTI I CITTADINI!!!
    VIENE ALTRESI', A FACOLTA' DELLE SINGOLE REGIONI(FACOLTATIVO)
    AGGIUNTA UNA MATERIA ATTA ALL' APPROFONDIMENTO E CONOSCENZA DELLA PROPRIA REGIONE,DELLA SUA STORIA E DEL SUO FOLCKLORE!

    IN REALTA' I VERI MOTIVI DEL "NO" SONO ALTRI...E MOLTO SEMPLICEMENTE VI SONO POLITICI...CHE NON VOGLIONO SI RIDUCA IL NUMERO DEI PARLAMENTARI...PER PROPRI INTERESSI DI "POLTRONE"
    MA CONTRO L'INTERESSE DEI CITTADINI! PERCHE' L'INTERESSE DEI CITTADINI E' RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI( OGGI OLTRE 900) RIDUCENDO QUINDI LE SPESE DELLE STATO...E TALI SOLDI (TANTISSIMI) RISPARMIATI SARANNO UTILI PER RIDURRE LE TASSE AI CITTADINI E DARE SERVIZI MIGLIORI E PIU EFFICIENTI.

  7. #7
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    Predefinito Per schifato hip hip hurrà!

    Spesso si ascoltano richiami al dialogo, portati avanti con argomenti quasi sempre condivisibili. Poi capita di leggere una risposta da "schifato" (anche qui: omen nomen...) e si comprende la profondità della lacerazione, l'ipocrisia e l'imperante ignoranza che devasta la nostra società.

    Ribattere a queste impostazioni sul SI sarebbe lunghissimo, cercherò di sintetizzare.

    1) Meno deputati. Non è vero da subito, ma EVENTUALMENTE dal 2016. Ci crediamo? Noi NO!

    2) Rafforzamento dei poter del governo.
    E' semplicemente un falso: a rafforzarsi (enormemente) è il Primo Ministro, non il Governo. Lo vogliamo? Noi NO!

    3) "...corregge gli squilibri della riforma del Titolo V". Strano che per correggere si vuol far passare una riforma, di cui gli stessi autori autori dicono: "votiamo Si, poi ci mettiamo ad un tavolo e la rettifichiamo". Supponiamo vincessero i SI, voi al tavolo ci credete? Noi NO!

    4) La "pressione fiscale locale". Sostenere che sia stata incrementata dalla riforma del titolo V è una incredibile panzana: lo sta facendo chi ha tagliato scientemente e ripetutamente i trasferimenti dallo Stato alle Regioni.
    Sopportate le panzane? Noi NO!

    5) Duplicazione dei costi. L'eliminazione del bicameralismo perfetto, raccogliendo un po' di qua (Germania) ed un po' di la (premierato all'inglese - ma senza il RE) è fatto da chi non conosce l'enorme lavoro del Consiglio di Stato. A seguito della confusione delle competenze fra Senato delle regioni e competenze esclusive (per esempio in materia di polizia), nasceranno continui contenziosi fra Senato e regioni, fra Regioni e Governo (ahimè non più Parlamento), e fra Regioni e Regioni. Argomentare sulla duplicazione dei costi da parte di chi ha spinto a più non posso per la creazione di ben 5 nuove province è ipocrita: volete continuare? Noi NO!

    6) La sanità regionale. Forse - schifato com'è - non se ne è ancora accorto, ma la sanità è già nella responsabilità delle regioni: tant'è che quelle regioni che hanno sforato i tetti di spesa, graveranno i residenti di una maggiorazione IRPEF. Non se ne è accorto né schifato, né Storace (che infatti ha posto tutto, ma proprio tutto il possibile in atto, per sforare puntualmente). Vogliamo continuare a non accorgercene? Noi NO!

    E mi fermo qui, prima di schifarmi io a mia volta.

    Informauro

 

 

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