Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 71

Discussione: Tolkien

  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    11 Feb 2006
    Messaggi
    448
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Tolkien

    Volevo chiedervi in maniera del tutto amichevole, perchè io non ho ancora trovato una risposta, cosa lega tolkien e l'opera tolkeniana al neo-fascismo o cmq alla destra radicale, visto che molte persone appartenenti a questo genere di ideologia apprezza in maniera quasi morbosa Tolkien.

  2. #2
    Identitario Europeo
    Data Registrazione
    06 Sep 2002
    Messaggi
    12,512
     Likes dati
    15
     Like avuti
    49
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In breve
    Tolkien era fascista?ovviamente no.
    La destra radicale, in particolare italiana, a partire dagli anni 70, ha individuato nell'opera di Tolkien riferimenti tradizionali che potevano assurgere a patrimonio , in particolare iconografico e simbolico, condiviso.
    Nasce così l'esperienza a fine anni 70 l'esperienza dei Campi Hobbit

    Credo questa intervista a Croppi possa chiarire parte dei tuoi dubbi

    Campo Hobbit, quella festa a lungo attesa
    intervista a Umberto Croppi di Cristiana Vivenzio

    Alla metà degli anni Settanta i giovani della destra italiana scoprono Tolkien, ne subiscono il fascino e articolano attorno alle suggestioni nate dalla lettura de “Lo Hobbit” prima e del “Signore degli Anelli” poi un percorso reale di rilettura della propria dimensione, in termini non esclusivamente politici ma piuttosto generazionali. Tra i “fanatici” tolkieniani di quella generazione vi era Umberto Croppi, oggi quarantacinquenne direttore della Casa editrice Vallecchi, all’epoca dirigente giovanile del Msi che all’esperienza di quegli anni ha dovuto, forse, molto della sua attività di oggi. E che oggi, alla vigilia dell’uscita del “Signore degli anelli” sugli schermi cinematografici - mentre molti rievocano il significato di quella lettura giovanile e chi ha militato nelle fila della destra rivive l’esperienza tolkieniana come un momento assolutamente determinante del proprio vissuto personale - ricorda quel quinquennio hobbitiano degli anni Settanta al di fuori di ogni forma di nostalgia passatista.

    Come avete scoperto Tolkien, autore allora quasi clandestino per l’Italia? E perché il riferimento a un autore del tutto al di fuori della dimensione politica?

    In Italia Tolkien fu pubblicato per la prima volta da Rusconi nel 1970. Segnalato in quegli anni dalle riviste “L’italiano”, con un intervento di Gianfranco de Turris, e “Intervento”, con un articolo di Franco Cardini, l’autore del “Signore degli Anelli” venne presentato quasi per caso agli ambienti della destra giovanile. Alcune centinaia di noi lessero Tolkien e se ne innamorarono. Non che vi fosse un aperto e chiaro legame con la politica, ma il racconto di fantasia dello scrittore britannico significava richiamare un primato della dimensione creativa e fantastica e una rottura esistenziale con i modelli sociali piccolo-borghesi. Ne subimmo il fascino al punto che quella lettura creò in noi una sorta di autorappresentazione individuale. E va subito detto che nella nostra lettura e nella nostra passione non c’era nessuna ispirazione neo-pagana, come recentemente hanno scritto i giornali. A noi semplicemente piaceva quel mondo fantastico. E all’inizio leggere Tolkien significava esclusivamente un’esperienza individuale.

    E poi che cosa accadde, che cosa produsse l’immedesimazione dei giovani di destra con Tolkien?

    Fu la recensione del libro apparsa su “La Voce della Fogna” e firmata da Marco Tarchi che funzionò da collante per quanti di noi avevano scoperto la vitalità e la portata innovativa di quella letteratura. Per la prima volta veniva scoperto e “adottato” un autore che nulla aveva a che vedere con i testi sacri del fascismo, che non scriveva saggi politici, che non proponeva riletture storiografiche, ma era un narratore puro. Quella scoperta ci consentì per la prima volta di sentirci a tutti gli effetti parte della contemporaneità, di uscire dalla diversità cui eravamo stati relegati per la nostra appartenenza politica. Non ci sentivamo più diversi. Quando Tolkien scriveva “Le radici profonde non bruciano”, per noi il senso era evidente: riscoprivamo la possibilità di pensare un universo esistenziale alternativo al di fuori delle mitologie passatiste della nostra area politica. Da questa presa di coscienza collettiva cominciarono a prodursi effetti, altrettanto spontaneamente di quanto era successo nell’avvicinarsi di ognuno di noi agli scenari tolkieniani: nacquero gruppi musicali - come “La compagnia dell’Anello” a Padova - associazioni, circoli culturali - come la nostra “Taverna di Brea” a Palestrina. Nelle sedi giovanili cominciarono a circolare i poster di Hildebrandt con Galdalf al posto dei manifesti sulle rivolte anticomuniste. E da lì prese le mosse l’avventura dei campi.

    Era il giugno del 1977: la destra giovanile italiana inaugura i campi Hobbit. Che cosa furono? E che significato ebbero per la vostra generazione?

    I campi Hobbit furono un’idea di Generoso Simeone, un dirigente politico giovanile e operatore culturale di Benevento. Non so se realmente Simeone avesse letto “Il Signore degli Anelli”. Certo, la brillantezza dell’idea consistette comunque nell’averne intuito la portata innovativa per quei tempi. Siamo nel 1977, dicevamo. Il primo campo fu organizzato in un paesino del beneventano, con il divieto formale di Almirante e Fini. Praticamente blindato dalla polizia, per paura di scontri. Un’immagine, ripensandoci a distanza di anni, “raccapricciante”. Tre torridi giorni di fine giugno, 700-800 di noi accampati in un campo sportivo, improvvisando dibatti sui generis e giochi assurdi. Ricordo che in quel primo “raduno” si improvvisò addirittura un corteo interno, tanto la politica in quegli anni era concepita come scontro e a dimostrare quanto da quel clima di scontro fossimo lontani. Per noi che vivevamo quell’esperienza fu un’emozione straordinaria.

    Come fu accolta l’organizzazione dei campi?

    Qualche giornalista partecipò all’iniziativa. E in ogni caso, la grande rottura antropologica si era consumata. E l’esperienza del campo si ripeté appena tre mesi dopo. Una formula più aggiornata, un titolo “Programma domani” e un simbolo, un tubetto di dentifricio, che già diceva tutto delle intenzioni degli organizzatori. Volevamo superare ad ogni costo gli schemi precostituiti della comunicazione retorica. I temi più aggiornati, gli interventi qualitativamente più validi. Le cose però erano cambiate in seno al partito. La gestione unitaria del Msi trasformò il secondo campo in un fallimento. Quella visione unitaria aveva svuotato i contenuti di significato, annacquandone il valore innovativo. Sul piano emotivo l’esperienza del campo venne vissuto come una sorta di psicodramma.

    Eppure quel fallimento non segnò la deriva di quell’esperimento…


    Passarono tra anni prima di ritentare l’esperienza e fui io stesso ad assumermi l’incarico di organizzare il terzo campo Hobbit, quello che riuscì meglio. Fu concepito come una vera e propria presa di distanza dal passato, per superare il problema dell’isolamento cui ci sentivamo confinati, decisi di scegliere un centro urbano - non più centri disabitati, dunque - anche se non una città. La scelta ricadde su Castel Camponeschi, in Abruzzo. Partimmo con due mila lire e riuscimmo a mobilitare uomini e mezzi per 20 milioni, grazie alle sottoscrizioni di tutti quei volontari che contribuirono al successo dell’iniziativa. Pensammo ad una qualità dell’offerta che fosse fruibile da tutti e cercammo di realizzare tutto tenendo fede alle forme più spettacolari della comunicazione.

    Qual era il motore portante?

    La dimensione politica certamente era fortissima, ma era il progetto ad essere entusiasmante e l’esperienza fu tale da condizionare le iniziative successive di ciascuno di noi. L’elemento di maggior distanza dal passato si realizzò nel rapporto con i mezzi di comunicazione di massa. Accettammo la presenza dei giornalisti. Il giorno dopo su L’Europeo usciva un servizio dal titolo “Come Duce vogliamo il Signore degli Anelli”. Su questa scia appariva sulla prima pagina del Manifesto a firma di Pierluigi Sullo “Evoluzione della razza fascista in un paesino dell’Abruzzo”. E Giampiero Mughini per una trasmissione di Rai 1 intitolata “Nero è bello” fece per la prima volta nella nostra storia una trasmissione interamente dedicata a noi. Una ricognizione sulla destra che passava in rassegna case editrici, iniziative culturali, giornali, movimenti femministi.

    E il mondo politico come reagì a tanta visibilità?

    In quell’occasione sia Fini sia Almirante rifiutarono di rilasciare interviste. Ma in poco tempo tutto cambiò. Qualche giorno dopo ci fu la strage di Bologna, che impose una normalizzazione interna al partito rispetto alle aperture creative. Il gruppo di persone che si riunivano attorno alle iniziative dei campi Hobbit cominciò a disarticolarsi. Questo fu dovuto soprattutto al fatto che le nostre iniziative, riportando il confronto sul terreno delle idee e abbandonando quello della violenza e dello scontro fisico, di fatto sottraevano il movimento giovanile ad una strumentalizzazione, portando, anzi in luce gli elementi di similitudine, le analogie generazionali. Questo percorso di coesione generazionale ci portava a continuare a cogliere le contraddizioni interne del comunismo ma non portando la contrapposizione su posizioni oltranziste. L’esperienza dei campi Hobbit finì lì, molti di noi partirono da lì per occuparsi a tempo pieno di musica, comunicazione, giornalismo… Avevamo scoperto la metapolitica.

  3. #3
    Nobiltà Spirituale
    Data Registrazione
    27 May 2009
    Messaggi
    3,747
     Likes dati
    0
     Like avuti
    9
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questa intervista se pur ricca di spunti storici,ni sembra che risponda molto superficialmente alla domanda di rocco...
    In parole mie provo a mettere in risalto alcune delle associazione che i camerati hanno scoperto con la lettura di Tolkien.
    -Il cameratismo tra i protagonisti,il senso di appartenenza di una comunita' legata a sua volta da valori tradizionali come il mito, il rito, e la festa.
    Il legame rispettato e il rispetto delle gerarchie,quindi comunita' organica in cui ogni componente e' funzionale al progetto di lotta al nemico comune,che con uno sguardo a posteriori e' evidentemente il globalismo e il mondialismo incarnato dalle miriade mostruosa di soggetti clonati.
    e poi la terra di mezzo ti dice niente? forse un mondo che non si sente ne di qua' ne di la' si potrebbe sentire con diritto cittadino.

  4. #4
    vado,vinco e torno!!!
    Data Registrazione
    07 Jun 2006
    Località
    acilia(roma)
    Messaggi
    146
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    che tolkien fosse fascio non so!ma so solo che era un ottimo scrittore

  5. #5
    Bandito senza tempo
    Data Registrazione
    30 Jan 2006
    Località
    Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno. Qual'è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare e lottare? Portami ancora là, dove il vento è pronto a soffiare, a trovare ogni passo perduto lungo il sentiero dei nidi di ragno
    Messaggi
    562
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Rocker503
    Volevo chiedervi in maniera del tutto amichevole, perchè io non ho ancora trovato una risposta, cosa lega tolkien e l'opera tolkeniana al neo-fascismo o cmq alla destra radicale
    credo assolutamente nulla...Tolkien è un grande scrittore, la sua opera è alta letteratura, appropriarsene ed etichettarla politicamente è sbagliato... Lo hobbit, Il signore degli anelli, Albero e foglia ecc... non hanno colore politico, con il fascismo o il comunismo non c'entrano proprio nulla... si può amare il fantasy e Tolkien in particolare essendo sia di dx che di sx...

    Che poi, in alcuni romanzi fantasy, con una qualche forzatura, si ritrovino spunti ideali che possono appartenere ad una visione politica è pur vero... ma siamo sicuri che appartengano solo alla destra?

  6. #6
    Pasdar
    Data Registrazione
    25 Sep 2004
    Località
    Padova
    Messaggi
    46,793
     Likes dati
    3,474
     Like avuti
    4,286
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito

    Tolkien era certamente un conservatore, che apparteneva alla Destra non solo politica ma anche e soprattutto culturale.
    Il mondo descritto come ideale da Tolkien non si basa sul rispetto forzoso/forzato delle gerarchie, senza uno straccio di senso d'appartenenza e tremendamente alienanti, bensì sulla partecipazione dell'individuo agli effettivi ideali della comunità, che custodisce come beni fondamentali le conoscenze e le tradizioni, che anche negli esempi più alti descritti da JRRT non sono legati tanto alla RELIGIONE quanto alla FEDE.
    Se poi alcune persone hanno ravvisato nella descrizione delle figure negative del romanzo similitudine con i neri, posso solo dire che non ho trovato i passi che supportano la loro tesi
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    21 Oct 2009
    Messaggi
    11,048
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    tolkien era senza ombra di dubbio un Tradizionalista.

  8. #8
    Nec Descendere Nec Morari
    Data Registrazione
    21 Dec 2005
    Località
    Dove l'Adige fa l'ansa...
    Messaggi
    1,350
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da lupo1982
    tolkien era senza ombra di dubbio un Tradizionalista.
    Questo senz'altro. E' stato uno dei più grandi studiosi di linguistica delle popolazioni pre-germaniche e scandinave, anche se a Oxford insegnava letteratura inglese, tanto che qualche lingua se l'è inventata di sana pianta. Era anche cattolico e nazionalista. Quindi anche se forse non era un camerata, gli unici compagni abbastanza idioti da prenderlo come eroe sono stati gli hippies americani.
    Quelli europei sono comunque talmente scemi che si dicono convinti che l'intera opera sia un'allegoria della seconda guerra mondiale e che Sauron rappresenti il Fuhrer.

  9. #9
    fedalmor
    Ospite

    Predefinito

    A me la letteratura fantasy, ad ogni modo, non è mai piaciuta... e Tolkien non fa eccezione...

  10. #10
    Bandito senza tempo
    Data Registrazione
    30 Jan 2006
    Località
    Quante sono le strade che partono dai nidi di ragno. Qual'è stato il prezzo pagato per chi ha scelto di andare e lottare? Portami ancora là, dove il vento è pronto a soffiare, a trovare ogni passo perduto lungo il sentiero dei nidi di ragno
    Messaggi
    562
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    [
    quote=Cangrande]Questo senz'altro. E' stato uno dei più grandi studiosi di linguistica delle popolazioni pre-germaniche e scandinave, anche se a Oxford insegnava letteratura inglese, tanto che qualche lingua se l'è inventata di sana pianta. Era anche cattolico e nazionalista. Quindi anche se forse non era un camerata, gli unici compagni abbastanza idioti da prenderlo come eroe sono stati gli hippies americani.
    Scusate eh... ma CHIUNQUE prenda come "eroe" Tolkien...se non è idiota ci va molto vicino

    Quelli europei sono comunque talmente scemi che si dicono convinti che l'intera opera sia un'allegoria della seconda guerra mondiale e che Sauron rappresenti il Fuhrer.
    questa non la sapevo... ma dimostra semplicemente quanto sia stupido voler, forzatamente, dare un "peso" politico ad un'opera letteraria come quella Tolkeniana... il fatto che ci sia qualche compagno che lo faccia non significa che siamo tutti scemi.

 

 
Pagina 1 di 8 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. su Tolkien, di F. Cardini
    Di Der Wehrwolf nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 03-09-19, 15:59
  2. Tolkien e i Nibelunghi
    Di Florian nel forum Conservatorismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 03-09-19, 02:37
  3. Su Tolkien
    Di margini nel forum Destra Radicale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 03-09-19, 02:34
  4. Tolkien!
    Di lupo1982 nel forum Destra Radicale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 21-09-06, 20:52
  5. help! fan di Tolkien
    Di Mr2 nel forum Fondoscala
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 24-12-03, 10:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito