...avevo fatta una modifica prima!Originariamente Scritto da Cristianu
Il bilinguismo non è forse dovuto alle immigrazioni?
E allora perché agli arbesh sì e agli italiani immigrati nel resto del mondo no?


...avevo fatta una modifica prima!Originariamente Scritto da Cristianu
Il bilinguismo non è forse dovuto alle immigrazioni?
E allora perché agli arbesh sì e agli italiani immigrati nel resto del mondo no?


Originariamente Scritto da mosongo
dipende...
gli arberesh sono comunità stabilmente insediate in territori in cui la loro cultura è da sempre maggioritaria e detta qualsiasi aspetto della loro vita, da secoli... in poche parole sono comunità storicamente radicate in quel territorio
gli italiani in USA o gli albanesi che stanno arrivando in italia in questi decenni sono immigrati che non hanno queste caratteristiche, ma che se si localizzassero in territori spopolati ed iniziassero a fare "comunità" per tempi lunghi ed interagendo col mondo circostante da italiani, forse inizierebbero ad essere minoranze etniche storicizzate
qualcosa di simile in verità sta avvenendo per delle piccole comunità venete mandate a fine 800 a colonizzare le foreste del Brasile dopo essere arrivate in Brasile dal Veneto. si tratta di interi paesi veneti che migrarono in massa (prete compreso) in Brasile e che una volta arrivati là, il governo brasiliano decise di non sparpagliare ma di inviare come coloni in località sperdute e non civilizzate. Sono i "talian" (deformazione dialettale veneta di "italiani"), una minoranza che lotta in Brasile per avere tutela linguistica, e che credo stia ottenendo (o lo ha già ottenuto) il riconoscimento della Lingua Talian, una sorta di dialetto veneto arricchito di brasilianismi... è una delle ultime lingue neolatine nate al mondo, così come l'afrikaan è una delle ultime lingue germaniche nate, in circostanze del tutto simili in Sudafrica, anche se il numero di locutori è migliaia di volte più alto
eccoti un esempio di formazione di una minoranza etno-linguistica storica allogena
ovviamente poi esistono minoranze etno-linguistiche storiche che sono originarie di un dato territorio, ovvero sono vere e proprie nazioni (sardi, ladini, ladino-friulani, baschi, corsi, catalani, gallesi, frisoni, lapponi, ecc...)
spero di aver risposto al tuo dubbio


Ok...ti ringrazio!Originariamente Scritto da Cristianu
È stato un piacere!
Ciao e buona serata!![]()


esiste gia' l'Occidentale, sintesi delle lingue neolatine.Originariamente Scritto da Peppo85
cmq per forza di cose e' l inglese, lasciando perdere inutili ricostruzionismi come l' esperanto.
(questo detto da un nemico della globalizzazione, ma certe regole sono piu' forti di quelle scritte)


Viva il latino!!!![]()


Se l'Europa vuole veramente proporsi come potenza mondiale, bisogna che si configuri sempre più come uno Stato vero e proprio, che sappia far fronte ai vari problemi efficacemente e con le dovute risorse. Passi significativi in questa direzione sarebbero la redazione di una costituzione europea che soppianti le molte nazionali, la creazione di un esercito unico, e naturalmente l'introduzione di una lingua unica europea, che faciliti i rapporti all'interno dell'Europa e contribuisca alla creazione di un identità europea.
Il latino è la lingua migliore da adottare a livello europeo, perchè è una lingua non parlata da nessuna nazione ed allo stesso tempo è la radice culturale di tutte le lingue europee.
In Europa il latino è stato storicamente l'unica lingua parlata da tutte le popolazioni, al tempo dell'impero romano, ed il latino è stato il veicolo di comunicazione ufficiale, dal medioevo all' illuminismo, di ecclesiastici, scienziati, filosofi e quanti volevano farsi capire da persone di altri paesi.
E nei fatti non si è mai smesso di scrivere in latino: ancora oggi, se si trascura l'ovvio esempio della Chiesa, in Germania e Finlandia ci sono delle radio che danno notizie in latino, in internet ci sono chat in latino, e ci sono moltissimi circoli che si ripropongono di mantenere viva questa lingua, parlando e scrivendo in latino! Questi sono solo pochi dei siti che potete vedere a questo proposito:
http://chat.yle.fi/yleradio1/latini/index.php
http://www.cirlapa.org
http://www.radiobremen.de/nachrichten/latein
http://www.latinitatis.com/latinitas...s/angelino.htm
www.lagenteditalia.com/Giornali/03072006.pdf


Che il latino non possa essere utilizzato perchè troppo difficile poi, mi sembra proprio una sciocchezza. Se è stato parlato per tanti secoli da tutti, e se c'è ancora gente che riesce a impararlo, vuol dire che in fondo non è una lingua extraterrestre!Un uomo può imparare qualsiasi linguaggio umano, il problema è semmai per quelli che non sono nati parlandolo... Ma a questo proposito vorrei ricordare che al momento dell' unificazione d'Italia l'italiano lo sapeva parlare a mala pena il 5% della popolazione... ed è diventata la lingua nazionale!
Tuttalpiù per fare del latino la lingua madre d'Europa ci vorrà una o due generazioni, ma certo lo può diventare, ed anche oggi con un po' di pratica lo si può imparare!
Vorrei fare però una precisazione: il latino ha ora fama di essere difficilissimo perchè quando si parla di latino subito si pensa ai testi di Cicerone o Tacito, mentre il latino parlato avrebbe una struttura sintattica molto più semplice, pur nel rispetto della grammatica, un sermo cotidianus. In fondo, quanti di voi utilizzano parlando un registro linguistico di livello universitario? E' chiaro che la lingua scritta è sempre più difficile di quella parlata, ed era così anche per i romani! In quanto alle lingue nazionali non necessariamente scomparirebbero con una lingua unica europea, ma coesisterebbero a livello locale (un po' come i vari dialetti).
Il latino è la lingua migliore per l'Europa!![]()


Concordo pienamente con te! Senza contare che le lingue slave, il russo e (credo) anche il tedesco assomigliano molto, grammaticalmente, al latino, avendo un struttura basata su casi, declinazioni etc., mentre il vocabolario delle nostre lingue neolatine è predominantemente figlio del latino stesso. Quindi non dovrebbe essere neanche troppo difficile un passaggio graduale al latino come seconda o terza lingua...Originariamente Scritto da Mucius Scaeuola
Poi ovviamente sarebbe giusto che la UE riconoscesse come ufficiali tutte le lingue dei paesi membri, tenendo il latino e l'inglese come lingue degli atti rispettivamente interni ed esterni, e lingue franche.


Concordo per l'Europa come Stato sovranazionale e tutto il resto: Costituzione, esercito (se venisse abolito sarebbe ancora meglio: ma quì dovrebbe essere abolito a livello mondiale!)...ecc!Originariamente Scritto da Mucius Scaeuola
Per la lingua unica pure...ma che venga scelta con votazione popolare e le altre che restino ugualmente come lingue ufficiali!


Il latino è una lingua più che morta non ha senso riproporla ora, sarebbe meglio il nulla. La Cina che è un'unica nazione fa fatica a mettere tutti sotto l'ombrello del cinese mandarino figuriamoci!
La grammatica latina ha influenzato in maniera moderata un po' tutte le lingue per via della chiesa (proprio quando ormai il latino lo parlava il clero e la scienza) quindi è stata un'influenza un po' ambigua. Tantoché molte lingue nordiche se ne sono pian piano disfatte avendo avuto più libertà nel farlo.
Ripeto, tornare al latino è una cosa irrealizzabile. Sono favorevole nel farlo insegnare in tutte le scuole e all'università al posto di una seconda o terza lingua europea che poi, diciamocelo francamente, non si imparerà mai.
Io veramente non capisco cosa gli salti in mente alla classe dirigente politica: come fanno a sostenere che più lingue si imparano dall'elementare più bravi saranno a parlarle? Avessimo un alto apprendimento dovuto agli ottimi metodi d'insegnamento!