forse andrebbe meglio una lingua dell'Europa continentale... sarebbe più opportuno.Originariamente Scritto da stuart mill


forse andrebbe meglio una lingua dell'Europa continentale... sarebbe più opportuno.Originariamente Scritto da stuart mill


bevendo coca cola e birra più che silenzi escono fuori rutti...Originariamente Scritto da mosongo
![]()


http://ec.europa.eu/education/polici.../index_it.html
Secondo uno studio dell'Eurobarometro le lingue ufficiali dell'Unione sono parlate come madrelingua dalle seguenti percentuali della popolazione europea:
Deutsch24%Français16% English16% Italiano16% Español11% Nederlands6% Elinika3% Português3%Svenska2%Dansk1% Suomi1%
La tabella illustra la percentuale complessiva dei cittadini europei che parlano le singole lingue dell'UE (come lingua madre o straniera):
- L'inglese è la lingua più diffusa nell'UE. Al 16% della popolazione europea di madrelingua inglese si aggiunge infatti il 31% dei cittadini UE che lo parla abbastanza bene da poter sostenere una conversazione.


Un'eventuale unificazione linguistica in un futuro remoto pone problemi di identità e altro genere ma il concetto di "massificazione" secondo me non è del tutto sensato.
Parlando tutti una sola lingua si perde parte della propria identità ma si guadagna in termini d'informazione disponibile, di livello culturale raggiungibile. Mi spiego meglio: se io parlo italiano ho accesso immediato e diretto ai siti/forum, la TV, la radio e la stampa italiane, che rappresentano le potenzialità di un gruppo di circa 60 milioni di persone. Se voglio estendere le mie possibilità di conoscienza a quello che si produce/di cui si discute in un'altra lingua dovrò imparare quella lingua e dovrò impararne altre ancora per progredire ulteriormente. Alla lunga la faccenda diventa stressante: non tutti sono portati per le lingue e soprattutto non tutti hanno le risorse e il tempo necessario per impararle talmente bene da usarle per leggere agevolmente libri/discussioni o discutere di persona.
Se io non volessi rimanere ingabbiato in Italia e volessi abbattere le barriere della comprensione estendendo i miei orizzonti alla letteratura scientifica e artistica o alle semplici discussioni anche solo di una parte del resto dell'umanità dovrei imparare come minimo 6 o 7 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, russo, cinese, giapponese e magari mettiamoci anche arabo).
Sarebbe già un ottimo passo se in Europa parlassimo tutti inglese: potremmo comunicare direttamente senza problemi sia fra di noi che con qualcosa come 1 miliardo di persone in tutto il mondo e la loro produzione letteraria.


decisamente l'inglese.
per questione di praticita'


L'Unione Latina è un'Organizzazione internazionale intergovernativa istituita sulla base di una Convenzione firmata a Madrid nel 1954, ratificata dall'Italia nel 1958 ed entrata in vigore nel 1972 , e della quale fanno parte i Paesi di lingua e cultura romanza.
Attualmente i Paesi membri sono 35 di cui 8 europei (oltre all'Italia, Francia, Spagna, Portogallo, S. Marino, Romania, Principato di Monaco e Moldavia), 19 americani (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Equador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venuezuela), 7 africani (Angola, Capo Verde, Costa d'Avorio, Guinea Bissau, Mozambico, Senegal e Sao Tome e Principe) e le Filippine. La sede dell'Organizzazione è a Santo Domingo (Repubblica Dominicana).


La Convention monetaire di Parigi del 23 dicembre 1865 tra la Francia di Napoleone III, il Belgio di Leopoldo II, l'Italia di Vittorio Emanuele II e la Confederazione Svizzera da vita all'Unione Monetaria Latina, alla quale aderì la Grecia di Giorgio I il 26 settembre 1868. L’obiettivo era quello di permettere la libera circolazione delle valute tra gli stati membri, al tempo in cui il valore delle monete era dato dalla quantità di metallo prezioso in esse contenute.
I sistemi monetari dei paesi membri dell’unione erano basati sul bimetallismo tra oro ed argento. Il bimetallismo è uno standard nel quale si garantisce la convertibilità della moneta sia in oro che in argento, con un rapporto fisso tra le quantità dei due metalli. Per franco, lira e dracma si stabiliva un valore intrinseco delle monete pari a 4.5g di argento o 0.29g di oro, con un rapporto 1:15,5 tra i oro ed argento gia utilizzato per il franco. Con un titolo di 900 millesimi in oro vennero coniate monete da 100, 50, 20, 10 e 5 franchi (ed equivalenti negli altri paesi), in argento con un titolo di 900 millesimi le monete da 5 franchi, mentre in argento con un titolo di 835 millesimi le monete da 2 e 1 franco, oltre a monete da 50 e 20 centesimi.
Il bimetallismo è uno standard è molto instabile, dato che le fluttuazioni del valore commerciale dei metalli fa si che quello con valore superiore al valore della valuta tende ad essere utilizzato come metallo, sparendo dalla circolazione come moneta (legge di Gresham). In particolare, la scoperta di nuovi giacimenti d'oro in California e Australia ridusse il valore intrinseco delle monete realizzate in oro. Sfruttando il rapporto fisso tra oro e argento, questo favoriva il cambio delle monete di valore inferiore con quelle di valore maggiore, causando fughe all'estero di monete di materiale prezioso (es.: l'argento in questo caso).
Nel 1868 anche la Spagna adottò un sistema monetario analogo a quello dell'Unione, pur non aderendo mai formalmente alla stesa per le difficoltà a garantire un adeguato livello di denaro circolante in funzione delle riserve di metallo prezioso disponibile. Analogamente, anche Serbia, Montenegro e Stato del Vaticano adottarono la struttura del sistema dell'Unione.
L'unione venne dapprima messa in crisi alla fine degli anni settanta dalla scoperta di giacimenti di argento in Nevada, con la svalutazione di questo metallo. Altra causa scatenante di instabilità fu la fine della guerra franco-prussiana nel 1871: il risarcimento di guerra pagato in argento dalla Francia alla Germania portò ad un'eccedenza di questo metallo tale che la svalutazione che ne seguì fu irrecuperabile. Il risultato fu lo spostamento dei sistemi monetari verso una convertibilità del denaro esclusivamente in oro (gold standard), sulla falsariga del modello adottato per la sterlina nel 1816. Dopo la crisi del bimetallismo nel 1871, il gold standard venne progressivamente adottato da Germania (1871), Belgio (1873), Italia (1873), Svizzera (1873), Scandinavia (1874), Danimarca (1875), Norvegia (1875), Svezia (1875), Olanda (1875), Francia (1876), Spagna (1876), Austria (1879), Russia (1893), India (1898) e USA (1900).
L'Unione Monetaria Latina fu formalmente sciolta nel 1926, ma già nel 1914 la piena convertibilità del denaro in oro venne abbandonata a seguito della svalutazione causata dalla crisi economica dovuta all'inizio della Prima Guerra Mondiale, con le riserve in grado di coprire solo una frazione del circolante. Nel 1928 la convertibilità era ristabilita, ma rientrò in crisi con la depressione del 1930, tanto che nel 1937 nessuna nazione garantiva la convertibilità in oro delle monete.


Perchè una cultura si dovrebbe sottomettere ad un'altra? E' impossibile uniformare culture così tanto diverse. Inoltre si porterebbe all'estinzione della diversità, all'omologazione.


Beh, linguisticamente già siamo sottomessi.Originariamente Scritto da Peppo85
L'Italiano ahime a causa della sua incapacità conservatrice si sta appiattendo e sta inglobando tantissimi termini inglesi (di uso americano).
Io parlavo di lingua comune per la burocrazia. Non voglio un'europa che parla solo una lingua. La tendenza è un'altra.


Ma che imparino tutti l'italiano
È una così bella lingua, peccato che venga progressivamente inquinata dall'inglese...
Comunque anche secondo me il latino andrebbe bene, scherzi a parte...