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Discussione: Ohhh

  1. #11
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    tanto per restare in tema............


    fonte: “la Padania” domenica 23/07/2000
    Meno foresti e più foreste
    di Gilberto Oneto

    Nella cartina qui sotto viene riportata la densità di popolazione in Europa: ogni punto rappresenta 10.000 persone: si tratta di una stesura che risale a un po’ di anni fa ma la situazione non può che essere peggiorata.
    La prima cosa che salta agli occhi è che ci sono alcune aree praticamente nere nelle quali si accalcano milioni e milioni di abitanti: i distretti industriali inglesi, il Benelux, la zona di Parigi e la valle padana.

    Non c’è dubbio che proprio quest’ultima dia il senso del pieno, di una massa brulicante di abitanti contenuta dalle montagne e dal mare. Più che di una carta della densità abitativa sembrerebbe una carta orografica, con le pianure segnate in nero, le colline e le valli montane in grigio e le cime più alte in bianco.

    In nessun’altra parte del continente le due informazioni coincidono con la stessa minuziosità: il che dà veramente il segno di quanto questa terra sia piena, costipata e traboccante di gente.
    I numeri e le statistiche confermano l’impressione ottica della carta: in Germania ci sono 220 abitanti per chilometro quadrato, in Belgio 323, in Olanda 345 e 354 in Inghilterra.

    In Padania ce ne sono 230: sembrerebbero pochi ma sono tanti se si considera che sono quasi tutti concentrati nelle aree di pianura e di collina e cioè su circa due terzi del territorio complessivo.

    Belgio, Olanda e Inghilterra non hanno rilievi montani degni di nota. Le cose cominciano a cambiare già se si considerano le singole regioni padane; in Veneto ci sono 236 abitanti per chilometro quadrato, 334 in Liguria e 373 in Lombardia: più dell’Inghilterra e con un bel po’ di montagne.

    In provincia di Bergamo ce ne sono 325, in quella di Venezia 341, di Torino 343, di Como 375, di Genova 570 e 1455 nella provincia di Milano: una persona ogni 680 metri quadrati (un quadrato di 26 metri per 26 a testa), compresi fiumi, strade e discariche.

    Nomadi, statali in trasferta e immigrati sono esclusi dal conteggio. Risulta con ciò piuttosto evidente che si vive in una situazione di sovrappopolazione uguale o superiore a quella dei più disastrati agglomerati del terzo mondo.

    La condizione è ulteriormente appesantita dalle nostre abitudini di vita (non ci contentiamo degli esigui spazi di certe popolazioni estremo orientali, ad esempio), dalla cattiva pianificazione del territorio, dalla irrazionale distribuzione delle attività produttive (anche in relazione con gli insediamenti abitativi) e dalla concentrazione nelle aree urbane a fronte del generalizzato spopolamento delle campagne e delle montagne.

    Non occorre altro per affermare che si è da tempo superata quella che in termine un po’ troppo tecnico si chiama la carrying capacity (la capacità di sopportazione) del territorio, con l’inevitabile corollario di inquinamento, sporcizia, affollamento, cattivi servizi, viabilità intasata, pessime condizioni di vita.Qualsiasi paese civile si sarebbe dato una calmata e avrebbe cercato delle soluzioni.

    In Padania si scontrano invece il comportamento della gente (che ha spontaneamente regolato la propria natalità) con quello “istituzionale” che continua a prevedere espansioni insensate (piani regolatori con insediamenti per altre decine di milioni di persone), crescita urbana, inurbamento e concentrazioni, e criminali politiche di incremento dell’immigrazione.

    Nei giorni scorsi ci siamo dovuti subire irresponsabili dichiarazioni di personaggi che esaltano l’immigrazione extracomunitaria e che stigmatizzano (pasticciando con le maiuscole e la vita della gente) come il nostro sia stato fino a oggi “un Paese vergognosamente unietnico”, e le dichiarazioni di alcuni esponenti politici che insistono nel volere aumentare il flusso immigratorio.

    E’ piuttosto evidente (anche dalla cartina) che la prima vittima di tutto questo accanimento sia la Padania: qui c’è la massima concentrazione di gente, qui si ammassa gran parte degli immigrati “regolari”, qui si infilano quasi tutti i clandestini, qui si godono largamente i malefici dell’invasione. E’ il risultato di un disegno di disgregazione col quale gli oppressori intendono punire e annientare le comunità padane, colpevoli di voler difendere e affermare le proprie identità.

    Il regime italione usa le masse extracomunitarie per schiacciare sotto il peso della sovrappopolazione, della criminalità, del degrado sociale ed economico, del fanatismo religioso e dello sconquasso culturale il paese che odia da sempre. Si tratta di una volgare operazione di razzismo ai danni di quello che è sempre stato uno dei paesi più colti, prosperi e accoglienti del mondo.

    Credo che oggi si debba al di là di ogni ambiguità affermare una verità che la gente conosce ma che non viene quasi mai esplicitata: non c’è più posto per altra gente. Ogni nuovo arrivo costituisce un peggioramento delle condizioni di tutti.

    Ogni nuovo immigrato toglie spazio e libertà, porta nuovi problemi sociali e culturali, crea disagio soprattutto ai più deboli, rafforza le condizioni per ulteriore disordine e criminalità.

    È una situazione esplosiva che non può portare che alla distruzione della nostra terra. La soluzione è solo una: la chiusura totale dei flussi immigratori, l’espulsione di tutti i clandestini e il ricollocamento nei paesi di origine di tutti i “regolari”.

    Una legge un po’ balorda e molto demagogica prevede che venga piantato un albero per ogni nato. Piantiamo invece dieci alberi per ogni foresto che verrà rispedito a casa e la Padania tornerà verde, boscosa e libera. Dobbiamo oggi scegliere fra un deserto multietnico e una foresta “vergognosamente unietnica”. Da sempre monti e foreste sono stati il segno e il rifugio delle nostre libertà.
    Meno foresti e più foreste.

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  2. #12
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Wolf 86
    Anche se sei comunista, ma da quel che ho capito prima sei Veneto, fai in modo di promuovere il più possibile la storia e le tradizioni del tuo popolo.
    Il problema è che io cerco anche di farlo, meno il popolo...

  3. #13
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Maxadhego
    lunedì 31 dicembre 2001 “l’Unità”

    Veneto , l’ultima oasi uccisa dal cemento
    Alberghi e residence tra Caorle e la foce del Tagliamento
    Ecco il piano della Regione
    “Il piano del centrodestra con il si di tutti i comuni di centrosinistra”

    Dall’inviato Michele Sartori

    Venezia. Più di due milioni di metri cubi di alberghi, residence, seconde case e centri commerciali su oltre settecento ettari - le dimensioni di un paio di medie città - di terreno agricolo sospeso tra lagune e fiumi, da Caorle e Bibione.
    La “darsenizzazione” di foci e canali interni - il lungomare è già occupato tutto - con 5.000 nuovi posti barca, che aggiunti ai 1700 esistenti faranno di questo litorale l’angolo a più alta densità di traffico nautico turistico dell’intero Adriatico.

    E’ lo scempio dell’ultima, piccola ed intatta zona ad alto interesse naturalistico della costa veneta, la foce del Tagliamento.
    Non male, per un piano d’area partito con l’idea di tutelare le zone lagunari del Veneto orientale. Si chiama “Palalvo” e presenta un doppio motivo di interesse.

    Da un lato, quello ambientale. Dall’altro quello politico: il “Palalvo” lo ha redatto la regione di centro-destra ma in sostanziale accordo con i comuni interessati, tutti di centro-sinistra: Caorle, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza, Concordia Sagittaria e Portogruaro.

    Oggi. Sulla sessantina di Km di costa da Iesolo a Bibione, seconda e terza spiaggia turistica dopo Rimini, é già una parata di costruzioni interrotta solo da tre minuscoli trattini: le foci del Piave ( qua c’è da tempo un contrastato progetto di darsenizzazione, con 800 mila metri cubi di costruzioni) , Valle Vecchia di Caorle - 5 Km di spiagge e pinete libere, di proprietà regionale - e gli ultimi due Km. di spiaggia prima della foce del Tagliamento, confine col Friuli.

    Il “Palalbo” riguarda comunque solo il territorio da Caorle e Bibione. Caorle ha 11500 residenti ma solo 2000 fissi, punte di 150.000 turisti a Ferragosto, 13.000 seconde case.
    Gli abitanti di Bibione sono poco più di 2000, i turisti in stagione 150.000 al giorno, le seconde case quasi 20.000.
    Assieme, le due città contano già 1.400 posti barca. Il piano prevede 13 nuove darsene:
    quasi tutte dotate di hotel, residence, ville, parcheggi, centri commerciali, strade.
    Calcolo dei progettisti: ogni posto barca porta in dote “150 Mc di nuovi insediamenti”.

    Il Tagliamento. Tra Bibione e la foce del Tagliamento c’è una piccola area intatta di grandissimo valore naturalistico. Cordoni di dune fossili lasciate dal fiume nei suoi serpeggiamenti millenari.
    Relitti floristici di origine alpina, balcanica, mediterranea, steppica ed atlantica, da lasciare a bocca aperta, studiati dalle università di mezzo mondo , che consentono di ricostruire 20.000 anni di mutamenti climatici: 22 specie di orchidee, il pino nero austriaco, la Fillirea, un arbusto imparentato con l’ulivo.

    Nel cuore della zona il “Palalvo” prevede una megadarsena da 750 posti barca, con 110.000 Mc di costruzioni annesse, e una fascia retrostante di altri 300.000 metri cubi di hotel e case fino a Bibione: un romantico progetto che il piano battezza << Polis Nova Via Lattea>>.

    Su questo intervento si registra l’unica contrapposizione politica; i DS dono contrari - da vent'anni conducono qui e in Regione una battaglia storica per salvaguardare la foce - ma il sindaco (popolare) ed il resto della maggioranza di San Michele al Tagliamento, da cui dipende Bibione, sono favorevoli.

    Valle Vecchia. Separata tramite canali tra Caorle e Bibione, è una fascia di 5 Km. di spiaggia alberata intatta; alle spalle 800 ettari della Regione in gran parte coltivati. Un’ideale riserva.

    Invece il Palalvo comincia col prevedere 2 traghetti per accedervi e <<strutture leggere di servizi necessari alla balneazione sulla spiaggia.

    Alle spalle della valle, nella zona agricola della Brussa sono indicati << l’aumento della ricettività e dei servizi accessori, campeggi, parcheggi, mercatini, un eliporto.

    Caorle. A Caorle si concentrano i più estesi interventi: tutti alle spalle della città, su terreni agricoli, fin quasi ai bordi della laguna tanto amata e descritta da Hemingway.
    Riguardano 900 ettari, 3.500 nuovi posti barca, 1.600.000 metri cubi di nuovi alberghi, residence, seconde case.

    E’ previsto un meccanismo per cui i proprietari d’aree ed i costruttori cederanno al comune ampie quote di terreno trasformato in bosco.
    Così, dei 900 ettari, 250 sono destinati alla riforestazione:<< per limitare lo stress ambientale generato dall’intervento>>, riconosce il Palalvo, perché le opere previste << possono generare situazioni di marcato impoverimento naturalistico-ambientale>>.

    Altri 250 ettari saranno <<rinaturalizzati>> in buona parte, destinanti al raddoppio del campo da golf. Dei tanti insediamenti previsti a Caorle, il maggiore riguarda Ca’ Corniani: porto da 1200 posti barca sul Livenza, su 200 ettari di terreno agricolo di proprietà delle Assicurazioni Generali.

    Molto vicino alla laguna sorgerà la << Città della Musica>>: dove concentrare le discoteche, naturalmente con darsena e case annesse.

    La Sinistra. Fino ad una decina di anni fa Pci e Pds si battevano per istituire il Parco di Caorle e Bibione: teme evaporato quando i Ds sono andati al governo locale. Adesso il Palalvo è giudicato generalmente ok, intervento sul Tagliamento escluso: anche perché ogni comune bada al proprio territorio.

    Luigino Moro, sindaco Ds di Caorle, lo difende con convinzione. <<Non demonizziamolo. Nessun progetto tocca direttamente la laguna, e comunque il Palalvo dovrà essere tradotto nel Prg, potremmo anche ridurlo. Abbiamo la contropartita dei boschi, che con le nostre risorse non avremmo mai potuto creare.

    Si interviene solo su territorio agricolo da bonifica, non pregiato, coltivato a latifondo, con scarsa occupazione, senza fossi, senza alberi; l’alternativa è il terreno piatto.
    A Caorle non abbiamo industrie, viviamo di turismo, l’occupazione dura 5-6 mesi all’anno, con le darsene potremmo prolungare la stagione. Una darsena quanti occupati stabili comporta? <<Non lo so>>.

    Cristian Barel, vicesindaco di San Michele al Tagliamento, spiega le opinioni opposte
    - e isolate - dei diessini di Bibione:<< Primo: le zone di pregio ambientale dovrebbero diventare parco. Secondo: Bibione non necessita di ulteriori espansioni residenziali.
    Terzo: le darsene non portano né soldi né occupazione sono solo una questione di immagine per alzare il target dell’ospite, ed il vero buisness sta nelle residenze costruite e vendute attorno>>.

    Quindi? <<Il problema è che invece di gestire il territorio si rischia di ratificare tutte le operazioni speculative private>>. C’è almeno un ente, di centrosinistra, a guida diessina che prova a opporsi.

    La Provincia di Venezia, pur avendo poche competenze dirette, ha deciso un ricorso ai giudici amministrativi contro il Palalvo :<< Un intervento troppo pesante, che distrugge gli ultimi brandelli integri dell’Alto Adriatico>> dice l’assessore verde dell’ambiente Ezio Da Villa. Anche la Soprintendenza ai beni ambientali ha espresso, inutilmente, alcuni pareri negativi.

    Gli Ambientalisti. Da queste parti non ci sono stati gruppi organizzati. Le due storiche figure di riferimento sono Michele Zanetti, un naturalista e Ivo Simonella:<< E’ vero che la laguna di Caorle non viene toccata direttamente, ma le si crea una zona di disturbo tutto attorno.

    Si immagina cosa significano 7.000 barche che la circondano, che potranno percorrerla a motore? E quante case,strade, auto, si portano dietro? Gli insediamenti sono stati sparsi per l’intero retroterra, come versando zucchero a velo da un colino, con bassi indici di costruzione: questo vuol dire espandere l’urbanizzazione, è ancora peggio di pochi interventi con indici alti>>.
    Zanetti: << ci sono pozzi di quattrini in attesa, e nessun amministratore ha la cultura del valore delle biodiversità. E’ l’identità stessa del territorio che viene messa in discussione. Mi sgomenta sentir dire “ costruiamo tanto è terreno agricolo: lo punisci per questo, con scelte irreversibili?

    Chi ne beneficia? Già non c’è più un angolo senza un inquinamento acustico da far rizzare i capelli.
    E non mi parlino di occupazione: se anche fosse dove la troveranno? Fanno arrivare altri extracomunitari?>>
    Michele Zanetti è stato a lungo iscritto al Pci. Adesso dice:<< Il maggior errore della mia vita>>. Il vero dramma del Palalvo è la politica: sono scelte nella logica del centrodestra, sposate da una sinistra che mi sgomenta.

    il progetto

    Boschi canori e Parchi emotivi del gioco
    Così il pool di architetti prepara Palalvo
    Dall’inviato

    Venezia. I motori puzzano? Niente paura: nelle nuove darsene si realizzeranno dei <<Giardini dei profumi>> coltivati a basilico, gelsomino, lavanda, menta, rose rosmarino, osmanto e filadelfo.

    I motori rumoreggiano? Che importa a <<Lido del Sole>> si attrezzerà un <<Bosco Canoro>> per ascoltare i cinguettii degli uccellini, e qua e la, per i campi, delle<<Terre dei suoni>> per percepire i rumori del vento e i canti dei grilli, delle raganelle, dei merli e degli animali in genere.
    Diavoli di architetti, Romeo Toffano e gli altri del pool regionale che ha redatto il <<Palalvo>>.

    Cemento, si, ma con quanta poesia sopra. Tra un nuovo insediamento ed un altro, forse che le campagne alle spalle del mare non andranno riqualificate? Ovvio.
    Bisognerà riorganizzare le strade - Strade? Quando mai. Essendo alberate, vengono definite <<Gallerie verdi>> - in tanti <<Percorsi di immersione rurale>>: con opportuna collocazione di siepi e stagnetti, e il rifacimento dei bordi dei paesi, un po’ troppo poveri e disordinati per la vista dei nuovi turisti: si chiama <<mitigazione visiva degli elementi detrattori>>.

    Qua e la i <<Campi dei frutti perduti>>, cioè dei frutteti, e le <<Praterie da fieno e da fiori>>, dei campi in cui, campi essendo, crescono <<fiori di campo>>.
    Serviranno, naturalmente, degli spazi per le sagre: i <<Campi degli aquiloni>>.
    Altri per il divertimento; ecco i <<Campi per gli sport di campagna>>, con nuove strutture annesse, per sbizzarrirsi in sport bucolici come <<il tiro al piattello>>; oppure i <<Campi della Musica>>, dove concentrare le discoteche da un milione di watt.
    E’ avvicinandosi alle città, i luoghi per i luna-park; nelle carte si chiamano, non lo indovinereste mai, <<Parco emotivo del gioco e delle fiabe>>.

    Ora entriamo direttamente nelle città, a Caorle e Bibione ( e Portogruaro), accolti all’ingresso dai <<Totem del turismo>>: edifici direzionali senza tabù. Ai bordi delle strade ci accolgono i <<Giardini verticali>>.
    Verticali? Certo: si tratta di organizzare <<pareti e tetti verdi>>, per ovviare alla mancanza di verde autentico.
    Però un po’ d’erba potrebbe spuntare davvero: gli hotel esistenti possono ingrandirsi fino a 1000 Mc purché trovino << 1 Mq. di verde per ospite>>, quel che basta per rannicchiarsi all’aperto; allungare le gambe è un altro discorso, ma non si può volere tutto.
    Lungo vie e <<Luoghi della socialità>>, cioé le piazze, ci saranno lunghissime <<Gallerie di vetro>>, <<per facilitare la fruizione e la visitazione dell’ambiente marino>>.

    Pensate a gallerie sotterranee da cui osservare i pesci? Eh, no: sono centri commerciali, negozi e ritrovi coperti.
    E agli artisti di strada sono riservati spazi appositi: le <<Torri degli incanti>>.
    <<Per facilitare la visitazione del mare>> senza contatti con la fastidiosa sabbia, ecco le <<Passerelle pensili sul mare>>; in alternativa, il litorale tra Porto Santa Margherita ed Eraclea, forse l’unico d’Italia integralmente in cemento.

    Tutto sarà bucolico. Pareti dipinte secondo rigorose <<Cartelle cromatiche>>. Spunteranno anche, nelle nuove darsene, le <<Isole della salute>>. Cioé? Delle beauty-farm.

    Altrettanto evocatori ma ingannatori certi nomi: se andate al <<Giardino delle vele a terza>> trovate un porto.
    Peggio se vi indirizzate al <<Giardino di pietà>>: è il cimitero di Caorle.

    Lessico e neologismi: ovvero come spacciare per sviluppo una mega speculazione con annesso massacro ambientale.

    Giardini dei profumi Lido del Sole
    Bosco Canoro Gallerie verdi
    Percorsi di immersione rurale
    Mitigazione visiva degli elementi detrattori

    Campi dei frutti perduti = Praterie da fieno e da fiori
    Campi degli aquiloni = Campi per gli sport di campagna
    Campi della Musica = Totem del turismo
    Giardini verticali = Pareti e tetti verdi
    Luoghi della socialità = Torri degli incanti
    Cartelle cromatiche = Giardino delle vele a terza

    Giardino di pietà = Cimitero!
    Indovina chi è uno dei fondatori del comitato contro il Palalvo?

  4. #14
    Hanno assassinato Calipari
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    Premesso che quello che propone Oneto riguarda un'entità statale e non comunale, a Caorle il problema immigrazione non esiste tranne per le zone più decadenti.

    Noi stessi anni fa ci siamo battuti, con assemblee pubbliche e coivolgimento dei soggetti sociali, perchè le istituzioni facessero da tramite perchè alcuni minorenni clandestini potessero lavorare, avevano un lavoro ma non potevano esser assunti in quanto minorenni clandestini. Infatti la legislazione assurdamente prevede che un minorenne clandestino venga "accudito" tramite scuola e altro, ma non possano lavorare.

    Parentesi a parte, mi interessa più la cultura "popolare" che quella "padronale". Magariq ualche veneto qui presente potrebbe segnalarmi qualcosa di interessante in pvt, iniziative o manifestazioni da organizzare.

  5. #15
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    beh adesso gli altri mi sparano visto che stiamo parlando di rifcom, se vieni eletto potresti pensare a qualche progetto per mettere a confronto al cultura veneta con culture foreste, tipo quella romena o altre.
    Potresti farlo a livello musicale, culinario, antropologico, (fiabe venete e fiabe romene) sociale, etc
    Dal punto di vista veneto non troverai diffioltà a trovare referenti culturali preparati nella tua area politica.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    anni e anni di pensiero autonomista per partorire questo.
    Ius primae noctis per tutti i consiglieri comunali

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Dragonball
    Ius primae noctis per tutti i consiglieri comunali
    Capirai, oramai le donne arrivano spose già belle "passate".
    Lorenzo Proia
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    Vice Coordinatore Movimento Giovani Toscani

  8. #18
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    Yuri, vai su www.eldraghbloeu.com
    è appena on-line in n° 4. Se lo scarichi vedrai che c'è un articolo dal titolo "Econazionalismo" che fa proprio il caso tuo e contiene della indicazioni che ti potranno essere utili anche per la tua realtà veneta.
    buon lavoro in difesa della Terra

  9. #19
    giovanni.fgf
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    Secondo me il signor Yurj e un indipendentisa , ma ancora non lo sà.

    con ossequi.

    caramella rossa o caramella blu?

  10. #20
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da PINOCCHIO
    beh adesso gli altri mi sparano visto che stiamo parlando di rifcom, se vieni eletto potresti pensare a qualche progetto per mettere a confronto al cultura veneta con culture foreste, tipo quella romena o altre.
    Potresti farlo a livello musicale, culinario, antropologico, (fiabe venete e fiabe romene) sociale, etc
    Dal punto di vista veneto non troverai diffioltà a trovare referenti culturali preparati nella tua area politica.
    In effetti, ci sono molte persone che a Caorle hanno scritto libri sulla storia del nostro paese.

    Grazie per l'idea

 

 
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