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Discussione: Processo contro Action

  1. #1
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    Processo contro Action

    Da http://www.amisnet.org/it/4587

    12/06/2006

    Si è svolta lunedì 12 giugno l'udienza preliminare del processo contro
    Action, il movimento di lotta per la casa accusato di associazione a
    delinquere finalizzata all'occupazione di immobili, ma occorrerà attendere
    qualche giorno per conoscere la decisione del gup in merito al rinvio al
    giudizio o al non luogo a procedere.

    Al centro delle riflessioni se un dramma sociale, quello della casa, possa
    essere ridotto a un problema di ordine pubblico da gestire attraverso
    l'intervento del potere giudiziario o se, invece, non spetti alla politica
    il compito di trovare delle soluzioni.
    Per la difesa, che ha letto le testimonianze a sostegno dell'attività svolta
    da Action da parte di amministratori capitolini, del gabinetto del sindaco e
    di alcuni presidenti di municipio, la tesi su cui si basa l'accusa di
    associazione a delinquere non è sostenibile in quanto il fine delle attività
    di Action non è l'occupazione di immobili ma il cambiamento delle politiche
    abitative.
    Gli sportelli per la mediazione della domanda e dell'offerta abitativa,
    strumenti istituzionali gestiti da Action in convenzione con i municipi,
    così come le deleghe alla partecipazione assegnate agli stessi attivisti
    contrastano con l'impianto accusatorio. Se così non fosse, allora si
    ammetterebbe l'esistenza di un sottosistema molto più complesso che andrebbe
    indagato.
    Dalla parte della difesa, fino a questo momento, la decisione della
    Cassazione di non applicare le misure cautelari richieste dall'accusa per
    sette dei dodici attivisti indagati per associazione a delinquere, così come
    il non luogo a procedere deciso meno di un mese fa da un altro gup in merito
    all'accusa di abuso d'ufficio nei confronti del presidente del Municipio X
    Sandro Medici per la requisizione di 15 appartamenti vuoti da anni da
    destinare all'emergenza abitativa .
    Nel frattempo gli attivisti di Action e decine di senza casa riunitisi a
    piazzale Clodio in occasione dell'udienza, hanno denunciato la minaccia di
    sgombero che pende sulla testa di più di centocinquanta famiglie alloggiate
    da anni negli stabili di via De Lollis a san Lorenzo e di via Carlo Felice a
    san Giovanni. La novità di stamattina è che la Banca d'Italia, proprietaria
    dello stabile di via Carlo Felice, ha chiesto di costituirsi parte civile
    nel processo.
    Per gli occupanti di case, in ballo ci sono due questioni di valore
    generale: se un movimento sociale possa essere equiparato ad una
    associazione di truffatori o di camorristi, e se occupare per scopo
    abitativo possa essere considerata una pratica delinquenziale di fronte
    all'immobilismo delle amministrazioni locali e dei governi che permettono
    che la gente continui a vivere in mezzo alla strada.
    Action rivendica il diritto alla casa come diritto fondamentale, sancito e
    difeso dalle leggi italiane e dal diritto internazionale, ma disatteso dalle
    pratiche di governo. Nessun tribunale finora si è espresso contro la
    violazione sistematica di questi diritti. Né le enormi plusvalenze
    accumulate dal mercato immobiliare, spesso anche in forme illegali, sono
    state messe a disposizione del fabbisogno abitativo.
    Il problema è dunque tutto politico e non giudiziario ed è con i mezzi della
    politica che va affrontato.
    A questo punto, continuano gli attivisti, bisognerebbe inquisire il Comune
    di Roma e il governo per incapacità politica, dal momento che continuano a
    fare accordi con gli immobiliaristi e i poteri forti (nel piano regolatore
    approvato da parte della scorsa consiliatura romana sono previsti 108 mila
    appartamenti, nessuno destinato all'emergenza; nella capitale si continuano
    a contare 9 mila case sfitte che potrebbero servire a calmierare gli
    affitti); il governo e l'amministrazione comunale devono predisporre misure
    immediate per far fronte a un'emergenza che nella sola capitale riguarda
    oramai più di 50 mila famiglie, metà delle quali sono in garduatoria da anni
    per l'assegnazione di una casa popolare.

  2. #2
    legione muti
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Da http://www.amisnet.org/it/4587

    12/06/2006

    Si è svolta lunedì 12 giugno l'udienza preliminare del processo contro
    Action, il movimento di lotta per la casa accusato di associazione a
    delinquere finalizzata all'occupazione di immobili, ma occorrerà attendere
    qualche giorno per conoscere la decisione del gup in merito al rinvio al
    giudizio o al non luogo a procedere.

    Al centro delle riflessioni se un dramma sociale, quello della casa, possa
    essere ridotto a un problema di ordine pubblico da gestire attraverso
    l'intervento del potere giudiziario o se, invece, non spetti alla politica
    il compito di trovare delle soluzioni.
    Per la difesa, che ha letto le testimonianze a sostegno dell'attività svolta
    da Action da parte di amministratori capitolini, del gabinetto del sindaco e
    di alcuni presidenti di municipio, la tesi su cui si basa l'accusa di
    associazione a delinquere non è sostenibile in quanto il fine delle attività
    di Action non è l'occupazione di immobili ma il cambiamento delle politiche
    abitative.
    Gli sportelli per la mediazione della domanda e dell'offerta abitativa,
    strumenti istituzionali gestiti da Action in convenzione con i municipi,
    così come le deleghe alla partecipazione assegnate agli stessi attivisti
    contrastano con l'impianto accusatorio. Se così non fosse, allora si
    ammetterebbe l'esistenza di un sottosistema molto più complesso che andrebbe
    indagato.
    Dalla parte della difesa, fino a questo momento, la decisione della
    Cassazione di non applicare le misure cautelari richieste dall'accusa per
    sette dei dodici attivisti indagati per associazione a delinquere, così come
    il non luogo a procedere deciso meno di un mese fa da un altro gup in merito
    all'accusa di abuso d'ufficio nei confronti del presidente del Municipio X
    Sandro Medici per la requisizione di 15 appartamenti vuoti da anni da
    destinare all'emergenza abitativa .
    Nel frattempo gli attivisti di Action e decine di senza casa riunitisi a
    piazzale Clodio in occasione dell'udienza, hanno denunciato la minaccia di
    sgombero che pende sulla testa di più di centocinquanta famiglie alloggiate
    da anni negli stabili di via De Lollis a san Lorenzo e di via Carlo Felice a
    san Giovanni. La novità di stamattina è che la Banca d'Italia, proprietaria
    dello stabile di via Carlo Felice, ha chiesto di costituirsi parte civile
    nel processo.
    Per gli occupanti di case, in ballo ci sono due questioni di valore
    generale: se un movimento sociale possa essere equiparato ad una
    associazione di truffatori o di camorristi, e se occupare per scopo
    abitativo possa essere considerata una pratica delinquenziale di fronte
    all'immobilismo delle amministrazioni locali e dei governi che permettono
    che la gente continui a vivere in mezzo alla strada.
    Action rivendica il diritto alla casa come diritto fondamentale, sancito e
    difeso dalle leggi italiane e dal diritto internazionale, ma disatteso dalle
    pratiche di governo. Nessun tribunale finora si è espresso contro la
    violazione sistematica di questi diritti. Né le enormi plusvalenze
    accumulate dal mercato immobiliare, spesso anche in forme illegali, sono
    state messe a disposizione del fabbisogno abitativo.
    Il problema è dunque tutto politico e non giudiziario ed è con i mezzi della
    politica che va affrontato.
    A questo punto, continuano gli attivisti, bisognerebbe inquisire il Comune
    di Roma e il governo per incapacità politica, dal momento che continuano a
    fare accordi con gli immobiliaristi e i poteri forti (nel piano regolatore
    approvato da parte della scorsa consiliatura romana sono previsti 108 mila
    appartamenti, nessuno destinato all'emergenza; nella capitale si continuano
    a contare 9 mila case sfitte che potrebbero servire a calmierare gli
    affitti); il governo e l'amministrazione comunale devono predisporre misure
    immediate per far fronte a un'emergenza che nella sola capitale riguarda
    oramai più di 50 mila famiglie, metà delle quali sono in garduatoria da anni
    per l'assegnazione di una casa popolare.
    solidarietà con le famiglie sloggiate, ma action è sempre sotto i politicanti o rif o arcobaleno cambia poco....meglio il BLOCCO

  3. #3
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    "Blocco"?! Che blocco?! Oddio, non dirmi che tiri in ballo i black bloc ora eh?!

  4. #4
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    "Blocco"?! Che blocco?! Oddio, non dirmi che tiri in ballo i black bloc ora eh?!
    voglio ricordare a tutti i forumisti qua presenti, che dicono di essere RIBELLI, che i coraggiosi guerriglieri dell'11 marzo di Milano (attaccati da destra atlantica neofascista e sinistra atlantica pseudo disobbediente,...) ANCORA SONO IN GALERA AD OPERA MILANO.....non c'è male x essere agenti del Berlusca

  5. #5
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    Legionà, mica ti capisco...
    Ora difendi gli antifascisti leoncavallini?!
    Chi ti capisce è bravo...

    Comunque, per me non dovrebbe esistere il carcere così com'è inteso oggi, quindi...

  6. #6
    legione muti
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Outis
    Legionà, mica ti capisco...
    Ora difendi gli antifascisti leoncavallini?!
    Chi ti capisce è bravo...

    Comunque, per me non dovrebbe esistere il carcere così com'è inteso oggi, quindi...
    ma che stai di erano ANARCHICI che si odiano con i leoncavallini e si so scontrati più volte con loro....

  7. #7
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    Vabbè, tu sai sempre tutto, no?
    Hai ragione... Ciao

 

 

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