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Discussione: Savitri Devi

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    Nicholas Goodrich-Clarke La sacerdotessa di Hitler, Settimo Sigillo, pp. 308 + pp. 32 di illustrazioni, Roma, 2006, Settimo Sigillo, euro 29,00
    Richiedere a: Libreria Ar, Largo Dogana Regia, 84121 Salerno, Tel/fax: 089 221 226, libreriaar@tin.it www.libreriaar.it




    Junges Forum Nr. 5: 100 Jahre Savitri Devi, In lingua tedesca, numerose fotografie, 7,50 Euro. Richiedere a Regin Verlag, Postfach 2129, D-47632 Straelen
    E-Post: info@regin-verlag.de http://www.regin-verlag.de/




    http://www.savitridevi.org/article-italian3.html
    http://www.thule-italia.org/biografie/Devi/Devi.html
    http://www.thule-italia.org/oriental...zaTerapia.html
    http://www.thule-italia.org/orientale/RocceSole.html
    http://www.thule-italia.org/oriental...UomoTempo.html
    http://www.thule-italia.org/letterar...vaCiclica.html
    http://www.thule-italia.org/oriental...Occidente.html
    http://www.insegnadelveltro.it/catal...ia_nazismo.htm

    Sigrid Helia
    SAVITRI DEVI, LUCE D'OCCIDENTE
    Articolo dal n. 13 hiver 2002 di Réfléchir & Agir. Revue autonome de désintoxication idéologique. http://www.reflechiretagir.fr.st/

    Maximiani Julia Portas, nota più tardi col nome di Savitri Devi, nacque a Lione il 30 settembre 1905 da una famiglia d’origine greca. Giovane molto promettente, Maximiani si distingue particolarmente negli studi. Dopo un corso di studi orientato verso le lingue (giovanissima padroneggerà l’italiano, il francese, l’inglese, e in seguito, il tedesco, l’islandese, il bengali e l’indi) si appassiona ai testi basilari dell’antichità greco-romana in versione originale. Diabolicamente eclettica si dedica anche allo studio della letteratura. Dopo la laurea in Lettere del 1928 a Lione, si dedica anche a studi universitari di fisica e chimica (diplomi universitari in chimica nel 1930 e chimica biologica nel 1931) e nel 1935 ottiene il dottorato in Lettere. Sensibile all’eredità ellenica, affermerà qualche anno più tardi, che la Grecia “ha rappresentato una civiltà di ferro, radicata nella verità; una civilizzazione che possedeva tutte le virtù del mondo antico e nessuna delle sue debolezze, tutte le realizzazioni tecniche della modernità senza l’ipocrisia, la meschinità e la miseria morale dell’età moderna.” (Pilgrimage). Usando le sue competenze linguistiche, percorre il medio-oriente alla ricerca di una sopravvivenza fisica della sacralità pagana delle origini. Durante un pellegrinaggio in “Terra Santa” rimette in discussione il Cristianesimo, “superstizione dell’uomo” antropocentrica e mortificante “religione di schiavi” a rimorchio d’Israele. Viene attratta da un panteismo “biocentrato” che ricerca a partire dalla feconda eredità di Ipazia, dell’imperatore Giuliano e di Widukind che avevano resistito al nuovo ordine religioso instaurato in Europa due millenni or sono dai settari seguaci di Cristo. Maximiani si stabilisce in India nel 1936 e prende il nome di Savitri Devi in onore delle brillanti anime solari venerate dall’Induismo. Portata dalla sua ricerca verso una spiritualità fondata su un’idea di una gerarchia naturale degli esseri e dei doveri, sarà in questa aryavarta – territorio degli ariani d’oriente – che lei cercherà le virtù che aveva ammirato nei libri:

    “ Gli altri popoli hanno conservato la lista dei propri re e le rovine dei loro templi: hanno una storia. Ma hanno perduto la Tradizione dell’essenziale che l’India conserva.” (L’Etang aux lotus).

    Si presenta come pellegrina a Swami Satyananda presidente della Missione Indù. Questo movimento di riconquista identitaria e culturale si oppone ai guasti “caritatevoli” prodotti dalla guerra di sovversione condotta dai missionari cristiani che conoscono le basi dell’Induismo ma fanno un “commercio spirituale” della miseria indiana. Egli le spiega la sua visione del mondo, lei si dichiara “Pagana – che ha sempre rifiutato la conversione, circuita od imposta, alla religione di Paolo di Tarso della sua Europa natale” e che “vuole lavorare per impedire che il solo ed ultimo paese ad aver mantenuto (almeno in parte) gli Dei ariani – l’India – segua l’esempio funesto dell’Occidente e cada, pure lui, sotto l’influenza spirituale ebraica” (Souvenirs et réflexions d’une aryenne). Insegna storia indiana e inglese in un college di Delhi e collabora alla traduzione di testi filosofici e religiosi diretti ai paesi occidentali per diffondere ed eternare gli insegnamenti dell’Induismo, branca orientale della nostra stessa religiosità scomparsa. Sostenendo l’opinione comune in India secondo la quale Hitler fosse l’avatar occidentale del dio Vishnu, Satyananda accetta l’aiuto di Savitri Devi, anche lei di simpatie nazionalsocialiste, che si propone come conferenziera itinerante nel paese. Strettamente controllata dalla polizia è allora sospettata di fomentare una rivolta nazionalista ad opera di gruppi ostili all’occupazione inglese. Senza ulteriori convenevoli i britannici tentano di assassinarla numerose volte. Lasciando agli aristocratici bramini il compito di resistere con le preghiere lei sceglie consapevolmente la via del kshatriya politico e s’inserisce nei ranghi del RSS, movimento giovanile patriottico antenato del BJP degli anni ’90. Militante radicale contribuisce a formarne la struttura sul modello fascista italiano. Frequentando le caste più elevate Savitri Devi fa la conoscenza di Asit Krishna Mukherji un biondo storico bramino che pubblica la rivista nazionalsocialista New Mercury dal 1935 al 1937. Con l’intermediazione del RSS prosegue un lavoro clandestino di sabotaggio anti-britannico sotto forma di pamphlet educativi e di conferenze. Incontra il leader nazionalista indiano Chandra Bose, futuro fondatore del Indian National Army che lotterà a fianco del Giappone per scuotere l’India dal vergognoso giogo coloniale. Si diffonde la dottrina dell’Hindutva (proto-nazionalismo divulgato da V. D. Savarkar dal 1929) e Savitri spiega la natura della sua lotta nel saggio A Warning to the Hindus del 1939. Incita il popolo indiano alla vigilanza di fronte al pericolo demografico e culturale musulmano. Sostiene la necessità di “induizzare” preventivamente la vulnerabile massa dei fuori-casta più permeabili ad una religione salvifica di tipo semitico come l’Islam. La seconda guerra mondiale scoppia in Europa e tutte le attività a carattere filo-tedesco vengono proibite in India. Sospettata di simpatie nazionalsocialiste, Savitri Devi diventa cittadina britannica grazie a Sri Mukherji, che le offre la sua protezione attraverso un matrimonio bianco concluso nel 1940. Durante un decennale percorso iniziatico attraverso l’India, Savitri Devi Mukherji redige degli appunti di un viaggio di centinaia di chilometri da Benares a Peshawar. In queste note divenute L’Etang aux lotus (1940) descrive la frattura che oppone l’inglese, turista pretenzioso e borghese, alla prestanza aristocratica dell’indù. Savitri spiega la sua scelta di campo a favore di un India brulicante e sporca per il suo rifiuto del carattere “ febbrile e transitorio” delle nostre società occidentali igieniste ma vacue e false. Espone la sua versione per una strategia che possa superare in modo puntuale I pregiudizi sociali e confessionali e sostiene nel The Non-Hindu Indians and the Indian Unity le ragioni di una riconquista del potere degli autoctoni. Questo sentimento nazionale fabbricato frettolosamente non trova che un eco modesto in territori dove la coscienza patriottica si limita di sovente alla semplice sopravvivenza della propria casta. A partire dal 1942 Savitri Devi si entusiasma per Akhenaton, faraone del XIV secolo prima di Cristo, conosciuto in Egitto per aver imposto una riforma religiosa monoteista a carattere solare. Ci si potrebbe chiedere che tipo d’interesse possa nutrire una pagana verso un settario seguace di Aton, dio unico in nome del quale furono distrutti i templi dei suoi antenati. Tuttavia, esisterebbe un legame lontano, nelle pretese origini ariane del faraone. Il culto di Aton, applicato come soluzione alle diatribe spirituali delle nostre società moderne permetterebbe di riunire un Occidente e un Oriente ariano rigenerato con il legame comune di una spiritualità solare. Una visione del mondo archeofuturista che ci viene proposta, ben prima di Faye, nel A Son of God: The Life and Philosophy of Akhnaton, King of Egypt scritto tra il 1942 e il 1945 a Calcutta.

    Dopo un soggiorno indiano d’otto anni grazie al suo “assegno in bianco” nuziale, Savitri parte per rifugiarsi in Europa con un passaporto inglese in tasca… Nel 1944 percorre una Francia sconvolta. Nel The Lightning and the Sun, pubblicato clandestinamente a Calcutta nel 1958, farà l’analisi della sconfitta del suo campione. Secondo lei, Hitler era stato davvero l’avatar di Vishnu venuto a ristabilire l’ordine tradizionale e a risalire la corrente temporale del Kali-Yuga o età oscura per arrivare al Satya-Yuga o età dell’Oro. Nel suo libro definisce una gerarchia nell’attitudine dell’Uomo a confrontarsi col Kali-Yuga, fine di ciclo caratterizzata dall’inversione dei valori tradizionali. C’è innanzitutto l’Uomo dei tempi ultimi che, avido d’oro e d’onori si agita egoisticamente per i propri interessi. Poi c’è quello che, al di sopra dei tempi, rifiuta ogni coinvolgimento nel mondo e si orienta verso la spiritualità. Questo è generalmente il Bramino incompreso e beffeggiato. Solo per ultimo viene l’Uomo che si oppone ai tempi, il mistico militante che applica con violenza la volontà divina di restaurazione dell’età dell’Oro. Secondo Savitri Devi, Hitler era quest’Uomo, e la sua morte non mette minimamente in causa il combattimento contro i tempi.

    Nel 1945, con la fine della guerra, termina a Lione il suo manoscritto Impeachment of Man che sarà pubblicato a Londra nel 1959. Impregnato di filosofia orientale manifesta una volontà integrale di difesa degli animali e la sua avversione radicale verso la caccia, la corrida e la macellazione. Esprime il suo favore all’eugenetica e all’eutanasia come misure di salute pubblica e prevenzione in un mondo in cui il problema demografico cresce in modo rapidissimo sia nel terzo mondo che altrove. Spinta dalla sua missione, indifferente alla repressione delle idee connesse all’ideologia sconfitta, Savitri Devi prosegue candidamente la sua ricerca della Tradizione sperando di ricostruire un Europa sull’esempio indo-ariano dei Veda. Nel corso delle sue peregrinazioni in occidente in qualità di costumista di teatro si reca in Islanda, in Svezia passando per Inghilterra e Germania dove viene arrestata nel 1948 con l’imputazione di “propaganda nazionalsocialista”. Viene condannata a tre anni nella prigione di Werl, sconta solo sei mesi dopo di che torna a divulgare la fede della nuova Europa. Ammessa nelle confraternite dei veterani di guerra imprigionati con lei viene rilasciata grazie all’intervento del marito. Nel 1950, Savitri Devi pubblica Defiance, autobiografia della sua missione di propaganda in Germania e della sua discesa nelle carceri del Sistema. Due anni dopo edita Gold in the Fornace che tratta delle condizioni di vita quotidiane nella Germania del dopoguerra, dei suoi incontri con i fedeli nazionalsocialisti che resistono all’occupazione alleata. Nonostante un’interdizione all’accesso nel territorio decide di rivedere i suoi amici tedeschi verso la fine del 1952 grazie ad un passaporto falso. L’anno successivo entra in Austria e visita i luoghi della giovinezza del Führer. Dall’Obersalzberg a Monaco fino a Norimberga si riavvicina spiritualmente agli avvenimenti che non aveva vissuto perché impegnata in una lotta antesignana dall’altra parte del mondo. Nel suo Pilgrimage del 1958 il lato militante fa posto ad una gnosi nazionalsocialista con riferimenti all’Induismo che si oppone ad un mondo desacralizzato ed ostile. All’inizio degli anni ’50 Savitri Devi conosce Otto Skorzeny, l’intrepido liberatore di Mussolini, organizzatore tra il 1949 ed il 1952 della rete di fuga ODESSA che la presenta a Leon Degrelle il capo rexista belga comandante della divisione SS Wallonie. Nel 1962 l’inglese Colin Jordan fonda la World Union of National – Socialist (WUNS). Nei paesi del nord Europa si pensa che possa essere il segnale di rinnovamento tanto atteso da Savitri Devi che si precipita in Inghilterra, per diventare membro fondatore e fervente attivista di questa organizzazione. Nel 1967 Savitri Devi convinta dalla lettura de “La menzogna di Ulisse” comincia ad influenzare il futuro editore Ernst Zündel. Torna in India, sua terra di elezione a sessantacinque anni. Nel 1971 termina il suo manoscritto Souvenirs et réflexions d’une aryenne opera magistrale che consacra una vita intera d’impegno e di lotta. Con il suo stile epico mescolato a solide basi filosofiche costituisce una fondamentale opera di riferimento. Stabilitasi a Delhi presso il marito Sri Mukherji, Savitri Devi redige Ironies et paradoxes dans l’historie et la légende, antologia di curiosità storiche legate alla “doppia morale” giudaica ereditata dall’occidente cristiano. Sempre in relazione con l’Europa viene contattata nel 1978 da Ernst Zündel che la sottopone ad una lunga intervista registrata della durata di dieci ore. Passano tre anni ed il desiderio di rivedere l’Europa diviene troppo forte. Savitri Devi torna in Germania e nuovamente in Francia dove soggiorna vicino a Losanna. Nel 1982 viene invitata in america per una serie di conferenze. Parte con fatica verso l’Inghilterra ed al momento dell'imbarco viene colta da un infarto che la uccide. Nel luogo dove riposano le ceneri del fondatore del movimento statunitense Rockwell, l’urna funeraria di Savitri Devi troneggia insieme a quelle d’altre icone di personaggi che si sono opposti ai tempi. Sotto la corona mortuaria secondo le sue volontà c’è una runa Man capovolta. Per la devozione irrazionale che una sposa mistica vota al suo dio, Savitri Devi è rimasta fedele alla fede purissima delle origini ariane dell’Occidente. Comprendendo la Tradizione nella sua accezione più ampia, lontanissima dalla contingenza meschina di nazionalismi e sciovinismi moderni, ella ha fatto sua la legge brahmanica del “tutto è uno” che coordina ciascun elemento dell’Universo al suo posto adeguato. La reputazione di questa donna straordinaria che ha compiuto il giro dei nazionalismi contemporanei provocando a qualcuno un sorriso compassato ad altri un ammirazione incondizionata per la testimonianza vivente della fede di Wewelsburg e della Bhagavad Gita. In tutti i casi, tuttavia, il suo ricordo impone il rispetto dovuto al soldato politico, all’Essere contro i suoi Tempi.
    “Wir sind das lautere Gold, das im Schmelztiegel auf die Probe gestellt ist. Lasst den Ofen flammen und brausen! Es gibt nicht, was im Stande ist, uns zu zestören!“



    Bibliografia di Maximiani Julia Portas – Savitri Devi Mukherji (30/9/1905 - 22/10/1982) (tra parentesi la data di composizione dello scritto)


    L’Etang aux lotus Calcutta 1940 (1935-1936)
    A Warning to the Hindus Calcutta, 1939 (1937-1939)
    The Non-Hindu Indians and the Indian Unity Calcutta, 1940 (1940)
    Akhnaton’s Eternal Message: A Scientific Religion 3300 Years Old Calcutta, 1940 (1940)
    Joy of the Sun: The Beautiful Life of Akhnaton, King of Egypt Calcutta 1942 (1942)
    A Son of God: The Life and Philosophy of Akhnaton, King of Egypt London, 1946 (1944)
    Akhnaton: A Play Londra, 1948 (1947)
    Defiance Calcutta, 1950
    Gold in the Furnace Calcutta,1953 (1948-1949), tradotto in tedesco da Lotte Asmus
    Gold im Schmelztiegel : Erlebnisse im Nachkriegsdeutschland Padova ,Ed.Ar, 1982
    Paul de Tarse, ou Christianisme et juiverie Calcutta, 1958 (1957) tradotto in italiano
    Cristianesimo e Giudaismo (Paolo di Tarso) Arya 5, Montreal, 1981
    Pilgrimage Calcutta, 1958 (1953-1954)
    The Lightning and the Sun Calcutta, 1958 (1948-1956)
    Impeachment of Man Calcutta, 1959 (1945)
    Hart wie Kruppstahl sconosciuto (scritto tra il 1961 e il 1963)
    Souvenirs et réflexions d’une aryenne Calcutta, 1976 (1968-1971), il decimo capitolo tradotto in italiano in Savitri Devi
    India e il nazismo Parma, Ed. all’insegna del Veltro, 1979
    Long Whiskers and the two legged Goddess Calcutta, sd (1957-1961)
    Shinto la via degli Dei in Arya 4 July 1980 Montreal (1979)

    Inediti
    For ever and ever (poemi inediti composti nel 1952 – 1953)
    Ironies et paradoxes dans l’historie et la légende (saggio inedito)

    http://www.savitridevi.org/

    Omaggio a Savitri Devi in Arya 2 Montreal
    Lotte Asmus e Vittorio De Cecco La missionaria del paganesimo ariano in Risguardo 4, Ar, 1984
    Nicholas Goodrick Clarke Hitler’s priestess New York, New York University Press, 1998

  2. #2
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    And Time Rolls On

    a poem by Savitri Devi



    And time rolls on.
    And every empty day that slowly fades away,
    as uneventful as any other one,
    into the mist of unrecorded history,
    brings us along our strenuous way,
    nearer the heart’s desire of the revengeful,
    nearer the doom of those whom we resist,
    nearer the unfailing end of this atrocious night,
    nearer the yet well-hidden goal for which we fight,
    the one undying dream for which we live,
    while we never forget, never forgive.
    And time rolls on.
    And every dreary hour that passes by into eternity
    glaringly shows the soundness of our claim,
    and tells the world the inanity of thy enemy’s victory,
    while bringing thy dismembered nation
    new strength and new prosperity, new hopes of unity,
    with the increasing certainty of our return to power,
    and both our persecutors’ further fears of unavoidable annihilation.
    And thus we march invincibly towards our lofty end
    along the way of blood and tears.
    It matters not how much we gave.
    It matters not how much we shall yet give,
    to see all those who hated thee descend into their graves
    after they groan under our whip for years and years.
    For we never forget, never forgive.

    And time rolls on.
    And every fleeting second brings us
    further away from the long nightmare of defeat,
    nearer the glory of our dawning day,
    nearer the time we shall begin again,
    nearer the morn of thy unending reign,
    when thy adoring people shall repeat,
    in frenzied spell-like cheers,
    the now forbidden words of faith and pride.
    And when, for countless scores of years,
    the nations of the west that have refused to side
    with thee and fight the common foe and live,
    will lie in ruins at out feet,
    while we never forget, never forgive.

    And time rolls on.
    With us, they did not reckon
    when setting forth their vast utopian schemes.
    They thought thee dead, and us also.
    They thought our faith had slackened.
    They thought, the fools, that they could rely
    upon our loyalties to values which we hate.
    They thought they could send us to die
    without us ever asking why,
    when we had grown too weary to say no.
    They though they had become the masters of our fate.
    And here we rise and here we stand,
    and give the world to understand,
    that we shall never fight but for our same old dream.
    For honor and for might, and what we know is right.
    For the joy of asserting the privileges of our birth.
    For thee, for greater Germany, for Aryan rule upon this earth.
    The gospel of perennial truth in its new form
    which we came to proclaim, and which is more, to live,
    while we never forget, never forgive.

    And time rolls on.
    Nothing can break our spirits, nor alter our allegiance to thee
    and to the German Reich, home of the best,
    stronghold and hope of Aryan mankind in the West.
    Of all thy enemies can say or do
    to gain our favor that they so require,
    nothing can shake our faith.
    Nothing can ever mar our loyalty to the old oath.
    Nothing can kill our will to rise again.
    Every new step the former great allies take towards us,
    we meet with a new grievance.
    No threats can force us to believe their lies.
    No bribery can keep our hearts from hating both.
    Happier as the storm draws nigh,
    we wait and watch events go by.
    We wait and watch the signs of war.
    The hopes of liberation,
    the coming chances of thy nation
    to seize the lead of sunset lands once more.
    And we are confident in our own strength
    and we are grateful to the immortal gods who made us free.
    Serene, even in hell, and loving only thee.
    Having nothing to lose and all to give.
    Faithful when all become unfaithful,
    while we never forget, never forgive.



    Athens, March 26th, 1953

  3. #3
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    Copertina di Defiance dipinta da Savitri Devi per Muriel Gantry



    Copertina di Gold in the Furnace dipinta da Savitri Devi



    Copertina di Pilgrimage dipinta da Savitri Devi



    Savitri Devi in Egitto nel 1934

  4. #4
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    Predefinito per chi fosse interessato è uscito ieri il libro

    LA SACERDOTESSA DI HITLER
    Autore:Nicholas Goodrich-Clarke
    Editore:Settimo Sigillo



    Recensione:
    Savitri Devi, ovvero Maximiani Portas (1905-1982) è stata un personaggio importante nel panorama della cultura di destra di “frangia” nel dopoguerra. Con una formazione intellettuale di tipo classico (era greca d’origine) approdò all’induismo come ultimo baluardo pagano dell’“arianità”: proprio di quest’ultima si fece strenue sostenitrice fino ad arrivare al concepimento di un’originale forma di culto incentrata sulla persona di Adolf Hitler, considerato come l’“ultimo avatar”. Per far ciò volle continuare da sola quella guerra persa dal suo idolo facendo opera di promozione nei movimenti neonazisti del primo periodo postbellico: diede testimonianza anche della situazione della Germania sconfitta e del suo popolo umiliato che aveva creduto di essere destinato a cambiare il mondo e ad aprire una nuova era. L’influenza di Savitri Devi sul neopaganesimo, sul pensiero dei Verdi e sull’occultismo della fine del secolo scorso sono stati sottovalutati dalla bibliografia corrente, ma vengono per la prima volta messi in luce da questa biografia scritta da Nicholas Goodrick-Clarke: Savitri Devi, la “sacerdotessa di Hitler”, costituì una personalità che oggi verrebbe definita underground, ma non per questo meno influente nella società occidentale.

    fonte: www.scriptamanent.biz

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    che donna! h.h.

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    Bellissima la poesia mi son quasi commosso...

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    Gradita versione in italiano...

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    Savitri Devi in Grecia 1930

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    Ancora in Grecia nel 1933

 

 
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