Amici, lo sapevate che il Professore era stati insignito del premio MIGLIOR STUDENTE DELL'EMILIA ROMAGNA messo in palio dal Rotary?
Il Presidente Prodi ha un'intelligenza mostruosa.
Quando supero' l'esame di diritto Privato disse questa frase: TRA ME E LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO NON C'E' PIU' ALCUN OSTACOLO. Il Presidente Prodi è un profeta.
Il Presidente Prodi ha preso tutti e solo 30 e lode all'Università.
Il Presidente Prodi a 34 anni insegnava Economia all'Università di Harvard.
Il Presidente Prodi a 38 anni diventava il più giovane ministro della storia e ci portava nello Sme, il Serpente Monetario Europeo.
Il Presidente Prodi nel 1997 ha ridotto il deficit dall'8 al 2,7% e ci ha portato nell'Euro realizzando il sogno che avevamo da bambini.
Il Presidente Prodi è l'unico italiano che abbia mai fatto il Presidente Europeo.
Il presidente Prodi è l'unico italiano che ha battuto Berlusconi in tutte le 5 elezioni alle quali ha partecipato.
Corriere 14.6.2006
Il Professore a scuola Ironia del Polo: presuntuoso L’ex compagno Treu: Romano sempre il migliore
Calderoli lo vorrebbe «dietro la lavagna con le orecchie sulla testa e in ginocchio sui ceci». Gianfranco Fini parla di «presunzione deprecabile». Eppure Romano Prodi - parola del compagno d’università Tiziano Treu - «secchione» lo era davvero: «Fu eccellente, sempre. Nel concorso d’ammissione al collegio Augustinianum della Cattolica arrivò primo. E io secondo». Insomma, quando Romano Prodi annuncia di voler essere «il primo della classe», si rifà a un passato da studente modello. Tanto che, all’atto del diploma classico, vinse persino una crociera sul Mediterraneo, messa in palio dal Rotary per il miglior studente dell’Emilia Romagna: voti ottimi soprattutto in Italiano e storia dell’Arte (9), qualche difficoltà in latino ed educazione fisica (7). Poi arrivò l’università, con un trionfo di 30 e 110 e lode finale. Eppure qualche pecca c’è anche nel passato scolastico di Prodi, come ammette lui stesso e come racconta la moglie Flavia nel libro «Insieme»: «Complessivamente, io e Romano eravamo bravi a scuola: nel suo caso, salvo le medie inferiori». Già, perché gli implacabili insegnanti delle medie non apprezzarono le doti intellettuali del futuro premier e lo sconsigliarono dal proseguire gli studi. Lui invece, cocciutissimo, non solo si iscrisse al liceo ma, come racconta Flavia, gettò in un tombino la lettera dei prof. Da allora cominciò la sua carriera del primo della classe. Con un episodio premonitore, all’atto dell’esame di diritto privato. Romano, euforico per il buon voto, lanciò il codice civile lungo i corridoi e gridò: «Tra me e la presidenza del consiglio non ci sono più ostacoli».




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