
Originariamente Scritto da
Puffo nero
Ci hanno messi di fronte ad una scelta: accettare o rifiutare la devolution, in italiano devoluzione, un traguardo storico da raggiungere per le autonomie anti-nazionali, un passaggio obbligato a favore dell’Unione europea e del più ampio processo di golbalizzazione. In realtà, un piano favorito da tutti i partiti ed i loro leader.
Prima fra tutti, la Lega Nord di Bossi che fino dalla sua nascita perseguiva la secessione, oggi non si chiama più secessione ma devolution, in italiano devoluzione. In realtà la cosiddetta devolution non è stata ostacolata da nessuno, tutti i partiti ed i loro leader, chi più chi meno, sono stati complici, perché l’obiettivo comune è lo smantellamento dello Stato-Nazione. Lo scontro non è come si vuol far credere fra il centrodestra ed il centrosinistra che accusa Berlusconi di cambiare la Costituzione Italiana; in verità della Costituzione non è rimasto nulla fin da quando sono stati siglati i Trattati che le hanno tolto sovranità ed indipendenza in favore dell’Unione europea e di quel processo di globalizzazione. Senza contare che entrambe le parti, destra e sinistra, con la complicità dei mass media, sono ben felici che gli Italiani vadano a votare un referendum senza sapere cosa vanno a votare, ignorandone l’importanza.
Il referendum sulla devolution si terrà il 25 e 26 giugno; essendo un referendum confermativo non sarà necessario il quorum, cioè la legge sarà promulgata semplicemente se i voti favorevoli supereranno quelli sfavorevoli, al di là dell’affluenza. In verità, ci sono dei passaggi positivi nella riforma, come ad esempio la riduzione del numero dei parlamentari, ma nel suo complesso è inaccettabile, perché è una riforma anti-nazionale che mira a dividere l’Italia e gli italiani con un processo lento ma inesorabile; per questo, nella riforma, vogliono lasciare gestire alle regioni l’educazione.
Invito a votare NO per l’unità d’Italia e dello Stato centrale, perché è l’unico mezzo per difendere l’identità nazionale e la libertà degli italiani dal processo di globalizzazione.