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Discussione: Acqua, Bene Comune

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    Predefinito Acqua, Bene Comune


    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Articolo pubblicato di Liberazione dell' 1.6.2006

    L'acqua nel programma dei 100 giorni.

    A come acqua: "L'acqua è un BENE COMUNE, la cui proprietà e gestione
    deve rimanere in mano pubblica".

    Questo è quanto sta scritto nel programma di governo dell'Unione.
    E questo è uno di quei 3 o 4 impegni come il ritiro delle truppe
    dall'IRAK senza se e senza, la revisione della legge30…che il nuovo
    governo non può eludere.
    Uno di quelli che dà l'idea del cambiamento con il passato, un
    segnale forte per i fatidici primi 100 giorni.
    Invece il documento d'intenti del governo in circolazione, non ne fa
    menzione e il voto sulla direttiva Bolkestein con la quale in Europa
    si da il via libera al mercato dei servizi compreso quello dell'acqua,
    non è un bel segno e ci sia permessa la considerazione, sembrano
    accogliere più le pressanti richieste di Montezemolo e di
    Confindustria che quelle del Movimento sull'Acqua.
    Noi invece ci aspettiamo che quanto affermato solennemente nel
    programma dell'Unione venga riaffermato e in tempi utili con le
    scadenze dalla politica.
    Quanto scriviamo è perciò rivolto al Presidente del Consiglio, a
    tutta l'Unione e in particolare a quella parte del governo che con noi
    si è battuta in questi anni.
    A tutti quanti ricordiamo che i tempi sono stretti e sono scanditi da
    leggi direttive e scadenze,
    Vogliamo perciò a questo proposito, elencare concretamente queste urgenze.
    1° La direttiva Europea Bolkestein appena votata, continua a
    prevedere l'acqua e il servizio idrico soggetti alla direttiva stessa
    e come scrive Mirko Lombardi su Liberazione, questa è una inesorabile
    spinta alla Mercificazione.
    E lo è in particolare per il nostro paese, per come è concepita la
    sua legislazione che considera l'acqua un servizio di carattere
    economico.
    Non lo è per l'Olanda, il Belgio, l'Austria, la Svezia, che
    considerano l'acqua un servizio di interesse generale.
    2° Il governo Berlusconi ci lascia la "Delega ambientale" che
    restringe ancora di più i margini a disposizione per la gestione
    pubblica del servizio idrico,
    3° la finanziaria del 2003 fissa nel 31 di dicembre 2006 il termine
    ultimo per gli affidamenti alle società di gestione, dopo di ché
    devono essere indetti i bandi di gara per l'ingresso dei privati.
    Se non si interviene subito su queste tre questioni la MERCICAZIONE
    dell'acqua nel nostro paese è assicurata al di la delle belle parole
    del programma.
    Da qui la richiesta di inserire nei provvedimenti dei primi 100
    giorni, un urgente pacchetto di misure sull'acqua:
    - Occorre si vari urgentemente un provvedimento che ridefinisca il
    carattere dei servizi, prima di tutti l'acqua la cui caratterizzazione
    di Bene Comune è innegabile e definita dallo stesso programma
    dell'Unione, da porre fuori dal campo di applicazione della
    Bolkestein.
    - Occorre una norma ad hoc che proroghi il termine del 31 Dicembre
    per la messa a gara dei servizi.
    - Occorre che venga sospesa la delega ambientale per poter ragionare
    assieme governo e movimenti attorno alle prospettive.
    Inoltre sarebbe bene evitare che l'automaticità delle scadenze e le
    interpretazioni di obbligatorietà della legislazione, facciano da
    alibi alla "fregola" privatizzatrice di molti amministratori locali.
    Non vorremmo sembrare "illusi"nel pensare che il governo dell'Unione
    deve diventare il governo dell'acqua RES PUBBLICA, che fa uscire
    l'acqua dalle privatizzazioni – liberalizzazioni - mercificazione, per
    farla entrare nella ripubblicizzazione – partecipazione - bene comune.
    E' possibile? Guardate che su questo si gioca molta della credibilità
    del centro sinistra.
    Dopo di che ci confronteremo su tutta la politica dell'acqua.
    C'è la situazione delle privatizzazioni già avvenute, in Toscana,
    Emilia, Liguria ecc.., c'è la questione della città di Milano, la
    presenza delle multinazionali francesi e del capitale speculativo
    italiano dentro le SPA che gestiscono i servizi idrici, c'è la
    strategia delle multiutility regionali e l'ingresso delle banche nella
    gestione dei servizi pubblici, cosa apertamente perseguita dal centro
    destra, da Formigoni e dalla giunta regionale Lombarda
    C'è la necessità di mettere in cantiere una legge di indirizzo su
    tutta la materia, che metta ordine nell'anarchia legislativa esistente
    non solo nei servizi idrici, ma negli usi idrici in agricoltura,
    nell'industria, sul governo dei bacini.
    Il Movimento Italiano dell'Acqua sta già lavorando attorno ad una
    legge di iniziativa popolare.
    Ma è chiaro che il silenzio del governo sul pacchetto iniziale cambia
    gli approcci futuri in un senso o nell'altro.
    E poi la partita dell'acqua si gioca anche sugli scenari europei e
    internazionali.
    L'agenda internazionale del governo non può ignorare i successivi
    passaggi della Bolkestein i negoziati GATS del WTO dai quali l'acqua
    deve essere sottratta. I rapporti con i paesi dell'America Latina dove
    l'acqua del rubinetto, in bottiglia o dei fiumi, il gas, il petrolio e
    le foreste, sono terreni di scontro politico, di crescita di coscienza
    del bene comune, di formazione di governi, di richiesta di confronto
    con l'Europa, ecc…
    Guardate che non stiamo esagerando quando affermiamo che la politica
    mondiale ha dichiarato il proprio universale fallimento a Città del
    Messico, quando 148 governi, compreso il nostro, hanno legittimato e
    ubbidito agli ordini di una istituzione privata gestita da
    multinazionali, quando hanno deciso che l'acqua non è un diritto
    umano, quando hanno dichiarato che non sono in grado di garantire
    l'accesso all'acqua a 1,4 miliardi di persone che ne sono prive e che
    per questo sono escluse dalla vita.
    Come ci si confronta in futuro su queste scelte? Con quali modalità?
    Anche questo pensiamo sia un punto di estrema qualificazione per un
    governo di centro sinistra.
    Guardate che la capacità di ascoltare la società civile e di renderla
    partecipe delle scelte nazionali ed internazionali è oggi un passaggio
    obbligato per la politica, per quella di sinistra in particolare.
    Guardate che le delusioni covano dietro l'angolo e sono nuvole
    minacciose che si accumulano.
    In America Latina almeno la sinistra ci sta provando a rinnovare la politica.
    Lula dopo la delusione e la corruzione, cambia registro, apre un
    difficile confronto con i movimenti. Chavez i movimenti li incontra,
    ascolta e discute con loro. Abel Mamani il ministro dell'acqua
    Boliviano partecipa con serietà ed umiltà ai movimenti stessi e ai
    loro Forum internazionali. Questi non sono automatici esempi da
    seguire in Italia, ma il problema del rapporto movimento – politica –
    istituzioni esiste più che mai nel nostro paese, anche con questo
    governo e si misura dai suoi primi 100 giorni.
    Si discute molto di autonomia dei movimenti dalla politica, ma il
    vero e drammatico problema che viviamo, è l'autonomia che la politica
    ha dai movimenti, il suo distacco dal sociale.
    E' vero che per i movimenti non devono esserci "governi amici", ma è
    altrettanto vero che abbiamo bisogno di "amici" dentro ai governi,
    dentro la politica. Abbiamo bisogno di poter esercitare il diritto a
    rifondarla questa benedetta politica perché anche lei è un bene
    comune.
    Per questo vogliamo vedere l'attivizzazione al nostro fianco della
    "politica amica" a tutti i livelli, per questo siamo in attenta attesa
    di rapide risposte a questi nostri interrogativi.
    Buon lavoro amici, non deludeteci

    Emilio Molinari
    (Presidente del Comitato Italiano per un Conttrato Mondiale sull'Acqua)




    --
    IL 25 ED IL 26 GIUGNO AL REFERENDUM
    VOTA, E FAI VOTARE, MILIONI DI NO per abbattere la controriforma della
    Lega Nord, mai e poi mai una Costituzione scritta da Calderoli.

    TUTTO E' DI TUTTI

  2. #2
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    Contro l'Unione Europea prigione dei Popoli Per un'Europa di Nazioni libere, eguali e sovrane!
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    Predefinito

    Non sono molto ottimista e temo una privatizzazione in massa dell'acqua ina Italia. Per questo motivo è necessario fare il massimo di pressione sull'Unione e sulla sua ala sinistra perché è il centrosinistra a controllare la maggior parte delle amministrazioni locali.
    Speriamo.....

  3. #3
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    Predefinito

    Sì, infatti, non servono solo i programmi, ma le azioni concrete... C'è da dire, però, che almeno questi citano i problemi... Gli altri se ne sbattevano ferocemente...

    L'ACQUA è di TUTTI e di NESSUNO!

 

 

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