da LaPadania online
Il senatur: «Il federalismo è la cosa migliore per la nostra gente, disposta a mediare per ottenerlo (1° porcata)»
BOSSI AL NORD: «VOTA SÌ ALLA DEVOLUTION»
Igor Iezzi Sì, sì e ancora sì. Umberto Bossi continua a ripeterlo e la sua gente lo segue, va a ritmo con lui, si entusiasma. «Il referendum deve passare in massa almeno al Nord, così avremo diritto di andare ovunque e chiedere il federalismo. Con alle spalle un referendum “legale” dimostreremo la voglia di libertà del Nord». Il leader della Lega Nord si trascina dietro tutto l’auditorium del Collegio Gallio, a Como, dove è stato organizzato un incontro pubblico per spiegare le ragioni del sì al referendum sulla riforma costituzionale che si terrà il 25 e 26 luglio.
Di fronte a oltre 600 persone, la sala gremita in ogni ordine di posti, il verde che spicca, le bandiere che sventolano e i cori lanciati dai Giovani padani che risuonano nell’auditorium, il segretario federale del Carroccio si lascia dietro le polemiche... ...pretestuose e strumentali sollevate in questi ultimi giorni dalla sinistra e rilancia la battaglia per la vittoria nel referendum. Dopo circa tre anni e mezzo Bossi è così tornato sul lago di Como, un evento atteso che ha scatenato interesse ed emozione tra i sostenitori e i militanti del Carroccio. L’importanza storica dell’appuntamento, che vedrà coinvolti tutti i cittadini il prossimo fine settimana, ha saputo mobilitare la città che ha risposto in maniera inaspettata avvolgendo con il suo calore il discorso del Senatur. Ma c’è qualcosa che forse ha rappresentato la molla del successo dell’iniziativa di ieri sera, una spinta che si può ricercare nella volontà della città di riallacciare un legame con il padre del federalismo moderno, con chi da anni sta lottando per la libertà del suo popolo e della sua terra. Dopo tre anni e mezzo, l’ovazione che ha accompagnato l’ingresso nell’auditorium del segretario della Lega è stato un gesto naturale, quasi liberatorio. E quel sì urlato da Bossi appena preso il microfono ha saputo galvanizzare l’intera platea, pronta allo sprint finale per vincere il referendum.
«Ci sono Stati nati federalisti fin dall’inizio perché composti da popoli di forte identità», ha affermato Bossi - «Cambiare dal centralismo al federalismo è difficile. L’esempio dell’Inghilterra che ha devoluto competenze legislative alla Scozia è chiaro: di fronte alle richieste dei popoli, il centralismo non può nulla. Anche un governo di sinistra, come quello di Blair, ha dovuto cedere, e questo ha rappresentato una spinta per tutti i popoli. Pensiamo alla Lombardia, l’area che mantiene tutto il paese. I sindaci sono disperati e devono aspettare che Roma gli mandi qualche soldo». Bossi ha poi mostrato preoccupazione per le enormi “carenze democratiche” del paese: «Com’è possibile che la Lombardia, un’area più grande del Belgio, non abbia magistrati lombardi. Sembra che noi siamo destinati solo a pagare. Ora bisogna cambiare». Le ipotesi in campo sono due, o il federalismo o la secessione «ma non si può negare che quest’ultima sia pericolosa. Noi vogliamo il federalismo (2° porcata) e la libertà, che vanno a vantaggio di tutti i popoli e il Nord vuole vedere tutelati i propri diritti ed è disposto alla mediazione».
Prima del leader leghista, a salire sul palco erano stati il capogruppo al Senato Roberto Castelli, il segretario nazionale Giancarlo Giorgetti, il segretario Provinciale del Carroccio Nicola Molteni, il presidente della provincia lariana Leonardo Carioni e l’assessore lombardo alle Culture, Identità e Autonomie Ettore Adalberto Albertoni. Anche il sindaco della città Stefano Bruni ha preso parte all’incontro, portando i saluti della città a Umberto Bossi. Una presenza che non è passata inosservata. Proprio il sindaco di Forza Italia, esponente di Comunione e Liberazione, si era conquistato le prime pagine dei giornali locali con una “sorprendente” ammissione: l’azzurro non si recherà a votare perché già in vacanza dal giorno prima. Una strana coincidenza con le posizioni espresse dalla Compagnia delle Opere, costola imprenditoriale di Cl che qualche ora prima, tramite il suo direttore generale Pietro Bazzoni, aveva definito «immorale costringere i comaschi a votare il 25 giugno, dopo tre mesi di elezioni continue». Secondo la Cdo «in questa fase storica all’Italia servirebbe una nuova Costituente per valutare come e in che senso modificare la Carta costituzionale. Il referendum probabilmente non è il sistema migliore per affrontare certi argomenti, perché alla fine, chiunque vinca, c’è il rischio che si riduca tutto alla vittoria politica dell’uno o dell’altro schieramento». «Forse l’astensione non sarà la strada migliore - diceva Pietro Bazzoni - ma sarebbe davvero immorale costringere in qualche modo gli elettori a tornare alle urne, dopo che dall’inizio dell’anno viviamo in una campagna elettorale permanente con una sequenza di votazioni impressionante. Per questo probabilmente l’astensione la farà da padrona». In conclusione, Bazzoni ammetteva anche che «seppure ci fosse una vittoria dei sì, occorrerebbe comunque mettersi a ragionare in maniera ampia e profonda sulle modifiche da apportare alla Costituzione (3° porcata, in sintesi votate SI' che tanto poi rifacciamo tutto)».
Posizioni ambigue che, però, sono state subito collegate all’assenza dalle urne del sindaco di Como. Sarà perché tra un anno si vota o per vera convinzione, sta di fatto che Stefano Bruni ha smentito la lettura interessata delle sue vacanze e ha assicurato il massimo impegno. «Il mio sostegno alla battaglia per il sì è comunque totale e attivo - ha rimarcato il primo cittadino - Avevo fissato la partenza sin da gennaio e la coincidenza con la infausta data del referendum è puramente casuale. Per tutta la settimana prossima sarò impegnato in prima persona a sostenere le ragioni della vittoria del sì».
Intanto Bossi va avanti. Prima di recarsi a Como, ieri, ha partecipato alla festa dell’asilo nido “gli orsetti padani”. (com'è che la sciura ilaria non ha detto nulla? dèm cunta su un po' ma l'è 'ndata!) In ottima forma ha scherzato con le neo mamme e con i bambini, sottolineando il ruolo fondamentale che deve avere la famiglia nella nostra società. Lunedì sarà a Lodi, altra tappa del suo instancabile tour referendario. Proseguirà fino a venerdì, in attesa che le urne sanciscano la vittoria del sì e del cambiamento.
Il senatur: «Il federalismo è la cosa migliore per la nostra gente, disposta a mediare per ottenerlo»
BOSSI AL NORD: «VOTA SÌ ALLA DEVOLUTION»
in sintesi, federalismo SI' e secessione NO. finalmente allo scoperto.
ecco perchè bossi non mi rappresenta più da tempo.