Io in genere diffido di chiunque faccia appello a qualche inevitabile legge della storia...
Io in genere diffido di chiunque faccia appello a qualche inevitabile legge della storia...


Non si tratta di "leggi della storia" inevitabili ma di come è andato il mondo fino ad ora, di come sta andando e di come andrà. Indipendentemente da chi pensa di lottare contro di esso titanicamente e non si accorge di modificare gradualmente i suoi obiettivi credendosi "conservatore" e uscendo sempre sconfitto dalla storia stessa. La "difesa" di qualcosa che non solo non è difendibile ma nemmeno esiste, secondo i criteri posti dagli stessi difensori, è una lotta senza risultato.
Ma continuatela pure...vi accorgerete mano a mano che ciò che desiderate è storicamente passato e non torna indietro, vi adeguerete al futuro cercando furiosamente (??) di mantenerlo come presente...e di nuovo sarete oltrepassati. Una patetica lotta sisifea.


potrei enunciarti per filo e per segno,tutte le distanze filogenetiche di gran parte degli abitanti del pianeta, tanto per rispedire al mittente assurde pretese
di mescolamenti che in realtà non sono scientificamente mai avvenuti se non in parte esigua.
le tradizioni millenarie, esistono e sono cangianti, reali, si possono scorgere, toccare respirare, interiorizzare.
la sola lotta al capitale quale significato possiede in ultima analisi?
il capitale in se non esiste, è un concentrato di numeri diluiti e moltiplicati
per varianti, decisi esclusivamente dall'uomo e dalle sue bassezze etiche.
ergo:
sfruttando la logica d'equazione di "non presenza dell'ente"
vi sono ad esempio, numerosissime probabilità che un comunista di oggi diventi un capitalista di domani. (essendo il capitale un concetto esclusivamentemobile ,disorganico,tratteggiato,caotico,mancante di senso geometrico, non fissabile,senza alcuna gravità , alla portata di tutti, non inquadrabile in nessuna realtà umana specifica).
le tradizioni per antitesi rimangono verticali,perentorie , presenti (presso l'ente di emanazione o manifestazione)dispiegate, distinguibili, secondo propria SPECIFICA natura.
saluti e perdonatemi l'intrusione.


Il capitale in sè non esisteOriginariamente Scritto da Baltik
bella scoperta..certo, non è un'entità organica nascosta in chissà quale anfratto del pianeta, che ordisce trame contro l'umanità.
Il capitale, però, esiste come attitudine, tendenza, modalità di concentrazione delle ricchezze e dei mezzi di produzione e divide la società in classi...ma vabbeh, che ne parliamo a fare? Stiamo parlando di "fascismi"...
Questo interessante concetto che mi ricorda un'immagine strana, fatta di ancoraggi progressivi e impossibili come quando l'insetto sale il vetro cercando di consolidare la sua posizione e non appena ha fatto qualche passo scivola giù di quanto guadagnato, è suggestivo da collegare al mio sovraesposto.Originariamente Scritto da wiseman
Il fatto che la storia avanzi e che una parte dell'umanità necessiti di "fissare" periodicamente come in una polaroid il passato per decretarlo assoluto e "verticale", ben si confà alla necessità di chiudersi in una comunità assediata fisicamente e culturalmente.
Questi due passaggi, dei quali non saprei ora dire quale genera l'altro, secondo me si intersecano e si mischiano in un turbine.
Non è un caso che il desiderio di rinchiudersi in una comunità che abbia come capisaldi il ritorno ad un passato e la chiarezza e la semplicità, sia prerogativa dei periodi e degli strati sociali più insicuri.
Quando un periodo è incerto (come il nostro) o uno strato sociale non vede un futuro all'orizzonte, la necessità di trovare un nemico chiaro, semplice su cui polarizzare le proprie incertezze e negare il confronto, la ricerca, il porsi delle domande, diventa impellente.
Più si hanno domande di difficile risposta più la comunità tenderà ad eluderle generando quella sindrome di accerchiamento che si autoalimenta progressivamente della propria paranoia. Parallelamente diventa necessario trovare un punto fermo nella storia, un paradiso terrestre o per lo meno un'età dell'oro a cui fare riferimento, e se non esiste o non è sufficientemente perfetta la si rielaborerà mitopoieticamente. La rielaborazione collettiva della storia d'altronde è un processo che ci tocca tutti i giorni e si nota parecchio se stiamo attenti, anche nelle piccole cose.
Come si nota, non ho menzionato una volta la parola "fascisti" apposta, perché è un processo che nel fascismo agisce, secondo me, in pieno, ma che non è una loro esclusività. Tra l'altro non so se considerarlo solo negativo, ci dovrei pensare bene.
Fatto sta che questo ragionamento, che nel nazismo diventa paradossale e ipertrofico, è insito nell'uomo e percorre trasversalmente la storia con continui richiami a passati dorati che di volta in volta cambiano e si evolvono.


Per ora non contano niente! Per ora...Originariamente Scritto da Markus_Wolf


Quindi? Cosa sono per te i nazional-bolscevichi?Originariamente Scritto da matteomatteo


Originariamente Scritto da matteomatteo
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wiseman, perfetto ! da buon commerciante mi hai subito appiccicato l'etichetta subordinandomi ad un concetto mercantile! essere come pshysis o smarrimento dell'essere !
tu soffri le classi sociali e la loro pragmatica esistenza ?
imagina che esistono parti del mondo ove tale evenienza non viene neanche
presa in considerazione.
ciononostante potrei essere un morto di fame
ed allo stesso tempo, ritenere le classi sociali di alcuna rilevanza determinante
il dichiararsi espressamente "anti"
esprime di riflesso un condizionamento atto ad attribuire importanza a ciò che evidentemente non ne ha.
essi vivono per riflesso condizionato.
saluti.


Infatti il sole gira intorno alla terra, ma non è detto che la terra debba girare intorno al sole...Originariamente Scritto da agaragar