come si dice predicare bene e razzolare male....Sequestrati 8 conti con 43 milioni di euro di Consorte e Sacchetti, capi della finanza rossa
C' erano davvero. Parliamo di soldoni. In gergo si chiamerebbero verdoni, ma hanno la filigrana rossa. Ci fanno venire un sacco di domande, oltre a consolidare alcune maligne certezze. Cominciamo da un dato ultra-sicuro: il conteggio del malloppo. Trattasi di 43 milioni di euro, disseminati su otto conti correnti. Altro elemento acclarato: è un tesoro comunista. Infatti è intestato ai manager delle cooperative rosse. Il nome Unipol vi dice qualcosa? A noi sì, e pure a voi. Anche se è un po' di mesi che non se parlava più. L'ultima volta fu Berlusconi a pronunciare le tre sillabe U-ni-pol in televisione, spiegando che era una ditta dell'impero diessino e c'erano in ballo delle tangenti pazzesche. Poi tacque: logico, trattarono lui da pazzo, si vociferò anche di possibili vendette per indurlo a più miti conversari. Si adeguò di malavoglia, ma si adattò. Ora è la magistratura milanese a usare argomenti più solidi delle parole berlusconiane. Ha messo le mani in tasca ai compagni. Non sbandiera intercettazioni ma congela liquidi. Ieri la Guardia di finanza, su ordine del Gip di Milano, Clementina Forleo, ha messo i sigilli su quel po' po' di denaro intestato a Gianni Consorte e Ivano Sacchetti, presidente e vice dell'Unipol (poi sbattuti fuori quando puzzavano dai loro colleghi che naturalmente non sapevano nulla). L'accusa qual è? Dietro le citazioni di articoli di codice, l'ipotesi investigativa (si dice così) è di una semplicità devastante.
forse ci si deve render conto che chi a destra chi a sinistra alla fine l' importante è magna magna.....




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