le sorelle prendono le distanze dal Principe....insomma che schifo....![]()
questo pagliaccio poteva rimanersene in esilio tranquillamente


le sorelle prendono le distanze dal Principe....insomma che schifo....![]()
questo pagliaccio poteva rimanersene in esilio tranquillamente


Ah, ma i Re non si scelgono, caro amico. Finché sono Re, si servono. Le parole che lei riporta riempiono di tristezza (se sono state pronunciate) e tuttavia un buon monarchico non può che pregar Dio perché possa nel futuro mandare - eventualmente - un Re buono.Originariamente Scritto da CriticaLiberale
Ovvio, non è che la Real Casa di Savoia sia eterna. Non lo fu - almeno dal punto di vista storico/politico - la casa di Davide, e sì che aveva il braccio di Dio a proteggerla. Ma se deve esser rovesciata, sarà appunto Dio a farlo. Per conto mio, continuerò a esser fedele al mio legittimo Re e a servirlo come posso, con la morte nel cuore magari, ma lo farò.
Io sono monarchico da sempre, ma sono anche da sempre alieno dalle polemiche fra le dinastie e all'interno dei singoli rami della Real Casa, Savoia-Aosta o altro. Più che mai sono alieno rispetto alle varie sigle e siglette monarchiche, spesso piuttosto ridicolmente in guerra fra di loro. Lo ripeto, sono un uomo semplice. L'ultimo Re aveva un primogenito, e questi è il Principe Vittorio Emanuele. Lui è il legittimo pretendente al trono. Tutto qui. Se davvero (e Dio solo sa quanto vorrei non lo fosse) è il protagonista di questi fatti, allora Egli ha bisogno più che mai della mia (e della nostra) dolorosa e consapevole fedeltà.
[Comunque, moralmente, non mi sento migliore di lui (qui sine peccato est, primus lapidem mittat). Se la mia vita fosse intercettata e sbattuta sui giornali, emergerebbero squallori e meschinità, come è logico. Può essere che non emergerebbero dei reati, ma il male non lo misuro sul codice penale.]
Mi permetto però di dirle che - secondo il pensiero repubblicano - la sovranità non è perduta quando si afferma una repubblica. Essa è semplicemente trasferita nel popolo, un soggetto collettivo che 'prende in mano lo scettro' solo in pochissimi giorni, quando sono aperte le urne elettorali ed il 'popolo-sovrano' nomina solennemente i suoi rappresentanti.
Ora, è palese che il popolo-sovrano può essere altrettanto ig-nobile di un Sovrano individuo. Quasi tutte le dittature, quasi tutti i regimi autoritari, non sono tutt'a fatto privi di consenso popolare. Anzi: adunate oceaniche, ritratti nei bar e nei taxi, code ai mausolei e alle tombe. I dittatori normalmente sono insediati 'a furor di popolo'.
B.


..... Da repubblicano ..... Vi esprimo la mia personale solidarietà per questo fazioso provvedimento che ai miei occhi rappresenta la "vendetta" di certa sinistra per il ritorno di Vittorio Emanuele in Italia................!!!


......... Da "esterno" ........ Mi permetto di quotare........!!!Originariamente Scritto da roberto m
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Cerchiamo di fare meno i spocchiosi... soprattutto ai laidi di sinistra che fanno sempre i fighetti pensando di essere i grandi moralisti del paese. Non è ancora stato giudicato nessuno in quanto trattasi di accuse abbastanza ridicole. Questa è la solita manovrina di Magistratura Democratica. E' ovvio...
Si attende fiduciosi.


E' anche il mio pensiero, questo di Dreyer. Anche se mi sconvolge il dolore e lo smarrimento di tutti quegli italiani come il mio Padrino (Fante d'Italia) che incarnano letteralmente i valori della Monarchia nelle Persone dei Principi titolari della Corona. Lo fanno con l'intreccio inscindibile di profondo civismo e appassionata dedizione affettiva. Niente è troppo di quanto si deve e si fa per il bene dell'Italia e del Principe, mi ha sempre insegnato.Originariamente Scritto da Dreyer
E' proprio perchè la monarchia sa generare cittadini come il mio padrino ch'io sono irriducibilmente monarchico.


A parte gli insulti del forumista Sig Dito 5 e sempre chiedendo con rispetto ospitalità io vorrei invitarvi)ripeto io non siono nè monarchico nè cattolico) ad un confronto sereno ma anche chiaro sull'opportunità etico-politica(ma prima etica) di valutare come unica possibilità significativa per un possibile discorso monarchico i principi metodologici del pensiero carlista spagnolo
Mi permetto di inserire a seguire una riflessione in merito estratta dal sito di Allenaza Cattolica.
Questo tipo di confronto mi interessa molto restando io su posizioni istituzionali e religiose diverse dalle vostre
Vi Ringrazio -Ho chiesto al Sig Dito 5 in pvt perchè mi avesse definito sepolcro imbiancato Non mi ha risposto
Padre Giovanni festa parroco ortodosso a Palermo
Ecco il testo
I.D.I.S. - Istituto per la Dottrina e l'Informazione Sociale
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Voci per un Dizionario del Pensiero Forte
Il carlismo
di Roberto Gavirati
. L'ideario
Il pensiero politico carlista, sintetizzato nel lemma Diós, Patria, Fueros, Rey, è stato esposto nel corso degli anni da diversi autori, che hanno elaborato quanto ha contraddistinto le posizioni e le scelte del movimento. Fra essi ricordo Antonio Aparisi y Guijarro (1815-1872), Enrique Gil Robles (1849-1908), Ramón Nocedal y Romea (1844-1907), Juan Vázquez de Mella y Fanjul (1861-1928), Guillermo Estrada y Villaverde (1834-1895), Gabino Tejado y Rodríguez (1819-1891), don Félix Sardá y Salvany (1844-1916), Matías Barrio y Mier (1844-1909), fino a Francisco Elías de Tejada y Spínola (1917-1978) e al vivente Rafael Gambra Ciudad.
Dio e Patria. Dio è al centro dell'attività umana nel mondo, ma soprattutto in Spagna, che il grande erudito e critico letterario Marcelino Menéndez y Pelayo (1856-1912) descrive come "evangelizzatrice di mezzo mondo, martello degli eretici, luce di Trento, spada di Roma, culla di sant'Ignazio"; perciò la Spagna o è cattolica o non esiste come entità statale organizzata, perché la patria spagnola comporta l'unità nella fede cattolica. Da questa fede derivano le esigenze di subordinare la politica alla maggior gloria di Dio, di dichiarare la religione cattolica religione di Stato e di ispirare la legislazione e le istituzioni alla dottrina sociale della Chiesa.
Fueros. Il termine castigliano "fuero" deriva dal latino forum, "luogo dove viene amministrata la giustizia". Passa poi a significare la giurisprudenza o insieme di sentenze emesse dai giudici. Quindi, seguendo il cammino della formazione del diritto, passa a significare il complesso di privilegi riconosciuti dallo Stato a una città o a una categoria, per giungere finalmente a indicare l'insieme di norme specifiche con le quali si reggono le popolazioni spagnole. Il richiamo ai fueros comporta il riconoscimento dell'uomo come essere concreto e non come ente astratto; il fatto che le libertà, ossia gli ambiti operativi di ciascuno s'inseriscono, in ogni popolo, nelle consuetudini legali e sociali generate dalla sua tradizione specifica e non in leggi esterne; il primato della libertà nella competizione fra uguaglianza e libertà e la preferenza per i sistemi di libertà concrete delle diverse tradizioni regionali spagnole rispetto all'astratta libertà rivoluzionaria. Insomma, i fueros sono usi e costumi giuridici creati dalla comunità, elevati a norma giuridica con valore di legge scritta dal riconoscimento concordato con l'autorità del loro effettivo carattere consuetudinario, quindi, diversamente dalle "dichiarazioni di diritti" o dalle "costituzioni di carta", costituiscono garanzie di autentica libertà politica.
Re. Nell'ideario carlista l'accento non è posto né sulla persona del re, né sulla dinastia, ma sulla Corona, situata al vertice della piramide delle istituzioni politiche, che deve essere cattolica, storica, sociale, responsabile, forale ed ereditaria. Cattolica significa che la Corona deve assoggettare la politica generale ai princìpi della morale cattolica, essere rigidamente fedele agli insegnamenti della Cattedra Romana e favorire in ogni modo quanto promuove l'instaurazione del Regno Sociale di Cristo; storica significa che è caratterizzata dal cumulo dei diritti storici sempre perfettamente identificabili; sociale significa che deve essere non assoluta ma limitata, anzitutto dalla coscienza cattolica, morale e religiosa del re, quindi dalle barriere giuridiche dei fueros e dalle decisioni delle Cortes, o giunte, che rappresentano gli interessi regionali e nazionali; responsabile significa che non è accettata la distinzione fra regnare e governare, tipica delle monarchie costituzionali: nella monarchia carlista il re esercita personalmente il governo, aiutato dai Consigli della Corona o Consigli Reali, e risponde se lui o i suoi agenti non rispettano le regole dell'ordinamento giuridico di quello che si potrebbe chiamare "Stato sociale di diritto"; forale significa che il re esercita le sue facoltà di governo a norma dei diritti che storicamente e costituzionalmente gli competono in ognuno dei suoi domini, per cui quanto in una regione corrisponde a un fuero in altra può essere addirittura contrario; finalmente ereditaria vuol dire che, nella disputa fra legittimità di origine e legittimità di esercizio, se quest'ultima prevale sulla prima, non si rinuncia ad attribuire importanza anche al collegamento dinastico
E che c'entrano "I SAVOIA"?????????????????????? Accidenti, quando qualcuno fa qualcosa nei savoia il peccato assume caratteristiche pluralistiche. Se la sorella Maria Gabriella ha fatto uno scivolone di stile, cavoli suoi. Ovvio, se lo avesse fatto Vittorio Emanuele...OOOOOOOOOOOHHHH HA FATTO LA GAFFEEEEEEEEEE!!!Originariamente Scritto da CuOr3_BlU
Smettiamola perfavore e aspettiamo gli sviluppi della faccenda. Per quanto ne so, l'intercettazione potrebbe anche parlare di una birra.
Stasera ho sentito Alberto Iannuzzi dire che ci sono intercettazioni telefoniche, foto e video.
Torno a dire Ronnie: tu difendi i puttanieri a dir poco. Tu sei una mina per la nostra causa. Io chiedo solo un tipo di silenzio stampa, o almeno di imparzialità, finché non avremo sotto mano i risultati del procedimento.
Posso dirti peò questo: Quello di Maria Gabriella non è sconforto ma solo vendetta per una bega sull'eredità e mi fa vomitare. Lo posso dire visto che lei non sarà mai nulla per la Dinastia se non una ruota di scorta.
Ti arrabbi? ecco, questo è il modo di fare che hai tu.