Ma chi l'ha detto che i giudici sono tutti schierati a Sinistra?
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LA MOGLIE DI FINI
Con Daniela Di Sotto, moglie del leader di An, Proietti ha un rapporto particolare: sono soci in affari. E insieme si orientano sul settore della Sanità. «Fini — precisa il giudice — appare del tutto estraneo alla fitta rete di affari, a tratti poco chiari, gestiti in comune dai due. I loro affari sono fondamentalmente incentrati sui proventi derivanti dalla gestione di due strutture sanitarie private, il Panigea e l'Emmerre, la prima delle quali offre prestazioni anche in regime di convenzione col Servizio sanitario nazionale. A tal proposito, appare particolarmente significativo ed in un certo senso emblematico il contenuto di una conversazione del 19 aprile 2005 nella quale fanno esplicitamente cenno all'interessamento profuso dalla Di Sotto presso Francesco Storace, all'epoca dei fatti presidente della Regione Lazio, affinché la clinica Panigea operasse in regime di convenzione l'esecuzione di esami clinici (Tac e risonanza magnetica) particolarmente costosi».
Di Sotto: «No, l'errore è stato fatto all'inizio, Checchì... lo vuoi sapere quale errore abbiamo fatto io e te? Eh?... quando io sono andata a (omissis) con Storace».
Proietti: «Eh».
Di Sotto: «Bisognava fare un'altra società a cui intestare le convenzioni della risonanza e della Tac».
Proietti: «Non lo potevi fare, purtroppo».
Di Sotto: «Perché?».
Proietti: «E perché non c'hai una... lo dovevi intestare per forza ad una società che già esisteva. Questo è tutto...».
Di Sotto: «Eh, lo so, lo so, non è quello... mica sto dicendo questo. Io sto dicendo un'altra cosa: che mi rode il culo che la gente, praticamente, si trova che si chiama Fini o si chiami Di Sotto, è uguale, si trova tutto quello che vuole... senza muovere il culo. Capito?».
In precedenza i due avevano parlato del comportamento di un'altra socia.
Proietti: «...lei vuole fare il doppio gioco. Lei si vuole tenere il Panigea perché ha detto che lo deve... hai visto lei sul Panigea c'ha dei grossi...».
Di Sotto: «E ti credo, il pozzo di San Patrizio diventa adesso. No?».
Proietti: «C'ha dei... c'ha dei gros... c'ha, c'ha una cosa, una grossa strategia. Chissà che cazzo vuole fare. Vuole diventare proprietaria di un terzo degli immobili perché non caccia una lira. Tanto c'ha pensato sto' testa di cazzo e tu. No? Noi, stronzi che abbiamo anticipato... pe... i soldi per non perdere un cazzo...».
Di Sotto: «È questo che io non voglio più permettere... ed è per questo che l'ho detto a Gianfranco... ho fatto vedere il foglio a Gianfranco, che ha fatto, dico: "Io ho tirato fuori 'sti soldi, gli ho tir... e a te non t'ho chiesto "a" perché tu mi hai detto: "Non mi mettete più in mezzo", ok. Però tu sappi che se tiri fuori mille lire per tuo fratello, andiamo a litigare io e te, primo. Secondo, mi sono rotta il c... che la gente c'ha le cose quando pagano gli altri...».
Proietti: «Perché io e te, comunque, facciamo la maggioranza e determiniamo, no?».
IL GIUDICE AMICO
Quando la lista «Alternativa Sociale» viene esclusa dalle competizioni regionali, Fabio Sabbatani Schiuma, vicepresidente del consiglio comunale per An poi finito sotto inchiesta proprio per quella storia, chiama Salvatore Sottile e confessa. È il 12 marzo 2005. « Ho fatto un buon lavoro... Sono stato io Salvatore. Non si dice in giro perché mi stanno a cercare per ammazzarmi... sono io che ho prodotto tutta la documentazione alla Corte d'Appello. Non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede anagrafiche... col computer, con un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto. So' tre giorni che sto a buttato qua alla Corte d'Appello... Solo che mo' mi possono rompere il cazzo per violazione dei dati della privacy perché io non li ho comunicati a nessuno...
».
Dopo poco i due si sentono nuovamente. E parlano della sentenza, che, dice Sabbatani Schiuma, sarebbe stata pilotata.
Schiuma: «Sai chi sta in quella sezione?».
Sottile: «Eh?».
Schiuma: «Uno dei membri effettivi? Il fratello di Romano De Sensi, tu ti ricordi quel mio amico dove siamo andati a Perugia?... Baldovino che è giudice: l'ho incontrato là. Meno male Salvato' perché erano in parità due e due: due di centrodestra e due di centrosinistra e lui che è stronzo però ha votato a favore».
Sottile: «Ah perché tre a due è finita?».
«Mi sembra di sì. Il presidente era proprio schierato e però due erano contrari».
Fiorenza Sarzanini
18 giugno 2006
http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...arzanini.shtml




Rispondi Citando
dei 3d che si richiamano alla legalità ed alla trasparenza in politica, ricevono un grandissimo consenso. Eppure sono molti i forumisti
che sulle intercettazioni di Fassino e di Dalema hanno inondato il Forum di interventi. Che siano tutti al mare? Io attendo fiducioso.
