FINALMENTE GLI INTERROGATORI:
Roma, 19 giu. (Apcom) - Sono iniziati in mattinata nel carcere di Potenza i primi interrogatori di garanzia nell'ambito dell'inchiesta che ha portato in regime di custodia cautelare Vittorio Emanuele di Savoia. Davanti al Gip Alberto Iannuzzi sfileranno oggi Achille De Luca, Massimo Pizza, Rocco Migliardi e Gian Nicolino Narducci. Per alcuni di loro la scelta difensiva sarebbe quella di avvalersi della facoltà di non rispondere, ma come hanno ripetuto i legali, tra cui Sergio La Penna che assiste De Luca, bisogna prima aspettare la precisa contestazione delle accuse. Lo stesso De Luca e Migliardi sono in carcere già dal 6 maggio scorso in seguito all'inchiesta su una cosiddetta 'banda delle truffe' operante a Potenza. Da quella indagine sono poi scaturiti ulteriori accertamenti che hanno coinvolto anche l'erede di casa Savoia.
Il giudice delle indagini preliminari, poco prima di fare ingresso nella casa circondariale appena poco fuori Potenza, ha detto: "Non posso dire nulla, buona giornata e buon lavoro a tutti". Nelle ultime ore, intanto, si sono resi esecutivi i decreti di sequestro emessi dallo stesso Gip per diverse proprietà, sia della famiglia Migliardi che di quella Tancredi coinvolti a diverso titolo nell'inchiesta.
Intanto l'avvocato Dante Venco, difensore del sindaco di Campione d'Italia, Roberto Salmoiraghi, coinvolto nell'inchiesta che ha fatto scattare le manette anche per Vittorio Emanuele di Savoia protesta: "non abbiamo potuto leggere, né io né il mio assistito, l'ordinanza di custodia cautelare che lo ha portato in carcere. Salmoiraghi - continua Venco - non sa quindi perché è in carcere, ufficialmente, lo ha dovuto sapere dalla televisione".
Comunque Salmoiraghi, secondo il suo legale, ha reagito positivamente agli ultimi avvenimenti. "E' grave - spiega Venco - che abbiamo dovuto apprendere i fatti dai giornali. Queste cose sembra che abbiano un valore ma sono scollegate e viste singolarmente hanno un peso ma nell'insieme ne hanno tutt'altro". Salmoiraghi è lontano di cella da Vittorio Emanuele e non ha visto il principe. Le accuse di concorso in istigazione alla prostituzione che effetto hanno avuto su Salmoiraghi?, chiedono i cronisti. "Ripeto non siamo in grado di parlare, di esprimere un'opinione - sottolinea Venco - perché non abbiamo l'ordinanza. Riguardo alle accuse di prostituzione posso dire che dai giornali sembra sia così ma non è e non può essere così".
Il penalista, che assiste Salmoiraghi insieme a Massimo Dinoia, si è recato in Tribunale per andare a ritirare l'ordinanza di custodia cautelare. "Per domani, quando ci sarà l'interrogatorio di garanzia, cercheremo di capire che cosa è contestato al mio cliente", spiega Venco.
Intanto è' una vera e propria dichiarazione di guerra alla pubblicazione delle intercettazioni quella che arriva oggi, sul 'Corriere della Sera', dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Che promette una regolamentazione. "Le intercettazioni sono fondamentali per le inchieste sulla criminalità organizzata e sul terrorismo: i magistrati non possono fare a meno di questo strumento (...) ma anche il legislatore stabiliva che ci dovessero essere dei limiti alla ammissibilità. E questo dimostrava la preoccupazione per un uso che può diventare un pò disinvolto. Noi non vogliamo punire i giornalisti. - afferma il Guardasigilli - Io voglio colpire chi deve essere colpito (...) ma è una zoomata continua, no al Grande Fratello".
Mastella, commentando la diffusione delle conversazioni alla base dell'inchiesta di Potenza, afferma che "le cronache recenti confermano qaunto fossero fondate queste preoccupazioni (...) assistiamo a fenomeni di inutile divulgazione o di divulgazione abusiva sul conto di persone che a volte sono estranee ai fatti su cui si indaga comunque con riferimenti alla sfera personale che sono privi di rilievo penale".




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